venerdì 14 novembre 2008

La sentenza vergognosa

Ne parleranno in tanti oggi, ne parlerete in tanti. Nulla ho da aggiungere allo sgomento di queste ore. L'esito della sentenza sui fatti della Diaz, in quel luglio del 2001, me lo aspettavo tutto. Ma prenderne atto è doloroso. Lo stato ha difeso se stesso e le sue istituzioni, a scapito di tanti giovani massacrati. E quei crimini sono stati perpetrati davanti agli occhi del mondo intero. Lo stato ne esce pulito, i mandanti della mattanza sono stati assolti e gli esecutori materiali hanno avuto pene lievi. Il popolo , i cittadini che quella notte subirono inermi le violenze, esce sconfitto. Ma viene affermato anche un altro principio secondo il quale pagano comunque i sottoposti, mai i capi. Quello che è successo a Genova non è un caso isolato, è successo, succede e succederà ancora. Prendiamo ancora una volta atto che l'impunità per le forze dell'ordine è una realtà. Sono stata nelle caserme di polizia, picchiata ed oltraggiata. Senza la speranza di essere compresa, neanche dai familiari. Pensavo che qualcosa fosse cambiata. Mi sbagliavo. Oggi c'è solo maggiore visibilità per questi accadimenti, ma, nella sostanza, quel sangue che ha imbrattato i muri della scuola Diaz è stato speso inutilmente. L'unica arma che abbiamo in mano è quella di mantenere viva la memoria di quanto di gravissimo è stato commesso e di non permettere che questa sentenza cancelli con un colpo di spugna quello che è stato un vero e proprio assalto delle forze dell'ordine che hanno creduto di essere libere, legittimate oggi da questa vergognosa sentenza, di sospendere lo stato di diritto. Lì, in quella scuola, protetti da quelle mura. Alla scuola Diaz, quel luglio di sette anni fa, la democrazia è stata sospesa.

martedì 11 novembre 2008

Accade di notte

Accantoniamo per un po’ Obama, le figuracce che ci fa fare il nostro premier, le elezioni in Abruzzo, le proteste e quant’altro, e passiamo ad una storia, una vicenda personale.

Oggi vi voglio parlare di un uomo e, badate bene, non è un tranello dei miei: alla fine non sarà un melograno, un acquazzone estivo,uno scaldasonno o un vestito, e neanche un cane. Questo è un uomo vero, in carne ed ossa. Ci siamo conosciuti lo scorso inverno, tramite amicizie comuni e, pian piano, abbiamo iniziato una frequentazione costante. Lui venne a bussare da me, una mattina. Lo accolsi, ché sono tendenzialmente aperta ai nuovi incontri. Ci siamo scambiati visite di cortesia, ascoltando la musica che lui sceglieva sapientemente ,ed abbiamo iniziato a conoscerci, pian pianino. Da un po’ di tempo, però, ci incontriamo di notte,tacitamente, senza impegno, visto che entrambi,durante il giorno, siamo presi dal lavoro e dalle incombenze familiari. Siamo due tiratardi e, alla notte, si parla, si ragiona, si diventa intimi. Si discute di amicizia: “credi nell’amicizia fra uomo e donna?” gli chiedo “mmmh, non so, forse” mi risponde . E’ un uomo che non lascia spazio a tenerezze, un po’ tenebroso, a volte brusco, schietto,di quelli che dicono “pane al pane, vino al vino”. Mi piacciono gli uomini così. E’ attratto dal mistero, mi dice. Io di misterioso ho ben poco, mi paleso subito per quella che sono. E’ attratto dalla timidezza, aggiunge, io sono l’antitesi della timidezza. Non lo attrarrò mai, mi dico. Posso stare tranquilla. Poi , una notte di qualche tempo fa, mentre ,entrando da me, dopo aver brevemente scampanellato, accendeva come al solito la lucina, io lo percepii diverso. Sentivo che voleva dirmi qualcosa. Paziente aspettavo. Forse ha un segreto, forse una rospo in gola, vuole confidarsi. Mi approntavo ad ascoltarlo, quando lui, diretto, mi dice : “vuoi vederlo?”. Non sono nata ieri, ma una cosa così non mi era mai capitata. Interdetta, velocemente ragiono fra me e me. Gli dico subito no, rischiando di perderlo? Gli dico che voglio pensarci? Accetto entusiasta? Decido, allora, per una domanda :" come mai proprio io? Come mai proprio qui, ora?” lui, imperturbabile, mi risponde "perché di te mi fido, mi piaci, siamo amici e perché poi penso che piacerà anche a te e potrai darmi pure un giudizio, alla fine”. Oh cielo, bella questa. “Sì, aggiunge, a volte mi sento insicuro, ho bisogno di conferme. Allora, vuoi? Vuoi vederlo? Dai, vogliamo farlo?” Mi rendo conto che la situazione non ammette tentennamenti, l’attimo va colto. Forse sarà per una volta sola, e domani entrambi faremo finta di nulla. Forse è l’inizio di una storia che si ripeterà. Forse questa cosa mi lascerà il segno. Mi piacerà? Non avrò a pentirmene? Pongo fine agli indugi: si vive una volta sola, ed io non ho più tempo per rimandare, meglio vivere l'attimo. Voglio viverlo ora. E mi butto a capofitto. “Sì, gli dico convinta, ci sto”. Sorride, si avvicina, uno sguardo di quelli suoi, dietro gli occhiali scuri, anche di notte, e diamo inizio alle danze. Accetta, scarica, apri…. il file è arrivato, pronto per essere aperto. Pronto per essere visto. Pronto per essere consumato. La finestra di messenger lampeggia e lascia il posto ad un’immagine: “ Mmmmm….. è bellissima, Pellescura, una vignetta magnifica. Mi piace. Sei bravo davvero. Continua così. Ancora, ancora, ancora un'altra.…. Lo rifacciamo anche domani?”

