
Accolgo l'invito di Donnigio e di Pellescura a pubblicare un mio commento in risposta a quello che Il Blogh (
http://ilblogh.blogspot.com/ ) mi ha scritto nel precedente post. Interrompo quindi il silenzio che mi ero promessa di adottare sino alle elezioni e parlerò ancora una volta di politica.
Il Blogh mi dice:
"Il "votiamo contro di lui" della tua didascalia su Berlusconi delinea il tuo profilo di donna che si identifica in un vecchio stampo di sinistra che non pensa agli obbiettivi e alle concretezze (che sono i problemi reali del paese) ma bensì pensa ad una politica che abbia la logica dell'" anti".
Questa la mia risposta:
"Caro Blogh, innanzitutto bentornato nel mio spazio. Evidentemente sei un lettore molto discontinuo dei miei piccoli scritti. Se mi avessi seguita, capiresti il perchè delle mie affermazioni. Infatti sono arrivata alla conclusione di votare PD attraversando varie fasi. Prima di tutte quella del non voto, perchè ero e sono molto delusa dal governo di centrosinistra. Per non aver affrontato il problema del conflitto di interessi, poi per la questione non risolta del precariato, quindi per la sudditanza manifesta al vaticano e ancora per la legge elettorale non modificata e per molto altro. Nel mio blog ho sempre manifestato queste insoddisfazioni, criticando ampiamente il governo e dolendomene. Quando Mastella fece ciò che fece, dichiarai apertamente che questa volta non avrei votato per la sola paura del cavaliere per me innominabile e dissi anche che trovavo i programmi dei due maggiori schieramenti, in linea di massima, uguali. Se dovessi seguire il mio istinto e le mie idee di sempre, dovrei votare per la Sinistra Critica, ma so bene che questo non porterebbe a nulla perchè so che, ormai, tutti quelle posizioni e quegli ideali che, da sempre, hanno ispirato la mia vita, sono fuori del tempo ed irrealizzabili. Quindi,come vedi, sono diventata abbastanza ragionevole ed ho abbandonato quell'"anti" a tutti i costi che tu citi. Sono quindi arrivata, e questo fino a ieri, ché, come noterai, le mie decisioni sono in continuo divenire, sono arrivata, dicevo, alla determinazione di conferire un voto disgiunto: Sinistra Arcobaleno alla camera e PD al Senato. Questo per non far scomparire la sinistra dal panorama politico nazionale e per riaffermare ancora una volta i miei ideali di sempre.Ora, invece, ho deciso che voterò PD in entrambe le camere, e sono qui a spiegartene il motivo. Perchè ritengo che un voto di pura testimonianza non occorra oggi al nostro Paese, occorre, invece,un voto che argini un nuovo avvento del cavaliere senza nome e dei suoi accoliti che garantirebbero alla nostra già tanto travagliata Italia un ulteriore scivolamento verso l'imbarbarimento dei costumi, verso la logica dei furbetti, verso il malaffare che convive con le organizzazioni mafiose,verso la destabilizzazione della Giustizia atta a garantire l'impunità ai pregiudicati che continuano ad ingrassare le fila del centrodestra,verso la politica economica creativa di Tremonti che premia i ricchi, come il suo padrone, ed affonda sempre di più i poveri e che creerà un divario sempre maggiore fra le due realtà, in perfetto stile statunitense. Ho capito che rapportarsi con Veltroni, o con Livia Turco, o con Rosy Bindi, ma anche con Di Pietro e Bersani e così discorrendo, non è come rapportarsi con Berlusconi (ecco, vedi? faccio progressi, sono riuscita a nominarlo) Fini, Bossi, Giovanardi,Gasparri e chi più ne ha, più ne metta. Credo che la SINISTRA, quella sinistra alla quale io mi ispiro e che trova tanti degnissimi rappresentanti nella società civile, gente per bene e di sani principi ed altruista e corretta, possa senz'altro dialogare e confrontarsi meglio con un governo il cui capo sia Walter Veltroni. Per questo ho scritto:amici di sinistra, non avalliamo il ritorno di quella persona, turiamoci il naso per l'ennesima volta e votiamo contro di lui. Era sottinteso che, dopo, si dovrà continuare ad essere critici ed a pretendere dei cambiamenti,anche se lenti e sofferti. Io auspico un Paese dove venga riscoperto il senso della dignità, dell' appartenenza e della partecipazione. La legge vergognosa con la quale siamo costretti ad andare a votare mi mette in condizione di scegliere unicamente il meno peggio. Ed è quello che farò.Grazie per il tuo intervento che mi ha permesso di esternare ancora una volta la mia posizione.Torna quando vuoi, il confronto costruttivo mi piace.