giovedì 26 marzo 2009

Allarme Darfur

Il Darfur è una grande regione sahariana, il doppio dell'Italia, del Sudan occidentale ed è sconvolta dal 2003 da una feroce guerra civile che vede contrapposta la popolazione nera sedentaria, che è la maggioranza, alla bianca minoranza nomade, che è appoggiata dal governo centrale.La guerra si è trasformata in repressione selvaggia e genocidio, e conta a tutt'oggi, macchiandosi di orrori senza fine, oltre trecentomila vittime e quasi tre milioni di profughi.Le cause del conflitto affondano le radici in tempi lontanissimi e vedono lo scontro fra diverse etnie, ma da tempo il vero motivo sono l'acqua e le terre da pascolo,una guerra tra poveri, acuita dalla carestia che negli anni ottanta ha colpito la regione e dal processo di desertificazione che sta avanzando in tutta la zona. La situazione è ulteriormente precipitata da quanto la Corte Penale Internazionale de L'Aja ha emesso un mandato di arresto per crimini di guerra e contro l'umanità contro il presidente sudanese Omar al Bashir il quale si è fatto beffa di tale decisione, supportato dalla solidarietà di quasi tutta l'Africa nera ,ed ha espulso tredici organizzazioni non goverantive, che operavano per massima parte in Darfur, accusando gli operatori umanitari di essere spie. E la catastrofe è dietro l'angolo.
Entro maggio - riferisce la Bbc on line - oltre un milione di persone nel Darfur resteranno senza cibo per l'impossibilità di distribuire aiuti alimentari, dopo che il governo sudanese ha espulso le organizzazioni internazionali che se ne occupavano. E' quanto ha dichiarato a Khartum il coordinatore dell'Onu per gli aiuti umanitari in Sudan, Ameerah Haq, aggiungendo che si teme anche una drammatica diminuzione delle riserve d'acqua, già scarsissime, nel giro di due settimane.

Di fronte a queste tragedie, ogni altro problema mi appare ridicolo. La crisi economica dell'occidente è nulla di fronte a chi da anni lotta per la sopravvivenza. Eppure in Italia molti ignorano cosa sia il Darfur, ché i media parlano di altro. E le grandi potenze economiche non sono interessate, essendo i giacimenti petroliferi in quella zona di scarsa rilevanza.Guardate questo link, che forse conoscete, e capirete in mano a chi siamo

12 commenti:

marina ha detto...

il mio solo sentimento è una impotenza sconsolata e rabbiosa
marina

Alberto ha detto...

"Eppure in Italia molti ignorano cosa sia il Darfur".
Mi ricordo di quel servizio delle Iene che chiedevano cos'era il Darfur ai parlamentari. Alcuni cascarono dalle nuvole.

Elsa ha detto...

azz però la lezione sui PRESERVATIVI era indispensabile!!!
questa tragedia invece?????
grazie
Elsa

la signora in rosso ha detto...

Che vergogna, quanta ignoranza!!!!!
Il dramma invece del Darfur, mi sconvolge.
un abr

il viandante ha detto...

Scusami: cosa c'entra la nostra crisi economica col Darfur? Pensi forse che sia possibile mischiare le pere con le mele?
Lo so che è facile fare retorica, ma ogni parte del mondo ha i suoi problemi.
Il Darfur è qualcosa di assurdo, ma metterlo, associarlo alla crisi economica che vive l'Occidente mi sembra stonato, se non proprio incredibile nei modi e nei termini.
Vorresti forse dire che se domani, noi in Occidente, ci ritroviamo con le pezze al culo saremmo più veri e autentici di chi oggi soffre anche per un pezzo di pane?

Anna ha detto...

@Viandante, assolutamente no. Ho semplicemente detto che i nostri problemi, quelli attuali del nostro occidente, nulla mi appaiono rispetto a chi muore di sete, fame e guerra. E' una constatazione personale e, credo, abbastanza condivisibile.E anche molto semplice.
Che poi l'occidente abbia sfruttato da sempre le popolazioni del terzo mondo questo è altro discorso.Lo ha fatto dapprima deportando schiavi, quindi colonizzando e poi, quando il colonialismo politico è cessato, attuando quello economico attraverso il controllo diretto delle ex colonie ad opera dei governi e delle multinazionali, continuandoli così a mantenere profondamente dipendenti e subordinati.
Il mondo capitalista usa prestiti come ricatti nel terzo mondo,ricavanto interessi milionari,per fa sì che i governi taglino ancora di più la spesa pubblica ed i servizi essenziali, tanto che le multinazionali possano pagare i lavoratori terzomondisti una frazione degli stipendi che dovrebbero pagare agli occidentali e costringendoli a lavorare in condizioni aberranti.
Ghandi diceva "la terra ha abbastanza risorse per le necessità di tutti, ma non per l'avidità di pochi."
Quello che, però, mi premeva sottolineare nel mio post è la totale mancanza di informazione circa il gravissimo problema del Darfur. Molti, come si evince dal link che ho apposto, non sanno neanche cosa sia e dove si trovi.

oscar ferrari ha detto...

anche se ci fosse, l'attenzione dei media non serve a un granchè, come non è servita nel caso del Ruanda

zefirina ha detto...

ci sono tante situazioni dimenticate in molte regioni africani, ricordarle, scriverne non fa mai male

Baol ha detto...

La razza umana spesso non è degna di questo aggettivo :(

Un abbraccio

Andrew ha detto...

hai ragione anna, la crisi economica è nulla di fronte a chi da anni lotta per la sopravvivenza. Che tristezza questa notizia. E i media non ne parlano...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Le mode.... siamo vittime delle mode.... se ne parla un po' poi i riflettori si spengono fino a quando torna l'emergenza. Ma l'emergenza torna perché il problema non é mai stato risolto.

Grazie per averne parlato, sei sempre molto attenta e sensibile alle realtà dimenticate e bistrattate.

Daniele

BC. Bruno Carioli ha detto...

L'ennesima prova che sono i media a fare i fatti e non i fatti ad essere raccontati dai media.