Aderisco all'appello di Diritto alla Rete http://dirittoallarete.ning.com/ contro il DDL Alfano i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare la libera informazione. Il decreto esprime, di fatto, la volontà dei politici di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione dell'informazione e del sapere. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) ,e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, porrebbe un silenziatore alla libera espressione in Internet.
martedì 14 luglio 2009
Oggi sciopero contro il DDL Alfano
Aderisco all'appello di Diritto alla Rete http://dirittoallarete.ning.com/ contro il DDL Alfano i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare la libera informazione. Il decreto esprime, di fatto, la volontà dei politici di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione dell'informazione e del sapere. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) ,e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, porrebbe un silenziatore alla libera espressione in Internet.
lunedì 13 luglio 2009
Buona settimana!
Inizia una nuova settimana. C'è il sole ed un venticello leggero.Devo organizzare il mio futuro. Animata da un sano ottimismo, vi regalo questo inno. E' in onore dei tanti sostenitori del presidente che popolano questo blog. E' in onore di quanti in lui vedono un faro. Voi, sporchi comunisti, rassegnatevi.
Silvio for ever!
domenica 12 luglio 2009
Il mago
A riflettori spenti, il capo del governo ha dichiarato che prenderà casa a L'Aquila, nel mese di agosto, per controllare personalmente i lavori nei cantieri che stanno costruendo i mostri che fanno scempio delle nostre campagne. L'occhio del padrone ingrassa il cavallo. Del padrone. Sarà qui, vigile, a controllare che le sue promesse vengano mantenute. Niente villa Certosa. Vacanze di montagna, fra gli sfollati e i muratori. Tra la polvere e i temporali estivi. E i primi freddi. Siamo commossi. Mentre il gradimento sale alle stelle. Intanto Bertolaso ha firmato l'ordinanza per il finanziamento degli interventi atti alla riparazione e ristrutturazione degli edifici gravemente lesionati dal sisma. Ordinanza che ci sarà illustrata dal cavaliere in persona la prossima settimana, qui a L'Aquila. Decisioni calate dall'alto, senza prendere in considerazione i nostri rappresentati, coloro che abbiamo votato.Che dire? Ci tocca solo aspettare. Non mi fido di lui. Ancora non abbiamo gli esiti delle verifiche delle case del centro. Nulla sappiamo. Nessuna stima dei danni. E lui dice " i tempi per la ricostruzione sono quasi artigianali e il tempo sarà contato non in mesi ma in anni. Ma ricostruiremo L’Aquila entro la legislatura"
Quattro anni e con pochissimo danaro a disposizione.
Neanche Mandrake!
venerdì 10 luglio 2009
La manifestazione no global contro il G8
E' stato un caldo e fraterno abbraccio quello che i no global hanno portato a noi Aquilani. Solidarietà ed affetto. E comprensione. I cittadini non c'erano, presi dalla paura sbandierata dai media. E da quella della strumentalizzazione che mister B aveva già pronta. E con lui i suoi servi.I manifestanti, convenuti da tutta l'Italia, hanno parlato ed urlato solo per noi. Hanno portato avanti solo le nostre istanze. Eravamo in tanti, a mio avviso settemila. Il corteo si è svolto per otto chilometri, passando davanti ai tanti borghi distrutti. E davanti alle tende. Come in prigione, dietro le reti, i nostri concittadini ci guardavano. Silenziosi. Qualcuno ha applaudito. In molti hanno perso già la speranza. Volti tristi. Voci spente.Si è passati davanti ad uno dei cantieri delle C.A.S.E. e si è visto lo scempio. Quello scempio che fa più male delle macerie che tutti abbiamo patito all'ingresso in città. Quando il silenzio è calato per lasciar posto al dolore. Dolore vero, che ho visto sul volto dei compagni. Uomini e donne che vogliono aiutarci. Ora più di prima. Mentre i grandi con le loro ladies lasciavano L'Aquila, senza aver avuto il minimo contatto con i diperati nei campi, loro, i compagni, lo avrebbero voluto quel contatto. Ma non è stato loro concesso. Noi, i pochissimi Aquilani, aprivamo il corteo, con il nostro carico di dolore e di rabbia. Seguiti da una grande folla di persone che sanno cosa significa esercitare la solidarietà, poiché è un valore che portano dentro e del quale fanno bandiera. I nostri politici, quelli locali, si sono pavoneggiati con potenti e fotografi, tra pranzi di gala e farse patetiche. E sorrisi fuori luogo, che fanno male.Mentre la nostra città è immobile, da tre mesi. E le nostre condizioni stanno ogni giorno diventando più preoccupati. E non abbiamo prospettiva alcuna, e nessuna certezza, neanche minima. Li aspettiamo per inchiodarli alle loro responsabilità. Ne parleremo.
Sono molto stanca. Demoralizzata. Ma vado avanti. Ora devo pensare a me, alla mia vita. A ricostruirla. Da sola.
giovedì 9 luglio 2009
The last ladies
Seconda giornata di manifestazione per cercare di dare a noi, a L'Aquila e ai problemi di tutti i terremotati la visibilità che meritiamo. La città è pienissima di giornalisti, ne abbiamo avuti tanti, tutti per noi. E di tutte le nazionalità. Stamani ci siamo resi conto che le forze di polizia erano già spiegate davanti al parco Unicef, ora Piazza 3e32, per bloccare sul nascere il nostro corteo non autorizzato. Abbiamo quindi deciso, mentre le first ladies erano in giro per il nostro centro, di procedere alla requisizione simbolica di uno dei tanti palazzi sfitti ed agibili. Prima del terremoto i palazzinari aquilani erano usciti con un documento che denunciava la loro difficile situazione. Parlavano di tremilacinquecento appartamenti invenduti. Facendo una stima al ribasso di quelli dichiarati agibili, possiamo dire che oggi potrebbero esserne messi a disposizione degli sfollati duemilacinquecento. La realtà è che solo trecento sono stati resi fruibili. Chiediamo al sindaco di procedere alla requisizione dei rimanenti, al prezzo politico di cinque euro al metro quadro. Per permettere al maggior numero possibile di Aquilani di tornare a vivere la loro città. Mentre si tornava verso piazza 3e32, in corteo sparso di automobili, abbiamo incrociato le first. Traffico fermo, polizia, e noi a gridare " yes, we camp". Alle quindici ci siamo avviati verso la villa comunale, le signore in prima linea, ognuna con un cartello che recava la scritta "the last lady". Sì, eravamo noi le protagoniste, le ultime. Gran spiegamento di forze dell'ordine, nessun tipo di problema. Eravamo lì per gridare i nostri diritti, ma, soprattutto, a celiare per mettere in ridicolo la buffonata mediatica dei grandi. La questura ha capito che non siamo pericolosi, ci guardano con sufficienza, ma noi sappiamo che cresceremo. Sappiamo che diventeremo una realtà con la quale fare i conti.Molto probabilmente le lady aquilane,le poche oggi rimaste in città, e ancora incoscie della realtà, oggi alle prese con gli autografi da reclamare a George Clooney, a settembre, in tante, si renderanno conto che non sapranno dove portare a scuola i loro figli, che non avranno un tetto sulla testa e che il tessuto sociale ed economico della loro città è inesistente. E allora il loro conto lo presenteranno a mister B&B, e alle amministrazioni locali.Purtroppo la mia macchina fotografica oggi era a corto di batterie, e non ho potuto acquistarle nella città dove i negozi son chiusi. Le ho trovate al rientro dalla manifestazione. Per questo vi offro la foto di una last lady. Seduta davanti alla sua magione.
