martedì 27 maggio 2008

Il gay bride

La notiziola che vi offro è lieve, ma indicativa di come si possa abdicare ad i propri principi in nome del marketing e del vil danaro.
Sulmona è una cittadina bella ed elegante in provincia di L'Aquila. E' la patria riconosciuta del confetto. Numerosi sono i laboratori artigianali che producono il simbolico dolce, fra tutti spicca la premiata ditta Pelino che è uscita dai confini italiani, facendo conoscere il prodotto in tutto il mondo. Due anni fa la ditta in questione ha pensato di mettere in produzione il "gay bride", la sposa gay, un confetto dedicato alle coppie omosessuali, per conquistare una buona fetta di mercato americano, inglese e spagnolo.

"Il simbolo d'amore si compone di materie esclusivamente naturali ed è una felice unione di mandorle provenienti da San Francisco, notoriamente la patria dei gay, zucchero di canna del Brasile e vaniglia naturale dei Caraibi. Tutti ingredienti genuini e senza nessun trattamento, come è nella tradizione dei prodotti Pelino, ma anche a ribadire la naturalità di una scelta di vita come quella delle coppie omosessuali. Anche la scelta del colore ha un suo significato, si tratta, infatti, di un nuovissimo lilla, tinta che nasce dall'unione di celeste e rosa, i colori indicanti il maschile e il femminile."

Queste le parole che illustrarono il prodotto alla sua uscita.
Tutto normale,direte voi, e sarebbe anche da aggiungere un plauso per i proprietari della storica ditta ,aperta e pronta a rispondere ai mutamenti dei costumi della società.
Il piccolo particolare che mi sento di aggiungere è quello che vede la Signora Paola Pelino, comproprietaria dell'azienda familiare insieme con i fratelli Mario, Antonio, Lucilla e Marco, deputata eletta nelle file del Popolo delle Libertà, già in carica nella passata legislatura. La Signora si è distinta per aver regalato al Cavaliere, durante le operazioni di voto sulla fiducia parlamentare del governo, una confezione degli stessi confetti, ma di colore diverso,ovviamente.
Pubblicità, ça va sans dire.
Ma non è finita qui, l'azienda sarà lo sponsor delle nozze gay che si svolgeranno ,come atto dimostrativo e rivendicativo, a L'Aquila domenica primo giugno e che vedranno confluire in città numerose persone da tutta l'Italia. Distribuirà gratuitamente i simpatici confetti color lilla.
Pubblicità, ça va sens dire.
La signora ha dichiarato testualmente: " i confetti? Vorrei continuare a venderli alle coppie normali" ed ha continuato, senza scomporsi: "le opinioni politiche sono distinte dal commercio. La famiglia per me è quella composta da un uomo e una donna e arricchita da una prole. Ma un imprenditore non si chiede mai a chi arriva il suo prodotto". Insomma, contro le coppie di fatto in Parlamento, a favore e benedicente al Gay Pride aquilano. Gli affari sono pur sempre affari, ed il dio danaro fa più presa della ragion di stato.

13 commenti:

illogica ha detto...

alla faccia della coerenza!!!

silvano ha detto...

Pecunia non olet.

Saretta ha detto...

non c'è niente da aggiungere... il dio denaro è il dio denaro! a me la cosa fa sorridere... (sembra strano vero?)

Sara

moni ha detto...

Io sarei felice se si trovasse un gay che, vista la confezione di confetti, gli dicesse alla signora: Signora, questa fila di confetti, se la ficchi, dove tra me e lei, piacerebbe un pò a tutti :-)
non è fascia protetta vero?

marina ha detto...

Grazie di aver parlato di confetti: io li adoro!
quanto alla signora Pelino, è un...pelino cinica, trovo
marina

Cesco ha detto...

Sarei un pessimo imprenditore. Infatti non mangio più banane da quando ho capito cosa succede nelle piantagioni brasiliane. Non userei neanche la macchina, non fosse che mi è assolutamente necessaria per lavoro...

rita ha detto...

Felice unione di mandorle provenienti da San Francisco, NOTORIAMENTE la patria dei gay (?????!!!!!!!) ............. davvero COMMOVENTE .... UMF!!!

Tereza ha detto...

Bene, allora aspetteremo di vedere la messa in vendita dell'anima mandorlata e confettata dell'egregia signora Paola Pelino...ma forse è stata già svenduta da tempo...

Lello ha detto...

solita iprocrisia....poi io ODIO il color lilla!!!!!!!

Donna Cannone ha detto...

Complimenti. A parte che non è affatto vero che un imprenditore non si chiede a chi vanno i suoi prodotti. TUTTO IL CONTRARIO, semmai! E' il centro del marketing!
Bisognerebbe che i gay lanciassero un boicottaggio di questi confetti, sbuggerandola a livello internazionale.

Finazio ha detto...

Francamente spero che i confetti lilla restino tutti invenduti, che scadano, che per non perdere soldi li ritingano di azzurro e che li rivendano alla CdL, causando cagotti clamorosi.

Artemisia ha detto...

Però i confetti Pelino sono così buoni... nonostante la cinica signora Pelino.

arzewski ha detto...

trovato questo blog per caso dopo aver letto l'articolo su Repubblica in proposito della manifestazione Gay Pride e che menzionava i confetti fatti a Sulmona.