venerdì 23 gennaio 2009

Ah, la provincia!

Sant'Agnese, vergine e martire, visse a Roma ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano. La leggenda narra che, giovinetta, fosse assiduamente corteggiata da un prefetto romano, che ella rifiutò, dichiarandosi devota sposa di Dio. Il giovane s'ammalò d'amore ed il di lui padre convocò la fanciulla nell'intento di convincerla a capitolare. Al rifiuto della virtuosa,dapprima la espose al pubblico ludibrio, trascinandola nuda per le strade capitoline, ma un angelo fece in modo che i suoi capelli crescessero a dismisura, tanto da occultarne le grazie,e poi la gettò in un postribolo, dove il medesimo angelo la nascose alla vista dei visitatori. Il giovane innamorato, riavutosi, si recò nel lupanare deciso a possederla,ma l'onnipresente angelo lo colpì a morte. A quel punto, Agnese fu condotta al rogo per essere bruciata come strega, ma le fiamme la lasciarono indenne , colpendo i suoi persecutori. Infine fu decapitata. Tout court. