martedì 27 luglio 2010

La passerella

La passerella era la seguente: Vittorio Lampugnani ,architetto urbanista che ha partecipato al processo di ricostruzione di Berlino, Cesare Trevisani ,vicepresidente per le infrastrutture, logistica e mobilità di Confindustria, Paolo Leon ,economista, professore ordinario presso la facoltà di Economia dell'Università di Roma tre e Aldo Bonomi ,sociologo, dirigente dell'Istituto di ricerca Aaster (associazione agenti sviluppo territorio di Milano). La location era il Ridotto del teatro Comunale dell'Aquila. Gran cerimoniere Gianni Chiodi, commissario delegato alla ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo. Comprimario: il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. Figurante: Gaetano Fontana, capo della struttura tecnica di missione. Buttafuori: Giorgio De Matteis, vice presidente della Regione.I partecipanti erano a numero chiuso. Il criterio per individuali: arcano.L'argomento: "L'Aquila 2020, e poi?". I cittadini: un optional. Questo il convegno tenutosi ieri pomeriggio e pubblicizzato come l'inizio dei lavori per costruire L'Aquila del futuro. La realtà è ben'altra: nessuno degli intervenuti ha idea di cosa sarà della nostra città. I grandi saggi erano qui, ieri, per la prima volta nella loro vita. Erano ancora sconvolti dalla visita fra le macerie del centro storico e dicevano cose di buon senso. Quelle stesse cose che noi cittadini responsabili diciamo dal 7 aprile. Ma la regia dell'evento non aveva previsto, mettendo le camionette della polizia all'ingresso, che i veri protagonisti della pomeridiana sarebbero stati i cittadini attivi. I convenuti hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco: ammettere pubblicamente che la partecipazione della cittadinanza è fondamentale nel processo di ricostruzione sociale ed urbana. Parole, per ora. Solo parole. Ma il viso contratto del buttafuori De Matteis tradiva nervosismo, mentre anch'egli era costretto ad asserire l'importanza della partecipazione. Salvo poi affermare, in separata sede, davanti ai giornalisti, che si vedrà chi applicherà la politica del fare e chi, invece, sa solo contestare. Eppure il cane da guardia è stato messo al corrente dei lavori dei cittadini attivi. Il Presidente Chiodi ha affilato un paio di gaffe da avanspettacolo. Una all'inizio ed una alla fine della farsa. La prima è stata quella di asserire, a meno di una settimana dall'aver asserito l'esatto contrario, che i soldi per il nostro terremoto ci sono. E sonanti. "Direttamente dal governo, sul mio conto personale". All'esplosione della sala si è corretto :"conto personale di commissario delegato". Ha riso, abbiamo riso. E poi l'ultima, a chiudere: "siete invitati al coffee break offerto dalla ditta tal dei tali" E questa sì che è una gaffe sostanziale: il coffee break prevede una ripresa dei lavori. Come, immagino, fosse stato programmato. Invece i lavori sono stati chiusi quando non si sono potute arginare le domande dei cittadini. E' stato un "the end coffee". Molto gustoso, per altro. Di sicuro non era previsto per i semplici cittadini. Ma per "personalità", non meglio identificate, come lo stesso Chiodi aveva annunciato all'inizio, e suorine biancovestite accorse numerose. Ci si vede alla prossima puntata. Si spera con delle idee da parte degli stimatissimi luminari. Noi le nostre già le abbiamo. Pronte per il confronto.

Per chi volesse capire meglio di cosa parlo ed avesse un po' di tempo da investire:

6 commenti:

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Meglio di ogni Red Carpet mai mostrato in TV...

Condoglianze.

E' l'unica cosa seria che mi viene da dire quando sento parlare di queste persone così "avulse dal gioco", così estranee al problema, così incuranti della realtà, che proprio mi viene il vomito.

Inneres Auge ha detto...

C'era anche qualche 'pensionato sfigato' ?

Anonimo ha detto...

A chi, dopo l'incontro, ha protestato per il cordone di poliziotti, De Matteis ha negato ogni cosa, dichiarando di non saperne niente. E chiedendo la testimonianaza dello sbirro che aveva vicino. Mi è piaciuto Cialente: era furente, prima di salire sul palco. E ne aveva motivo...
cristina

Enrico De Pietra ha detto...

Vi aspettavate forse qualcosa di diverso? Io no. Del resto non potevo aspettarmi segnali positivi da un meeting di esperti (o presunti tali) giunti all'Aquila con circa un anno di ritardo, scelti e invitati non si sa bene da chi, alcuni dei quali magari non avevano mai messo piede in città. Ma poi... chi paga?

Anonimo ha detto...

16 minuti..ho visto e sentito i primi 16 minuti dell'intervento di CiccioChiodo...
CHIACCHIERE!"politica politicante""buon padre di famiglia" dal piccolo dizionario del piccolo statista!
"Onestà Intellettuale"...ma sa CiccioChiodo che vuol dire Onestà Intellettuale?
"nessuno puo' deresponsabilizzarsi"...ma da che pulpito...i maestri della deresponsabilizzazione e dell'inganno!
Doppio incarico per CiccioChiodo?anche doppio stipendio?doppia pensione?da dove prenderà i compensi?da quel miliardo?chi controllerà?
Non mi è piaciuta la stretta di mano western tra CiccioChiodo...e CialenteExDormiente!
mi riservo di vedere la successiva parte video!
Un Miliardo....un miliardo....un miliardo......dove finirà...dove...
Watka Yo Ota

Inneres Auge ha detto...

Ho trovato comica la scena dei parlamentari del pd in giro per la città coi caschetti protettivi. Avevano timore che piovessero insulti..