sabato 26 dicembre 2009

Il miracolo italiano


E' Natale. So che non dovrei rattristare i miei lettori. Ma queste immagini devono essere viste. Federico D'Orazio è un giovane studente che si sta laureando in medicina. Sua madre, Maurizia Marchetti, è insegnante di filosofia al Liceo Classico di L'Aquila. La loro casa è categoria E, fortemente lesionata. Ma vorrebbero tornare presto ad abitarla. Il miracolo italiano ha concesso loro in comodato d'uso questo appartamento. Appartamento che costa ai contribuenti italiani circa ottantamila euro. Mi domando se non sarebbe stato meglio collocarli in un container e spendere il danaro per ricostruire la loro vera casa. Le nostre case vere marciscono sotto le intemperie. Le case finte sono quelle che vedete nel video.
Buon Natale Federico e Maurizia. Siete nel mio cuore.

65 commenti:

Anonimo ha detto...

Anna, non mi rattristi. Non per egoismo o cinico disinteresse.
E' che dopo tutte le nefandezze di cui vengo a conoscenza ogni giorno, non potevo aspettarmi altro...
Continua con la tua opera di (contro)informazione.
Grazie.
Alessandro Baccanelli.

Valentina ha detto...

Posso solo dire che schifo. E la gente che dovrebbe anche ringraziare...io non ho più parole.

Giangiacomo ha detto...

Mah!
Ti leggo da pochissimo, ma oggi sono senza parole...
Meno male che c'è internet.
Finchè ce lo lasciano.
Un abbraccio.

Riverinflood ha detto...

Somiglia molto alla casa del premier.

Alter Ego ha detto...

Tu scrivi "Essere comunisti oggi è una questione universale, è volare alto, è mettere al centro di tutto la dignità dell' essere umano." Quello che stiamo vivendo noi aquilani, soprattutto voi che non avete più le case, è un tentativo di azzerare la dignità. Questo Natale qui non può essere felice.

AleV ha detto...

ciao Anna, tanti auguri di buone feste :) alla fine anche la mia famiglia, composta di 3 persone, ha avuto la c.a.s.a., anche noi con casa E, anche noi in Coppito 3. e anche qui c'è una stanza da letto matrimoniale (per i miei), un bagno, e un soggiorno-cucina-ingresso, dove c'è il divano-letto che è in pratica il mio letto. buone feste

Anna ha detto...

@AleV,
mi piacerebbe conoscere il pensiero dei tuoi genitori ed il tuo in merito a queste abitazioni. Mi piacerebbe sapere se avreste preferito un alloggio di fortuna, in attesa che la vostra vera casa fosse ricostruita. Mi piacerebbe conoscere le vostre aspettative, i vostri desideri, i vostri sogni. Qui,o in privato, se vuoi e se puoi. Parlare e confrontarsi è importantissimo. E' il mio sogno per il 2010....
P.S. il tuo divano letto si può aprire, o, come per quello di Federico, occorre portare i mobili sul corridoio condominiale?Nel vostro appartamento piove dal soffitto?

Bruna ha detto...

Che amarezza, amici, sentire in quali condizioni vi trovate!... E non penso solo al Natale, ma in generale, sempre..... Non è giusto! Oltre alla controinformazione (che sia benvenuta, soprattutto vista la situazione in cui ci troviamo) bisognerebbe che in questo paese davvero la smettessero di fare solo i propri interessi e di mentire! E non penso solo a quelli della 'destra'.... Mi piacerebbe vedere atti concreti dalla cosiddetta opposizione. Dove sono? Che siano tutti d'accordo? Non mi sembra possibile che le cose vadano così da sole... co deve essere un accordo. Non si può esssere così inetti senza volerlo..
Un abbraccio a te e a tutti gli abruzzesi!

(ps: mi danno molto fastidio quelli che cercano di farsi pubblicità usando l'Abruzzo! Ce ne sono a bizzeffe.... Voi ne vedete qualche risultato lì da voi? Fanno qualcosa o si beccano solo soldi? Giusto per curiosità...)

Linus ha detto...

"Noi delle terre alte d'Abruzzi siamo una razza differente. Gli abitanti delle pianure del Lazio e delle Puglie, dove in inverno pascoliamo le nostre pecore, ci considerano un popolo di visionari e poeti. Noi crediamo nei sogni."

Pascal D'Angelo
Introdacqua (AQ) 1894 - New York (USA) 1932
poeta abruzzese

Anna ha detto...

Che bello Linus!Grazie.
Speriamo che i sogni, visti i tempi, non siano ridotti ad essere quelli della TV. Tutti nelle c.a.s.e. finte a sperare di partecipare a Porta a porta. Oppure a Il grande fratello. O a toccare l'unto quando arriva da noi.E a credere che quello che abbiamo, poco e scempio, sia un regalo della Ruota della fortuna.

AleV ha detto...

@Anna: il divano si apre tranquillamente, non è posizionato in posizioni assurde come quello del video per fortuna. e fortunatamente non ci piove dentro. purtroppo sappiamo che i tempi per riparare casa saranno piuttosto lunghi, al momento cerchiamo di "arrangiarci" (suona strano, visto il costo delle c.a.s.e., ma è così), anche se c'è da dire che a livello di eletrodomestici e accessori non manca quasi nulla, e tutto di primissima qualità (mamma dice anche troppo, bastava risparmiare un pò su questi e fare un pò di spazio in più dentro l'alloggio). Non tutti sono stati "sfortunati" come noi, ottenendo una c.a.s.a. dotata di un numero ottimale di camere da letto, ma onestamente non me la sento di lamentarmi. Perchè vedo la c.a.s.a. come un qualcosa di temporaneo, in attesa che il mercato immobiliare ci permetta di prendere in affitto una nuova sistemazione confortevole; ragionando in tale ottica, le c.a.s.e. vanno più che bene, ragionando nell'ottica pluriennale (10 anni) sistemazioni come la mia (dormire nel salotto) non sarebbero sostenibili. Ma per fortuna non è andata a tutti così.

Anonimo ha detto...

Ciao Anna ti leggo sin dai primi giorni dopo il terremoto ma mai come in questo momento mi sento angosciosamente impotente. La tua autorevole voce ha svelato quanto di più marco e becero possa esistere...l'interesse peloso dietro le emergenze umanitarie. Per me ex volontario della Prot. Civile in qualitàdi professionista sanitario (infermiere) risulta allo stato attuale impossibile aiutare fisicamente popolazioni bisognose in momenti di calamità in quanto o sei dentro (tappandoti naso, occhi, orecchie e bocca) oseifuori e come tale indesiderato elemento di disturbo. A te e ai tuoi concittadini un augurio di un domani democraticamente più sereno. Continua Così. Corrado

Anonimo ha detto...

che tristezza... guardate i due videi che sono in questo blog:
case antisismiche ma non anti vento e acqua in casa
Ciao Anna Auguri di cuore a te e a tutti gli aquilani.
adriana

Linus ha detto...

@Anna: Quella citazione poetica l'hanno incisa sulla targa in legno posta all'inizio del villaggio di 94 alloggi (più una chiesetta), chiamato Borgo Trento, costruito a Villa Sant'Angelo dalla Provincia di Trento.
Piace pensare anche a me che siano parole di sprone a che vi riappropriate dei vostri sogni, non di quelli che altri vogliono imporvi.

Foto della targa
http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/archivio.nsf/88B731E82BB4C59CC12576830056499E/$File/DSC_0001.JPG

Comunicato della Provincia Autonoma di Trento sui lavori
http://www.uffstampa.provincia.tn.it/c2008.nsf/8d60911a745c25adc12574940035857e/1b0e5c344839cc83c1257682004f9a6e?OpenDocument

Ho trovato anche un interessante articolo su Famiglia Cristiana (n°51 del 20 dicembre 2009)
http://www.sanpaolo.org/fc/0951fc/0951fc32.htm

Anonimo ha detto...

