
La notiziola che vi offro è lieve, ma indicativa di come si possa abdicare ad i propri principi in nome del marketing e del vil danaro.
Sulmona è una cittadina bella ed elegante in provincia di L'Aquila. E' la patria riconosciuta del confetto. Numerosi sono i laboratori artigianali che producono il simbolico dolce, fra tutti spicca la premiata ditta Pelino che è uscita dai confini italiani, facendo conoscere il prodotto in tutto il mondo. Due anni fa la ditta in questione ha pensato di mettere in produzione il "gay bride", la sposa gay, un confetto dedicato alle coppie omosessuali, per conquistare una buona fetta di mercato americano, inglese e spagnolo.
"Il simbolo d'amore si compone di materie esclusivamente naturali ed è una felice unione di mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay, zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come è nella tradizione dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalità di una scelta di vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla, tinta che nasce dall'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il maschile e il femminile."
Queste le parole che illustrarono il prodotto alla sua uscita.
Tutto normale,direte voi, e sarebbe anche da aggiungere un plauso per i proprietari della storica ditta ,aperta e pronta a rispondere ai mutamenti dei costumi della società.
Il piccolo particolare che mi sento di aggiungere è quello che vede la Signora Paola Pelino, comproprietaria dell'azienda familiare insieme con i fratelli Mario, Antonio, Lucilla e Marco, deputata eletta nelle file del Popolo delle Libertà, già in carica nella passata legislatura. La Signora si è distinta per aver regalato al Cavaliere, durante le operazioni di voto sulla fiducia parlamentare del governo, una confezione degli stessi confetti, ma di colore diverso,ovviamente.
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Ma non è finita qui, l'azienda sarà lo sponsor delle nozze gay che si svolgeranno ,come atto dimostrativo e rivendicativo, a L'Aquila domenica primo giugno e che vedranno confluire in città numerose persone da tutta l'Italia. Distribuirà gratuitamente i simpatici confetti color lilla.
Pubblicità, ça va sens dire.
La signora ha dichiarato testualmente: " i confetti? Vorrei continuare a venderli alle coppie normali" ed ha continuato, senza scomporsi: "le opinioni politiche sono distinte dal commercio. La famiglia per me è quella composta da un uomo e una donna e arricchita da una prole. Ma un imprenditore non si chiede mai a chi arriva il suo prodotto". Insomma, contro le coppie di fatto in Parlamento, a favore e benedicente al Gay Pride aquilano. Gli affari sono pur sempre affari, ed il dio danaro fa più presa della ragion di stato.