Pietro, perdonami, non ho saputo resistere :-)

lunedì 10 novembre 2008

In Abruzzo si corre insieme

Il 30 novembre in Abruzzo si voterà per le regionali. Antonio Di Pietro, abbiamo già detto che è un uomo di destra, un populista, un ruspante, un giustizialista, ossessionato dall'odio per Berlusconi, abbiamo detto tutto, ebbene Antonio Di Pietro, in Abruzzo ha ricompattato la sinistra, quella che Veltroni è riuscito brillantemente a distruggere. Ha dettato regole ben chiare: un suo uomo alla presidenza e nessun candidato inquisito. E ce n'erano, tra le file del PD: dal sindaco di Pescara, coinvolto in storie di tangenti, all'assessore regionale ai trasporti ,coinvolto nell'inchiesta per l'inquinamento dell'acqua dei pozzi di Bussi, quella che molti di noi bevono.Entrambi forieri di un bel po' di voti. I signori del PD hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, se vogliono avere una speranza di vincere. Il candidato Costantini promette che la prima cosa che farà, se vincerà, sarà quella di eliminare le pensioni per i consiglieri regionali. Il PD ha dovuto fare un passo indietro e rinunciare a quell'egemonia che presume di avere nell'ambito della sinistra. L'Abruzzo ha bisogno di una politica di rigore, dura e decisa: è una regione allo sbando. Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani, SDI e PD corrono insieme sotto la guida di Di Pietro, che è un leader vero. La consultazione abruzzese sarà una verifica, sia per Berlusconi, per tastare il polso al suo elettorato , sia per Veltroni, per valutare quanto sia valido l'ostracismo che ha riservato alla sinistra radicale. E, se la coalizione ce la farà, spero bisognerà fare i conti con la leadership veltroniana, che non sarà più così scontata.

domenica 9 novembre 2008

Siamo diversi da lui e da coloro che lo hanno votato


Vorrei che fossimo in tanti. Un sogno? Forse no.
Siamo Italiani e dobbiamo essere fieri di esserlo.
L'iniziativa "Yes, we are different" sta decollando. L'Unità oggi parla di noi, a pagina 35.
Rendiamoci visibili.
Possiamo farcela. Ma occorre il nostro impegno.
Diffondiamo, diffondete.
Urliamolo al mondo intero.