@Anna e Linus...
Quando I Guerrieri parlano di Sogni...inizia la battaglia....durissima ma vincente...
Watka Yo Ota

Federico D'Orazio ha detto...

Grazie Anna. Buon Natale anche a te e tuo marito. un abbraccio.
Federico, quel Federico.

Linus ha detto...

Un altra testimonianza di disguidi nel miracolo...

http://www.ilcapoluogo.com/news.php?extend.76.3

Anonimo ha detto...

Io preferisco gli alloggi di Silvio berlusconi. FORZA PRESIDENTE!!!!!

Anonimo ha detto...

Gli alloggi in cui vive Sivlio Berlusconi, forse! ... Perchè non offre le sue C.A.S.E. e le sue V.I.L.L.E. ai terremotati e se ne va lui e i suoi figli in quelle meravigliose scatole di legno?

Anonimo ha detto...

Chissà se mamma e figlio stavano meglio in tenda...

Anna ha detto...

@Anonimo, in genere ti ignoro poiché non meriti risposta, ma su questo argomento sono arrabbiatissima. Imbecille, fammi un esempio di terremotati che son rinasti in tenda dopo nove mesi.

Anonimo ha detto...

Hai ragione Anna! Odio quelli che gettano fango su persone che già stanno soffrendo... e solo per propaganda politica! Ma state zitti e vergognatevi!

Anonimo ha detto...

Anna, non arrabbiarti. Non è il caso con persone che sono pronte a negare l'evidenza! Sinceramente, non capisco perchè lo facciano... Tu procedi a raccontare quel che accade. Molte delle cose che dici le conosco anche perché ho amici a L'Aquila e dintorni... ma è bene che tutti sappiano quali risvolti ha il 'miracolo' aquilano!

Un abbraccio!

Linus ha detto...

In quel tempo, a quella coppia in viaggio che aspettava un bimbo, se avesse governato B., non avrebbe dato alcun riparo, ma avrebbe promesso dopo cinque mesi una G.R.O.T.T.A. (Giaciglio Rupestre Oscuro Trattenente Temporaneamente Animali).

Bruna ha detto...

Linus sei geniale!

Arsenio ha detto...

Non voglio sembrare un provocatore, però visto che i commenti sono aperti voglio lasciare una voce fuori dal coro, e ti dico che a me quella casa non sembra malaccio.
Certo per uno abituato a vivere nella parte migliore della città, nelle case più belle e più grandi, sembra una schifezza, ma per la maggior parte della gente quella è una signora casa.
Ci sono i lavori in corso? A pochi mesi da un terremoto di quella potenza è il minimo.
Il divano non si apre? e sposta il tavolino! non è una tragedia! milioni di famiglie in Italia devono spostare tavolini per aprire il letto, dai...
C'è una macchia sul soffitto? capita nelle case nuove, soprattutto se costruite con quella fretta. non è un problema insormontabile. Si risolverà insieme agli innumerevoli problemi che sorgono quando si costruisce un immobile.
Capisco che per tutti sarebbe bello riavere le proprie case, e che chi aveva un attico in centro da 200 metriquadri rivorrebbe lo stesso attico, ma in queste emergenze si fa una media. Quando giri in tangenziale, in quei palazzoni che vedi, ci abita della gente. E per chi abita in un palazzone popolare quella casa non è molto diversa da quella in cui viveva, anzi in molti casi è meglio.
Dici che avrebbero dovuto spendere quei soldi per far restaurare le case mentre potevano tenervi in container nell'attesa... sei sicura che sia quello che vogliono tutti? io credo di no. Sei sicura che sia fattibile? io credo di no.
Ci hai fatto vedere una famiglia che dopo una tragedia del genere ha avuto la possibilità e la fortuna di passare il natale sotto un tetto, grazie allo sforzo di migliaia di persone. In una casa nuova, con mobili ed elettrodomestici. E tutto quello che sa fare è lamentarsi. A me non fa tristezza la casa, fanno tristezza loro.
Nella vita purtroppo possono succedere tragedie che ti fanno cambiare stile di vita. I miei, operai, persero il lavoro contemporaneamente nella grande crisi degli anni ottanta a Torino. Con due figli di dieci anni. Persero la casa, la salute e si riempirono di debiti. E per quelle tragedie lo stato non interviene. E quando trovarono una portineria di 25 metri quadrati (e io che so quanto sono 25 mq ti dico che la casa del video non è 20mq ma il doppio), ringraziarono di poter avere un appiglio per ricominciare a vivere.
Non voglio infierire su persone che hanno subito una tragedia del genere, ma provate a pensare che fuori dal giro delle case con camino e terrazzo in centro, dei docenti universitari, dei borghesi del centrocittà e delle elite intellettuali, esiste tutto un mondo (che è la maggioranza) di operai, di donne delle pulizie, di lavoratori precari. E sputare su una casa così è un'offesa per molti.

Anonimo ha detto...

arsenio non capisci che è proprio questo il punto? li fanno sentire così..grati, incondizionatamente grati per quello che hanno ricevuto:il miracolo. Queste persone hanno avuto la vita spezzata. La città è ferita a morte e a parte qualche puntellamento niente è stato fatto per la ricostruzione. Non si tratta di sopravvivere..si tratta di vivere una vita con tutta la dignità del caso. Non si può ragionare dicendo meglio una c.a.s.a. bruttina o una stanza in albergo che la tenda o il container..come potrebbero sopravvivere in una tenda a meno quindici? ovvio che nemmeno una bacchetta magica potrebbe riportare in vita una città in briciole in un pochi mesi ma nemmeno essere presi per i fondelli sta bene. Le scelte fatte dal primo minuto dopo il sisma sono quantomeno discutibili e spesso assurde. non si tratta di merce da immagazzinare..si tratta di persone..oppure lo stato di emergenza ha cancellato l'accezione umana di questi esseri viventi? credi che queste c.a.s.e. ci siano costate poco? credi che mantenere 20000 persone in albergo sia una scelta economica? io no.

Anna ha detto...

@Arsenio,
ti ha già risposto esaurientemente l'anonimo che mi precede. Aggiungo che quell'appartamento l'ho visto e non supera i 20 mq. Aggiungo che quella che Federico si ostina a chiamare macchia sul soffitto sono gocce che cadono copiose ai piedi del letto singolo. Aggiungo che quelle case costano come case vere e di lusso. Aggiungo che è vergognoso anche solo pensare che dovremmo essere grati per qualcosa che ci spetta di diritto e che è legittimo essere arrabbiati per il denaro pubblico sperperato in tal modo.
Aggiungo che il tuo scrivere mi sembra una rivalsa di colui che si sente povero e sfortunato nei confronti di chi ritiene ricco e fortunato e vede, con sottile piacere, caduto in disgrazia. Tutto ciò si commenta da solo....

lucianobellilaura ha detto...

Tuttavia, si dovrebbero accettare anche le osservazioni di chi argomenta, a modo suo, sulle considerazioni assai limitate che sono state espresse nel filmato da un laureando in medicina che merita tutto, ripeto tutto, il rispetto perché è vittima di una tragedia e perché ha il coraggio di esporla a viso aperto.
Tragedia valutata completamente da un estraneo come Michael Kimmelman sul New York Times del 23 dicembre e riportata oggi su 3e32 con il titolo: "Una città italiana privata della sua identità culturale" a cura di Claudia.
Anna mi perdoni se suggerisco di accettare anche il punto di vista dei non Aquilani, meno diretto e coinvolgente ma, a volte, più "prospettico".