Domani andrò al corteo pacifico dei no global. Preparerò un cartello con la scritta "Aquilana, terremotata, no global, pacifista". Che non provino a picchiarmi.
Ecco un video, trovato stamani su youtube
mercoledì 8 luglio 2009
YES, WE CAMP. Sì, noi siamo attendati.



Interessante e partecipato il Forum sociale sulla ricostruzione che si è tenuto nella giornata di ieri al Parco Unicef, promosso dai comitati cittadini. Due le sessioni: emergenza democratica e ricostruzione dopo la crisi. Si sono avvicendati interventi toccanti e duri dove si è fatto il punto sull'abbassamento del livello di democrazia che si manifesta in maniera eclatante nell'Aquila del dopo terremoto, ma che è evidente in tutta l'Italia. E non di ricostruzione materiale si è parlato, ma di quella sociale del territorio, e di dignità dell'uomo, e di partecipazione attiva alla propria comunità. Economisti, sociologi, sindacalisti, giornalisti e portavoce dei comitati sono convenuti sulla ricostruzione che parte dal basso, attraverso la partecipazione diretta e democratica dei cittadini, contro la shock economy che intende lucrare sul ghiotto bottino della ricostruzione. E padre Alex Zanotelli ci ha incoraggiati con parole semplici e voce pacata "uomini e donne hanno un volto, un cuore e la loro dignità. Questo vale per il mondo, questo vale per voi. Che vinca l'umanità. Un' umanità che deve trovare forza dal basso. Chiediamo ai grandi della terra non aiuti, ma l'imposizione di un metodo di giustizia. E che non vinca il profitto"
Dopo una nottata insonne, gli elicotteri sulle nostre teste volavano bassi ed incessanti, stamani siamo andati ad apporre la scritta "yes, we camp" sulla collina di Roio. Di fronte, in linea d'aria, alla blindatissima area del G8. Tragitto impervio, a piedi, sotto il sole cocente.Tutti i permessi chiesti ci sono stati negati dalla questura. Per noi Aquilani non c'è spazio in questo G8. Nel pomeriggio i comitati cittadini si sono riuniti in assemblea. Per decidere cosa fare, come manifestare il nostro dissenso, nonostante i divieti. Domattina le first lady visiteranno il centro, per cui la nostra richiesta per il presidio alla villa comunale è stata rifiutata. Ma noi ci saremo, fin dove ci faranno arrivare. Ad affermare che la città è nostra. Nel pomeriggio, alle 15, quando loro ci hanno ammessi in centro, a riflettori spenti e prime signore al sicuro, si procederà, invece, alla requisizione simbolica di uno dei tanti palazzi agibili e sfitti. Vogliamo gli sfollati fuori dalle tende. Subito. E gli Aquilani a L'Aquila. E la nostra dignità rispettata. Dopo l'animata assemblea, siamo partiti alla volta di Piazza d'Armi, in tempo per il corteo di auto dei potenti che avrebbero varcato la cinta muraria della nostra storia. Per mostrare loro che noi resistiamo, che non andremo via. Enorme spiegamento di forze dell'ordine che, quando le blindatissime auto blu son passate, scortate da camionette con uomini in passamontagna, armati fino ai denti,ci ha completamente celati alla visuale dei grandi. Noi abbiamo urlato. Ci siamo, nonostante tutto. Eravamo pochi, ché la maggior parte sono andati via per paura, pochi, e osteggiati anche da uno sparuto gruppetto di sedicenti Aquilani, ma c'eravamo. E ci siamo. Tornati al Parco Unicef, dove i ragazzi del comitato 3e32 sono riusciti a creare l'unico spazio di democrazia in questa città, ormai landa desolata, terra di nessuno e di conquista, ci siamo dati l'appuntamento per domattina alle nove.
Concludo con una nota personale, permettemela. Ieri sera, mentre vagavo nella città deserta, ho incontrato un uomo giapponese vestito con un kimono. Accompagnava i suoi passi con il rullo di un piccolo tamburo e portava in mano uno striscione ricamato che recava scritto "pace fraternità ed armonia". Lì, tra le pietre della mia vita, a pochi chilometri dal luogo dove la farsa dei potenti che affamano un miliardo di persone si consumava, con gli elicotteri sulla testa,per la prima volta dal sei aprile, ho pianto.
martedì 7 luglio 2009
Sfollati sfollati
Gli Aquilani son sfollati, si sa. Sfollati sulla costa e sfollati in città. Ora gli sfollati cittadini son diventati sfollati sfollati. Wow... sfollati bis. Si, già sfollati, si sono autosfollati. Via dalla città blindatissima, via dai controlli, via dai pass negati, via dai negozi chiusi, via dalle forze dell'ordine che non danno respiro, via dagli elicotteri che danzano sulle teste,via dai cattivi che manifesteranno. E dai manganelli. In pochi si resta. E ci si muove in una città semideserta. Sembra di esser tornati ai giorni immediatamente successivi al terremoto. Mister B ha fatto approntare il palcoscenico dove avverrà la rappresentazione per i grandi. Cantieri per le new town (due sui venti previsti) che lavorano incessantemente di giorno e di notte, rotatorie nate in brevissimo tempo e imbellite da aiuole fiorite, centro storico con ruderi annessi, pronto per la fotina ricordo. Mi domando se ci saranno dei terremotati scelti all'uopo. A fare da sottofondo. Coloro che la crisi mondiale l'hanno determinata saranno qui a prendere impegni fasulli, finti come il palcoscenico di questa città. Qui di vero, oltre le macerie, ci sono le nostre vite estreme. Ma quelle non si vedranno. Ci hanno sfollati.