Siamo milioni di italiani e siamo invisibili.
Siamo milioni e non siamo volgari.
Siamo milioni e non siamo razzisti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato la nostra storia.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato di essere un popolo di emigranti.
Siamo milioni e non abbiamo dimenticato che eravamo dalla parte sbagliata nella seconda guerra mondiale.
Siamo milioni e siamo onesti e civili.
Siamo milioni e NON CI riconosciamo nelle parole del signor Berlusconi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON PARLA PER NOI -
SÌ, NOI SIAMO DIFFERENTI


Aderite e fate aderire. Facciamo uscire questa protesta dal mondo di Internet. Diamo un segnale della nostra esistenza. Alziamo la testa.

venerdì 7 novembre 2008

We are different

A dirla tutta, personalmente, del fatto che Berlusconi mi abbia dato della cogliona non può importarmene di meno. Come non mi interessa che abbia dato dell'abbronzato al nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Ma io non faccio testo, io sono abituata alle sue uscite. Non mi aspetto nulla di meglio da lui. Dalle corna, al gesto del mitra,dagli apprezzamenti pesanti alle signore, al consiglio di sposare un miliardario per sbarcare il lunario, siamo abituati al peggio. Non credo che il premier sia razzista, credo piuttosto che sia cretino, è diverso. Rappresenta quell'Italia obsoleta degli anni 60, quella di Alberto Sordi. Incarna, insomma, lo stereotipo dell'Italiano pecoreccio e furbastro, e opportunista, e disonesto. Quello che io non ritengo di essere. E mi preoccupa ed irrita in maniera soverchia il fatto di essere rappresentata da lui nel mondo. A tal proposito, trovo appropriata e brillante l'iniziativa lanciata da Silvano nel blog de Il Russo. Tutti i giornali stranieri hanno ripreso l'ennesima infelicissima uscita del premier, commentandola come merita. Allora Silvano dice:

"Facciamo una colletta e compriamo una pagina di un giornale straniero per dire che noi non siamo come lui. Non voglio che mi giudichino patetico come il nostro Primo Ministro."

E la cosa, velocemente, ha preso corpo.
E questo il nuovo blog creato per dare vita a questa iniziativa : http://yeswearedifferentit.blogspot.com/

Yes, we are different: facciamolo sapere al mondo che non tutti gli Italiani sono come Silvio Berlusconi.
Yes, we can. Almeno questo possiamo farlo.

giovedì 6 novembre 2008

Bananeeeeeeeeeeeee..........

Dopo il sogno americano, stamani son tornata alla realtà, seguendo, come tutti i giorni, Omnibus, su La7. Siccome sono contenta e non mi girano i cabasisi, l'ho presa a ridere. C'erano Gasparri, Colaninno jr, Ferrero, una bionda ed occhialuta signora leghista ed un paio di giornalisti.
Si parlava, neanche a dirlo, di Obama. Ché ora ce li scasseranno per giorni e giorni i suddetti, a dire e contraddire tutto il possibile sul presidente USA. La cosa che mi ha divertita, in questo involontario cabaret, è stato il tentativo di tutti di paragonare il nero più potente del mondo ai politici caserecci. Gasparri, solita bavetta e solito occhio sveglio, ça va sans dire, lo ha accomunato al cavaliere Al Tappone : entrambi uomini nuovi, con idee innovative, che sanno scaldare gli animi, muovere masse di elettori e che credono nel sogno del capitalismo moderno. A questo punto Colaninno non poteva essere da meno: non diciamo schiocchezze, il vero Obama italiano è Uolter, ché è davanti agli occchi di tutti la folla oceanica che è riuscito a radunare al Circo Massimo. E poi in comune hanno anche quel "yes, we can" , e scusate se è poco. L'occhialuta leghista è insorta: ma scherziamo? Il vero Obama italiano è Bossi. E lo ha detto impettita ed orgogliosa. Lui sì che è il nuovo, il nuovo vero, fattosi strada con lacrime e sangue, fra la gente. Lui ha strappato elettori alla sinistra ed alla destra, è trasversale, apartitico e osannato dal suo popolo. Gaia Tortora ha obiettato, ricordando alla signora le dichiarazioni del senatùr circa l'eventualità di un nero al capo del governo italiano. E la bionda ha risposto, imperturbabile, che non si tratta di razzismo, figuriamoci, ma semplicemente del fatto che loro non prendono neanche in considerazione la possibilità del voto per gli immigrati.
Giunti a tanto, Ferrero non poteva tacere. Ha rivelato che, leggendo la biografia di Obama, non può non pensare a se stesso: entrambi quarantasettenni, entrambi self made men.
Credo che Crozza non avrebbe saputo fare di meglio. E neanche Albanese. Ho deciso che disperarsi non serve proprio a nulla: facciamoci due risate. Questo ci tocca.

