mercoledì 25 marzo 2009

Gran Torino

Che bello andare al cinema ed uscirne con la consapevolezza di aver aggiunto un'altra tessera al puzzle della nostra anima. "Gran Torino" è un film che nulla aggiunge, per persone come noi, ai grandi temi che sentiamo nostri. Ci parla di avvenimenti e sentimenti che conosciamo, ma lo fa con la durezza e la grazia delle cose di tutti i giorni. C'è un bel po' di roba dentro: la guerra,il razzismo,il pregiudizio,il bene ed il male, il perdono,il rapporto con Dio. E con se stessi. E il tutto giocato con dialoghi semplici, ma spietati, che toccano il cuore. E questo è quello a cui Eastwood ci ha abituati da tempo. Le sue sono grandi storie classiche raccontate in maniera classica. Dove il fulcro non sono i personaggi, o le scenografie, o le ambientazioni, ma la storia, la storia nuda e cruda. E qui la storia è di amore per la giustizia e di sacrificio in nome di essa. Ed è la storia di un eroe dei nostri giorni. Un film che non si dimentica.

11 commenti:

silvano ha detto...

Non vedo l'ora che me lo facciano al cineforum!!!!

Alberto ha detto...

Ne avete già parlato in tanti e io non l'ho ancora visto. Bisogna che mi dia una mossa.

Anna ha detto...

@Silvano,
io l'ho visto alla multisala :-(, ma appena passa al mio cinemino dove sono tesserata, me lo vado a rivedere.

@Alberto,
sì, ne vale la pena. Non è certo un capolavoro, ma è un ottimo film. Che fa pensare. Se solo lo guardassero in molti, ma quella gente lì, quelli che dovrebbero imparare dall'esperienza del vecchio Clint, al cinema vanno a vedere Vacanze di Natale, purtroppo.

silvio di giorgio ha detto...

ciao anna. sto aspettando questo film con la bava alla bocca...peccato che al cinema ci siano anche altre persone...

lupo42 ha detto...

Ciao MissKappa, per una strana coincidenza ho visto il film proprio ieri sera, sollecitato da mia figlia che è una vera cinefila. Concordo con te: si tratta di una pellicola che mette tanta carne al fuoco, come dici tu, con durezza e nello stesso tempo con umanità. Sono le storie a cui ci ha abituato il vecchio Clint, già da parecchi anni, raccontate sempre con modi asciutti e profondamente onesti. Se pensiamo al Clint Eastwood dei film di Sergio Leone, a quello che si diceva di lui, cioè che avesse due espressioni, una col cappello in testa e una senza, beh!... direi che ne ha fatta di strada, sia come attore che come regista. Oltretutto, cosa che molti non sanno, egli è anche un apprezzato musicista ! Ho amato in particolare due tra i più bei film da lui diretti, Bird (sulla vita di Charlie Parker) e Million Dollar Baby. Che dire ? Eastwood è diventato un grande del cinema mondiale e resterà nella storia.
Grazie per il tuo post. Lupo.

l'incarcerato ha detto...

Io questo film ancora non l'ho visto, ma sono rimansto sorpreso dai film diretti da lui. Io me lo ricordavo quando faceva l'attore, è tutta un'altra cosa!

Non so se hai visto il penultimo, molto bello. Dove racconta la storia di una mamma che cercava suo figlio, e si scontrava nell'illegalità e nella repressione nei confronti delle donne, stupendo!

La Mente Persa ha detto...

In questo film riprende le fila del di alcuni discorsi affrontati in Million Dollar Baby e in un'altra pellicola, qui finalmente, risponde con la responsabilità di fronte ai dilemmi della morte. Sembra dire, è ora che i padri di una certa cultura che ha disegnato un presente carico di indifferenza, a volte odio, si prendano le loro colpe e accettino di fare un gesto positivo per ritrovare la pace.
gio

Anna ha detto...

Anche io ricordo il Clint Eastwood dei western e dell'ispettore Callaghan, e lo detestavo.
L'ho riscoperto con Million Dollar Baby,Flags of Our Fathers, Changeling, il film a cui fa riferimento L'incarcerato. Sono d'accordo con La Mente Persa: questo film è l'evoluzione di un uomo, un attore, un regista che si pone delle domande. Lasciando a noi la porta aperta per le risposte.

desian ha detto...

ciao anna, è proprio vero un film che non si dimentica e io non credo dimenticherò mai l'assoluto silenzio, la sospensione del tempo nella sala buia, quando hanno cominciato a scorrere a titoli di coda alla fine del film: come se tutti noi spettatori fossimo stati pietrificati. E' durato qualche minuto: non si sentiva nemmeno respirare, una sensazione quasi "religiosa". E bravo anche quel signore che, un tempo, era solo l'ispettore Callaghan... e oggi è diventato così!

Andrew ha detto...

non l'ho ancora visto, ma tutti me ne parlano bene

Asteria ha detto...

E' magnifico...
da una che Clint non lo ha mai amato molto