giovedì 1 ottobre 2009

Un futuro da ricostruire

Oggi parla, attraverso questo blog, un altro Aquilano, Stefano Torelli, giornalista indipendente.

“L’Abruzzo si risveglia incredulo”… “c’è un Presidente sempre presente”… In rete gira ultimamente un video realizzato dal Comitato “Silvio per il Nobel” e recita queste parole. Il Nobel in questione è quello per la Pace e Silvio è il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi. La motivazione è esplicitata dal testo della canzone e dalle immagini di sottofondo: Berlusconi che passeggia per le rovine dell’Aquila con Barack Obama e Angela Merkel; Berlusconi che stringe le mani dei Vigili del Fuoco e degli uomini della Protezione Civile all’Aquila; Berlusconi che consegna le prime case di legno agli abitanti del paese di Onna. Ed in effetti un certo Abruzzo si è davvero risvegliato incredulo di fronte al video di cui stiamo parlando. Così come non si può negare che il Presidente sia sempre presente, come dimostrato anche ieri durante una nuova visita alla città dell’Aquila, in cui il capo del governo ha consegnato i primi 400 appartamenti del piano C.A.S.E. ad altrettante famiglie.
Invito ancora una volta a riflettere su cosa si sta consumando all’Aquila e su quali siano i toni che vengono usati e le immagini a cui si ricorre. L’idea, certo bizzarra e sicuramente non partita direttamente dal Presidente del Consiglio, di un Premio Nobel per la Pace per i “meriti” avuti nella ricostruzione post-terremoto, lascia quantomeno interdetti. Come se all’Aquila si fosse consumata una sanguinosa guerra e qualcuno fosse venuto a riportare la pace e la tranquillità. Come se la passerella degli otto“grandi” della Terra tenutasi a luglio nel capoluogo abruzzese fosse stata l’occasione della firma di un armistizio. L’Aquila come Sarajevo. L’Aquila come Versailles nel 1919. L’Aquila simbolo di pace e futuro roseo. La realtà dei fatti continuamente travisata, anzi di più, volutamente distorta per produrre, a lungo andare, un’immagine di una città ormai adottata dal Presidente del Consiglio. Un Presidente del Consiglio che, pian piano, ricuce tutte le ferite e riporta la situaizone alla normalità. A tal punto da convincere anche alcuni aquilani del fatto che “tutto va bene” o, perlomeno, che “di più non si poteva fare”. Ed ecco che in un tale clima ogni critica, ogni smorfia di disappunto, qualsiasi segno di opposizione ad una politica di disgregazione del territorio ed estremamente accentratrice diventa quasi una bestemmia. Di fronte alla pace non si può fare critica alcuna.
La storia del video che propone il Nobel per il Presidente del Consiglio e le considerazioni appena fatte sono emblematiche di quanto sta accadendo nella L’Aquila del post 6 aprile. E di nuovo dobbiamo interrogarci non tanto sulle scelte singole di questo o quel governo, ma sul modo di fare politica che si sta imponendo in questo Paese. Un’Italia ormai divisa in due, in cui non pare esservi spazio per nulla di condiviso, che si tratti di una ricorrenza nazionale, della carta istitutiva dello Stato stesso, fino alla questione di Cassano in nazionale. Tutto è “politica”. Tutto ha un colore. Tutto sta o a destra o a sinistra e non c’è tempo da perdere in dichiarazioni, azioni o semplicemente pensieri che siano trasversali. Pena l’accusa di tradimento (proveniente da una parte o dall’altra, a seconda di chi si allinea con chi).
Ieri, mentre si celebrava la consegna degli appartamenti (che, è bene sottolinearlo, non saranno subito abitati da tutti i destinatari, ma ci vorrà ancora del tempo perché ciò avvenga), un’altra parte della città dell’Aquila manifestava contro alcune scelte prese sul proprio territorio. La manifestazione si concludeva, significativamente, nell’ormai famosa (ex) tendopoli di Piazza d’Armi, quella smantellata dalla Protezione Civile il 4 settembre, ma dove in realtà ancora vivono una trentina di sfollati. La manifestazione terminava lì perché quello è il simbolo della verità non raccontata. Cumuli di spazzatura, servizi non più garantiti (cibo, acqua calda, pulizia dei servizi igienici…) e trenta persone abbandonate. Abbandonate dalla Protezione Civile che, dopo aver smantellato il campo, dichiara di non averne più la responsabilità; abbandonate dagli enti locali (in una città governata dal Pd, sia ben chiaro) che ancora non si sono fatti vedere. Abbandonate dallo Stato, i cui rappresentanti preferiscono andare a consegnare le case già costruite a famiglie contente di poter riavere un tetto, piuttosto che andare a vedere la miseria ed il degrado che ancora sono presenti in alcune parti della città. In questo clima, raccontare queste cose, che pur esistono e chi scrive ha visto con i propri occhi, può diventare un pericoloso atto sovversivo. I media domani parleranno della case consegnate e degli applausi ricevuti dal Presidente del Consiglio. Noi preferiamo parlare di altre realtà e ragionare su quali dinamiche siano in corso.
Benvenuti all’Aquila. Dove un terremoto è stato assurto ad una guerra. Per permettere a chi “ricostruisce” di vantarsi di aver portato la pace. Per permettere di far sì che solo alcuni giornalisti, quelli “embedded”, possano raccontare l’unica verità che deve essere raccontata. Per permettere di poter additare i cittadini che criticano alcune scelte compiute sulla loro pelle come “disfattisti” e “anti-italiani”. L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: c’è un Paese intero ed un futuro da ricostruire, non soltanto una città.
Stefano Torelli

18 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Aquila, 11:07

TERREMOTO: INGIUNZIONI PAGAMENTO PER AUTO SOTTO MACERIE
L'auto del padre e' scomparsa sotto le macerie in via XX Settembre 123 eppure, mentre i soccorsi cercavano di salvare piu' vite possibile, una cittadina aquilana si sarebbe dovuta preoccupare di cercare la targa dell'auto o almeno di fotografarla, pena un'ingiunzione di pagamento da parte dell'assicurazione o una trafila interminabile per dichiarare che la macchina del genitore, una 'Cinquecento', "e' scomparsa". E' questa la denuncia di una donna che - chiedendo di restare anonima - racconta come "in quei momenti terribili, con la sola luce del telefonino, infilata in un cunicolo tra le macerie da dove altri erano riusciti a uscire, cercavo mia madre e non ho pensato a guardare dove fosse finita la targa dell'auto che e' stata inghiottita dalle macerie come tutto il resto del palazzo e delle persone che vi abitavano. Sono stati momenti terribili - aggiunge - eppure adesso la burocrazia viene a dirci che dovevamo preoccuparci anche di questo. Spero - ha concluso - che qualcuno faccia qualcosa per questa situazione che e' a dir poco kafkiana. Certo non si puo' andare a cercare una targa con un robot sotto le macerie solo perche' lo richiede l'assicurazione. L'auto di mio padre, del resto, non so piu' dove sia finita e in che condizioni sia".

giardigno65 ha detto...

e chi verrà a consegnare le chiavi del futuro ?

Rebelde ha detto...

Cara Anna, è sempre più interessante partecipare al tuo blog e leggere anche testimonianze di altri che rafforzano (anche se non ce n'è il bisogno) le tue.
L' articolo di Stefano Torelli non fa una grinza ed è condivisibile, oltre che nella testimonianza giornalistica, anche nella parte in cui esprime le proprie opinioni.
Quindi? E allorà? Siamo sempre al che fare e come farlo. Che si voglia o no, il compito in una repubblica costituzionale è del parlamento democraticamente eletto dal popolo. In altre parole è della politica e la politica in un paese democratico è possibile farla solo con i partiti che rappresentano le varie sfaccettature del tessuto sociale. Può non essere condivisibile ma è così. Il problema, visto che emerge spesso lo ripeto e lo ripeterò sempre, è la partecipazione in prima persona alla politica, soprattutto ora che abbiamo una serie di elementi che ci dicono che il voto, la delega e il sedersi davanti alla tivù ad aspettare i risultati non funziona e non ha mai funzionato.
E' la demonizzazione dei partiti che ha portato al culto della persona, al personalismo alla berlusconi. Ma cosa centra la politica con la singola persona. Ciò che occorre è il radicamento nel territorio, arrivare tra la gente e non solo al mercato rionale in campagna elettorale.
Occorre tornare alla militanza, spendere un pò del proprio tempo nel tentativo di migliorare la situazione prima che sia tardi. Diversamente ci si trova sugli scranni romani o peggio ancora in quelli locali gente che della politica ne fa una professione e che si nasconde dietro il voto libero del popolo.
Mi fa male parlare di queste cose soprattutto in questo momento che chi dovrebbe rappresentare le mie istanze, le mie idee sulla buona vita non siede in parlamento perchè trasversalmente si è deciso che le mie idee sono anacronistiche e che è meglio il berlusconismo oggi o il bersanismo(?) domani. "La politica è una palla, lasciatela fare a noi che ci sacrifichiamo per voi. Continuate a rilassarvi davanti alla tivvù, non vedete che và tutto bene, di cosa vi lamentate. Allora siete proprio capricciosi e irriconoscenti. E noi che lo facciamo per il vostro benessere....."
Senza un cambio di rotta nostro, senza una partecipazione serrata, senza i morsi sul polpaccio, è dura che questo paese verrà ricostruito. Aldo

Anonimo ha detto...