mercoledì 5 novembre 2008

Barack Hussein Obama

Da oggi l'uomo più importante del mondo è un uomo di colore. La storia dell'America, oggi, è stata smentita. Gli Stati Uniti passano da quell'apartheid che prevedeva ruoli ben preicisi per i neri, in una società apertamente razzista, ad eleggere un presidente afroamericano. E Obama si chiama anche Hussein, nome imbarazzante che evoca ,per i fratelli d'oltre oceano, terribili disgrazie. E questa è un'altra barriera di pregiudizio che cade. Non mi aspetto che il nuovo presidente americano risolva i problemi del mondo. Le sue parole sono belle, bellissime e commoventi. Le ho ascoltate, dopo la vittoria,con il cuore in gola e le lacrime agli occhi.Ma so che sono solo parole. Ora ci aspetta la realtà. So che Obama non rinnegherà quel sistema che lo ha condotto al potere, perché quel sistema non lo avrebbe scelto se non fosse stato più che certo della sua fedeltà. Forse egli rappresenta solo una promessa che l'America ed il mondo non potranno mai mantenere. Ma il simbolo della vittoria contro il razzismo, quello, rimane. E resterà patrimonio dell'umanità intera.
Oggi il mondo si è svegliato diverso.

lunedì 3 novembre 2008

Aspettando Obama


Aspetto Obama perché non voglio perdere la speranza in un mondo migliore. Di democrazia, di uguaglianza di diritti, di giustizia sociale, di pace e di solidarietà.
Lasciatemi vivere questo sogno, almeno fino a domani.....

giovedì 30 ottobre 2008

Ipocrisia

Coloro che manifestano "tendenze omosessuali fortemente radicate" o un'identità sessuale "incerta" non possono entrare in seminario e diventare preti: lo afferma esplicitamente un nuovo documento pubblicato dal Vaticano, che prevede l'uso di psicologi per valutare eventuali patologie e "ferite" psichiche dei candidati al sacerdozio.

Ennesima discriminazione effettuata dal vaticano, che dovrebbe invece stare dalla parte delle minoranze. La tendenza omosessuale, Benedetto, non impedisce di essere buoni sacerdoti, così come non impedisce di essere brave persone. E poi, se il voto di castità è per la chiesa imprescindibile, cosa importano le tendenze? Non sarebbe bastato dire : "la tonaca deve essere negata a chi trova difficoltà a vivere la castità del sacerdozio"?
Non sarebbe stato il caso, inoltre, di aggiungere :"è vietato il sacerdozio a chi manifesta la tendenza ad esercitare lo stesso come espediente per professare occultamente e subdolamente la propria sessualità"?

lunedì 27 ottobre 2008

Abbraccio


Durante l'estate lo avevo deciso: non lo vedrò mai più. E ne ero convinta, volevo abbandonarlo. Lasciarlo al suo destino. Tornata a casa dalle vacanze di settembre,mi sentivo forte: ce l'avrei fatta a stare senza di lui. Non è più roba per la mia età, mi dicevo. Basta, taglio netto. Ma, alla mattina di sabato, ho aperto gli occhi con una strana sensazione addosso. Mi mancavi. Nel torpore del risveglio, sognavo le tue braccia. Ho improvvisamente sentito la mia pelle orfana del tuo caldo, lieve e delicato tocco d'amore. Del tuo respiro confortante, del tuo tenermi su di te, del tuo placarmi. Mi giravo nel letto deserto e ti cercavo, ti sognavo. Il ricordo delle nostre notti era vivo nella mia mente. Allora mi son detta: perché privarmi del piacere? Perché rinunciare a te? In nome di cosa? Sono scesa dal letto e mi sono preparata un caffè, la mia sigaretta ed ho deciso che ti avrei rivisto. Ti avrei chiesto ancora una notte insieme, ancora tante notti, abbracciati. Meticolosamente ho preparto il talamo: quelle lenzuola rosse che ti piacciono tanto ed un leggero piumino d'oca, per avvolgerci. Nulla più, ché tanto ci sarai tu a scaldarmi. Poi sono andata a lavoro, pregustando la notte d'amore. Quando sono entrata nel letto tu eri già lì, mi aspettavi. Mi sono spogliata, per sentirti meglio, per sentirti subito. E tu mi hai abbracciata. Ho poggiato il capo su di te e ti ho assaporato. Una lieve scossa ha percorso la mia schiena, un brivido di piacere. C'è tensione fra di noi, elettricità pura. Mi sono abbandonata a te. E tu hai iniziato ad accarezzarmi. Una congiunzione calda e profumata. E lunga, interminabile. Sei già bollente, ed io pian piano salgo alla tua stessa temperatura. Mi confondi. Mi sciogli. Mi spossi. Ed io ti respiro,ti annuso, ti voglio.Mi hai tenuta stretta a te per l'intera nottata, ma io, dopo ore di passione, stremata,ho tirato fuori la mano dal letto, ho cercato l'interruttore, on -off, e ti ho spento. Sei uno scaldasonno fantastico. Senza di te son perduta.....