lunedì 6 luglio 2009
La fiaccolata
Non ci sono parole per descrivere la fiaccolata di ieri. Solo lacrime. E' stato il funerale che noi Aquilani abbiamo tributato alle nostre vittime. L'unico e vero. Fuori dagli show televisivi e dalle promesse sulle bare. Buio e fiammelle. Silenzio assoluto. Più di tremila persone hanno sfilato, ferite nel profondo dell'animo. Abbiamo chiesto giustizia. Giustizia e verità. Alle 3 e 32 i cuori hanno ricordato. E si sono stretti in un unico abbraccio. Per le nostre vittime. Per le nostre vite di sopravvissuti.Causa G8, la connessione va e viene. Spero di potervi informare nei prossimi giorni.
sabato 4 luglio 2009
Il G8 degli Aquilani

NOI NON CE NE ANDREMO.
Lo avevamo detto a Roma :"Vi aspettiamo al G8". Lo faremo.
I comitati cittadini hanno organizzato le manifestazioni che si svolgeranno in concomitanza con il vertice dei potenti. Noi non scappiamo, come vorrebbero, come ci incitano a fare, noi restiamo. E non abbiamo paura.
Ribadiamo l'intenzione di smascherare le menzogne e le mancate promesse. Vogliamo tutti fuori dalle tende, subito. Prendiamo atto che si sono persi inutilmente tre mesi, vogliamo gli Aquilani a L'Aquila, basta con le vacanze forzate, e denunciamo il processo di devastazione ambientale e sociale che si sta perpetrando nella nostra terra. E le nostre abitazioni che si stanno sgretolando giorno dopo giorno, senza provvedimenti per la messa in sicurezza. Insieme, vogliamo rimarcare l'unità di intenti e di programmi dalla quale siamo animati. Denunciamo la ricostruzione mai partita, le enormi difficoltà in cui versano le attività produttive, lasciate sole e senza sostegno, e la totale mancanza di dialogo con le istituzioni e la Protezione Civile. Non vogliamo inutili vetrine, chiediamo fatti. Quelli che finora non si son visti.
Il Comitato 100% riunisce i quattordici movimenti sorti spontanei dopo il sisma del 6 aprile, tutti privi di connotazioni partitiche,tutti determinati a difendere e far rinascere la nostra città ed i nostri paesi.
Ecco il programma del controvertice che non vuole iniziative strillate, ma richiesta di attenzione da parte di istituzioni e politici e visibilità al mondo intero.
La notte fra il cinque ed il sei luglio una lunga fiaccolata partirà alla mezzanotte dalla Fontana Luminosa per arrivare in piazza Duomo, dove, alle 3,32 del 6, esattamente a tre mesi dalla tragedia, si esorterà verità e giustizia per tutte le vittime. Sara' esposto uno striscione con la scritta ''Dopo il dolore, la rabbia e la necessita' di giustizia e verita' per...." e i nomi dei ragazzi assassinati alla Casa dello Studente.
Un altro cartellone riportera' una frase tratta dal libro di Paolo Mastri ''3,32 gli avvisi inascoltati''.
Il giorno 7 luglio è in programma un forum sociale presso il parco Unicef di via Strinella, diventato ormai il luogo deputato per ogni forma di proposta.
Il giorno 8 luglio, quando i grandi della Terra saranno riuniti nella cittadella della Finanza, i Comitati si ritroveranno a Roio, nell'immediata periferia aquilana, per la realizzazione di una scritta. Stessa scritta che il giorno successivo, 9 luglio, sara' fatta alla Villa Comunale dell'Aquila, con i corpi dei partecipanti allineati per dire ''NOI NON CE NE ANDREMO''
Questo è lo slogan che i movimenti cittadini hanno voluto adottare in occasione del G8.
I comitati non hanno aderito alla marcia di protesta organizzata per il giorno 10 ,dalla stazione di Paganica alla Villa Comunale dell'Aquila dal Patto di base che riunisce sigle quali Sdl, Cobas, Cub/Rdb. Tranne ''Epicentro solidale'' che si dichiara disposto a partecipare a qualsiasi manifestazione che affronti temi sociali e, nello specifico, temi sulla ricostruzione. Io ci sarò.
La sera del 10 luglio,a vertice G8 concluso, al parco Unicef si brinderà con una ''Festa Liberatoria''.
E l'11 si riparte con le nostre iniziative.
Non ci fermiamo qui.
venerdì 3 luglio 2009
Spalle
Cielo plumbeo. Su L'Aquila e sulla Democrazia italiana. Qui, con l'emergenza, i diritti fondamentali dell'essere umano sono stati cancellati. E non tutti gli esseri umani di qui se ne rendono conto. Obnubilati dalla persusione occulta di media e governo.Ieri, con l'approvazione del decreto sulla sicurezza, l'Italia ha fatto ancora un passo in avanti verso il baratro della barbarie. Spero nella disobbedienza civile delle persone per bene. Ma la maggior parte degli Italiani plaude alle misure restrittive in merito di immigrazione. E alle ronde. E intanto i potenti stanno arrivando da queste parti. I potenti responsabili delle guerre e della distruzione del nostro pianeta, e delle sofferenze della maggior parte dell'umanità. Saranno qui a non decidere nulla, come sempre. Solo promesse e foto ricordo. E ipocrite passerelle. Mentre i giochi, quelli grandi, son già fatti. Sento ancor di più sulle mie spalle il peso di tanta ingiustizia. Spalle deboli. Spalle stanche. Che comunque non resteranno a casa. Casa, si fa per dire. Ovvio.
