lunedì 1 febbraio 2010

Il cemento dell'addio




Ho la nausea. Il giornale Il Centro in mano. Ed ho la nausea. Per varie ragioni. Perché mi sento presa in giro. Ebbene sì, anche io ci son caduta. Ve ne ho parlato. Piazza d'Armi che diviene luogo di culto ed accoglienza. La mensa per i poveri. Che bravi, mi son detta. Riaprono la mensa di Celestino che preparava cinquanta pasti caldi al giorno, per i nostri indigenti. Mi ero soffermata sul solito appalto fornito senza gara pubblica, ma non avevo colto la gravità della situazione. Quando si parla di poveri, chi può scagliare la prima pietra? Quando si parla di beneficienza, chi può opporre dei veti? Ma poi inizio a pensare. Perché mai Il Centro fa una raccolta di fondi per i terremotati aquilani e poi decide di destinarli alla chiesa? Lo sapevano coloro che hanno fatto le donazioni?Perché mai un'area destinata a verde pubblico, con un progetto, cavallo di battaglia del programma elettorale del sindaco Cialente, che la vedeva spazio sociale, passa di colpo a destinazione ecclesiastica? Come mai la Curia, che non ha visto espropriato uno solo dei suoi terreni, si appropria di ciò che il Comune ha acquistato per dare alla città un luogo di incontro per la popolazione? Tutto ciò assume connotati ancora più marcati, visto alla luce del post terremoto, quando la nostra comunità vede ridotti a zero gli spazi sociali e di aggregazione. Ma Bertolaso ha lasciato la firma, prima di andar via. Ai consiglieri comunali che bloccano il progetto, ai cittadini che rivendicano i propri diritti dice "La mensa dei poveri si fa a piazza d’Armi, punto e basta. In passato sono stato criticato per aver preso decisioni da solo con scarso senso democratico. Una volta tanto lo faccio veramente. Se è vero che per le prossime 72 ore sono ancora io al comando, posso assicurare che la mensa si farà secondo il proggetto previsto”. E la cementificazione inizia in tempi record.Nonostante il cantiere sia bloccato, la ditta Meraviglia inizia la gettata , e lo fa di notte, la notte del 28 gennaio. Cemento armato a quintali, le foto parlano da sole. Cinquemila metriquadri.Eppure la curia ne avrebbe di spazi per ospitare i sei fraticelli e la mensa. E di chiese in piedi ce ne sono. Ma Piazza d' Armi fa gola. Ormai è il fulcro di quel che rimane della nostra città.Il sindaco Cialente, senza vergogna alcuna, avalla. E priva i suoi cittadini di ciò che spetta loro di diritto. E lo stato italiano paga con il denaro dei contribuenti un'opera che non rientra nell'emergenza terremoto, se non per andare in barba ad ogni legge vigente. Un'opera che va a dare denaro a chi ne ha già tanto. Un bel regalo per la curia aquilana. E Bertolaso affida al giornalaccio in questione la sua lettera di addio agli Aquilani. E lì la mia nausea aumenta. Retorica a quintali, come il cemento. Sei colonne fitte di luoghi comuni e di sentimentalismo spicciolo. Ma un passaggio va riportato. Bertolaso ci ha seguiti con regolarità nelle nostre analisi. Ignorandoci. Chi detiene il potere assoluto può permettersi di asserire:"con regolarità abbiamo letto le critiche di chi ha visto nel nostro agire intenzioni di potere, una sorta di occupazione dell'Abruzzo, un prevaricare l'ordine democraticamente stabilito, oppure una ragione di vantaggio e di visibilità politica e di parte, tirata in lungo perché redditizia in termini di consenso, oppure ancora l'intenzione di non mollare le redini ed i vantaggi di una grande operazione economica. Chi ha seguito le vicende aquilane.....sa che non ho reagito, non ho perso mai tempo a star dietro a questo rituale mediatico dello scontro a tutti i costi. Siamo riusciti a L'Aquila nell'obbiettivo di realizzare un solido consenso bipartisan sulla necessità di fare presto e bene ciò che serviva alla popolazione per raggiungere almeno il punto in cui poter tirare il fiato, con i bisogni essenziali soddisfatti...." E qui dovrei riportare di nuovo i dati, quelli che parlano della metà della popolazione che si è organizzata da sola e dei quindicimila ancora negli alberghi e dei pochi, ribadisco pochi, che hanno trovato alloggio nelle c.a.s.e. Intanto la popolazione va avanti spaesata ed inebetita. E succube. Senza guida, senza punti di riferimento. In coda nel traffico caotico, nelle case dormitorio tutte uguali, negli alloggi di fortuna. La patata bollente passa a Chiodi e Cialente. Bertolaso ha pensato alla costruzione per pochi, i dolori della ricostruzione saranno di personaggi politici di poco spessore. Non si sa se coinvolgeranno la popolazione sopita. Non si sa se coinvolgeranno quella attiva. E si son persi dieci mesi. Che qualcuno ce la mandi buona.

