domenica 10 gennaio 2010

I numeri

La realtà appresa dai media non è realtà. Chi tace lo fa per una precisa ragione. E anche chi mistifica. E' da aprile che si va chiedendo chiarezza sui numeri della popolazione aquilana disgregata. Noi, qui, nulla sapevamo. E, per forza di cose, volenti o nolenti, dovevamo affidarci ai dati conferiti con il contagocce dalla protezione civile. Il comune non ne ha mai forniti. E allora cosa accade? Accade che persino le persone che tentano di informarsi correttamente devono far capo a giornali e televisione. E trarre, così, un'immagine distorta della realtà. Chi mi segue sa quanto io fossi disperata nel pensare ai miei concittadini proni ai voleri del padre padrone Bertolaso, ridotti marionette nelle sue mani, contenti davanti al televisore a schermo piatto e alla bottiglia di Asti Cinzano nel frigo.O all'hotel gratuito. Pensavo agli Aquilani "assistiti", così chiamano le persone che hanno ricevuto un alloggio in albergo o il famoso tetto sulla testa, come alla gran parte di noi. Ma poi andavo facendo i conti. E non tornavano. Molti risultavano invisibili. Proprio come me. Ma si continuava a strombazzare circa l'efficienza dello Stato italiano che aveva provveduto ad aiutare concretamente i terremotati. Mi dicevo "farò parte di una nettissima minoranza".Ora il Comune di L'Aquila, a nove mesi dalla catastrofe, rende noti i primi dati, tutti da verificare. 2.200 sono gli Aquilani nelle case in affitto concordato e pagato dalla protezione civile, 11.300 quelli entrati nell'acronimo c.a.s.e, 170 nei moduli provvisori, 9.400 gli ospiti in hotel della provincia. I restanti per arrivare a 68.000? Ecco il dato: 30.636 NON ASSISTITI dalla protezione civile, ma in autonoma sistemazione. Casette di legno, roulotte, container,case inagibili, case in affitto pagato di tasca propria. Si deduce che i rimanenti 14.000 abbiano case agibili. Questa notizia mi rincuora. Siamo tanti a non aver piegato il capo. Anche a costo di sacrifici enormi. E siamo in tanti a poter dire,con orgoglio, che stiamo badando a noi stessi, pur nella situazione che si va facendo man mano più tragica.

22 commenti:

Alter Ego ha detto...

Siamo tanti, eh già. Potremmo essere di più. Nel mio paese, Prata D'Ansidonia, i MAP non sono ancora pronti (lavori iniziati 4 mesi fa) perchè qui opera una delle ditte inadempienti, quelle che Betolaso ha sgridato pubblicamente poche settimane fa. A loro ha addossato la colpa dei ritardi. Non è colpa di PierSilvio che aveva detto ' a settembre tutti avranno un tetto sulla propria testa, tutti nelle case più belle del mondo '. I berluscones faranno notare che giustamente il loro capo non aveva specificato di quale anno fosse quel 'settembre'. Non è colpa di San Bertolaso guerriero di Capestrano, che 'si sente aquilano', quello he 3 anni fa quando il fuoco iniziava a divorare ettari ed ettari di macchia disse "è tutto sotto controllo". Sappiamo bene come andò a finire. Non è mai colpa di nessuno, si scaricano sempre le responsabilità. Anche chi ha delle case sicure comunque si lamenta. Io ad esempio ho la fortuna di vivere in una casa antisismica che ha retto benissimo il 6 aprile e fino ad oggi. E a quanto pare la A di classificazione è giusta. Però penso a quelli di Pratola o di Preturo, che sono stati rassicurati dai tecnici della pc e ora di trovano senza casa. A mio zio hanno dato un map a Foce di Sassa (prima abitava in via Milonia di Pettino): è un appartamento minuscolo, il riscaldamento è centralizzato a 25°, non possono regolarlo per ogni appartamento e praticamente si fanno la sauna 24 ore su 24. Però una casa ce l'ha. Mia zia ancora non sa se il palazzo dove abitava qui, classificato E, verrà abbattuto o recuperato. Nella frazione di S. Nicandro i lavori per le nuove case sono iniziati da poco, lì finiranno in tarda primavera. Spero che non ci sia la camorra infiltrata nelle ditte, però questo è probabile. Anche la 'ndrangheta di sicuro è attiva, e Cosa Nostra. Ora vediamo cosa combineranno Chiodi e Cialente.
Si va avanti