martedì 30 giugno 2009
Si fa di conto
Stanotte un po' di conti. Conti spiccioli. Conti semplici. Ogni terremotato costa allo stato italiano, quindi ai contribuenti, circa cinquanta euro al giorno. La spesa per le tendopoli è calcolata di un milione e mezzo al giorno per un totale di circa ventiquattromila sfollati. Gli albergatori sulla costa ricevono quarantotto euro al giorno per ogni ospite. Una famiglia media di quattro persone ci costa seimila euro al mese. Immaginate se alla famiglia in questione fosse dato questo denaro contante. Sarebbero più che benestanti. Potrebbero organizzare la loro vita da soli e potrebbero gestire più che egregiamente il loro stato temporaneo di sfollati. Immaginate di dire sempre a questa famiglia : noi spendiamo per voi seimila euro al mese, che ne direste di prenderne tremila, così, per risparmiare? Immagino che tutte le famigliole sarebbero più che felici. Credo che mediterebbero di erigere un monumento a Bertolaso e porterebbero in trionfo Berlusconi. Io per prima. Ora invece facciamo il mio caso e quello di altri pochi resistenti che hanno provveduto ad una sistemazione autonoma. Noi riceviamo, o meglio, dovremmo ricevere, ché non vediamo ancora un soldo, cento euro al mese procapite. Cento euro contro i millecinquecento degli altri sfollati. Non vorrei essere maliziosa, ma mi sembra che questo trattamento così iniquo voglia costituire un deterrente al voler provvedere a se stessi, all'essere liberi, al non pesare sullo stato. Questi conticini non mi tornano affatto. Pensate che io sia troppo maliziosa nel credere che qualcuno guadagna su questo movimento di danaro? Che i vostri, i nostri, denari finiscano in altre tasche che non sono quelle dei terremotati?
lunedì 29 giugno 2009
Libertà negate

Sempre sui divieti e sulla limitazione della libertà nei campi, vi riporto un articolo del blog del comitato 3 e 32 (http://www.3e32.com/), relativo al giorno 24 ultimo scorso.
A L’Aquila la repressione continua.
In vista della manifestazione del 27 che partirà di fronte Piazza d’Armi (il campo più grande e più controllato) avevamo provato a scalfire l’oscurantismo e l’isolamento che regna attorno alla vita delle mille e più persone che vivono all’interno del campo. Annalisa, una ragazza che vive nel campo, aveva richiesto di poter fare un’assemblea giovedì pomeriggio. Dopo mille ostacoli e rifiuti, il capo campo aveva dovuto acconsentire a “concederle” di tenere l’assemblea ,a patto che entrassero solo cinque o sei persone dei comitati cittadini per i quali avrebbe dovuto garantire lei. Oggi Annalisa, mentre distribuiva i volantini che invitavano le persone a prendere parte all’assemblea, è stata fermata dal capocampo che si è rimangiato tutto e le ha negato la possibilità di fare l’assemblea. “Serve l’autorizzazione del COM” (i nuovi nuclei amministrativi di una citta commissariata in cui le istituzioni locali non contano più nulla) le ha detto. Il Com ovviamente l’ha rimpallata al DICOMAC (il comando centrale, la CASERMA dove risiede il sovrano Bertolaso e dove si terrà il G8), il DICOMAC le ha detto che l’assemblea non si può fare.
Questa è una mattinata normale per chi a l’Aquila si batte per ricreare un minimo spazio di democrazia e di discussione. A Piazza d’Armi già ci era stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di svolgere attività di sostegno per la popolazione, tipo la giornata di sport del 2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all’uscita del campo. Proprio ieri Bertolaso, nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto), aveva garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; “però dovete dire la verità” aveva detto.
Questa è una mattinata normale per chi a l’Aquila si batte per ricreare un minimo spazio di democrazia e di discussione. A Piazza d’Armi già ci era stato impedito più volte di entrare a parlare con i nostri concittadini, di svolgere attività di sostegno per la popolazione, tipo la giornata di sport del 2 giugno, o perfino di dare volantini e megafonare all’uscita del campo. Proprio ieri Bertolaso, nel suo primo incontro con i comitati (da notare che il primo momento di confronto avviene mentre a Roma si approva il decreto), aveva garantito che le assemblee si potevano tenere senza problemi; “però dovete dire la verità” aveva detto.
La verità continuaiamo a dirla:
A L’AQUILA CHIUNQUE PROVI A CONTESTARE L’AUTORITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE E DEL GOVERNO VIENE OSTACOLATO, SCHEDATO E OSCURATO CON OGNI MEZZO. I CAMPI SONO I NOSTRI QUARTIERI, LE TENDE LE NOSTRE CASE, E’ ORA DI RIPRENDERCELI E DI RIPRENDERCI LA NOSTRA CITTA’.
Questa è la mail che vorrei inoltraste numerosi alla redazione del giornale Il Centro Abruzzo
Spettabile Redazione,
mi unisco ai Cittadini Aquilani nell'esprimere la mia indignazione nei confronti del vostro quotidiano che ha definito la manifestazione tenutasi a L'Aquila il giorno 27 giugno un evento dei No Global ,distorcendo così, e travisando, le istanze aquilane. In tal modo si favorisce la volontà di indebolire una rete sempre più ampia di cittadine e cittadini che , prescindendo dai colori politici e dalle diverse estrazioni sociali, chiede a gran voce il 100% della ricostruzione, della partecipazione e della trasparenza nella gestione di fondi e appalti. Che, in sostanza, chiede e reclama diritti fondamentali. Sono qui a chiedere di riportare correttamente le informazioni, senza travisamenti dettati dall'alto, e di perseguire sempre la verità che dovrebbe essere la base di ogni giornale degno di tale nome.
Cordiali saluti.
Firma
Vi lascio con una notiziola che vi strapperà, spero, un sorriso. Anche se amaro.
In clima di ulteriori restrizioni e divieti, in vista del G8, il transito sulle strade sarà interdetto anche ai numerosi greggi che popolano la nostra zona. Ovvio che le pecore non potranno essere munite di debito "budge", il pass pedonale, ché le automobili ce le possiamo scordare in quei giorni, che verrà conferito solo a pochi eletti.
sabato 27 giugno 2009
100%
Purtroppo ho problemi di connessione che spero di risolvere al più presto. Usufruisco della linea in casa di amici ed ho poco tempo. Oggi c'è stata a L'Aquila la manifestazione per il 100% della ricostruzione di tutte le case, della partecipazione della popolazione e della trasparenza nella gestione di fondi ed appalti. Eravamo in duemila e cinquecento. La questura ha dichiarato ottocento, ma noi, in fila uno per uno, ci siamo contati.E lo abbiamo fatto davanti a loro. Eravamo tanti, sotto la pioggia e nonostante il boicottaggio dei media. Il giornale Il Centro, giornalaccio abruzzese di pettegolezzo e di giornalisti che conoscono poco la sintassi e le virgole, e che, con il terremoto ha visto moltiplicate le vendite, essendo l'unico che parla ancora di noi,ci ha giocato un tiro mancino. Questa mattina è uscito con un articolo in cui annunciava che la manifestazione del pomeriggio avrebbe visto l'appoggio e la presenza dei no global, accanto ai cittadini. Immaginate quanto questa notizia abbia potuto costituire un deterrente per molti partecipanti. Il giornalaccio ha fatto pervenire le scuse per l'errore a corteo terminato. Nei prossimi giorni scriverò una mail al quotidiano e pregherò anche voi di fare altrettanto. Insomma, a mio avviso, è stata una vittoria: il numero di persone sensibili al problema sta crescendo. I media non sono con noi, ma useremo il passa parola: sensibilizzare al 100%. Ora abbiamo il macigno del G8. Ma parleremo di questo non appena avrò una connessione decente.
