giovedì 18 marzo 2010

Prove tecniche di campagna elettorale

Ieri sera, all'assemblea cittadina che da quattro settimane si tiene ogni mercoledì nel tendone di piazza Duomo, mentre si concordavano le linee di comportamento da tenere la prossima domenica e quelle a venire, è arrivata la notizia Ansa che riportava l'annuncio del ministro Prestigiacomo. Si tolgono le macerie dal centro storico dell'Aquila, e si inizia da piazza Palazzo. Esercito e vigili del fuoco impegnati nell'operazione. Diecimila tonnellate da rimuovere in due settimane. Sconcerto ed apprensione sono state le prime reazioni dei cittadini. Velocemente si è stabilito che questa mattina, alle ore nove, ci saremo ritrovati di nuovo per monitorare l'intervento. Arrivata sul luogo, insieme con altri quattro cittadini, ho subito constatato che le ruspe dei vigili del fuoco erano già in azione. La Digos era pronta a fermarci. Chiamato il Sindaco, nessuna risposta. Interpellato il vice sindaco, ignorava cosa stesse accadendo in piazza. La presenza della sovrintendenza ai beni artistici ci ha leggermente sollevati. Ma, partendo dall'assunto che le pietre ed il materiale prezioso verranno salvati, nulla sapevamo, e sappiamo, cosa sarà di tutto quel materiale riciclabile che conosciamo tanto bene per essere stati sulle macerie da tre settimane. Trambusto. Siamo in cinque, ma ci facciamo sentire. Gli altri cittadini sono bloccati alle solite transenne, presidiate dalle forze dell'ordine. Le ruspe si fermano. Chiediamo di vedere l'ordinanza che regola l'operazione. Arriva il presidente della regione, commissario Chiodi. A seguire il sindaco, vice commissario Cialente. Chiodi, con il quale non avevo mai avuto modo di parlare, è sapiente affabulatore. Molto accattivante. Ci espone le sue intenzioni, concordate con il ministro dell'ambiente. Non è una mera operazione iniziata a ridosso delle elezioni, ci dice, iniziamo a togliere le macerie, questo è un esperimento. Per condurla abbiamo individuato solo referenti pubblici, visto che di alcuni privati, forse, non ci si può fidare. Uno dei nostri ha fatto notare che anche del pubblico ci si può fidare ben poco. Comunque le prime macerie saranno trasportate in una cava locale e lì differenziate. Noi vogliamo monitorare. E lo faremo con presidi permanenti. E vogliamo ben capire la strada che prenderanno. Chiodi ci ha chiesto di individuare fra di noi un unico referente al quale potrà, via via, illustrare le decisioni che si intraprenderanno. Abbiamo voluto leggere l'atto come una gesto positivo. Raggiunta di nuovo la piazza Duomo, dove si provvedeva, nel frattempo, a montare un'ulteriore tensostruttura nella quale accogliere la grande assemblea cittadina che si svolgerà domenica con la tecnica di partecipazione dello spazio aperto, apprendiamo che, nonostante i permessi richiesti ed ottenuti, l'operazione viene ostacolata da un solerte geometra comunale che si dichiara assolutamente indifferente, e insofferente, alla partecipazione cittadina. Adduce motivazioni di carattere pratico. Ci sarà trambusto domani ed il 24 in piazza Duomo. Alla nostra richiesta di chiarimenti, si lascia sfuggire che arriverà Bertolaso. Se ne pente immediatamente e cerca di depistarci. Forse mercoledì. Forse alle 13. Forse alle 9.Da domattina alle nove inizieremo un presidio permanente anche in piazza Duomo.
E il cerchio si chiude: macerie rimosse nel luogo simbolo della città e set mediatico per chi deve ripulirsi la faccia. Non la coscienza. E per chi deve acquisire consensi e voti. E tutto questo, sempre, sulla nostra pelle.

14 commenti:

Fabrizio ha detto...

Siete riusciti a ribaltare una situazione assurda ed inverosimile ed a riportare l'attenzione massmediatica sui veri problemi che affliggono ancora oggi l'Aquila e gli aquilani. Era inevitabile che, al di là dei tanti proclami, sotto elezioni tornassero i politici e - grazie sopratutto a quanto fatto da voi cittadini - tornassero non in prossimità dei prefabbricati, ma in pieno centro città, a ricordare che L'Aquila esiste.