domenica 26 ottobre 2008

Voglia di partecipare

Due milioni e mezzo, duecentomila : il ridicolo balletto dei numeri non mi interessa. La piazza c'è, le persone ci sono. Le persone oneste, che lavorano, che fanno sacrifici. Quelle che non chiedono alla politica il tornaconto personale. Quelle che sollevano un grido disperato e di speranza. Quelle che non vogliono soccombere alla vergognosa deriva di destra che sta prendendo il nostro Paese. Ma tu, Walter, dove sei? Sinistra tutta, dove sei?

mercoledì 22 ottobre 2008

Mal di fegato

Fra le varie sciagure che questo governo ci riserva, sicuramente non al primo posto in ordine di pericolosità, ma pericolosissima per il mio fegato,c'è la visione di Gasparri che impazza a destra ed a manca. Stamani era ad Omnibus e sbraitava contro la mancata elezione di Pecorella a giudice della Corte Costituzionale. Sosteneva che, come professore e grande avvocato, fosse la persona con tutte le carte in regola per ricoprire dignitosamente quel ruolo. Ovviamente ha omesso di ricordare che l'esimio onorevole è imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza Fontana a Milano e piazza della Loggia a Brescia, è autore della legge che voleva cancellare il processo d'appello, quando c'era quello per la Sme di Berlusconi, e, se fosse stato eletto, si sarebbe trovato a dover decidere dell'ammissibilità di una legge, quella del Lodo Alfano, che egli stesso ha contribuito a promuovere. La presenza del "capogrullo" del pdl, come qualcuno brillantemente lo ha definito, ha raggiuto il culmine in una scena quasi isterica, del tipo :"non avete voluto Gaetano? E noi non vogliamo Orlando. Tiè, beccatevi questa. Qua comandiamo noi, mica cavoli!" E lo diceva con la bavetta alla bocca, e lo sguardo inespressivo dell'idiota.
Intanto pare che PD ed IdV non abbiano ancora divorziato definitivamente: staranno aspettando le prossime elezioni per spartirsi il rimanente, esiguo, numero di poltrone?

sabato 18 ottobre 2008

Faccia di bronzo

Il papa accusa la scienza moderna di inseguire il facile guadagno, e di arroganza nel volersi sostituire al creatore.

Benedetto, ma mi faccia il piacere: capisco che deve fare il suo dovere di catechizzatore e che per lei pontificare è di natura e d'obbligo, ma la sua faccia di bronzo ( per non volerla assimilare ad altro) è alla pari, se non peggiore,di quella del nostro presidente del consiglio. La sua banca, quella della quale è capo supremo, ha un capitale di cinque miliardi di euro. Gli interessi annui che garantisce ad i suoi clienti, tutti rigorosamente prelati o dipendenti della sua azienda, con l'aggiunta di qualche ente privato che non si capisce bene con quale criterio lei abbia scelto, sono altissimi, possono arrivare persino al 12%, e sono netti netti, visto che voi lì in vaticano le tasse non le pagate. I bilanci ed i movimenti della sua banca, gestiti da suoi funzionari scelti, sono noti soltanto a lei ed a cinque cardinali, nominati da lei stesso ed alle sue strettissime dipendenze. Lei, caro Benedetto, ha contatti con banche di tutto il mondo, senza controllo alcuno da parte di chicchesia, se non quello del suo dio che, a quanto pare, è disposto a chiudere un occhio. Lei non aderisce ai patti internazionali contro il riciclaggio di danaro sporco. Immagino che pensi di ripulirlo con la sua fede. Non le cito il Banco Ambrosiano, ché è roba ormai morta e sepolta: sono tutti passati a miglior vita, o quasi: voli dal quarto piano, corde al collo, caffè al cianuro. Tutti pentiti di aver fatto del male alla santa madre chiesa. Guardi nel suo orto, Benedetto, e faccia lei atto di umiltà, inizi ad aprire i suoi armadi, senza tacciare altri di arroganza.