Anonimo ha detto...

beh...se gli scontenti(e quanto poi) sono cosi tanti...qualcosa dovrebbe cambiare all'Aquila le prox elezioni...o no?
Anna dimmi...vedo gli ormai pochi servizi televisivi dei canali RaiSet...e noto ancora cumuli di macerie(se è impossibile non inquadrarle devono per forza essere tante)...hai qualche notizia ufficiale o no sul destino di questo strazio...devono restare li a marcire?E'possibile che nn esista un piano di sgombero delle stesse?Sarebbe molto carino prendere un mattone ciascuno e portarlo a Roma davanti a palazzo Chigi magari...o meglio a palazzo Grazioli...visto che "Egli" si accolla sempre i meriti...si accolasse anche qualche mattone....non lanciato ovviamente...
Watka Yo Ota

elenamaria ha detto...

Ieri mi ha telefonato un'amica di S.Demetrio, piangendo. Per la sua famiglia di cinque persone il M.A.P. non c'è. Non ne sono stati costruiti abbastanza. Ma i censimenti effettuati? Dovrà aspettare l'estate! Restano, intanto, tutti ad Isola del Gran Sasso, in albergo. Viaggiando per lavoro e per la scuola. In albergo, sembra strano, si può impazzire.
Nota a margine. La mia famiglia è in affitto. Ci siamo messi alla ricerca, abbiamo trovato casa e siamo andati con il proprietario a fare il contratto con la Pr. Civ.
Fregatura colossale. Paghiamo l'affitto ogni mese, con i nostri soldi. Perchè così il proprietario ha chiesto, per essere rimborsati (ma non in toto, eh, capisciammè...) nel momento in cui mamma PC inizia a fare il suo dovere pagando 'sto canone. Dal primo settebre ancora non si vede una lira. Avevamo una casa nostra, comprata con tanti acrifici. Pagare questo affitto (e l'affitto del deposito dove abbiamo lasciato parte dei nostri mobili) inizia a crearci delle difficoltà, lo dico senza pudore.
Ma tout va très bien, Madame la Marquise.....

Linus ha detto...

Ma le 170 persone nei moduli provvisori, includono quelli costruiti (ma strombazzati come silvieschi) dal Trentino e altri come Friuli e Bolzano?

Anna ha detto...

No Linus, qui si parla solo del Comune di L'Aquila. Quindi L'Aquila e frazioni.

Tom ha detto...

una piccolissima precisazione, prima di esporre un triste e crudele circolo vizioso. Per Alter Ego:i MAP(moduli abitativi provvisori)sono, in parole povere, i container. Non li costruiscono sul territorio, arrivano già "belli" fatti sul camion, ci sta solo da allacciare tubature, elettricità ecc. Le c.a.s.e, invece, sono quelle pubblicizzate, strombazzate ecc. quelle dove ho lavorato fino a novembre. quelle che ho fotografato, documentato e pubblicato su Repubblica(p.s. un grandissimo grazie a Giuseppe Caporale, che ha sopportato la mia inesperienza e il fervore!!).Quelle dalle quali continuo a mettere in guardia tutti:sono trappolette, mal progettate, costruite peggio, rifinite da schifo. salvo condizioni di estrema necessità, consiglio di non accettarle, in quanto una volta prese, ve le dovete tenere, con i tubi rotti, il "parquet" in bagno, le finestre che non si aprono ecc ecc. Essendo in comodato d'uso, la legge prevede che ogni danno non derivante dall'usura normale sarà a carico di chi ci vive(e figurati se non avranno documenti che attestano che sono dei gioiellini!)e in più, in caso di bisogno, il proprietario può esigere lo sfratto immediato e senza preavviso. meglio qualsiasi altra soluzione, che infognarsi(letteralmente) con le c.a.s.e. Perlomeno a Bazzano, dov'ero io.ma se l'andazzo è quello...un abbraccio a tutti!

sassicaia molotov ha detto...