Se rimuovono le macerie e le differenziano... beh... servirebbero tre campagne elettorali al mese per velocizzare un po' il tutto...

Anna ha detto...

Non credo che le differenzieranno, ma, qualora accadesse, immagino che i proventi non resteranno per la nostra ricostruzione. Staremo a vedere e, soprattutto, ad impedire che ciò accada.

Rebelde ha detto...

Cara Anna, riporto il commento fatto al post "gli strumentalizzati" perchè plausibile con questa ultima tua notizia-denuncia:

Bellissimo video, ricco di allegria, determinazione e voglia di fare. Si scherza sulla strumentalizzazione ma è certo che è lì che si andrà a sbattere violentemente.
Cara Anna, e anche tutti coloro che leggono, so che potrei essere frainteso ma occorre essere anche realisti, il passaggio dalla politica è obbligatorio e forzato perchè è così che funziona, è l'unico modo possibile per affrontare le cose e i problemi della collettività. Il vostro è un fantastico tentativo di sovvertire questo stato di cose e mi auguro, prima per voi e poi per tutti noi, che serva, non tanto a tenere lontano la politica perchè non ha senso (anche solo per definizione in un sistema democratico) ma a far si che il far politica torni ad essere un vanto e non una vergogna. Mai come in questo momento avete bisogno della politica (che tra l' altro con le vostre nobili azioni già state facendo dal basso, così come dovrebbe essere ovunque) perchè solo con le scelte politiche è possibile decidere cosa fare dell' Aquila e degli Aquilani. Il vostro lavoro è importantissimo, può essere l' inizio di una "rivoluzione" sul modo di far politica e sul modo di tenere lontane le strumentalizzazioni. E' difficilissimo, forse impossibile ma se non vi radicalizzate sullo slogan "via la politica e via i partiti" probabilmente è la strada giusta.
...Ma poi si ritorna alla realtà e domenica 28 si vota...
Un abbraccio Aldo.

....e puntuale come un' influenza ecco la politica.
Però penso che le cose siano un pò cambiate e che gli Aquilani, sei tu a dirlo, si sono risvegliati dal torpore e si sono accorti che la cosa più sbagliata e deleteria è stata ed è quella di mettersi in poltrona dopo la croce sulla scheda e far sì che, con la coscienza apposto, qulcun altro pensi a tutto.

Quello che volevo dire nel commento precedente è che la politica ha il dovere di esprimersi ma i cittadini hanno quello di vigilare in prima persona, nelle assemblee pubbliche, nei consigli comunali, nelle sedi di partito, nelle piazze o come è vostra intenzione, marcando stretti i lavori di smaltimento, seguendo la "filiera" delle macerie e così via.
In quanto allo spot di Bertolaso, beh, non penso che troverà ancora i soliti 20 o 30 irriducibili facilmente isolabili ma dovrà trovare tutto il "popolo delle carriole", incontenibile e determinato a sovrastare le parole dell' ennesimo servo dell' imperatore.
In bocca al lupo e coraggio, tanto coraggio perchè tornare indietro non si può più.

Aldo

Linus ha detto...