14 commenti:

marcoboh ha detto...

proprio alla chiesa perché è il principale sponsor di berlusconi, e va ripagata.

Anonimo ha detto...

va be dai

Anonimo ha detto...

Giusto per rimanere in tema "occupazione del territorio".
Abito in provincia di Napoli e da qualche tempo su di un canale locale gira uno spot che ho trovato inquietante.

Due uomini viaggiano in macchina. Uno dice che ha comprato una bella villetta in Abruzzo, dove andare con la famiglia durante le vacanze.
L'amico allora chiede come fare ad averne una.
L'altro, con tono rassicurante, risponde che basta chiamare il numero... "ma non preoccuparti ce ne sono molte e NE COSTRUIRANNO ALTRE".

Leggendo da tempo questo blog, ricordo un post dove si faceva riferimento a quante persone con accento napoletano si trovassero in giro dopo il terremoto. Io ho fatto due più due, chissà se anche i miei "paisani".

Buona fortuna per tutto, perché ce ne vuole quando ogni sforzo personale si scontra con gli scogli aguzzi di un governo incostituzionale e assolutista.

Marco P.

myheart ha detto...

non dimenticare cara Anna che Bertolaso è nipote di mons. Ruini. Non dimenticare la umida lettera scritta dal VOSTRO vescovo a Beato Berlusconi (e declamata da costui a porta a porta)
Non dimenticare che il Centro si è sempre venduto al potente di turno (caratteristica questa tipica della gente d'abruzzo).
Quello che VOI aquilani avete permesso succedesse sulla vostra stessa pelle dal giorno del terremoto in poi rimarrà come un marchio infamante indelebile sulla vostra stessa pelle. VESPA l'aquilano, MOLINARI lo scoppitese, e poi CIALENTE e la PEZZOPANE non sono eccezioni, sono l'espressione vera della vostra aquilanità, fatta di cinismo, arroganza, finzione, vigliaccheria, sempre forti con i deboli e deboli con i forti, sempre pronti a salire, come si dice, sul carro del potente di passaggio (tranne poi essere presi nel didietro dallo stesso), sempre pronti a cercare le soluzioni personali, i sotterfugi, spregiando i diritti degli altri. A voi aquilani piace essere menati, basta che a farlo sia il potente, il ricco, il "famoso". Questa vostra caratteristica, che io ho sempre notato (e criticato), speravo venisse meno dopo il terremoto, convinto che non tutto il male viene per nuocere. Invece... si è rafforzata, da quel (poco) che vedo. (e per favore evitiamo la frase "non facciamo di tutta l'erba un fascio" chè tanto si sa che il fascio è fatto di tanti tipi di erba)
Cara Anna, io ho paura che tra un pochino saremo costretti a rimpiangere Bertolaso.

ps
perchè qualche volta non parli di quegli aquilani che il giorno dopo il terremoto alzarono i prezzi dei prodotti alle stelle, tipo acqua e benzina, o di quelli che ora affittano stanze e terreni a cifre sprtopositate, e notizie di questo tipo che sicuramente avrai sentito?!

un saluto
Giuseppe

Anna ha detto...

Caro Giuseppe,
ne ho parlato e come dello sciacallaggio degli Aquilani.Sulla mia stessa pelle.Sciacallaggio che continua imperterrito. Torna indietro e lo vedrai. Ma io, mi spiace per te che la pensi diversamente, dico che gli Aquilani altro non sono che Italiani.E il flusso è quello che domina la nostra nazione. E le generalizzazioni mi disgustano. Il tuo discorso è simile a quello di coloro che dicono che i negri puzzano e che i siciliani son tutti mafiosi. Qui c'è gente per bene e gente meno per bene.Come dappertutto. Schiavi e persone libere e responsabili. C'è da dire che la schiacciante dominazione della Protezione Civile ha contribuito a sopire gli animi già sopiti. E a neutralizzare il dissenso. Non so di dove tu sia, non so se hai subito il terremoto. Quando arriva una disgrazia del genere, tutto può accadere: si può migliorare, si può peggiorare. Qui la presidenza del consiglio ha ottenuto ciò che voleva. Non so cosa sarebbe accaduto altrove.