Un uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo

Sintetizzando dal sito e dall’inno

• Ha salvato l’Italia dalla povertà nella quale la dittatura della sinistra l'avrebbe portata
• nel 2006 perse le elezioni ma più di 1 milione di persone gli chiesero di liberarli dal governo delle sinistre
• nel 2008, grazie alla vittoria elettorale di Silvio, l’Italia ha riguadagnato la sua reputazione internazionale
• in soli 100 giorni Silvio ha risolto il problema della spazzatura a Napoli
• Grazie a Silvio ha avuto fine la crisi Russia-Georgia: fortunatamente Silvio ha messo termine alla guerra
• Grazie a Silvio Israeliani e Palestinesi hanno raggiunto la pace
• Grazie a silvio, la guerra fredda è cessata definitivamente
• Tutti i paesi NATO hanno ringraziato Silvio per aver convinto Erdogan ad accettare Rasmussen quale segretario generale della NATO; Angela Merkel avrebbe dovuto stare ai fornelli mentre Silvio era occupato: sono cose da uomini!
• In tempi da Superman, Silvio ha rimosso le macerie, ha dato le case a tutti gli aquilani e ha ricostruito il tessuto socio-economico delle zone terremotate

MENO MALE CHE SILVIO C'E'

Anonimo ha detto...

ma anche per questa targa e' copa di Berlusconi
ma non credete a quel video..c'e' gente strana in giro,vogliono sherzare eprendere per il c..chi gufa per Silvio..su dai

Marcello Novelli ha detto...

Anche il Corriere della Sera si e' accorto che non tutto e' perfetto nella ricostruzione... forse c'e' speranza.

Stephano ha detto...

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6323

Anonimo ha detto...

Il Nobel anche a lui, che con Silvio ha fatto risorgere l'Abruzzo

Anonimo ha detto...

Watka Yo Ota dice:
uomo con parrucca,denti chiari e alto mocassino, grande capo di topi,vicino al giudizio del Grande Spirito!
augh

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Spolitica ha detto...

L'intervista a Enza Blundo uscita su City di oggi
http://spoliticablog.blogspot.com/2009/10/laquila-i-cittadini-e-la-ricostruzione.html

paola ha detto...

Interessante questo articolo.
Brava Anna, che ospiti voci di approfondimento con stili anche variabili.

L'analisi di questo articolo permette di far emergere delle logiche talmente allucinanti che verrebbe voglia di fare un documentario in stile Videocracy tutto dedicato al caso di questo terremoto.

Perchè sembra che più sei debole (in quanto terremotato riportato allo stato zero, su terra vergine, alla "shock economy"), più il potere ti adotterà, come cosa sua, per farci tutto quello che gli passa per la testa, anche il caffè.

E' inquietante questa osservazione, ed era molto meglio non finire sotto i riflettori, e risparmiarsi queste non gradite cure, aggiunte alla già drammatica condizione generata dall'evento naturale.
Perchè questo gioco sembra non finire mai, sembra che si voglia renderlo sfruttabile all'infinito.

A quando, non solo la ricostruzione del tessuto sociale che con molta lucidità rivendichi tu come parametro fondamentale, ma anche l'uscita dalla morsa del giocattolo buono per tutti gli usi del potere? (e le due cose mi sembrano molto collegate).

Grazie per tutto quello che mi insegni.

Anonimo ha detto...

@ Tutti
Da domani giocherò al super enalotto e se vinco acquisterò io terreni e case di legno per tutti gli Aquilani che vorranno ricostruire la loro,LA LORO CITTA'!
Lo Giuro!
Via dall'Aquila chi non è dell'Aquila!e non Via dall'Aquila chi E' dell'Aquila!
E' la madre di tutte le battaglie Gente...potrebbero arrivare un giorno a casa Vostra e obbligarVi ad andarvene...facendo e disfacendo tutta la Vostra Storia,LA Vostra Vita....solo e meramente per interesse...dare in appalto ad amici costruttori le Vostre Tombe
E' ciò che sta accadendo all' Aquila...ma potrebbe accadere dovunque,Terremoti,Fughe Radioattive,Lagune che innalzano il livello del mare,Frane ,Alluvioni...
siamo tutti sotto tiro....
difendiamoci...Aiutiamo i Nostri Fratelli Aquilani affinchè non accada più...i prossimi potremmo essere Noi.
Votiamo chi ci assicurerà che ciò nn accadrà mai piu...mettendoci la faccia...chiediamolo espressamente(con le Email),insistentemente...
Non è solo un problema di avere un mister b.....
E' MOLTO PIU'GRANDE....SIAMO NOI!
Watka Yo Ota

Anonimo ha detto...