da l'Adige, giovedì 18 marzo 2010

Il cuore antico dell'Aquila non batte più
dall'inviato Renzo M. Grosselli

L'Aquila - Aquila, storia di una eutanasia decisa dall'alto. Vuota, vuota. A quasi un anno dal sisma. Il centro occupato da quattro milioni e mezzo di tonnellate di macerie, transennato il corso principale, sorretti, i palazzi danneggiati, da imbragature di metallo e legno. Botteghe vuote, bar chiusi, uffici sbarrati. E la gente che abitava il centro è stata spostata negli alberghi sulla costa, o nelle tendopoli e poi negli edifici antisismici costruiti nel dopo sisma, fuori dalla città. Qualcuno, perso il lavoro o la fonte di rendita, ha dovuto trasferirsi altrove. E così l'Aquila muore. Perché senza cittadini una città muore. Perché una città è un intrico di gente, cose, storie e storia: una città è una socialità diffusa e se la strappi, la perdi, non la ricostruisci più. Certo, c'era da mettere la gente sotto un tetto prima. Ma ad un anno di distanza manca una legge speciale, manca anche un'idea di dove portare le macerie, di dove prendere i soldi per farlo. Manca un piano finanziario, un programma di sgombero. E naturalmente un piano di ricostruzione che, almeno, potrebbe fornire dei tempi di riferimento (e di speranza) a tutti quelli che sono stati allontanati, con le buone o con le brutte.
Nel centro-centro, i soli spazi ancora pedonabili ma rigidamente transennati: corso Federico II e corso Vittorio Emanuele. E lì in mezzo c'è piazza Duomo con la sua basilica ferita quasi a morte e con il suo tendone della Protezione Civile nel mezzo. L'Aquila è vuota da far spavento. Il bar è chiuso, la bottega di vestiti è sbarrata, la modista anche. Dove sono i proprietari? Cosa fanno? Come vivono? Che progetti hanno per la loro vita? Potranno mai ritornare qui e riprendere la loro attività? Una città è un reticolo di relazioni: umane, economiche, politiche. Una città è la sua storia millenaria, i pregi e i difetti del suo passato.
Una città non può disperdersi per mesi. Perché muore. Può resistere un poco, ma nell'attesa certa della ricostruzione, nella speranza certa della rinascita.
Avanti sul corso, nel vuoto di gente. Solo polizia, carabinieri e persino l'esercito. Perché c'è la manifestazione delle carriole, di un popolo (saranno 7.000-10.000 alla fine) che ha deciso che se le macerie non verranno sgombrate, se le sgombererà da solo. Ma non siamo qui per questo. Siamo qui per annotare le modalità della procurata eutanasia di un capoluogo regionale. Sui due corsi, molto è stato ferito gravemente e, oggi, tenuto in piedi solo dalle imbragature. Ma molto è in piedi: soprattutto tra i palazzi razionalisti creati dal fascismo. Quando sei alla fine, le transenne però ti costringono a deviare a destra, via, verso un'altra piazza e un'altra grande chiesa (meno ferita stavolta). Se non curvi, e guardi, vedi due cose: la prima sono i vecchi rioni popolari ancora invasi dalle macerie. Ciò che spicca sono le strutture di tubi nuovissimi, luccicanti e color argento, con gli snodi colore dell'oro, che sostengono ciò che si può sostenere. A quasi 12 mesi dal disastro. Poi, se apri bene gli occhi, su una inferriata che hanno messo per bloccare la strada, per farti deviare a destra, noti decine, forse centinaia di chiavi. Sono le chiavi di casa (e qualcuna della macchina che molti cittadini hanno pure perduto) che la gente dell'Aquila ha appeso lì nelle settimane scorse. Per dire di una casa che non c'è più, e della rabbia di chi non sa bene se ci sarà di nuovo e quando.
....(continua)

Linus ha detto...

...
Arrivano le carriole ma noi andiamo via. Arrivano i cartelli e su molti c'è scritto "L'Aquila non deve morire".
Certo, si doveva dare un tetto a chi l'aveva perduto. Ed in gran parte è stato fatto. Certo, si tratta di 4 milioni e mezzo di tonnellate di macerie. "Costi immani, - ha detto qualcuno - opera enorme". Ma qui, a quasi un anno dal terremoto, non c'è una legge speciale, un piano finanziario, un progetto per la rinascita. E intanto, se una città non è abitata, i legami sociali, personali, economici, storici persino, si strappano e poi finiscono.
No, non è così, non si può sbrigarsela con la storia dei costi immani. L'Aquila non è una città grande, non contava nemmeno 80.000 abitanti prima del terremoto.
E il centro non è enorme. Poi, l'Aquila comunque non è stata ridotta come Dresda dopo il bombardamento anglo-americano di fine guerra. Ma davvero, se il terremoto fosse accaduto in Germania, Gran Bretagna o Francia, dopo un anno non si sarebbero neppure rimosse le macerie? "Spetta ai Comuni - dicono alla Protezione Civile - identificare i siti per lo stoccaggio delle macerie". Ma è una scusa, in Campania ciò che spettava ai Comuni (rimuovere l'immondizia) è stato fatto, di forza, dallo Stato, sotto lo sguardo compiaciuto delle televisioni. Qui no.
Eutanasia dell'Aquila. Dove anche il ristorante "Tre Marie", uno dei più famosi d'Italia, è sbarrato e chissà dove l'avranno riaperto. Ma forse non l'hanno riaperto. E' semplicemente morto, anche lui. In questa città che ha il cuore antico fermo da quasi un anno. La gente ha un tetto, ed è chiaramente un bene, ma rischia di perdere l'anima.

tratto da l'Adige, 18/03/2010

Fabio ha detto...