giovedì 16 ottobre 2008

Maccaroni



Oggi ho un pomeriggio di relax, dopo giorni trascorsi a correre di qua e di là. Avrei potuto oziare, cosa che adoro fare,e che mi riesce benissimo, ma l'altro componente della mia esigua famiglia stamani ha pensato bene di andare in pescheria e comprare quello che più gli piaceva. Ora mi trovo davanti, tra l'altro, una bella incartata di cicale di mare, pannocchie da noi, canoce altrove. Signori: sono vive, si agitano, scodinzolano. Ma devo affrontare l'emergenza e trasformarmi in un'assassina sanguinaria. Necessità fa virtù, mi ripeteva mia nonna. Dunque, come ucciderle? Immagino di trovarmi davanti al cavaliere? Bene, le ficco nel freezer, le iberno, nel gaglioffo tentativo di passare la patata bolente ai posteri. Le tiro fuori dopo un po': sono ancora vive e vegete. Ma si sa che il presidente è abituato a risorgere dalle sue ceneri. Nulla di nuovo.Uè, non si dica mai che non riesca a venirne fuori vincitrice. Allora immagino di avere di fronte Gaetano Pecorella. Le afferro con piglio ardito e pratico un'incisione al ventre, lunga lunga, da capo a piedi. Le neutralizzo. Scongiuro il pericolo di vederle avallare l'operato del loro padrone alla Corte Costituzionale, hanno già fatto troppi danni con il lodo di Angelino. A questo punto infierisco: l'olio frigge nel padellone. Le pannocchie, inconsapevoli Gelmini, rosolano nel liquido bollente ed io le "scamazzo" con la paletta di legno. Faccio uscire tutta la polpa: vediamo se poi faranno le classi differenziate per i figli degli immigrati. E' arrivato il momento di annegarle nel vino bianco, dolce morte. La infliggerò alla così detta "opposizione". Dai, tutto sommato, prima, qualcuno di loro era comunista. Le ubriaco in nome della fede di una volta. Le linguine, e qui mi si porge il fianco, le linguine, appunto, sono tutte Carfagna. Espiano il loro arrivismo orale nell'acqua che bolle. Al dente, le colo e le getto nel padellone, con il cavaliere, Gaetano, Maristella e l'opposizione tutta. Un' aggiunta di prezzemolo che neutralizza i reazionari e.....io me te magno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 15 ottobre 2008

Dove andare?

"Bisogna rilanciare il conflitto, in luogo di un dialogo-panacea che non serve a nessuno, bisogna avere il coraggio di stare da una parte, sperando che sia quella giusta. Ed io, ora, so di stare dalla parte dei poveri e di chi non ha voce"
Queste le parole del filosofo Gianni Vattimo al momento del congedo dall'insegnamento, dopo 44 anni di servizio.
Nettamente in contrasto con quanto il PD sta cercando di fare, sono parole che sembrano cadere nel nulla, non avendo la sinistra altro referente. Ma potrebbero essere un punto di partenza, per chi, come me, è confuso e sconfortato.

lunedì 13 ottobre 2008

Per Finazio

Fin,
ormai si parla di te nel mondo dei blogger comunisti più che delle tette della Carfagna, degli esami a Reggio Calabria della Gelmini e dei capelli bitumati del Cavaliere. Penso che tu stia benone e ti stia anche divertendo leggendoci. E che ti faccia piacere constatare quanto siamo affezionati a te. Il link del tuo blog, ormai inesistente, lo lascio ugualmente, in attesa di sostituirlo con quello nuovo. Prima o poi, quando vorrai. Senza fretta.Ti lascio una canzone che a "noi" napoletani piace tanto :-) e un bacio, grande, a te ed a Joy.

Te vogl n'ata vot int a sti bbraccia......



Non perdere il testo della missiva del "puon Ciosef" contenuto nei commenti, mi raccomando.....

sabato 11 ottobre 2008

Esercizio di mem(e)oria

Se non siete corsi a comperare le azioni dell' Eni-Enel e, perché no, di Mediolanum e Mediaset, come il nostro presidente broker ha consigliato a tutti gli Italiani, beccatevi questo meme che mi ha passato la cara Zefirina (http://zefirina.blogspot.com/). E' carino. A me piace perchè allena la memoria. Chi vuole, dica la sua.
La domanda è: dov'eri e cosa stavi facendo mentre accadevano questi fatti?

