lunedì 27 settembre 2010

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Sono ancora lontana dall'Aquila. Tornerò a breve. Da qui, la mia città mi appare un incubo al quale, nonostante tutto, desidero tornare. La casa, quella nella quale vivo da qualche mese, mi appare estranea. Nulla mi invita a riaprirla. Né le cose che ho salvato dalla distruzione, né l'idea di un tetto per l'inverno. Sono estranea al mondo che mi circonda. Faccio finta di essere normale, ma non lo sono. Non si può più essere normali, dopo una disgrazia come quella che stiamo patendo. La sensazione è dell'instabilità totale: il sentirsi inadeguato ovunque. Meno che tra quelle montagne. Non fra quelle mura, ma su quella terra che è l'unica cosa che mi dice che i ricordi si possono ancora toccare.


16 commenti:

Roby Bulgaro ha detto...

Anna, voglio solo farti sapere che ti e vi penso sempre, ed anche io, benché lontano, sono solidale con la vostra causa. Cambierà. Dovrà cambiare, e non solo per voi; soprattutto per voi, sì, ma è l'Italia intera che ne ha bisogno.

vittorio ha detto...

La terra. Proprio la terra, per quanto possiamo abusarne e maltrattarla, sarà sempre lei a ricordarci quanto poco siamo e quanto, di quel che poco, siamo sulla terra. Da lì che partirono le storie delle città e, quello che siamo, si lega alle storie e alla storia della città. Si dovrebbe poter tracciare un centro e, da lì, partire allargandosi pian piano a comprendere aree sempre più vaste. Credo che questa dispersione confusa e sparpagliata è un insulto alla terra.

Inneres Auge ha detto...

Era parecchio che non ti leggevo. Tieni duro Anna!

Rebelde ha detto...

Cara Anna, leggo sconforto nel tuo post e credo che non possa essere altrimenti. Tu parli di sensazione di instabilità ed io posso dirti che è la stessa sensazione che provano milioni di persone oggi nel nostro paese. Lavoratori, pensionati e un sacco di gente per bene che fatica per campare. E' come camminare su di un ponte tibetano senza possibilità di aggrapparsi al corrimano perchè il corrimano non c'è più. Si è rotto e chi dovrebbe aggiustarlo non lo fa, anzi ti obbliga a correre, a far presto che non c'è nessun pericolo, è tutta un' impressione. Ogni tanto qualcuno cade giù. Tanti cadono giù e pochi riescono a salvarsi. Qualcuno si ferma e timidamente esorta chi dovrebbe aggiustarlo a far qualche cosa, ma sono pochi, sono soli e quelli dietro arrivano correndo, bisogna andare, andare, andare, senza accorgersi che si sta andando al macello. Cara Anna, è proprio un bruttisimo momento, occorre resistere ed impegnare tutte le forze per farlo, nella speranza che qualcuno si fermi e si renda conto di dove cazzo ci stanno portando.
Forza e coraggio. Aldo

zefirina ha detto...

mi spiace che l'incubo non sia finito e credo che questa sensazione ti accompagnerà per sempre, un trauma così è pesante da digerire

ti abbraccio

giusi ha detto...

Ti aspettiamo: Giusi e le montagne.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

Benritrovata. Ti abbraccio fortissimo. Altre parole non servono, servirebero fatti che però l'esecutivo non fa...

Un bacio
Daniele

simona_rm ha detto...

ti abbraccio forte. E' poca cosa, ma è un modo per starti/vi vicino. Continuo a seguire i bloggers aquilani, i racconti, la rabbia, le manifestazioni sotto montecitorio. Continuo perché devo; è un mio preciso dovere non girarmi dall'altra parte. Come voi dovete continuare a parlare, anche quando capite di essere sopraffatti dalla stanchezza e dal disgusto.
simona

Luca Ferraccioli ha detto...

Cara Missa Kappa, il tuo blog è molto bello e pieno di sentimento.
Sono vicino a te come a tutti gli aquilani; come si fa a non pensarvi?
Nei momenti difficili io mi leggo e rileggo la poesia If di Kipling che ho conosciuto grazie a Montanelli (ho rotto i garbasisi ad un sacco di persone con questa poesia), è così bella che aiuta a vedere meno nero.
Ti saluto al mio modo:
Yours sincerely, Luca

Anonimo ha detto...

la solita storiellina personale:

my mum is dead last week.
after two years by earthquake I spent my last money for her.
today is the second day that I stay here without pay.
Today I've received first "scud" from the house proprietary.
My house should be good and best af all, but i can't return in,

c'avete rotto il cazzo!!!
dopo due anni di occupazione di ciò che è nostro!!!

rimpastatevi i coglioni!!

Anonimo ha detto...

Le vostre voci ancora inascoltate si uniscono al coro di altre voci, terribili, come queste

http://gracespace.ilcannocchiale.it/post/2546596.html

E ancora mi tocca sentire gente che difende quelle m*** al governo, dicendo che "hanno fatto tanto per il Paese"

Anonimo ha detto...

Baciate i piedi a Berlusconi. Fossi stato in lui neppure le tende vi avrei allestito.

Rebelde ha detto...

Anonimo quì sopra,per fortuna quelli come te sono relegati dalla vita al ruolo di insignificanti nullità sparatrici di cazzate e quindi, anche se ti piacerebbe,non potrai mai essere nei panni di Berlusconi.E per fortuna perchè di uno ne abbiamo abbastanza.
Meriteresti un' alluvioncina sulla tua bella casa, niente di catastrofico per carità ma solo da metterti in condizione di farti prendere per il culo dal tuo amato Berlusconi per una decina d' anni.
Svegliati.

wild ha detto...

sono vicina a te e a tutti gli aquilani ciao
http://timeta.blogspot.com/2010/05/la-casa.html

Gatta bastarda ha detto...

era tanto che non leggevo i post. devi farti forza... ti rimangono cmq le tue radici. vedo purtroppo che gli scemi continuano a lasciare commenti fuori luogo su cose che non conoscono. (l'italiota medio del resto è ovunque).

Popolo Rosa ha detto...

Oggi la notizia (abbastanza prevedibile) dello sfratto degli albergatori nei confronti degli aquilani perchè il governo non paga. Vorremo fare qualcosa per voi noi donne del Popolo Rosa. Possiamo metterci in contatto? Siamo anche su facebook. A presto popolorosa@gmail.com