Non demordete. Altro che Piazza Palazzo, simbolo della città ferita. Piazza Palazzo simbolo delle preoccupazioni che stavate creando con le vostre stupende manifestazioni. Sarà per Bertolaso, che si prepara il set? Oppure qualcuno si preoccupa della puntata che Floris sta preparando? Sicuramente hanno arginato il fenomeno che stava nascendo. Vi prego non smettete. Continuate con strenua determinazione, differenziate le macerie in altre piazze e vie, e magari le ruspe arriveranno anche lì. E poi vorrei capire una cosa: ma prima di spostare macerie con le ruspe vengono recuperate le pietre di interesse artistico?

MFM ha detto...

La verità è che avete fatto bingo, siete riusciti a smuovere anche la "massa silente" dei cittadini e li avete fatti diventare protagonisti della politica attiva a L'Aquila. Sarò un inguaribile idealista, ma la mia sensazione è che questi processi così difficili da iniziare una volta messi in moto siano irrefrenabili e chi fa parte della "casta" si comincia a cacare sotto.
Sanno bene che devono fare qualcosa di concreto d'ora in poi per riguadagnarsi un altro mandato, anche perchè come diciamo dalle nostre parti, le chiacchiere se le porta via il vento.

Anonimo ha detto...

Carina "la differenziazione con le ruspe"!comoda!come la Prestigiacomo!Adesso pulisce le macerie con le ruspe...macerie che erano li il 7 aprile...ed ora per magia è giunto il momento!Non hanno fatto i conti col Popolo delle Carriole che in tre domeniche ha imparato a differenziare sul campo ed ora SA!Vecchi e Piccini ,Madri e Figli SANNO!...e comunque ...questi amministratori...che vergogna!perfino un prelato ha capito che doveva esserci....in mezzo a Voi...ma con la Carriola..non con le chiacchiere.
Anna dovete controllare la discarica con un presidio...di chi è il terreno...perchè lì..quanto costa..ecc...trovano affari anche sulle idee degli altri questi berlusconiani che olezzan di sterco.
Vorrei tanto che ogni centesimo truffatoVi finisca in medicine...che ogni secondo della Vostra disperazione divenga mille anni della loro!
...eppure un Dio c'è...lo so..lo sento arrivare...
un abbraccio
Watka Yo Ota

L.R. ha detto...

Ti ho pensata, i ho pensati ieri sera, quando è passato lo "spot" al tg. Mi sono arrabbiata con voi. Per quel che vale. E ho apprezzato l'intervento lampo della tua concittadina, che ha ribadito: "volgiamo che vengano impiegati i 17.000 disoccupati e cassintegrati di qui, e che si differzi sul posto". Almeno è passata la notizia, anceh se al volo.
Hai ragione, non si carica con una ruspa per andare a scegliere a qualche chilometro, che dirti, continuate a farvi sentire.

Anonimo ha detto...

scritto da mani sporchissime...

http://www.facebook.com/pages/Resistenza-VIOLA/287721948732?ref=mf#!/photo.php?pid=267236&o=all&op=1&view=all&subj=287721948732&aid=-1&id=100000144040778

Bruna ha detto...

Speriamo che i risultati delle prossime elezioni dimostrrino che gli italiani si sono svegliati e che non si lasciano prendere per il ... naso! Sarebbe bello che anche gli abruzzesi siano tutti compatti in questo senso. Non capisco proprio come possano continuare a sostenere questo governo. Tu cosa ne pensi Anna? Cosa prevedi?

Bruna ha detto...

Speriamo che i risultati delle prossime elezioni dimostrrino che gli italiani si sono svegliati e che non si lasciano prendere per il ... naso! Sarebbe bello che anche gli abruzzesi siano tutti compatti in questo senso. Non capisco proprio come possano continuare a sostenere questo governo. Tu cosa ne pensi Anna? Cosa prevedi?

GM C ha detto...

piaciuta la manifestazione di ieri? Io tengo le dita incrociate e aspetto che la Primavera risvegli un po' tutti!

Un solo referente mi sembra pochino... meglio due... come dice quel detto: quattro occhi e quattro orecchie vedono e sentono meglio di due :)

ragno62 ha detto...

sai per loro è più importante apparire che essere