A presto.
A presto.
giovedì 25 giugno 2009
Di spot e di ottimismo
I terremotati, si sa, son tristi da vedere. E scomodi. Una mia amica Inglese che lavora a Bruxelles mi ha scritto una e-mail esprimendomi il suo sconcerto per il disinteresse che gli Italiani all'estero dimostrano per la tragedia aquilana. Ogni volta che ha provato a spostare i discorsi su di noi, ha rimarcato la volontà di sviare: induciamo pensieri di sconforto, siamo avvilenti. E poi tutti sanno che il governo sta brillantemente occupandosi di noi e della nostra tragedia. La stessa cosa mi riferiscono amici e conoscenti che vivono fuori da L'Aquila: le persone preferiscono distogliere il loro pensiero da noi. Si avvicina il tempo delle vacanze, c'è la crisi economica, tanti pensieri: i terremotati sono scomodi,un problema in più. A volte capita anche a me di pensare a voi che aprite questo blog ben sapendo che troverete dolore e rabbia. E poca speranza. Per fortuna, anche nelle situazioni più buie, c'è chi pensa a risollevarci lo spirito. Chi può essere? Ora non venite a dirmi che penso sempre a lui, che sono ossessionata. Non ditemelo. E' lui, il nostro Cavaliere. Stamani ha dichiarato che sarà qui ogni giorno per controllare lo stato di avanzamento dei loculi "ormai faccio il direttore dei lavori, è come tornare ad un vecchio amore". Eccolo qui, dopo il presidente terremotato ed il presidente condom, et voilà il presidente geometra - palazzinaro. Ma non è finita qui, la chicca che vi farà sorridere è un'altra. Sono stati realizzati sette spot per rilanciare il turismo in Abruzzo. Indovinate chi è il testimonial? Che so, George Clooney? Raul Bova? No, è lui, il nostro presidente attore. Il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi, Pdl, ha così dichiarato :" Avevamo la necessità di un testimonial di eccezione e devo dire che abbiamo trovato il migliore sulla piazza, tra l'altro gratis". E il nostro cicisbeo, di rimando, "nello spot sono troppo bello, l'ho visto ed ho pensato: la sinistra non me la passerà, avrei subito una catena di signore che mi cercano" Sì, signor Presidente, anche io, e tante altre signore, la cerchiamo, ma lei, pur essendo sempre presente, appare introvabile dalle nostre parti. Noi vorremmo diventare sue fans, se solo ce lo permettesse, rispondendo a qualche semplice domandina che vorremmo porle. Chiodi, a questo punto esaltato, garrulo, ha concluso " è stato un grande onore lavorare gomito a gomito con il ministro Brambilla e sentire l'affetto del presidente Berlusconi che mi sento di ringraziare a nome di tutti gli Abruzzesi e di tutti gli Aquilani". Vorrei sapere come questo galoppino si permette di ringraziarlo anche a nome mio, ma sorvolo. Il Presidente, per fare a tutti noi un'iniezione del suo proverbiale ottimismo, ha chiosato:"ieri è stato un passaggio importante: è stato approvato il decreto sull'Abruzzo. Grazie alla legge, rifaremo L'Aquila e altri 48 comuni com'erano, anzi, più belli."
Sarebbe interessante chiedergli dove sono i soldi per farlo, ma queste sono inezie. Ovvio.
Basta l'ottimismo. Con Berlusconi testimonial di lusso.
Sarebbe interessante chiedergli dove sono i soldi per farlo, ma queste sono inezie. Ovvio.
Basta l'ottimismo. Con Berlusconi testimonial di lusso.
mercoledì 24 giugno 2009
Abracadabra
Il decreto abracadabra, come saprete, è stato approvato ed è legge. Rifiutati tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione. E tant'è. Maggioranza contenta, opposizione nazionale abbastanza indifferente, opposizione locale pacatamente contrariata. Io e moltissimi Aquilani, passatemi il termine, incazzatissimi. E lo diremo sabato 27, con una manifestazione che partirà alle ore 15 dalla rotonda di Piazza d'Armi, lì proprio dove c'è uno dei campi cittadini più difficili, e si snoderà lungo la statale 17, a toccare altri tre campi, con la speranza di arrivare fino al Dicomac, quartier generale della plenipotenziaria Protezione Civile. Ma ci bloccheranno, ne son certa. La protesta ci sarà comunque. E determinata. Si ribadirà il no convinto al Decreto Abruzzo e l'appello per la campagna 100%. Cento per cento di ricostruzione, di trasparenza e di partecipazione.Esaltante il commento di Bertolaso all'approvazione del decreto: "Bene, andiamo avanti a lavorare" Bene? Lui continua con i loculi arredati aiazzone, chè neanche i nostri mobili potremo portarci lì dentro, e intanto il governo trova la copertura finanziaria di quest'anno tagliando i bonus famiglia per trecento milioni e riducendo la spesa farmaceutica per trecentottanta milioni. Non mettono le mani intasca agli Italiani loro. Agli Italiani ricchi. A quelli poveri sì. I poveri, sconsolati perchè sempre più poveri, incrementeranno l'acquisto di biglietti gratta e vinci e delle varie lotterie, sperando nella buona sorte. E anche lì pagheranno per noi. Anche molti Aquilani si stanno lanciando, in preda alla disperazione, all'acquisto dei gratta e vinci. Pagheranno loro per loro stessi. Geniale trovata. Da non tralasciare il risparmio di un milione di euro che è stato intascato dal taglio di una cosa inutile come la celebrazione della Festa della Repubblica. Sarà destinato a noi terremotati. Tanto della Repubblica noi cosa dobbiamo farcene? Qua sta vacillando pericolosamente, come le nostre case. Che non si festeggi più. L'anno prossimo parteciperemo ad economicissime parate militari che inneggeranno all'amato imperatore. Con tanto di saluto romano e marcia trionfale.