Anna ha detto...

@Luciano,
accetto il punto di vista di tutti. Ciò non mi vieta di esporre il mio di punto di vista.
La logica espressa da arsenio è quella che impera qui: tutti contro tutti. Quelli del centro contro quelli della periferia, i professionisti contro gli operai, quelli con casa bella contro quelli con casa modesta. Non è questo il punto. Il punto è che siamo tutti vittime di una tragedia immane. Tragedia che è stata ed è gestita in maniera vergognosa. Quello che gli Italiani come Arsenio non capiscono è che ciò che sta accadendo a noi può accadere a tutti. Nella disgrazia, essere privati dei diritti elementari che la democrazia impone e vedere far scempio di ciò che abbiamo intorno.Vederci privati della nostra identità e resi zimbello in mano al dittatore. Quella casa è un insulto alla dignità umana se si considera che le persone dovranno trascorrerci almeno 10 anni della loro vita. Poiché di ricostruzione vera qui non si parla. Sono nuovamente slittati i termini di presentazione delle domande per le case in fascia B e C. E poi mettiamo la lavastoviglie nei loculi di B&B? Possibile che gli Italiani come Arsenio non capiscano che il mio è un grido di dolore anche per le persone come lui? E' un grido di dolore per la democrazia che non esiste più?

lucianobellilaura ha detto...

Gli Italiani come Arsenio capiscono quello che il potere fa credere a coloro che ha stupito.
E' il trionfo del neo-barocco.
Per fortuna, il tuo punto di vista è intelligente ed insuperabile, ma purtroppo è un grido di dolore. Così è e così deve essere. Assai apprezzabile, ma per chi si stupisce e basta rimane solo "coinvolgente".
"Prospettico", in quanto razionale,
può essere quello sopra citato?
Inoltre, può essere altrettanto efficace?

Linus ha detto...

Il famigerato "divide et impera".

(da wikipedia: "In politica e sociologia si utilizza per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell'opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità titolari di una quantità di potere ciascuna possano unirsi, formando un solo centro di potere, implementando così una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che non trovino mai la possibilità di unirsi contro di lui.

Quindi questa tecnica permette ad un potere centrale, che può essere un governo dispotico, o un governatorato coloniale-imperialista, numericamente modesto, di governare e dominare su una popolazione sensibilmente più numerosa.

Elemento tipico di questa tecnica consiste nel creare o alimentare le faide e i dissapori tra le fazioni autoctone: facendo ciò si contribuisce all'indebolimento e al successivo deterioramento dei rapporti tra le fazioni o le tribù dominate, rendendo impossibili eventuali alleanze o coalizioni che potrebbero mettere in discussione il potere dominante. Altra caratteristica è il concedere aiuti e promuovere eventuali tendenze a rendersi disponibile e fedele al dominatore. Questa tecnica è applicabile solo se accompagnata da abilità e conoscenze politiche nei suoi campi specifici: scienze politiche, storia politica e psicologia generale e nella fattispecie politica.

Comunque il "divide et impera" risulta applicabile e rende risultati soddisfacenti, soprattutto se applicato a società frammentate e frammentarie, coinvolte già in uno scenario d'equilibrio tra le tribù o le fazioni interne. Venne applicata soprattutto per l'amministrazione dei grandi imperi, che grazie ad essa riuscirono a controllare territori con forze armate esigue")

Anna ha detto...

@Luciano,
e cosa posso fare io, che questa ingiustizia la vivo sulla mia pelle, oltre che raccontare, dal mio punto di vista, ovvio, quello che vivo e vedo? E' indiscusso che chi viveva in una casa in affitto,forse anche brutta e con una pigione alta,ora sia contento di una c.a.s.a.gratuita. Non a caso, i primi beneficiari delle c.a.s.e. sono stati questa tipologia di persone. Ma la maggior parte degli Aquilani sono proprietari di casa. E alla loro casa vogliono tornare, anche a costo di sacrifici personali enormi. Come me e come tantisismi altri. Come avrai letto dall'intervento di AleV,anche coloro che hanno beneficiato dell'alloggio in questione pensano di cercare presto qualcosa di più dignitoso. E allora a che pro distruggere il nostro territorio con quei casermoni da pensiero unico? So bene che tu sai di cosa sto parlando. Allora aiutami a essere maggiormente incisiva nella mia esposizione. Come far capire che non sono le c.a.s.e. che ci restituiranno la dignità che la tragedia ci ha portato via? Come far capire che non si tratta di miracolo, ma solo di bieca speculazione effettuata a beneficio di pochi ed a scapito di TUTTI gli Italiani?
Arsenio e quelli come lui capiranno mai che la mia protesta non è generata dall'interesse personale,io mi autogestisco senza aiuto alcuno ed ho metabilizzato la disgrazia che mi è occorsa, ma da un anelito alla giustizia ed alla verità? Dovranno forse passare in prima persona una catastrofe per rendersene conto?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Certo che era meglio dare loro un camper e sistemare l'abitazione in cui vivevano. Ma non sarebbe stato più il "miracolo italiano".....

Ti abbraccio forte Anna e ti faccio tanti auguri di buone feste.

Daniele

Anonimo ha detto...

Grande Anna...Tutto il Tuo Cuore nelle Tue Parole...
Il punto sta proprio dove hai detto Tu...loculi pagati una fortuna dai contribuenti d'Italia che se adesso mostrano segni di cedimento vedrete fra una stagione!Chi sono i resonsabili di queste scelte?Perchè pagare a peso d'oro casermoni di cartone stile periferia di Mosca anni 60?Chi ci guadagna?Chi intasca questo denaro?divide et impera...ok La strategia allora è Unire spiegando ai destinatari di C.A.S.E. che non è stata una fortuna essere assegnatari...ma un diritto semmai...e gli altri?i meschini mercanti dicono;"ritieniti fortunato che hai un tetto che ti abbiamo misericordiosamente donato"...Accidenti LA DIGNITA'?
La Riscossa verrà dai Guerrieri...non dai mendicanti....ma colpite l'orgoglio del mendicante ed esso diverrà il più feroce dei guerrieri.
Watka Yo Ota

Anonimo ha detto...

ps

http://www.pagano.it/Home.htm
guardate queste di case...mi hanno fatto un preventivo di 2000€mq...e come contribuenti paghiamo le C.A.S.E.2500€mq....
NON POSSONO PRENDERCI PER IL C... COSI'?
Watka Yo Ota

elenamaria ha detto...

Nei container, sì, nei container. Avremmo sofferto di più ma nessuno si sarebbe rassegnato. Se non nei container, nelle case mobili che, in un secondo momento, si sarebbero potutte distribuire ai comuni di tutta Italia per usi sociali. Il costo delle case dello scellerato progetto C.A.S.E. chiude la porta alla ricostruzione. E tacita malcontento,indignazione, rabbia, ribellione. Indebolisce la voglia di ricominciare. Se non le tacita, 'ste voglie, le sfuma, tra una lavatrice e un paio di presine. Anna ha ragione, su tutto. Vivo la sua situazione e non posso che concordare. Il progetto scellerato della Banda Bassotti sta riuscendo nel suo scopo. Spero di sbagliare, spero di essere eccessivamente pessimista ma temo. Vivo in una casa presa in affitto ma rivoglio la mia casa. Senza miracoli, senza quello che non c'era. Solo la sicurezza, quella sì. La pretendo. Rivoglio il centro. Quel centro che giorni ha ho percorso in lungo e in largo. Clandestina senza saperlo. Piangendo davanti a piazza Palazzo, a S. Maria Pganica, ai vicoli intorno al Teatro, ai magnifici palazzi del Corso. Ci vorrà tempo, lo sappiamo. Come sappiamo che la Banda Bassotti ha speso i soldi delle donazioni per le case. Soldi che potevano, dovevano, essere usati per la ricostruzione. Una casa che è costata quasi tremila euro al mq, inoltre, non può avere difetti. Questo fa capire come e quanto denaro sia stato sperperato.

