venerdì 12 ottobre 2007

Michelangelo Merisi





Tre autoritratti di Caravaggio: la sacralità del divino calata nel realismo terrreno.
Quando non mi sento in perfetta forma, mi rifugio nell'arte, é una splendida ancora di salvataggio.
Caravaggio è uno dei miei pittori prediletti. Amo la sua capacità straordinaria di cogliere e rappresentare la luce, il suo accostare il sacro al profano in una miscela di mito e quotidianità,il suo donare ai santi, a Cristo, alla Madonna il volto delle prostitute, dei malandrini, dei diseredati . Era anch' egli un diverso. Uno che , tra quelli tutti uguali, cercava e rappresentava i diversi : in questo mi sento vicina a lui!


15 commenti:

giulia ha detto...

E' di una intenzità che mi commuove, anch'io lo adoro. Ciao Anna sono proprio contenta he tu sia di nuovo qui, Giulia

cristina ha detto...

Le espressioni di questi autoritratti del Caravaggio sono veramente molto intense e anche un po' angoscianti (così mi è parso), bellissimo rifugio l'arte.

Anna ha detto...

Grazie Giulia,
sono anche di nuovo sui commenti de La Stampa, mi sembra un miracolo!

Sì Cristina,
esprimono perfettamente l'angoscia e la disperazione che Caravaggio riesce ad imprimere al mito.Sono tutti dei particolari inseriti nel contesto di tele più grandi.
Il primo rappresenta l'artista prima della sua morte, nel suo ultimo dipinto "Il martirio di Sant'Orsola". Il secondo è la testa mozza di Golia nella mano di Davide, ed il terzo un particolare del martirio di San Matteo.

Artemisia ha detto...

Pur vivendo nella patria di Giotto, Leonardo, di Botticelli e di tanti altri, anche per me Caravaggio rimane il mio pittore preferito.

giulia ha detto...

Cara Anna, se ti riesce più facile commentare puoi venire anche qui da Splinder

Anna ha detto...

Giulia,
ora riesco a commentare benissimo su La Stampa e questo ha qualcosa di magico davvero: dopo tanti sforzi vani, che anche Artemisia conosce bene,durati mesi, sono finalmente riuscita ad inserire, come per miracolo, un commento sul blog della cara e mai sufficientemente compianta ADELE,in occasione della sua dipartita verso mondi ,spero, migliori.
Da allora tutto funziona alla perfezione.

Alessandro De Luca ha detto...

Probabilmente son troppo giovane, o forse è solo l'essere figlio della cultura pop, e quindi pur apprezzando l'arte classica con i suoi medolli di eccellenza riconosciuta, sono per autori più "moderni" per un'arte fatta di idee prima che di rappresentazione, di "genio" prima che di"manualità".
Ed allora eccomi ad adorare un pittore come Edward Hopper con i suoi paesaggi solitari, vuoti, con i suoi personaggi tristi ed inquieti, perennemente in attesa, come sospesi dal mondo.
Adoro le sue barche ed i suoi fari, le sue fabbriche e le sue stazioni di benzina immerse nel nulla.
Ed il famoso quadro della porta aperta a collegare due non posti.
Con buona pace del bravissimo e geniale M Merisi, di cui invidio la vita :-)
Ale

donnigio ha detto...

Non sono un intenditore. Le mie competenze si fermano alla fotografia. Ma mi piace osservare i grandi quadri, soprattutto nelle chiese. Ad esempio, il Caravaggio che si trova in P.zza del Popolo. Mi vien sempre da pensare a quanto tempo ci avrà impiegato l'artista a dipingerli e cosa pensava mentre lo faceva. Penso al contesto storico, agli odori di quei tempi lontani..
Ti dirò, son stato tante volte alla Biennale arte di Venezia, ma la pittura moderna non mi cattura minimamente. Il concettuale poi, non mi appartiene. Ma il romanticismo...quello si, è viscerale!!!! ;-)

Artemisia ha detto...

Per il Blog Action Day basta fare il post però ti conviene anche registrare il tuo blog su questa pagina:
http://blogactionday.org/commit
a loro serve per capire chi aderisce e a te per avere un po' di visibilità. Io ho deciso di prendere uno dei diversi post sull'argomento e di tradurlo in inglese (maccheronico).
ciao,

Anna ha detto...

Alessandro,
parlare di manualità a proposito di Caravaggio mi sembra riduttivo, anzi, quasi sacrilego.
Io riesco ad apprezzare l'arte in tutte le sue forme e collocazioni storiche.Edward Hopper mi piace: ho avuto l'opporuntà di vedere dal vivo alcune sue opere al museo di Boston. E' un ottimo spunto per un altro post, magari con un collegamento ,ardito, ma che si può tentare, proprio con Caravaggio :)
Grazie!
Baci baci....

Gianni,
romanticismo viscerale, e già...è lo stesso mio :)

Grazie Arte,
ho provveduto!

Franca ha detto...

Io preferisco i moderni

eventounico ha detto...

Dell'essere diverso dai più qualcuno si ammanta, certuno sostiene, altri rifiuta. Caravaggio, come altri, insegna solo ad essere, senza aggettivazioni. Amare lui e chie è come lui aiuta a confermare la scelta.

Anna ha detto...

Eventounico, chi sei? Non mi sovvieni al momento :)

Finazio ha detto...

caravaggio è il mio prediletto in assoluto. Adoro le luci e le ombre, la carnalità dei corpi maschili, gli sguardi mai sottomessi, la modernità delle pose. Lo adoro.

Anonimo ha detto...

l'intensità della carnalità nei suoi quadri è un qualcosa che colpisce : adoro i suoi quadri e questi tre autoritratti sono davvero fantastici

ronna ndunetta