Voglio lasciarvi con una chicca. Bertolaso ieri ha incontrato la stampa ed ha rilasciato illuminanti dichiarazioni circa l'organizzazione del G8. Nonostante lo sciame sismico, i potenti potranno stare tranquilli: la cittadella della scuola della guardia di finanza è sicurissima. In caso di un forte terremoto, è comunque già pronto un piano per evacuare i grandi con gli elicotteri. I cittadini? Loro non rientrano nei pensieri del plenipotenziario, loro non li evacua nessuno. Neanche prima del 6 aprile, quando lo sciame sismico era identico a quello di oggi. Poi continua: "al termine del G8 i terremotati avranno letti ed arredi che sono serviti per sistemare gli alloggi dei potenti". Qualcuno avrà il privilegio di dormire nel talamo che ha ospitato Obama, o Putin, o persino il Cavaliere. Mi domando come si sceglieranno i fortunati. Forse una riffa? O una gara di corsa al sacco? O la scelta sarà operata in base all'invio di un book fotografico che ciascun sfollato recapiterà al Cavaliere in persona? Temo che in quel caso sarebbero favorite le fanciulle genere starlette. I lettoni potrebbero essere collaudati all'istante dall'instancabile premier. Sempre in prima linea. Mi domando cosa userà mettere in testa in quel caso, dopo aver indossato il caschetto antinfortuni ed essere il nostro presidente sfollato,per essere ora il nostro presidente trombatore.
Ah, dimenticavo,Bertolaso sta approntando per Obama un campo di basket. Il nero d'America è appassionato di questo sport. Si teme che, durante i tre giorni di soggiorno fra i terremotati, non possa farne a meno. Per lui è meglio della cocaina.
Il ducetto in pectore, sempre il Bertolaso, ha anche asserito che le proteste al G8 non lo preoccupano affatto. "Ho piena fiducia nelle forze di polizia", ha dichiarato. E non aggiungo altro. Chi ha orecchie per intendere, intenda pure.
ORA E' IMPORTANTISSIMO CHE IL PRESIDENTE NAPOLITANO NON FIRMI QUESTO DECRETO.
martedì 23 giugno 2009
Sgretolamento
Si trema. E tanto. Paura e scoramento. Freddo, anche. Si teme per la diga di Campotosto. Il minuscolo tratto di centro cittadino, che era stato riaperto con gli echi strombazzanti dei media di Governo, è stato di nuovo interdetto. Non si entra nella zona rossa, neanche per riprendere un fazzoletto. Verifiche, dicono. Di verificatori, stazionando nei vari punti di raccordo fuori delle mura, non ne ho visti. I palazzi, vergognosamente non messi in sicurezza, continuano a franare. E con loro i nostri cuori. Non c'è legno, dicono i Vigili del Fuoco, non abbiamo mezzi. Bertolaso continua ad affermare che ha i soldi. E a non riferire circa le donazioni dei privati e i proventi dei famosi sms. Intanto la città appare sempre più far west: un' unica strada polverosa, qualche saloon, un emporio, e gli sceriffi. Tanti. Parlare con le persone è sfiancante. Mi sembrano inebetiti anche loro dall'informazione pilotata. Sperano, credono, hanno fiducia. Non vogliono sentir parlare di proteste. Hanno paura di non vedersi assegnata la promessa casetta. O di ritorsioni all'interno dei campi. La Protezione Civile è stata bravissima ad inculcare in loro l'idea che ci stanno aiutando. Pochi capiscono che quello che ci hanno dato è ciò cui abbiamo diritto.Ed è pochissimo. Ma il benefattore non si critica. Si abbassa la testa e ci si adegua. Alcuni cercano di cavalcare la catastrofe. Tenendo le mani in pasta. Poca pasta, ché il Governo impasta da solo.I resistenti lucidi ci sono. Ma siamo una nettissima minoranza. Cosa fare in questi casi? Io vado avanti. E' una vita che penso che dal privato nasce il pubblico per il bene comune. Una goccia nell'oceano? Ma l'oceano è fatto di gocce.
lunedì 22 giugno 2009
Il G8
Il G8 a L'Aquila è un problema. Un problema di portata enorme.Un ulteriore fardello sulle nostre spalle stremate. Più la data si avvicina, più ce ne rendiamo conto. E ne comprendiamo la portata. La strategia attuata dal governo si sta dipanando davanti ai nostri occhi. Manovre di regime, manovre occulte, manovre che tendono a schiacciare. A mettere con le spalle al muro. Oggi si è riunita qui a L'Aquila l'assemblea nazionale sul G8. Eravamo un bel po' di persone, sotto il tendone del parco Unicef. Ore ed ore sotto la pioggia battente e la grandine che imbiancava il paesaggio come in inverno. Acqua torrenziale sotto i nostri piedi. E voci coperte dal fragore del temporale. Condizioni estreme, in una situazione estrema. Immaginate di coniugare i terremotati che, nonostante la calamità naturale e le coercizioni che lo stato militare infligge, cercano di alzare la testa per affermare i propri diritti e, pian piano, ci stanno riuscendo e i rappresentanti dei movimenti che intendono, giustamente e ad ogni costo, rivendicare il loro diritto a manifestare contro il G8. La paura dei primi di essere strumentalizzati, o, almeno, di apparire tali e le intenzioni di chi, comunque e dovunque, avrebbe assicurato la sua presenza all'evento. Questo governo ha studiato le cose alla grande: i cittadini che provano a ribellarsi, che, faticosamente, provano a darsi visibilità, a coordinarsi, a chiedere a gran voce ciò che per diritto gli è dovuto e i manifestanti contro il G8 che portano le loro istanze di sempre. Quelle che stanno dalla parte dei deboli, contro le superpotenze. E noi lo sappiamo bene che stanno dalla nostra parte: i no global sono presenti su questo territorio sin dalla prim'ora. Sono quelli che hanno istituito i campi autogestiti, a Tempera, a San Biagio, a Camarda. Son quelli arrivati con gli aiuti prima di molti altri. Son quelli che hanno lavorato instancabilmente e continuano a stare sul territorio. Accanto a noi. E hanno realizzato spazi ricreativi, e cucine da campo, e magazzini, e sono gli unici che riforniscono gli sfollati non sistemati nei campi, ma rimasti sul territorio. Quelli abbandonati dalla Protezione Civile perchè esenti da strettissimo controllo. Son quelli che ti ascoltano e ti aiutano.Son quelli che non andranno via, dopo il G8. E poi i social forum, e i cobas,e i numerosissimi movimenti di sinistra. Tutti insieme, tutti in questa città a cercare di non ostacolarsi a vicenda. I cittadini aquilani affermano la loro intenzione a non voler essere accomunati nell'immaginario collettivo ai facinorosi, gli altri, che facinorosi non sono, affermano la loro intenzione a lottare. Anche per noi. Si è deciso che si manifesterà, ognuno scegliendo le forme che riterrà più opportune. Cercando di non ostacolarci a vicenda. Il primo ministro ha pensato di inchiodarci così. Ma noi andiamo avanti. Anche se i media faranno il loro sporco lavoro. L'apparato sarà come quello di guerra. Si dice che gli sfollati dei campi saranno inibiti dall'uscire dalle tendopoli e che il lavoro, quel poco che c'è, si fermerà, e i cellulari e internet saranno controllati. Il regime svolgerà il suo compito, qui, in questa terra che è diventata la sua palestra. Noi ci proveremo a non essere offuscati per sempre da questo ulteriore terremoto. E i vigili del fuoco manifesteranno accanto a noi. Si è ribadito e confermato che non verrà usata violenza alcuna.E i violenti entreranno solo se loro, i manovratori di regime, vorranno, come sempre, farli entrare.