Rosiconi comunisti, rodete per le capacità del Sommo Silvio e del suo Team! Comincia una piccola serie - con tanto di confronti - che vi spiegherà perché siamo i primi in Europa e al Mondo (confrontate, confrontate...E ROSICATE)

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA: MARIASTELLA GELMINI
Nata a Leno (Brescia) il 1° luglio 1973. Laurea in giurisprudenza; Avvocato
(curriculum da http://www.miur.it

DA BRESCIA A REGGIO CALABRIA - COSI' LA GELMINI DIVENTO' AVVOCATO
Nella città calabrese l'anno precedente il record di ammessi con il 93 per cento
Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei (di Piergiorgio Odifreddi)


Ministerio de Educación, Política Social y Deporte: Ministra: Mercedes Cabrera Calvo-Sotelo
Mercedes Cabrera Calvo-Sotelo, catedrática del Pensamiento y de los Movimientos Sociales y Políticos de la Universidad Complutense. Todas las apuestas la situaban ocupando una cartera en el primer Gabinete de Zapatero, pero extrañamente quedó fuera. Ahora parece que queda saldada una deuda.
También es vocal de la Comisión de Administraciones Públicas del Congreso y de la delegación española en el Grupo de Amistad con la Cámara de los Comunes del Reino Unido. Nació en Madrid, en 1951. Vinculada a la universidad desde los años 70, ha desarrollado una importante labor investigadora y docente por lo que cuenta con el reconocimiento del mundo universitario.
Debido a su prestigio como académica, ha realizado de manera constante tareas de asesoramiento y coordinación académica en la Universidad Complutense. Fue directora del Departamento de Historia del Pensamiento y de los Movimientos Sociales de la Facultad de Ciencias Políticas y Sociología a principios de los años 90 y obtuvo la cátedra en abril de 1996.
Experta en Historia Política y Económica de España del primer tercio del siglo XX, compagina la investigación y la docencia con su participación de manera periódica en congresos y seminarios tanto nacionales como internacionales sobre su especialidad.
Además, Cabrera fue finalista en noviembre de 2003 del Premio Nacional de Historia con su obra 'El poder de los empresarios. Política y economía en la España contemporánea', escrita junto a Fernando del Rey.
Codirectora de la revista 'Historia y Política' y asesora de publicaciones académicas prestigiosas, Cabrera es, además miembro, del patronato de la Fundación Pablo Iglesias y presidenta de la Asociación de Amigos de la Residencia de Estudiantes, donde precisamente conoció a Rodríguez Zapatero poco después de ser nombrado coordinador general del PSOE. Es también vocal del Patronato del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía

Ministerio de Ciencia e Innovación: Cristina Garmendia Mendizábal
Doctora en Biología por la Universidad Autónoma de Madrid, antes de su elección como ministra era presidenta de la Fundación Inbiomed y de la Asociación Española de Bioempresas. En 2000 fundó Genetrix, empresa del sector de la biotecnología. Defensora del uso terapéutico de las células madre, era también miembro de la Junta Directiva de la Confederación Española de Organizaciones Empresariales (CEOE).
Nació en 1962 en San Sebastián (País Vasco). Con 18 años marchó a estudiar la carrera de Biología a la Universidad de Sevilla, donde se licenció en esta materia cursando la especialidad de genética.
Posteriormente se trasladaría a Madrid, ciudad en la que está afincada desde la década de 1980. En Madrid compaginó sus estudios de doctorado en el CSIC (dentro del Centro de Biología Molecular Severo Ochoa), con labores de profesora ayudante del Departamento

Anna ha detto...

Anonimo,
ma tu davvero credi che coloro che vengono qui a darci dei rosiconi comunisti si mettano a leggere, per giunta in spagnolo, quello che tu hai riportato?
Interessante parallelo, comunque. Grazie...

Fabio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabio ha detto...

Non riesco a cogliere cosa volevi spiegarci anonimo delle 20:49.....

P.S. cosa c'entrano i ministri spagnoli? Non parlo spagnolo e visto che non ti sei preso tu la bega di tradurre non l'ho fatto nemmeno io. Non l'hai tradotto perché forse non ti interessava che noi capissimo quello che avevi da dire? O forse non avevi nulla da dire? A te l'ardua sentenza.

Michele G. ha detto...

Se qualcuno dei tuoi letytori volesse leggere la vita di Silvio Berlusconi nel mio blog