Arsenio ha detto...

Mi dispiace che vogliate inquadrare il mio pensiero nell'ottica della schadenfreude (come ha fatto Anna) o dei lobotomizzati dal potere, e che qualunque considerazione che sia diversa dalla vostra ortodossia venga ritenuta cattiva o indottrinata.
Il mio non è assolutamente "sottile piacere" verso chi è caduto in disgrazia. Quando Anna dice "dovranno forse passare in prima persona una catastrofe per rendersene conto", non pensa che di catastrofi così ne succedono tutti i giorni, e che è ovvio che la disgrazia peggiore è quella che capita a te. La mia l'ho descritta, è stata terribile quanto la sua, e non la auguro a nessuno. Eppure non rientrava in quelle per cui "non dovevo essere grato perchè mi spettava di diritto un aiuto".
Quella di voler essere amato dal popolo è certamente una delle patologie di Berlusconi, ma in questo discorso non c'entra, e non ho mai detto che bisogna essere "incondizionatamente grati". Ma grati si. Se le scelte sono discutibili le si contesta, ma nel frattempo si potrebbe anche essere contenti di avere un tetto.
Anche se ti spettasse di diritto, qualche volta un grazie non sarebbe male. Anche se c'è la "fortuna" di chi ha disgrazie di serie A, per cui tutto "gli spetta di diritto", e chi ne ha di serie B, dove nulla gli spetta di diritto.

Obiettivo della protezione civile era risolvere un'emergenza (ovvero non far passare l'inverno all'adiaccio). In situazioni di emergenza si utilizzano metodi di gestione militare, che sì, limitano la libertà (per periodi limitati), ma sono efficienti. purtroppo quando si ha a che fare con grandi quantità di persone (ospedali, calamità naturali, eccetera), a livello organizzativo le persone diventano merci. Il singolo può e deve avere umanità. La macchina organizzativa deve avere prima di tutto efficienza.

Quindi secondo me quelle c.a.s.e. sono brutte, deturpano il territorio, sono dei formicai umani, e tutto quello che vuoi, ma erano l'unica soluzione possibile nel breve termine. Se quella casa del video è costata 80.000 euro arredata e finita (posso sapere da dove vengono i dati?) non è vero che è il costo di una casa di lusso (antisismica). Non tieni poi conto che quelle case non verranno buttate via dopo, ma saranno sicuramente utilizzate e quindi probabilmente ammortizzate. C'è gente in attesa di casa popolare da anni, con figli a carico, a cui faranno certamente comodo. Ci sono studenti per cui sarà meglio una casa antisismica brutta come quelle ma che magari non gli crolli addosso come ha fatto la casa dello studente.

Questo non toglie che ci saranno sicuramente stati approfittatori, che dei soldi saranno stati sperperati, come avviene purtroppo e inevitabilmente ogni volta che ci sono da investire soldi pubblici. Ed è ovvio che la propaganda governativa farà vedere che tutto è risolto quando sicuramente c'è ancora tanto da fare.

Per quanto riguarda il riferimento al divide et impera lo trovo fuori luogo. L'Aquila e i suoi abitanti hanno ricevuto una solidarietà incredibile da parte di tutti gli italiani.

Io ti seguo dal primo giorno e ti auguro ogni bene, ma continuo a dire che un video come quello che hai mostrato, e che avrebbe dovuto rattristarci e rappresentare il peggio del peggio, a me è sembrato la testimonianza di un successo (a pochi mesi dal sisma). Come quella mensa che tu disprezzavi mesi fa e che era invece apprezzata da molti, ed era comunque frutto di amore e sacrificio, con gli immancabili vincoli di dover cucinare per migliaia di persone in condizioni proibitive.

patafrischio ha detto...

Ciao Anna, è dal giorno maledetto che ti seguo...
vi siamo sempre vicini.
Noi, ad Ancona, abbiamo vissuto l' incontro con il nemico Terry nel '72 (ma è stato MOLTO clemente !).
Volevo far riflettere tutti: guardate attentamente la vostra casa (in particolar modo le vostre comodità!); pensate che tra un minuto non sia più agibile; vedetevi costretti a passare 6 mesi in tenda; il Miracolo Italiano vi porta una casa (se siete tra i fortunati!) di 20 o anche 30 MQ.; siete coscienti che il Miracolo non si riavvererà, perchè per almeno 10 anni quella sarà la vostra c.a.s.a. !!! (visto che normalmente non si riesce a mettere da parte neanche 1€ !); perchè dell' Aquila non si ricorderà più nessuno NEANCHE PERSILVIO (successore dell' attuale Dittatore)!;

SARESTE GRATI ?

Anna ha detto...

Vedi Arsenio, ricadi nell'errore che ti caratterizza. Io disprezzavo quella mensa perché quella mensa costava a noi Italiani ben 50 euro al dì per sfollato. Tu forse sai accettare che si speculi sulla pelle dei disgraziati. Io no. Questa è la differenza. Elenamaria ti ha risposto benissimo. Quelle c.a.s.e sono la nostra tomba, ché chiudono definitivamente la strada alla ricostruzione. Tutti indottrinati davanti allo schermo piatto, con lavatrice e lavastoviglie.Senza spazi sociali, interi quartieri dormitorio dove la vita si svolge solo dentro le 4 mura di cartone.E non sono neanche una soluzione, poiché ben 20mila sfollati restano senza alloggio e non si capisce con quale criterio vengano assegnate e non sono ammessi ricorsi. Questo è il dividi et impera. Non c'entra nulla la solidarietà degli Italiani, che è stata grandissima. Preferiremmo soffrire, ma ricostruire.Non ringrazio per ciò che mi è stato imposto e che ha fatto scempio dei miei monti. E che pago con le tasse insieme con tutti i contribuenti italiani. Parlando della tua "catastrofe" personale mi confermi la tua visuale ristretta. Io non parlo a titolo personale, io faccio da me. Se me ne dessero la possibilità, inizierei domani a ricostruire la mia casa.Coprendomi ancor più di debiti e lavorando in prima persona. Parlo per la mia terra e per la mia gente. Non puoi ricondurre il duo dramma familiare al dramma di un'intera comunità che ha perso storia ed identità.Ho perso il lavoro, hai sentito lamentarmi? Ho perso le case,hai sentito lamentarmi? Mi dispero per la perdita della mia città.E per la precisa volontà di non farla rinascere. Ma forse per te questo non è comprensibile.

Anna ha detto...

I dati vengono dalla protezione civile, quando si degna di fornirli. Vai sul sito e li troverai.

Arsenio ha detto...

Io ho trovato per esempio questo:
http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/COSTI_TERREMOTO_ABRUZZO_%281%29.pdf

Che per i pasti mi dà un costo medio dai 3 ai 4 euro a pasto iva inclusa.

Esempio: fornitura n. 10.000 pasti caldi cena 06/04/09 € 38.500,00
che fa 3,85 euro a pasto.
Tu hai fonti diverse? puoi condividerle?

Anna ha detto...

La tabella cui fai riferimento riguarda la fornitura di pasti caldi a campi tenda smontati. Come dicevo, la PC fornisce dati a sua esclusiva discrezione. Tanto più in considerazione del fatto che non è controllabile da parte di alcun organo istituzionale.Quando le tendopoli erano aperte, e per un breve lasso di tempo, avresti trovato sul sito il costo di uno sfollato pari a circa 48 euro giornalieri. Come nelle strutture alberghiere.
Per capire con chi hai a che fare, potresti provare ad inoltrare una domanda ed attendere una risposta.