La morte della Principessa Diana, 31 agosto 1997: appresi la notizia a notte fonda. L'indomani partivo per gli Stati Uniti e, come sempre, preparavo i bagagli all'ultimo momento. Ero sintonizzata sulla CNN per abituare l'orecchio all'inflessione americana, io che conosco bene l'inglese. La cosa non mi scosse affatto. Pensai che era morta come era vissuta, da scombinata sfortunata. Ma uscendo dall'hotel Ritz di Parigi, a bordo di una Mercedes con autista, e con al dito un anello di brillanti da sei milioni di dollari, regalo fresco del suo Dodi. In realtà preferisco dolermi per un altro genere di sfortunati.

Le dimissioni di Margaret Thatcher, 22 novembre 1990 :con tutta la buona volontà, non lo ricordo proprio. Ero agli albori della mia attività lavorativa, quella definitiva, e molto probabilmente stavo lavorando all'arredamento di uno studio di avvocati, quello che fu il mio biglietto da visita che mi aprì molte porte.

L’attacco alle Twin Towers, 11 settembre 2001: questo, ovvio, lo ricordo benissimo. Ero, come ogni anno in settembre, ad Ischia. Giornata splendida di sole trascorsa alle terme. Passavo da una piscina all'altra, mi abbronzavo, riposavo. Vidi uno strano fermento fra gli ospiti del giardino termale, ma non me ne occupai più di tanto. Mentre uscivo dalla mia piscina preferita, 36 gradi di acqua calda ed avvolgente, incontrai lo sguardo di un bagnino il quale mi disse "Signo', hanno bombardato l'America". Incredula, pensai fosse pazzo. Poi mi resi conto di quello che era accaduto. E tutto fu così surreale, in quel paradiso terrestre, io mentalmente lontana dal mondo, senza televisione. Uscendo dalle terme, mi fermai nel bar di un amico e vidi le immagini che tutti conosciamo. Sembrava un incubo dal quale doversi risvegliare al più presto. Forse stavamo sognando.

Omicidio del Presidente Kennedy, 22 novembre 1963: ero bimba, sette anni. Ricordo poco. La memoria mi riporta all'immagine di me, seduta al tavolo di cucina, a fare i compiti. Quell'uomo mi era stato sempre presentato come un eroe : il ricordo di quel macchinone decappottabile e di Jacqueline che urlava è stampato nella mia mente in maniera indelebile. In famiglia fu un vero lutto.

Morte di Franco, 20 novembre 1975: giorno, mese ed anno in cui iniziai la mia storia d'amore che dura ancora. Come dimenticarla? Cena in un ristorante molto carino, accompagnata a casa in auto, i primi baci e poi una notte insieme. No, quattro giorni e quattro notti insieme. Franco era l'ultimo dei miei pensieri.

Vittoria della Spagna ai Campionati Europei di Calcio, 29 giugno 2008: qui devo iniziare a preoccuparmi. Come le persone anziane, ho memoria per gli accadimenti lontani e nessuna per quelli recenti. Cosa facevo il 29 giugno? Non ne ho la più pallida idea. Sicuramente non guardavo la partita, ché in casa né io, né mio marito siamo interessati. Probabilmente eravamo a fare una passeggiata, godendoci la città .E sotterraneamente tifando per la Spagna di Zapatero.