I numeri dei sistemati in proprio sono incoraggianti dal punto di vista che descrivi, Anna, ma ho il sospetto che B&B li avessero, come dire, previsti......

lucianobellilaura ha detto...

I numeri riportati sono quelli dati da Masciocco, assessore alle Politiche sociali del Comune de L'Aquila. Mettono in evidenza tutto quanto detto da Anna, ma anche altri aspetti incredibili del "falso in bilancio" compiuto dall'insignito Guerriero di Capestrano. Molti alloggi arredati nelle case dei C.A.S.E. sono ancora da assegnare e molte case dei C.A.S.E. non sono state terminate al 31/12/2009. Basta incrociare i dati del Comune con quelli della Protezione civile per dimostrare tutte le menzogne di B&B.
Vero?

guglielmo ha detto...

Già gli invisibili aumentano (e non solo quelli del terremoto) e, naturalmente, (per definizione) non si vedono e non si sentono.
Ciao

Alberto Capece Minutolo ha detto...

La cosa meriterebbe una trattazione più sistematica, triangolando le informazioni. Se ha tempo mi piacerebbe parlarne.
Diamat100@gmail.com

Mammamsterdam ha detto...

La cosa purtroppo chiarissima fin dall'inizio, e tu lo hai detto tante volte, è che mandando la gente sulla costa con la favoletta della sicurezza, lontani dalle scosse, la viabilità migliore (come se farsi Giulianova avezzano in autostrada non restino 150 km. all'andata e alretanti al ritorno, a chi hanno trasferito il lavoro lì) si demoralizza la gente e tirando le cose per le lunghe uno alla fine si arrangia o si trasferisce a sue spese altrove.

Quanti amici con bambini ho che all'Aquila non ci torneranno per tanti motivi pratici?

Mia madre, ho fatto di tutto per convincerla a fingere almeno di mettersi in ista per un'abitazione alternativa che sappiamo benissimo non le daranno subito.

Lei sostiene che disprezza talmente i nostri eroi che le fa schifo l'idea di chiedere qualcosa. E se ne è andata all'estero dalla sorella, si è iscritta all'università della terza età, per carita, terapeuticamente le fa benissimo, ma ha 67 anni. Fra 5 anni, ma anche 3, ma anche due lei a Ofena a vivere in una casa non riscaldata non ci torna. Forse lei si illude di si, ma io non ci credo più.

Magari fa sempre a tempo, se le cose si trascineranno per i minimo 10 anni che prevedo io, a farsi dare un letto all'ospizio della Colonia Frasca.

E quindi avevano ragione per istinto quelli che quest'estate rifiutavano di lasciare le tendopoli per paura di perdere il diritto a una casa, o container o checchessia all'Aquila (o dintorni).

Perché non starà scritto, ma alla fine se ti allontanano e magari anche il tuo lavoro sta lì lì (a tele2 non è sembrato vero aver la scusa del terremoto per le riduzioni di organico che comunque volevano fare) fai subito a provare a rifarti un futuro altrove.

Con tanti rignraziamenti di chi a due lire del centro storico farà una Disneyland. A uso di chi non si capisce, ma vedremo.

silvano ha detto...

Ciao Anna, buona continuzione d'anno (e non sembri la cosa iroanica), se mi dai l'ok pubblicherei i tuoi "numeri" sul mio blog.
ciao, un saluto, silvano.

Anna ha detto...

@Silvano, ciao. E' sempre un piacere trovarti qui :-)
I miei numeri? Intendi i post?
Ah, buon anno anche a te....

silvano ha detto...