Anonimo ha detto...

@Arsenio
precisazioni...precisaci!
"qualunque considerazione che sia diversa dalla vostra ortodossia venga ritenuta cattiva o indottrinata."
ok... non credi di scambiare l'ortodossia per l'INFORMAZIONE?non credo Tu possa reputare Anna Inattendibile...se Tu mi dici che hanno fatto bene a costruire le C.A.S.E.pagando
con soldi nostri...ripeto NOSTRI ,pochi (x divider Gens)edifici orribili a prezzi mostruosi...non sei obbiettivo...TU NON SPEDERESTI MAI soldi a gogo se fossero TUOI per cose o case che non li valgono
neanche lontanamente!Non ritengo le Tue Considerazioni Cattive o Indottrinate...Le ritengo Miopi e Forzate nel non vedere l'enorme lucro sulla tragedia...ed il lucro lo esercita chi ha
il potere di decidere.........fai una considerazione su chi detiene il potere all'Aquila!
"Quindi secondo me quelle c.a.s.e. sono brutte, deturpano il territorio, sono dei formicai umani, e tutto quello che vuoi, ma erano l'unica soluzione possibile nel breve termine"
ok...le case di Onna allora? Piu rapide(il Premier le ha inaugurate attribuendosi i meriti tanto veloci e carine erano),piu grandi e meno...molto meno costose!
"Se quella casa del video è costata 80.000 euro arredata e finita (posso sapere da dove vengono i dati?) non è vero che è il costo di una casa di lusso (antisismica)"
ok...moltiplicala x 10 otterrai 200 mq a 800.000€...mi sembra di un discreto lusso non trovi?

I toni garbati Ti fanno onore....
di contro dirò che hai solo gli occhi un po socchiusi come quando ci si sveglia al mattino...
Watka Yo Ota

Arsenio ha detto...

Non è mia intenzione stare qui a farti le pulci, però se si danno i numeri bisogna essere corretti.
Tu prima hai detto "quella mensa costava a noi italiani 50 euro al giorno", ed è ben diverso dal dire che uno sfollato costa 50 euro al giorno.
Il costo di uno sfollato comprende: pasti, il costo di generatori e gasolio, il combustibile per il riscaldamento, il costo dei trasporti, i wc chimici e loro manutenzione, i volontari precettati (che non ricevono compenso per l'opera di volontariato, ma ricevono comunque stipendio normale della loro giornata lavorativa), acqua, ospedale da campo, servizi accessori ed emergenze, e un sacco di altre cosa che ora non mi vengono in mente.
Alla luce di questo 50 euro al giorno è una cifra ragionevole.

E per ritornare alla tua frase: "Non puoi ricondurre il duo dramma familiare al dramma di un'intera comunità che ha perso storia ed identità" ti ricordo che quello non è stato un dramma familiare: in quegli anni storia e identità l'abbiamo persa in decine di migliaia, operai e figli di operai. E' stato esattamente come hai detto tu: "un'intera comunità che ha perso storia ed identità". Ma è stata una tragedia molto più silenziosa, e di cui non se ne fotteva nessuno, e per la quale nulla ci era dovuto.
Come ti ho già detto prima, la disgrazia più grande è quella che capita a te, le altre sembrano sempre più piccole.

Arsenio ha detto...

@Watka Yo Ota
I dati sui costi delle C.A.S.E. si trovano un po' dappertutto (protezione civile e altri siti, anche fortemente contrari).
Il costo per mq è di 1200 euro, più 500 per la realizzazione degli isolatori antisismici, più ascensori, infrastrutture, arredamento, biancheria, verde pubblico eccetera che portano il costo intorno ai 2500 euro.
Nel costo delle case non bisogna però considerare anche quello per la realizzazione delle infrastrutture di urbanizzazione (che in situazioni normali sono di competenza di comuni, province o non so che altro), quindi 1700 euro al mq per una casa nuova, antisismica, realizzata a tempo di record, completa di mobili ed elettrodomestici, mi sembra una cifra ragionevole. Di meno si può spendere, ma si costruiscono case di sabbia come quelle che sono miseramente crollate. Io in una zona come la vostra preferirei un tubo da riparare anzichè un architrave che ti cade addosso.

Per quanto riguarda il paragone Onna / L'Aquila, permettimi di dire che non regge. Mia zia abita in un paese di 1000 abitanti e hanno tutti la villetta. Se a Milano o a Torino avessero tutti la villetta servirebbero cinque Italie. Luoghi diversi richiedono soluzioni urbanistiche diverse.
Con le C.A.S.E. si sistemano 5000 famiglie, quasi 17.000 persone, in un area di pochi ettari. Rispondimi sinceramente: credi che costruire 3000 villette bifamiliari abbia lo stesso impatto, occupi la stessa area e abbia la stessa possibilità di realizzazione negli stessi tempi e con gli stessi costi?

Perchè se mi rispondi di si, permettimi una battuta: io avrò gli occhi socchiusi, come dici te, ma tu li hai proprio chiusi, nel senso che stai sognando...

Anna ha detto...

Perdere il lavoro non equivale a perdere il lavoro, la casa,la propria terra, le proprie radici, il proprio quotidiano e, principalmente, le vite dei propri cari. Non stiamo, comunque, qui a far graduatorie fra disgraziati. La tragedia che ci ha colpiti è immane ed ha precedenti molto lontani, in Italia. 50 euro giornalieri ti sembrano congrui? A me che ho vissuto la realtà no. Non mi pare congrua la retribuzione che si dà ai miei protettori. Non mi pare congruo pagare con danaro pubblico i volontari per i giorni che potrebbero essere di ferie, se si volesse aiutare davvero. Siamo su due pianeti differenti, mi spiace.Tu accetti la gestione di un dramma che non ti riguarda, pretendendo di giudicare senza viverlo.E senza sapere. Io, in quegli anni in cui tu ed i tuoi avete vissuto quel che avete vissuto, non ero a fianco dello stato che permetteva che ciò accadesse. Ho sempre sentito le ingiustizie perpetrate sugli altri come perpetrate sulla mia pelle. Nessuno spirito di rivalsa, MAI.Anche nella mia tragedia, non sto qui a pensare come mai alcuni hanno avuto tanto da questo terremoto ed io nulla. Ho solo perso. Ma io non ho padroni. E questo è impagabile.Non farò mai il gioco del tutti contro tutti. Cerca di non caderci anche tu. E' squallidissimo.E' sempre meglio volare alto.

P.S. Per volar basso, visto che nomini i cessi, ti invito a documentarti sullo scandalo del mega appalto per i wc chimici dei campi tenda.Sono stati presi in affitto ad 80 euro al dì cadauno e ne sono stati presi 1600 in più del necessario.E' in corso un indagine della magistratura. Che a nulla porterà, essendo la PC intoccabile per decreto di urgenza.
Dai uno sguardo a questo articolo di Angelo Venti, se riesci a superare lo choc dei tuoi che hanno perso il lavoro negli anni 80

http://www.avvenimentionline.it/content/view/3270/1/

Anna ha detto...

P.S. Ti sei chiesto come mai le case sono arredate e corredate? Hai considerato il fatto che noi Aquilani paghiamo fior di quattrini per tenere stivati i nostri mobili ed oggetti personali, mentre siamo costretti a vivere in appartamenti arredati mondo convenienza? Sì, gli occhi dovresto proprio aprirli....

mammafelice ha detto...

Non mi pare congruo pagare con danaro pubblico i volontari per i giorni che potrebbero essere di ferie, se si volesse aiutare davvero.