domenica 21 giugno 2009
Non vogliamo L.'A.Q.U.I.L.A. Vogliamo L'Aquila

Al Presidente del Consiglio che sostiene che la nostra protesta di Roma sia stata sterile, basata sul nulla, senza richieste concrete da avanzare, i cittadini rispondono con questa nota:
100% Ricostruzione
Il decreto Abruzzo è legge. Ma non basta. Il Governo ha promesso e non ha mantenuto. Ora ci dicono che con altri provvedimenti incrementeranno i fondi. Ma non basta. Occorre più danaro subito. Chiediamo l'equiparazione all' Umbria in termini di finaziamenti stanziati per la ricostruzione, la riparazione integrale senza limitazione dei danni da ricostruzione leggera, la ricostruzione integrale di tutta la Città.
Occorre un Piano Strategico di Ricostruzione Generale che veda il coinvolgimento di tutte le Istituzioni e dei Comitati Cittadini per fare fronte alle necessità di immediata ripresa della attività economica e sociale.
Ripresa dell'attività economica significa immediato ripristino del tessuto economico, immediata ricollocazione delle attività danneggiate dal sisma, immediata istituzione ed adeguato finanziamento della Zona Franca.
Ripresa sociale significa
1.riconversione degli alloggi definitivi in temporanei rimovibili, rivisitazione del progetto C.A.S.E. , un’operazione orientata sugli stilemi della shock economy, che per i terremotati aquilani si configura sempre di più come una soluzione che non si fonda sull’aiuto alle popolazioni terremotate, che non tiene conto della varietà degli habitat culturali in cui si vuole calare, e che non basterà a togliere tutti gli sfollati dalle tendopoli (è cosa acquisita che la previsione di senza tetto si aggira nell'ordine delle 25/30.000 presone),
2.rientro immediato con sistemazione della popolazione alloggiata sulla costa, immediato sgombero delle tendopoli, subitanea erogazione degli aiuti economici promessi (contributo sistemazione autonoma, cassa integrazione speciale, contributi per i lavoratori autonomi)
3.determinazione dei criteri per l' assegnazione degli alloggi riconvertiti del progetto C.A.S.E
4.ripristino della democrazia nei campi sino allo sgombero, ripristino della connessione wireless sui campi sino allo sgombero, facoltà di tenere assemblee autorizzate nei campi sino allo sgombero, possibilità di fruire dei pasti per tutti i cittadini aquilani che si recano a L'Aquila per motivi legati al sisma.
Basta con la politica dello spopolamento, vogliamo tornare ad essere Aquilani a L'Aquila tutti e subito.
Occorre che Bertolaso emetta subito le ordinanze per la ricostruzione e non aspetti che arrivi l'inverno, impedendoci di iniziare le procedure per la ricostruzione.
Bertolaso deve limitarsi a gestire l'emergenza secondo i poteri conferitigli dal decreto, non può limitare la libertà delle persone, non può sostituirsi alle autorità locali nella gestione della ricostruzione.
100% Trasparenza
1.Sono passati quasi tre mesi, la Protezione Civile spende circa €.1.500,00 al mese per ogni sfollato (€.1.500,00 x 60.000 sfollati = €.90.000.000,00) solo per far fronte alla emergenza; non è stata pubblicata una virgola sulla destinazione e sulla gestione di questi soldi! I prodotti delle aziende locali non vengono ancora acquistati!
2.Devono essere pubblicati i dati integrali sugli accertamenti di stabilità, compresi quelli di TUTTA la Zona Rossa, pubblicazione dell'elenco delle scuole danneggiate, gli Aquilani devono sapere per programmare anche l'immediato futuro, non vogliono ritrovarsi a settembrte con inaspettate sorprese!
100% Partecipazione
Basta con la solita politica, occorre una concertazione partecipata della ricostruzione; i cittadini devono essere consultati e coinvolti prima di ogni decisione che riguardi il loro futuro.
sabato 20 giugno 2009
Vergogna
Lo sapete tutti, lo avete letto, lo avete ascoltato in tv. Il presidente del Consiglio dei Ministri, cav. Silvio Berlusconi, ha esternato ancora una volta. Stavolta sugli sfollati. Noi, Aquilani. Dopo la visita lampo in città, dove ha pensato bene di dribblare i cittadini, i giornalisti e le domande scomode, ha parlato da Cinisiello Balsamo. A ottocento chilometri di distanza. Ha accusato noi, che viviamo la tragedia sulla nostra pelle, di strumentalizzare speranze, paura e morti. Noi, che i morti li abbiamo in casa e la speranza l'abbiamo perduta, e la paura l'abbiamo vissuta. Noi che alziamo la testa da questa tragedia. Sostiene che non abbiamo istanze, lo sostiene davanti agli emendamenti che sono stati portati e rifiutati. Cavaliere, lei non può permettersi di insultarci, lei non può speculare sulla nostra disperazione, lei non può osare di menzionare i nostri morti, gettando infamia su di noi. Lei ci ha offeso vergognosamente. Lei ha offeso gente indifesa, ma fiera e coraggiosa. Non finisce qui. Avrà presto nostre notizie.