P.S. dubito che Bertolaso possa, da me, essere rimpianto. Quando si è andati oltre il fondo, e si è scavato e scavato, si può, alla peggio, restare sul fondo.

Federico D'Orazio ha detto...

Come bene sai, cara Anna, non faccio salvo nessuno, e so che anche tu sei della stessa opinione.
Non salvo gli aquilani ladri, che misero ad 80€ al Kg la carne il 7 Aprile, quelli che fanno aste per i posti letto nelle loro dimore risparmiate dal terremoto, quelli che siedono al consiglio comunale, e che(nella migliore delle ipotesi) si sono limitati ad astenersi in una votazione così importante, spianando di fatto la strada alla costruzione di San Bernardino2 con tutti gli annessi e connessi. E che non c'hanno nemmeno fatto sapere per tempo cosa stava per consumarsi alle nostre spalle.
Non faccio salvo chi resta in silenzio e non si è ancora deciso a smuovere il culo contro tutto questo schifo, e cerca, miseramente, di condurre la sua vita come se niente ci stesse accadendo intorno.Non faccio salvo nessuno, e sopratutto il vescovo che, pur non stupendomi di queste sue azioni, è parte di un meccanismo mistificatorio per sua natura, che sfrutta il buon nome di una mensa per poveri allo scopo di farne profitto sulle nostre spalle. E che cosa dovrebbero fare di più, per far sollevare un'ondata di sdegno da parte(almeno di quelli) di chi con loro non ha nulla a che spartirsi?
Non faccio salvo nemmeno me, che fino a questo sfracello del terremoto, per la mia città, non ho fatto nulla...ma almeno quella sveglia, il 6 Aprile, l'ho sentita bene, e non me ne dimenticherò più.
mai più mi concederò un sonno beato.Mai più dimenticherò l'importanza che anche uno solo, può avere per reclutare nel mondo dei vigili altri, e altri ancora.
Non faccio salvo Berlusconi e Bertolaso, che lavorano alacremente con soldi non loro dispensandoli a destra e a manca per fini di lucro politico ed ecclesiastico, sfruttando gli imbelli che sono tra noi, e rispetto a noi, sono la maggioranza e per di più, silenziosa.
Il silenzio altrove uccide, qui a L'Aquila, uccide la speranza che si possa essere,noi tutti, cittadini semplicemente coscienti e consapevoli. Osservatori attenti, ma anche quando ce n'è il bisogno, attori di una dirompente protesta.
Che se fossimo tanti, qualcosa cambierebbe.
C'è un seme, più di uno, oggi a L'Aquila: è la consapevolezza.
Ma per attecchire, ha bisogno di predisposizione mentale. E per cominciare, di menti.

Anna ha detto...

Caro Federico,
il problema non è solo qui a L'Aquila. Il problema è nazionale.
Ci si richiude in se stessi e si pensa a condurre al meglio la propria esistenza, anche a scapito del bene comune. Oppure si parla e si riparla, si critica, ma poco o nulla si fa. Ci si scandalizza, oppure si dice "è così, cosa ci vuoi fare?" E tutto finisce lì.
Qui da noi il problema diventa macroscopico, poiché si vive sulla propria pelle l'immane disagio, procurato dal tragico evento e dalla successiva gestione. Verrebbe da pensare che oggigiorno può accadere tutto: gli Italiani lo assorbirebbero. Inebetiti davanti alla TV e con il nuovo cellulare in tasca. Ma noi, mio giovane amico, NOI non dobbiamo perdere la speranza. Dici bene: c'è un seme, anche più di uno. Qualche volto nuovo si avvicina, l'albergatore che abbiamo visto ieri è un esempio. Tutto sta a continuare, perseverare, andare dritti per la nostra strada. Sono dell'idea che, quando si semina bene, per forza di cose, prima o poi, si raccoglie. Anche se siamo lasciati soli, ignorati dalla politica e dai politicanti che, almeno quelli che dicono di essere vicini al popolo, dovrebbero supportarci. Andiamo avanti, per ciò che è nelle nostre possibilità. Il tempo ci darà ragione.
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