Ciao. Sì intendevo questo tuo post...perchè hai dei numeri da mettere al lotto? :-P

Anna ha detto...

Certo che puoi, li ho evinti dal sito del comune che è quanto di più ostico da consultare. Sembra fatto apposta perchè chi lo consulta non ci capisca un bel niente. E' il paradigma della confusione che regna qui. Bene inteso, regnava anche prima del 6 aprile,ma che continui ancora oggi è semplicemente vergognoso.

silvano ha detto...

Grazie Anna.
ciao.

Antonella E. ha detto...

Oltre i numeri che sono stati forniti dal comune che sono verosibilmente spaventosi,vi è una questione importante che non è stata ancora presa in considerazione o meglio solo forse in piccolissima parte : il grave proplema occupazione. Ho sempre sostenuto che la rinascita della nostra città viaggia contiguamente con l'economia. La creazione di nuovi insedimenti produttivi in ogni sua forma doveva essere il primo pensiero del governo locale a cui sta a cuore il destino della sua comunità già all'indomani del 6 aprile, invece tutto è ruotato attorno ai nuovi insediamenti per le new town, senza sapere che, quando tra un anno dovremo iniziare a pagare il canone per queste abitazioni e relative utenze, per tutti noi che a causa del terremoto abbiamo perso il lavoro o siamo cassintegrati e a cui sino ad ora non è stata data alcuna risposta ci ritroveremo al punto di partenza. Se non si mette in moto la macchina di Chiodi e compagnia verso la direttiva occupazionale la battaglia dei poveri sarà una guerra in toto!

Anna ha detto...

Ciao Antonella, ben venuta nel mio blog.
Sì, l'occupazione avrebbe dovuto essere il nodo principale della ricostruzione post terremoto. Lo andiamo dicendo da maggio. Io stessa in questo blog ne ho parlato. Spero poco in Chiodi & C., che, come saprai, da sempre preferiscono favorire economie di altre provincie. Anche in questa situazione tragica.La partecipazione attiva della cittadinanza dovrebbe farsi sentire in questa direzione. Comitati ed associazioni se ne stanno occupando. Speriamo non sia un grido nel deserto. Come tutto è stato ciò che abbiamo detto fino ad oggi.

Anonimo ha detto...

Ciao Ana, mi chiamo Monica, ti scrivo da Barcelona dove colaboro in un giornale e una radio indipendenti,ho vissuto un po in Italia e quello che e successo a l'Aquila mi ha colpito molto, obviamente se in Italia si sa poco di quello che succede, qua ancora di meno, io sono al corrente della situazione grazie ad una amica Abruzese residente a Barcelona.Ti lascio la mia mail, mi farebbe piaccere sapere di piu e poter comuicare con te in privato,
Grazie mille per il blog.
Mònica.
mail:
nikznco@hotmail.com
NB: (scusa l'ortografía)

Obhund ha detto...

Auguri di serenità per la tua nuova vita.

nheit ha detto...

Anna ... leggo torno indietro risalgo.
la tua la vostra Vita diversa spezzata va fatta conoscere Anna, ogni giorno

Carlo ha detto...

nheit alla maggiorparte degli italiani di quello che è accaduto e sta accadendo alla gente dell'aquilano non frega niente, purtroppo. I riflettori si sono spenti sull'Aquila, ora c'è l'altro terremoto e poi ci si dimenticherà anche di quello. I TG si sono preoccupati di dirci dove andrà abitare il nano mafioso a Venezia, ma non ci dicono invece se gli aquilani e le popolazioni limitrofe potranno continuare ad abitare in quella terra. E' uno schifo e io sono incazzatissimo. Sono trentino e ritengo che quanto fatto da noi trentini per alcuni è stata solo propaganda. Voi abruzzesi avete dignità da vendere, noi italiani siamo vergognosi perchè vi abbiamo abbandonati.

Carlo