mercoledì 8 ottobre 2008

Italiani brava gente

Quando ad Ischia leggevo quello che accade nel nostro Paese, mi mancavate. Mi mancava il poter condividere con voi le mie sensazioni e reazioni e angoscie. Parlavo con mio marito,ma lui, in politica, è un predicatore nato e mi arringa, con tesi che condivido sempre, ma non mi lascia parlare. Non è il massimo del dialogo. Insomma, mi mancava lo sfogo condiviso attraverso questi spazi. Allora mi annotavo mentalmente tutto quello che vi avrei detto al ritorno. E immaginavo anche le vostre risposte. Oh, ce n'era da dire: sono accadute più cose in questo mese che nei due anni del defunto governo Prodi, e forse anche nei cinque del precedente governo della sinistra. Questi le cose le fanno, non c'è che dire. Son cose che non ci piacciono, ma le fanno. E poi parlano, comunicano, mistificano. E la gente lì a credergli, senza senso critico, senza domande. Sono dei gran venditori di se stessi. Si operano tagli vergognosi alla pubblica istruzione? Vengono spacciati per riforme del sistema scolastico col grembiulino stirato di fresco. Si è dissennatamente fomentato l'odio razziale durante la campagna elettorale? I neri muoiono ammazzati per mano di nostri connazionali? Si va sbraitando a destra ed a manca che gli Italiani non sono razzisti. Gli Italiani finiranno per crederci. E' stata eliminata la spazzatura dal centro di Napoli, mentre nelle periferie continua a marcire in mucchi? La spazzatura è stata tolta tutta dal nostro Cavaliere, Napoli è pulita. E gli Italiani dicono "che bravo!" Quelli che protestano vengono allontanati dai luoghi che frequenta il nostro presidente spazzino, lì ci sono solo i supporter che lo osannano. Le prostitute fanno arrabbiare le mogli e scandalizzano i passanti? Si ripuliscono le strade minacciando loro ed i clienti di multe salate e compromettenti. Andranno a nascondersi in appartamenti e spariranno, pur continuando ad esistere, ché tanto esistono da sempre. Gli Italiani son contenti e non pensano proprio alle poverette sfruttate e ricattate dai loro aguzzini. Intanto il capitalismo frana rovinosamente e i menager creativi, quelli a cui il nostro Tremonti si è sempre ispirato, fanno crollare il colosso statunitense. E l'Europa trema. L'intero sistema capitalistico trema, mentre nel mondo si continua a morire di fame. Ma gli Italiani hanno L'isola dei famosi, ed ora è tornata anche la Carrà, e al sabato sera c'è Pupo, ed il cavaliere, ospite di Vespa,gli si rivolge chiamandolo dottor Fede: il divertimento è assicurato. Sono tranquilli, chi li governa non potrà essere punito se delinque e potrà restare ben saldo al posto di comando, affermando il principio che la legge non è uguale per tutti. E loro, gli Italiani, stanno tutti chiusi in casa, convinti di stare meglio di prima. Siamo tutti in regime democratico. Bastonati e felici. Allegria!

martedì 7 ottobre 2008

L'ultimo bagno

Quando ero bimba e adolescente, le scuole riaprivano i battenti in ottobre. Tornavo in città dopo tre mesi trascorsi nella casa al mare. Ah, bello il mare Adriatico a quei tempi! Una casa quasi sulla sabbia: giorni e giorni trascorsi senza nulla addosso, nella libertà più assoluta. Sì, c'erano gli orari imposti dalla famiglia, e anche i compiti estivi, che iniziavano a tormentarmi con la voce dei miei genitori già dalla metà di luglio. Ma io ero bravissima a rimandare, a svincolarmi, a dire sempre domani. Ed ero bravissima anche ad allontanare il pensiero dei banchi scolastici, dei professori, degli impegni, dei doveri. "Sembri una selvaggia" mi diceva mia madre, ed aveva ragione. La sabbia addosso, la pelle arsa dal sale, i capelli, sempre tanti, scompigliati in ricci mai districati.Ed indistricabili. E costume da bagno anche alla sera, fino a tardi. "Vuoi farti una doccia e darti una sistemata?" la voce di mio padre è ancora nelle mie orecchie. Ma io speravo sempre nell'ultimo bagno, che doveva ancora arrivare. Ne è passato di tempo da allora, ed io sono ancora qui, ad aspettare l'ultimo bagno, e l'ultimo raggio di sole. "Non è finita, non può essere finita", mi ripetevo mentre mi trascinavo verso il primo giorno di scuola, ingabbiata negli abiti cittadini. Ora gli impegni sono cambiati, ovvio. Quello da cui fuggo, o meglio,vorrei fuggire, è la realtà dei nostri tempi. Quella realtà nella quale, inevitabilmente, mi dovrò reinserire. Ero ad Ischia e sapevo tutto, leggevo i giornali, quelli catastrofici, i miei. Quelli che non mettono le lenti rosa alla realtà. Vedevo tutto, percepivo ogni cosa, e mi dicevo "domani, sì domani ci penserò".
Ora il domani è arrivato, ma, vi prego, lasciatemi ancora un po' sulla spiaggia, ad aspettare quell'ultimo bagno. Vi leggerò, mi piace leggervi. La mia mente è davanti all'ultimo sole della giornata, con il mare che mi lambisce appena e l'estate che ancora non va via.

domenica 5 ottobre 2008

Eccomi

E sì, sono tornata. Dal caldo al freddo. Pessima sensazione. Sono un po' spaesata: un mese è lungo e permette di staccare bene dalle ambascie quotidiane. Conto di rientrare lentamente nella routine, senza scossoni. Sono felice di ritrovarvi. Passerò da voi per i saluti. Mi siete mancati.....