martedì 7 agosto 2007

L'infernetto di Pierino

Sua Santità Giovanni Paolo II , l'on. Maurizio Gasparri e don Gelmini
Parliamo di don Pierino Gelmini , assurto alle cronache in questi giorni per le accuse di molestie sessuali sollevategli da alcuni ospiti della comunità di recupero per tossicodipendenti che gestisce da anni.
Nel 1969 viene arrestato per la prima volta a Roma nella villa di sua proprietà all'infernetto (gulp... un nome, un programma!): parco , piscina , personale di servizio e una bella jaguar nel garage. Viene accusato di bancarotta freudolenta, assegni a vuoto e truffa: ha organizzato un'ambigua ditta di import export con l'america latina ed è collegato in maniera poco chiara con una cooperativa edilizia, legata alle ACLI, che costruisce palazzine all'Eur. Sparisce dalla circolazione per andare nel Vietnam del sud ,dove, dopo aver circuito la vedova del presidente, viene denunciato per appropriazione indebita. Costretto a tornare in Italia,nel 1971 viene condannato in via definiva a quattro anni di reclusione che sconta tutti. In carcere deve essere spesso isolato, onde evitare la sua costante ricerca di "promiscuità" con i detenuti. Nel 1976 è di nuovo nelle patrie galere, con il fratello Padre Eligio (ex confessore di calciatori, anche lui fondatore di una struttura di recupero per tossicodipendenti ) per un giro di bustarelle legate all'importazione clandestina di latte e burro destinati all'Africa. Nel 1979 sbarca, finalmente redento, con un gruppetto di accoliti, in Umbria , in una valletta detta delle Streghe (arigulp... un altro nome, un altro programma!) e fonda la sua comunità per il recupero di tossicodipendenti.
Enunciato ciò, che non è poco, aggiungo solamente che non credo affatto nella validità di tali strutture. Conosco il problema molto bene, dall'interno, e so che pochissime sono le persone recuperate e tantissimi gli interessi economici che vi gravitano attorno.
Mi dissocio sempre quando si inneggia come a degli eroi ai vari Muccioli, padre Eligio e così via; so che all'interno delle comunità la droga circola normalmente e costa più di quanto costi sulle piazze e so anche che il lavoro duro dei tossicodipendenti spesso è solo sfruttamento.
Sono antiproibizionista convinta:ritengo che la droga dovrebbe essere legale e farmacologicamante controllata e i centri di recupero direttamente gestiti dalle asl, niente guru e santoni. I pochissimi che escono dal famoso tunnel diventano poi dipendenti dai loro "salvatori", figure di certo carismatiche , ma molto inquietanti e il caso di don Pierino è eloquente. Per ora l'indagato si rifugia nel silenzio e si dichiara pronto a portare la sua croce. Io lo immagino avviarsi con mesta dignità verso il Golgota, con la croce caricata sul tettuccio della jaguar.


10 commenti:

francofalc ha detto...

Estremamente interessante quanto riferisci di don Gelmini.
Anni fa era stata la volta di Muccioli (lo ricorderai, il padre), stesse scene: il Muccioli sorridente con le "sue" ragazze sulle ginocchia, a dimostrazione di quanto bene gli si volevano all'interno del suo gulag. Quella fu una storia archiviata a favore dell'eroe della drogofobia nazionale e internazionale -come affidarsi all'affermazione di 4 drogati!- ed oggi l'azienda Muccioli è più che mai solida ed offre una infinità di prodotti lavorati dagli "ospiti" redenti dal sistema.
Ma ti chiedo, dove sono le fonti delle tue preziose informazioni?
Avrai notato che non una comunità -che pure sono dotate di invidiabili siti internet- espongono il loro bilancio. Eppure si sostengono in gran parte con denari pubblici e con solerti quanto improvvide donazioni private.
Saluti, franc

Alessandro De Luca ha detto...

Mi permetto di far notare il singolare comportamento tenuto dai media in questa occasione.
Il giorno della notizia viene anche detto che la versione di cinque accusatori è talmente precisa, dettagliata e concordante da aver convinto i magistrati ad intervenire.
Il giorno dopo tale affermazione è stata cassata, lasciando il posto alle accuse che il don ed i suoi accoliti riferivano circa gli accusatori, ladri colti in flagranza che, allontanati, agivano così per vendetta.
Infine - fortunatamente - l'alone di misticismo e purezza sollevato da certi politici e certi VIP veniva spazzato via dalle dichiarazioni (non accuse, si minimizza) di don Mazzi, circa confidenze da lui ricevute in passato.

Un notevole salto mortale carpiato, non c'é che dire...

Anna ha detto...

Grazie Franc per aver visitato il mio spazio. Michele Serra mi ha dato l'imput per approfondire la ricerca sul glorioso passato di don Pierino con un suo aticolo apparso su La Republica del 6 agosto. Su internet ho trovato il materiale, ti indico un link su tutti

http://www.uaar.it/news/2007/08/06/vero-gelmini-quattro-anni-carcere/

è quello dell' UAAR, associazione alla quale mi pregio di appartenere.

Grazie anche a te Alessandro per avermi visitata.Tendo a far notare come i media abbiano tutti tralasciato di menzionare l'oscuro passato del sacerdote in questione, a parte il piccolo riferimento di Michele Serra.
Il fatto che don Gelmini importunasse alcuni degli ospiti della sua comunità mi era noto perchè raccolto dalla stessa bocca di due ex ragazzi, oggi più che adulti,che furono, a suo tempo, oggetto di tali attenzioni, ma sai, quando si raccontano queste cose nessuno ci crede,per cui le ho tenute per me...ma prima o poi i nodi vengono al pettine....

D'IO ha detto...

Ciao Anna, sono francesc0 di NOANTRI BLOGGER. Anch'io sono antiproibizionista e sul mio blog personale ne ho parlato (http://unozero.blog.lastampa.it/dio/2007/05/se_passano_mess.html)
A rileggerti volentieri, ora è l'ora che vado a nanna però...buonanotte

d'io ha detto...

vedo che non si è trascritto il link al post che citavo, se lo vuoi leggere clicca qui sul nome. ribuonanotte ;)

Finazio ha detto...

Hai scritto il post che avrei voluto fare io. Grazie per avermi fatto risparmiare fatica! Un abbraccio!

ericablogger ha detto...

cara Anna il quotidiano La Stampa, che per primo ha scritto di questa brutta faccenda, strumentalizzata ormai da tutti, nel bene e nel male,ha anche scritto un bellissimo articolo sul passato di don G. e dei suoi trascorsi x nulla edificanti
povera santa roamna chiesa, che brutta fine, tra questo don G ed i preti pedofili di Torino che venivano ricattati da uno dei ragazzi , vittima di loro ai tempi in cui era minorenne
un saluto erica

caramella-fondente ha detto...

Ciao Anna....bello il tuo blog
Vieni a trovarmi? Troverai tanto materiale e lettere da diffondere se lo ritieni opportuno
Sintoticamente

marina ha detto...

d'accordo, d'accordo, d'accordo!
anche tu UAAR! ci avrei giurato!

ciaomarina

Artemisia ha detto...

Grazie per le informazioni. In ogni caso anche l'Unità qualche giorno fa ha pubblicato un articolo in cui elencava (più sinteticamente di quello che hai fatto te) i sinistri trascorsi di Don Gelmini.
Veramente inquietante!