oh! ma insomma! yes ok è tutto vero, aquilani che si mangiano aquilani...
è semplicemente umano, sopratutto quando poi è cosa voluta, tieni la gente in lager per mesi e ne gestisci pure le defecazioni... è ovvio che si impazzisce...
è umano,
in ogni caso se ci doveva essere una protezione "CIVILE" invece di stare a co-ordinaci le cose come bambini immaturi etc etc etc, visto che era prevedibile e visto che poteri di libero arbitrio erano esercitati...
si poteva pensare ad imporre "un equo canone" un equo tutto....insomma.. e instaurare una zona franca.
siamo nelle mani del partito di UNA n(1) libertà.
Oramai è pacifico che la loro propaganda inconscia consiste nell'appropriarsi di tutto, nomi, valori, ideali, slanci, colori, inni, inni di tifo calcistico, ma quando verrà il momento di riprenderci quello che ci apparteneva, a tutti, tutti gli italiani (purchè tifosi....ci siamo capiti, penso)
e quindi ci si ritrova e gli adepti aumentano
pecore E avvoltoi, in una LIBERTA' ch'è solo quella DI poter fare SPECULAZIONE, in maniera più totale.

Siamo tutti uguali!!!!
sopratutto dopo circa vent'anni di sapiente progetto distruttivo del buon senso e inneggiamento alla legge del più forte... (nessun partito politico escluso). E che coglioni italiani votarono per vedere smembrato il montaggio filmico dalla pubblicità nella narrazione emotiva di una "storia" che in ogni caso pian pianino è scomparsa, viva le tette e i culi stereotipati! erano tanto carine le "imperfezioncine"! (è carne non plastica) accettando supinamente da più parti l'idea della ineluttabilità di quello che altri non è che il processo di selezione della razza,
la filosofia non è evoluzione.... si perde tempo nella produzione e nel consumo, e quindi non c'è da meravigliarsi di niente.
..e il cuore di Italia da Palermo ad Aosta si è svuotato dal coro di vibrante PROTESTA!!

bene, spostiamo l'attenzione e facciamo facile pragmatismo...


quando c'erano le scossette di avvertimento "ma che dice frateto ju geologo?"
"che dice?"
"e! che dice 'nsomma"
"dice che la facesse na bella botta almeno se lavora"
"Minkia!" e ci rattammo le palle.



Berea Dor

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

In effetti é l'ennesimo sfregio agli Aquilani. E' l'ennesima ingiustizia che subite. E' l'ennesima vergogna che tutti noi ingoiamo.

Ti abbraccio con tutto l'affetto che ho
Daniele

Anonimo ha detto...

1) piazza d'armi è enorme
2) pensavo fosse "intoccabile"
quindi cemento a iosa pure li... ??? per una mensa?? gli sarà avanzato un C.A.S.E. evidentemente

ma....
un raddoppio di Viale Corrado IV.. a questo punto.... perso pè perso...
mica era male?
e smettevamo di fare la circumnavigazione delle varie caserme...


B.D'

Matteo ha detto...

Ho sempre sostenuto che i clericali sono 'magna pane a tradimento' come si dice qui. E pure Cialente e il ministro del nulla Bertolaso, non sono molto meglio

GM C ha detto...

ogni volta che ti leggo si materializza sotto i miei occhi l'idea che ho di questo bel Paese in cui viviamo... poi ripenso a quel camionista che ha chiamato la sua ditta per dire che non poteva andare a fare la consegna in quanto a L'Aquila c'era bisogno anche di lui (purtroppo dissero che l'avrebbero licenziato), lasciò e venne da voi come tanta altra gente, allora mi dico: "ok, ancora ce la possiamo fare! Esiste ancora qualcosa per cui lottare!".
A presto

GM C

P.s: se non è cosa sgradita, vorrei linkarti da me, fammi sapere (ho letto cosa hai scritto in proposito)

Livio Cotrozzi ha detto...

Livio Cotrozzi

indubbiamente a Bertolaso bisognerebbe dare un calcio in culo non un ministero, e chi di 'ministero' s'intende bisognerebbe dare bertolaso sulla testa

Anonimo ha detto...

gregolevante.
personalemte non credo che la 'curia'da grande affarista si sia intromessa nell'affare 'piazza d;armi di l'Aquila, ma se intervenisse direttamente a spiegare come realmente sono andate le cose,sui media e sulla stampa, fra tante incognite, sarebbe tanto di guadagnato!!