Con questa frase, mi hai profondamente ferita, Anna.
Ho sempre, nei miei silenzi, rispettato la tua sofferenza e il tuo dramma, senza mai permettermi di giudicare nulla, nemmeno le affermazioni forti e non verificate che in questi mesi ci hai raccontato (per esempio la faccenda dei mille morti 'nascosti' da qualcuno), pensando sempre a te con grandissimo rispetto, per il dolore inumano a cui sei stata sottoposta.

Mi ferisce che tu possa così sottostimare i volontari che sono stati lì con voi, chiedendo loro addirittura di rinunciare allo stipendio che gli è garantito per legge, per servirvi.

Ti auguro di riavere tutto ciò che avevi prima, e anche di più.
Ti auguro di diventare presto felice, e di poter di nuovo godere della vita come è giusto che tutti ne godano.

Ma ti auguro anche di imparare il valore di un GRAZIE di fronte alle persone, agli esseri umani come te, che hanno regalato mesi della loro vita per servire chi soffriva, e hanno condiviso con voi le tende, la mensa, il freddo, il fango e la sofferenza.

Posso benissimo comprendere la tua disperazione, e anche il tuo odio verso le istituzioni, la politica, le speculazioni e tutte le altre schifezze all'italiana.
Ma non riesco davvero a comprendere la leggerezza e l'astio con cui spesso hai parlato delle persone (ripeto: esseri umani) che, con i loro pregi e difetti, si sono comunque messi in gioco per voi.

Buon Natale, Anna.
E Buon Anno felice.
Felice per te, e per tutti voi.
E anche per chi ha donato il suo preziosissimo tempo per servire chi lo disprezza.

Arsenio ha detto...

"se riesci a superare lo choc dei tuoi che hanno perso il lavoro negli anni 80"
come dici spesso te, questa frase si commenta da sola. Fa onore a una paladina della giustizia sociale.

Si, siamo su due piani diversi. Io sono su quello della discussione civile, tu su quello di chi pretende di avere la verità in tasca e sa offendere molto bene se qualcuno si discosta dall'Unica Verità Assoluta.

Per il discorso dei cessi ne ero già a conoscenza. E' inevitabile che in situazioni di questo tipo qualcuno faccia lo sciacallo, ed è sacrosanto perseguirlo. La prossima volta ricorreranno ad un "esperto in calcolo di numero di wc chimici in caso di calamità naturali", che però si prenderà le sue responsabilità se sbaglierà.

La vuoi vinta? va bene.
Tutto il mondo è perverso, siete rimasti in quattro o cinque paladini della verità assoluta, rappresentate tutti, ma nessuno lo sa perchè tutti sono anestetizzati dal potere.
Fuori c'è solo gente cattiva, invidiosa, ladra e desiderosa di rivalsa sociale.
Tutti se ne approfittano, tutti rubano e tutti hanno secondi fini.
I problemi degli altri sono risibili, i vostri sono terribili.
Se vi vengono ad aiutare, è per rubare una giornata di stipendio gozzovigliando.
Se vi costruiscono una casa in sei mesi, è perchè volevano rubare.
Se non la costruiscono, è perchè hanno già rubato.

... io penso che il mondo sia meglio di come lo vedi tu. Peggio di come lo immaginavi prima, ma meglio di come lo vedi adesso.

Al di là delle mie riflessioni "ideologiche", ti auguro ogni bene e spero che tu riesca presto a costruirti una nuova vita.

Anna ha detto...

@mammafelice,
un vero volontario non si aspetta MAI di essere ringraziato.Un vero volontario non ritiene di SERVIRE chi aiuta, ritiene piuttosto di ricevere aiuto da chi aiuta.Te lo dice chi il volontariato lo fa da anni.E senza essere pagato dallo stato per questo.
Ti ringrazio per gli auguri.
Buon anno nuovo anche a te ed ai tuoi cari.

@Arsenio,
il tuo intervento mi ha fatto sorridere. Grazie. Mi ricordo che facevo così quando ero bimba e non avevo più nulla da dire. Davo macroscopicamente ragione all' "avversario".Pensando di gabbarlo, sorvolando su argomenti stringenti(per inciso, forse non hai capito che per i cessi non sarà indagato nessuno,hai letto l'articolo di Venti, oppure lo ritieni pleonastico? ma sarà senz'altro come dici tu: poverini, non avevano fatto bene i conti).
Il fatto di avere idee divergenti non mi impedisce comunque di augurarti il meglio di tutto per il nuovo anno. Aggiungo solo che noi paladini della verità assoluta, come ci chiami tu, noi cittadini responsabili e dotati di capacità critica, dico io, siamo ben più di quattro o cinque. Siamo quasi la metà degli Italiani.Grazie a Manitù, al pensiero unico ancora non ci arriviamo :-)

P.S. mi domando come fai a sapere come vedevo il mondo prima del 6 aprile. Sei onniscente, oppure seguivi il mio blog dalla nascita? Se l'ipotesi buona è la seconda, allora sbagli di grosso. La capacità critica non mi è mai mancata. Ed il disgusto e la rabbia per le ingiustizie neanche.

lucianobellilaura ha detto...

@ Arsenio
Lei dice: "Luoghi diversi richiedono soluzioni urbanistiche diverse. Con le C.A.S.E. si sistemano 5000 famiglie, quasi 17.000 persone, in un'area di pochi ettari".
Trascura, però, di considerare che questi ettari (che pochi non sono) saranno per sempre occupati e destinati ad altri usi diversi da quelli precedenti. Infatti i terreni sono stati espropriati.
Diversamente, altre soluzioni abitative come quelle dei M.A.P., in quanto PROVVISORIE avrebbero semplicemente comportato magari una semplice servitù di "occupazione temporanea" dei suoli occupati.
A prescindere da queste considerazioni, quello che vale la pena di considerare, a mio modesto parere, è il dilemma Costruzione de L'Aquila Nuova o Ri-costruzione della città e della sua comunità.
Non si tratta di fare tutto com'era e dov'era. Ma non si deve, ripeto non dovrebbe essere permesso a nessuno, di trasformare una comunità civile ed operosa in aggregati umani perennemente assistiti.
Nei M.A.P. di Onna la comunità si è ritrovata perché questo a deciso di fare in alternativa al Piano C.A.S.E..
Nelle 19 new town della Protezione civile neppure si "abita", si occupa in modo alienato quanto ricevuto in dono in cambio della perdità di IDENTITA'.
Si dovrebbe ringraziare per questa sventura?
Preferisco ringraziare Anna per la sua gravosa battaglia che ci aiuta a ricordare quello che stiamo per perdere ovunque.

lucianobellilaura ha detto...

errare ..., correggere è doveroso:
1)... non dovrebbe essere permesso a nessuno trasformare ...
2)... questo ha deciso ...

Anonimo ha detto...