Lettera al Presidente Napolitano
Al Gentilissimo Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica
Alla Segreteria Generale del Capo dello Stato - (rif.Dott. Marra e Dott. Ruffo).
Gentilissimo Presidente,
stiamo, in questi momenti drammatici, istituendo coordinamenti di cittadini e Sindaci che chiedano a lei un incontro ufficiale per istituire un reale tavolo Istituzionale da insediare al Quirinale e da lei guidato, che porterà a buon fine la ricostruzione in ogni minimo dettaglio soprattutto in merito al capitolo trasparenza investimenti e gare d'appalto.Si intravedono cordate di ditte nordiste che con finte gare d'appalto vengono già inserite nel decreto stesso in discussione in queste ore. Presidente le chiediamo di non firmare il Decreto, di non permettere che attraverso il bavaglio del Parlamento come ormai prassi antidemocratica di questo Governo, si giunga al ricatto verso le popolazioni, basando il decreto sul principio anticostituzionale e di palese violazione del Titolo Quinto della Costituzione. Le chiediamo inoltre di permettere l'apertura di un fascicolo penale e civile per accertare le responsabilità del Governo in merito ai mancati controlli sismici dell'area come erano stati richiesti da Ingegneri dell'Enea in data 12/02/09 (lettere originali pubblicate su La Repubblica in Aprile 2009), attraverso documenti ufficiali inoltrati al Ministro Matteoli.L'accavallarsi di strane anomalie e forti incompetenze da un punto di vista tecnico e scientifico nella protezione civile ormai carrozzone di corruttele dei partiti, ne ha fatto di Bertolaso un capo carismatico indiscusso ed ecco le conseguenze reali di una reale strage di Stato preannunciata anche dalle foto del satellite del CNR scattate sempre tra Dicembre e Febbraio 2009 dove si notava la faglia già in fase di scorrimento la profonda frattura constesso epicentro dove poi si è verificata la catastrofe. Chiediamo giustizia soprattutto perché qualcuno aveva da anni pensato di sciogliere la Commissione Grandi Rischi e in Italia come mi ha precisato il Prof.G.Evangelista di Pisa, membro ed esperto licenziato probabilmente da quella Commissione affinché divenisse nel tempo appannaggio e strapotere esclusivo della finta protezione Civile carrozzone di corruttele e strane assunzioni clientelari (da tempo).Attendiamo celeri riscontri e risposte da lei come sempre all'altezza del ruolo di Rango Istituzionale che ricopre con dignità e nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione.
Con stima, la ringraziamo per l'attenzione rivoltaci ieri nel contattarci personalmente e direttamente attraverso la sua Segreteria Generale.
Coordinamento nazionale " Aiutiamo L'Abruzzo" Rocco Carlomagno - progetto solidarietà Basilicata aiuta L' Abruzzo cell.348/5312034 -
Stefania Pace cell 3200245059- Romina e tantissimi studenti , donne e uomini delle istituzioni locali dell'Abruzzo.
Aggiungete il vostro nome stampate e inviate un fax al Quirinale al numero 0646993041
Il Quirinale ci ha contattato ieri pomeriggio chiedendo di fare un fax con i contenuti
Fate girare. Più siamo e più forza abbiamo.
Alla Segreteria Generale del Capo dello Stato - (rif.Dott. Marra e Dott. Ruffo).
Gentilissimo Presidente,
stiamo, in questi momenti drammatici, istituendo coordinamenti di cittadini e Sindaci che chiedano a lei un incontro ufficiale per istituire un reale tavolo Istituzionale da insediare al Quirinale e da lei guidato, che porterà a buon fine la ricostruzione in ogni minimo dettaglio soprattutto in merito al capitolo trasparenza investimenti e gare d'appalto.Si intravedono cordate di ditte nordiste che con finte gare d'appalto vengono già inserite nel decreto stesso in discussione in queste ore. Presidente le chiediamo di non firmare il Decreto, di non permettere che attraverso il bavaglio del Parlamento come ormai prassi antidemocratica di questo Governo, si giunga al ricatto verso le popolazioni, basando il decreto sul principio anticostituzionale e di palese violazione del Titolo Quinto della Costituzione. Le chiediamo inoltre di permettere l'apertura di un fascicolo penale e civile per accertare le responsabilità del Governo in merito ai mancati controlli sismici dell'area come erano stati richiesti da Ingegneri dell'Enea in data 12/02/09 (lettere originali pubblicate su La Repubblica in Aprile 2009), attraverso documenti ufficiali inoltrati al Ministro Matteoli.L'accavallarsi di strane anomalie e forti incompetenze da un punto di vista tecnico e scientifico nella protezione civile ormai carrozzone di corruttele dei partiti, ne ha fatto di Bertolaso un capo carismatico indiscusso ed ecco le conseguenze reali di una reale strage di Stato preannunciata anche dalle foto del satellite del CNR scattate sempre tra Dicembre e Febbraio 2009 dove si notava la faglia già in fase di scorrimento la profonda frattura constesso epicentro dove poi si è verificata la catastrofe. Chiediamo giustizia soprattutto perché qualcuno aveva da anni pensato di sciogliere la Commissione Grandi Rischi e in Italia come mi ha precisato il Prof.G.Evangelista di Pisa, membro ed esperto licenziato probabilmente da quella Commissione affinché divenisse nel tempo appannaggio e strapotere esclusivo della finta protezione Civile carrozzone di corruttele e strane assunzioni clientelari (da tempo).Attendiamo celeri riscontri e risposte da lei come sempre all'altezza del ruolo di Rango Istituzionale che ricopre con dignità e nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione.
Con stima, la ringraziamo per l'attenzione rivoltaci ieri nel contattarci personalmente e direttamente attraverso la sua Segreteria Generale.
Coordinamento nazionale " Aiutiamo L'Abruzzo" Rocco Carlomagno - progetto solidarietà Basilicata aiuta L' Abruzzo cell.348/5312034 -
Stefania Pace cell 3200245059- Romina e tantissimi studenti , donne e uomini delle istituzioni locali dell'Abruzzo.
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Il Quirinale ci ha contattato ieri pomeriggio chiedendo di fare un fax con i contenuti
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