martedì 23 novembre 2010

Riprendiamoci le nostre città


Sabato pioveva sulle nostre speranze. E sulla nostra rabbia. Sulle nostre rivendicazioni. E sulla verità. L'Aquila si è mostrata, a noi e ai tanti venuti da fuori, in tutta la sua cruda realtà. Realtà alla quale troppi Aquilani rischiano di abituarsi. Realtà che, invece, va gridata, e combattuta. Eravamo tanti. Più di ventimila, al freddo e sotto l'acqua che ci ha accompagnato, impietosa come le nostre macerie, lungo tutto il doloroso tragitto. E le case sventrate, vuote e buie, sono state la scenografia della rappresentazione del dolore dal quale cerchiamo di uscire.
Molti c'erano, molti non c'erano. C'era chi vuole reagire, chi non si accontenta. E chi non delega. C'era chi si rifiuta di credere e far credere che tutto va bene. C'era chi non si arrende.E c'era anche in nome dei tanti che non sono venuti. Dei tanti che non ce l'hanno fatta a ripercorrere e rappresentare il loro dolore. Dei tanti che sono deboli, e stanchi, e rassegnati. Ma chi sfilava ha assunto su di sé il compito di guardare avanti con fierezza e di procedere lungo la difficile strada della partecipazione civile. La strada della ricostruzione sociale ed etica. La storia, le lotte, i cambiamenti non sono mai stati portati avanti dalla maggioranza dei popoli. Le avanguardie sono quelle che fanno la storia. Sono quelle che, dall'Aquila e da tutta l'Italia,sopra e sotto quel palco bagnato, hanno rappresentato le loro realtà ed hanno abbracciato quelle degli altri. Non siamo soli. Ora questo lo sappiamo: siamo in tanti a volerci riprendere le nostre città.

13 commenti:

zioluc ha detto...

ciao, seguo sempre questo e altri blog e un giorno vorrei venire a vedere la situazione coi miei occhi. Credo che sarebbe utile avere informazioni numeriche aggiornate per rendersi conto della gestione del disastro. Quante persone sono tornate a casa loro? Quante sono in albergo/map/c.a.s.e.? Quali quartieri sono rimasti disabitati? quanti soldi al mese lo stato da' ai terremotati? ecc
Sai dove posso trovarne?

Inneres Auge ha detto...

La cosa più bella è stata quando ho parlato con dei fiorentini. Uno del nostro gruppo ha detto "Ma questi non so aquilani, non pronuniano la C" ed uno di loro ha detto "Oggi siamo tutti aquilani"

Anna ha detto...

Sono 40.443 le persone assistite nel Comune dell’Aquila e nei 55 Comuni del cratere al 23 novembre 2010. Per assistite, si intendono quelle persone che non sono rientrate nelle loro case. In particolare, 14.634 sono le persone beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (11.474 all’Aquila e 3.160 nei Comuni del cratere); 23.359 le persone alloggiate tra Progetto C.A.S.E., MAP e affitto concordati (18.633 all’Aquila e 4.726 nel cratere), 2.032 persone in strutture ricettive e 418 nelle Caserme dell’Aquila. Non abbiamo il dato di quante persone siano tornate nelle loro abitazioni. Lo stato dovrebbe dare alle persone in autonoma sistemazione, quelle cioè che non usufruiscono di alloggi, né di Hotel o caserme,e che non sono rientrate nelle loro abitazioni, 200 euro al mese a persona, fino ad un massimo di 600 euro per nucleo familiare. Dico dovrebbero, poiché i contributi sono fermi al mese di giugno.Nessun incentivo è previsto per riaprire le attività produttive andate distrutte con il terremoto.
I centri storici sono tutti disabitati. All'Aquila interi quartieri sono vuoti. La ricostruzione pesante, quella , cioè, con danni strutturali, non è ancora partita. Quella leggera stenta ad essere terminata.

zioluc ha detto...

Grazie! Ero rimasto a dati di molti mesi fa. Quindi oltre alla zona rossa centrale anche dei quartieri più esterni del capoluogo continuano a essere vuoti? Questi "semplici" fatti se fossero illustrati su giornali e tv spiegherebbero più di mille dibattiti, che peraltro scarseggiano pure loro. Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Ineccepibile Anna...
Nell'era della vergogna...nell'era della cafonaggine... nell'era della cialtroneria....nell'era del dominio dell'eccepibilità e del"ghe pens mi"!..
Una Stella Luminosa
sopra Splendide Montagne D'Abruzzo...
Un Astro Brillante
sopra fetide montagne di macerie e sterco...
Onore Alla Guerriera
Watka Yo Ota

zefirina ha detto...

ho paura sia una ferita che non si rimarginerà presto, non voglio dire mai, perchè senza la speranza non si riesce a vivere

iLManigoldo™ ha detto...

Ciao Anna ti seguo da quando ho appreso di questo blog (il 4 agosto in occasione della proiezione del documentario Radici.L'Aquila di cemento al castello di Navelli, il mio paese d'adozione - i miei genitori sono entrambi di lì ) Torno all'Aquila ogni volta che posso. Mi ha fatto piacere conoscerti di persona.Ti faccio i miei complimenti per quest'opera di testimonianza e denuncia dello stato in cui versa una città storica come l'Aquila.

cordiali saluti.

Luca.

Anonimo ha detto...

annarèèèèèèèèèè
un grosso abbraccioneeeeeeeeee
da ronna ndunetta

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

E' vero, non siete soli ma stanno cmq cercando di isolarvi. Ecco perché la tua voce, la voce della rete e quella di chi vuole essere in strada per riprendersi la propria vita nella propria città, devono levarsi sempre alte.

Ti abbraccio
Daniele

Linus ha detto...

E il Tg1 vi sfrutta anche in questo modo

http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/11/25/news/le-immagini-degli-aquilani-nel-servizio-sugli-studenti-il-tg1-si-scusa-per-la-gaffe-errore-tecnico-2822885

Inneres Auge ha detto...

La cosa che mi fa più schifo è aver sentito dire da Vespa oggi "DA aquilano sono orgoglioso per come è stata gestita l'emergenza"

Gianluca Pace ha detto...

bellissimo il post... non ho parole veramente per quello che stanno facendo all'aq.... io ci studiavo, ho parenti,amici.. volevo viverci... poi è iniziato l'incubo..

Francesca ha detto...

E' stato un piacere accompagnarvi.
Grazie.