Ok...Avevano Ragione i Comunisti Russi :le persone vanno accatastate...come i polli nel pollaio..con quello spazio vitale cosi ampio..che meraviglia!
Forse non avete capito che Anna(che sa benissimo difendersi da sola)sta solo raccontando i fatti..vi sta solo raccontando che c'è un DEVASTANTE SFRUTTAMENTO DELLA DISGRAZIA UMANA IN ATTO...in precedenza questo accadeva ad opera di piccoli e scaltri gruppetti("capita!" come dice Arsenio)...adesso a L'Aquila, è diventato scientifico ed organizzato,LA PC che probabilmente diverrà una Spa vi dice nulla?Pensate che Silvio&Co.ci rimettano in questo affare?..pensate!...un costruttore che ricostruisce...GRATIS! ahahaha.
@Arsenio
Onna sarà un piccolo centro...ma le "villette" a paese ricostruito VERRANNO SMANTELLATE se nn serviranno.La realizzazione di un M.A.P.è fatta,come dice la parola per aspettare la ricostruzione!Le CASE imposte ed ordinate dall'imperatore lo sono un po meno,visti quegli adorabili pilastrini di cemento...
di certo quello che non riesci a vedere o forse sentire è ciò che Anna URLA!sofismi ed argomentazioni erudite e circostanziate NON POSSONO TACERE IL DEVASTANTE MEGAAFFARE all'Aquila sulla pelle degli Aquilani!CHI COMANDA E'RESPONSABILE!o pensate che il Comando sia un dono divino che permette di fare cio che uno vuole?
Eppoi basta co' sti "GRAZIE"
La PC è pagata da Tutti..e chi fa del bene vero..non lo fa per sentirsi dire "grazie"..o no?...IO PENSO CHE TUTTI ALL'AQUILA siano stati grati all'opera dei tantissimi volontari...che non ci siano stati cori di dissenso o fischi al loro indirizzo!
QUESTO SI CHIAMA STRUMENTALIZZARE UN BENE (IL VOLONTARIATO) PER FINI POLITICI ED ECONOMICI!E CHI CI GUADAGNA MIO CARO AMICO ACUTO OSSERVATORE?..ed intanto L'Aquila è ancora un cumulo di macerie...è questo che fa piu male nn credi?
Comincia a guardare l'AFFARE...e probabilmente vedrai ciò che è evidente...Anna dice "attenti che ciò che accade sulla nostra terra... d'ora in poi potrebbe capitare a tutti"(correggimi se sbaglio Anna!)
Watka Yo Ota

Anonimo ha detto...

Cara Anna, non pensarci .... fortunatamente quei "quattro o cinque" stanno diventando sempre di più, sempre di più, sempre di più. Tant'è che il governo teme seriamente se adesso hanno fatto di Berlusca anche un'immaginetta insaguinata che perdona il suo 'pericoloso' assalitore! Ma daiiii.... Dovrebbe davvero ringraziare perchè tanto un'altra 'aggiustatina' doveva farsela per le feste, no? Avete notato che sta somigliando sempre più ad un cinese? ahahahahaha... Mao Tze Tung!!!!

Un abbraccio Anna!!!!

Linus ha detto...

Protezione civile Super Spa
di Fabrizio Gatti
L'espresso 21 dicembre 2009

La struttura di Bertolaso si trasforma in società per azioni. Così sui contratti per gli eventi ci saranno ancora meno controlli. Mentre il dossier choc sul rischio catastrofi viene ignorato

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/protezione-civile-super-spa/2117790&ref=hpsp

Anna ha detto...

@Linus,
anche il gruppo L'Espresso fa parte di quei quattro o cinque che pretendono di possedere la verità assoluta. A scapito del cinesino (anonimo delle 9,46, mi ha fatto fare una bella risata) ormai assurto ad icona popolare :-)

Anonimo ha detto...

Le case vere marciscono sotto le intemperie.

Le C.A.S.E. finte, pure...

Alessio

Future Jurist ha detto...

UNA CITTA' ITALIANA PRIVATA DELLA SUA IDENTITA' CULTURALE

Vi prego di leggere questa traduzione di un articolo su L'Aquila che Michael Kimmelman, autorevole giornalista esperto di urbanistica internazionale, ha pubblicato il 23 dicembre nella edizione on-line del "New York Times" e il giorno dopo in quella a stampa:

http://www.3e32.com/main/?p=2252

L'articolo rappresenta una svolta nella linea adottata dal quotidiano americano sulle questioni suscitate dal nostro terremoto. Finora esse erano ospitate nella sezione "Scienza" e curate da giornalisti esperti di catastrofi. Il gudizio era molto prudente, quando non positivo nei confronti della conduzione dell'emergenza. Ora invece la direzione sembra aver rotto gli indugi. Ha passato il dossier nella sezione "Arte" e prende una posizione assai netta su un futuro che si prospetta sempre più plumbeo.

I primi giorni i siti aquilani, quando ne hanno dato conto, hanno cercato di mascherare il mutato atteggiamento con titoli fasulli e traduzioni manipolate:

http://www.inabruzzo.com/?p=23156
http://www.mpl.it/?p=7443#more-7443
http://www.blogpolitica.it/2009/12/25/leadership-forte/

Invece i siti e i giornali nazionali, diversamente dal passato, hanno preferito ignorare la posizione del NYT.

Ma il problema posto dal NYT rimane, grosso e duro come un macigno, e non riguarda solo L'Aquila. L'arroccamento sulla difesa del passato non richia di tarpare le ali alla progettualità e, in fin dei conti, di favorire le strategie del governo?

Arsenio ha detto...

Anna il mio intervento in cui ti davo ragione era ironico, dai :-)

Andando oltre volevo segnalarti anche questi due articoli, sullo scandalo dei bagni chimici:
http://www.repubblica.it/2009/04/rubriche/diario-di-una-famiglia/diario-7ott/diario-7ott.html
ripreso anche qui:
http://abruzzo.indymedia.org/article/6980

Mentre qualcuno denuncia sprechi per i troppi wc chimici, altri devono chiamare i carabinieri per non farli portare via.

Enoc/h ha detto...

Insomma:
è risolta o no l’emergenza degli sfollati?
è meglio una C.A.S.a o un container (che oggi è cosa diversa dagli scatoloni metallici di qualche terremoto fa)?
un intervento di emergenza passa necessariamente attraverso un processo di militarizzazione?
Sappiamo che molti aquilani sono dispersi sulla costa, negli alberghi della provincia, qualcuno anche fuori regione, ma il messaggio è: “gli aquilani ora hanno le C.A.S.E., belle o brutte, funzionali o no, hanno le C.A.S.E.!”
E’ un messaggio che ha pervaso tutti. Capita anche a me di pensare che sia vero, anche se lavoro, a 100 km da L’Aquila, con una collega sfollata assegnata temporaneamente al mio stesso servizio. E’ però il segno del tempo: la spettacolarizzazione è prevalente ad ogni cosa perché ciò che è rappresentabile è.
E’ essenziale che una rappresentazione abbia caratteristiche di finitezza: non è concepibile uno spettacolo senza una fine, che non preveda una conclusione (per quanto ambigua).
Trattandosi di una rappresentazione/parvenza/trasposizione della realtà è indispensabile che sia “tangibile” e che possa racchiudersi in uno spazio e un tempo che non impegnino eccessivamente la memoria.
C.A.S.E. mi sembra sia questo.
Per chi le ha avute, è meglio delle tende. Non sono però per tutti, perché non si può rappresentare l’universo se non in forma di campione più o meno rappresentativo ed il problema degli alti costi è solo un particolare.
Ma se la scelta fosse stata un’altra, cosa sarebbe stato meglio secondo gli aquilani?
Se per esempio si fosse optato per moduli abitativi mobili insieme all’avvio immediato della rimozione delle macerie (ancora lì nelle strade), al ripristino rapido delle infrastrutture per poter far riaccedere alle abitazioni agibili (spesso ancora inabitabili), all’avvio della ricostruzione delle case (vere) magari a cominciare da quelle con lesioni lievi, come sarebbe andata per l’universo degli aquilani?
Il problema è che la ricostruzione vera di una città ha tempi e modalità di svolgimento poco spettacolari: protagonisti e storie si sarebbero sovrapposti, magari avremmo avuto anche una scarsa linearità degli eventi a renderne difficile la lettura e, soprattutto, avrebbe rischiato di impegnare oltremodo la memoria (facoltà umana alla cui estinzione in diversi e da anni stanno lavorando).
Le C.A.S.E. saranno comunque un patrimonio, per i futuri studenti, per i ceti popolari (che hanno bisogno di case popolari) sono d’accordo, ma quella è l’unica città per il futuro, quella dove abiteranno gli aquilani, almeno il grosso, che di ceti meno popolari sarà difficile rivederne in un territorio in cui non esistono più attività produttive, dove già prima del terremoto si viveva profondamente la crisi di ciò che già allora era chiamato ex polo industriale aquilano. E’ l’unica città perché le risorse future sono solo affidate (non lo dico io, ma la Corte dei Conti) alla propensione degli italiani al gioco e, dico io, alla speranza così poco affidabile, viste le cronace italiane, che altre tragedie e povertà non arrivino a contendere il poco e l’incerto. Quanto agli studenti, per quanto reggerà l’Università, per quanto potrà attrarre giovani verso una città senza possibilità di accoglienza per gli stessi aquilani?
E infine, la terza domanda. La velocità, l’efficienza nella assunzione di decisioni è spesso inversamente proporzionale al numero dei decisori: se decido da solo ho la possibilità, ma non è detto, di fare in fretta. Il problema è che quando ci rapportiamo all’efficacia delle scelte c’è ben altro!.
Sono un operatore sanitario che ha speso oltre vent’anni della propria vita professionale in servizi di emergenza e di fronte a problemi complessi, è sempre stato indispensabile far concorrere più competenze, più letture che hanno imposto sicuramente tempi diversi, ma hanno contribuito al risultato in maniera essenziale.
La militarizzazione semplifica la risposta nell’immediato, dà efficienza, di nuovo, alla rappresentazione, ma nello stesso tempo restringe l’opportunità di disegnare la città vera di cui avremo bisogno.
Nello

Anna ha detto...

Caro Nello,
grazie per il tuo efficacissimo intervento, che terrò come preziosissima testimonianza di chi sa vedere al di là del proprio naso.Hai toccato quasi tutti i tasti dolenti di questa gestione post terremoto. E sono tasti che bruciano chi vive qui. So che per chi è lontano è più facile immaginarci tutti con un tetto sulla testa e con i problemi risolti. Forse, dico forse, lo sarebbe anche per me. Le c.a.s.e. sono per pochi. E pochi selezionati non si sa in base a quale criterio. Criterio, comunque insindacabile. Del quale il nostro sindaco è il primo colpevole responsabile. Abbiamo la disgrazia di amministrazioni locali conniventi con la malagestione. Complici non credo unicamente per imperizia e pressapochezza. La nostra non era una città di cartone. Le case, tutto sommato, anche quelle del centro storico, ci hanno permesso di uscire indenni in moltissimi, nonostante il vergognoso mancato preallarme, per il quale la PC è sotto inchiesta. La scossa è stata di magnitudo 6.7, ad una profondità di pochissimi chilometri dal suolo e con un'accelerazione gravitazionale di 0,68g.Un sisma devastante al quale la nostra città ha retto. Non era di cartone, è di cartone quella che B&B ci stanno consegnando.E non risolve il problema degli sfollati che restano di fatto, anche quando le c.a.s.e saranno terminate, ancora in tantissimi senza tetto.

Anna ha detto...

@Arsenio,
conosco bene il problema del campo di Piazza d'Armi. Ne ho scritto e molto. Son stata lì, ho sofferto con loro. Vedi la gestione assurda? Bagni che non servivano, pagati a prezzo d'oro, e poi bagni rimossi dalla PC laddove servivano, poiché gli abitanti del campo non volevano eseguire gli ordini militari.Ordini dettati dalla logica dell'apparire. Si era detto che le tende dovevano essere smobilitate per la fine di settembre. Così doveva essere. Lo slogan è stato "dalle tende alle case". Poco importava se, dopo 7 mesi di stenti, le case erano camere d'albergo lontane chilometri e chilometri.E imposte a chi da questa terra, dalla sua terra, non si era voluto mai allontanare. E' stata una deportazione a tutti gli effetti. Esercitata con le forze dell'ordine. Gli Italiani dovevano sapere che nessuno più era in tenda. Tutti con un tetto sulla testa. Siam diventati soldatini, in nome di un'emergenza gestita malissimo. Son contenta che tu abbia letto quegli articoli. Trai ora tu le tue conclusioni e immagina quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. E cerca di capire la rabbia dettata dall'impotenza. Così come io cerco di capire la rassegnazione passiva che, giocoforza, è subentrata nei miei concittadini. Abbiamo avuto a che fare con una macchina da guerra, che ci ha schiacciati e resi inoffensivi per poter agire a suo piacimento. Senza regola alcuna. I risultati, oggi, sono sotto gli occhi di chi vuol vedere. Una comunità disintegrata, una città distrutta. E il nulla, oltre le c.a.s.e.

P.S. so bene che il tuo darmi ragione era ironico. Anche io facevo lo stesso, da bimba. Davo MACROSCOPICAMENTE ragione per non riconoscere, anche se in minima parte, il mio errore.

Raffaella ha detto...

ciao anna, è un po' che non ti scrivo ma ti seguo sempre con affetto. ho letto la tua "conversazione" con Arsenio e volevo dire la mia a tal proposito.
caro Aesenio, comprendo benissimo la sofferenza che hai subito a causa della crisi occupazionale dei tuoi genitori, io sono figlia di gente povera, ho vissuto in una casa povera, piccola, durante la mia adolescenza spesso mi vergognavo di invitare gli amici a casa mia perchè era povera........ ora quella casa è inagibile, mia madre, seppur assegnataria di un alloggio del progetto c.a.s.e. non è mai stata chiamata per la firma del contratto (pare che pur essendo ultra ottantenne non ne abbia più diritto......)mio padre è deceduto due anni fa e fortunatamente non ha assistito alla distruzione della sua amata città. ti garantisco comunque che se i miei genitori o io o mio fratello potessimo scegliere tra un alloggio del progetto c.a.s.e. o di riavere la nostra "povera" casa scelgieremmo la seconda opzione. le noste radici sono lì e NESSUNO può imporci dove andare a vivere. si puo accettare una soluzione temporanea, come per altro è stato fatto dai miei, ma accettare che questa soluzione implichi la distruzione delle proprie radici, della TUA città, NO non è accettabile.
soprettutto, e non è poco, se ti rendi conto che lascelta del progetto c.a.s.e. è stata fatta solo ed esclusivamente per soddisfare l'ego di una persona che io personalmente ritengo indegana semplicemente per aver approfittato del nostro dolore per ottenere, ancora una volta, maggiore visibilità.
ti abbraccio, anna, nella speranza che il prossimo anno porti a tutti noi un raggio di sole......

Pietro ha detto...

non mi piace il turismo delle catastrofi ed io, abruzzese, all'Aquila non ci sono ancora tornato dal giorno del terremoto.
Ma ora vorrei tornarci,a guardare, purtroppo con sofferenza quei luoghi che ho amato, quella città che era TUTTA un'opera d'arte, anche le case più modeste, anche i vicoli meno battuti dal turismo.
sarebbe bene che tutti gli abruzzesi tornino all'Aquila e constatino con i loro occhi se quello che dicono Anna e gli altri amici del blog sia vero o se sia vera la finzione berlusconiana.
io, oltre al dispiacere per le sofferenze dei terremotati, che continuano purtroppo ancora, sento di aver perso irrimediabilmente qualcosa di fondamentale, per un abruzzese ed un italiano:
la città d'arte dell'Aquila, che non mi pare abbiano intenzione di ricostruire, e con l'Aquila abbiamo perso anche decine di bellissimi centri, anch'essi terremotati e di cui nessuno parla.
Grazie Anna ed amici.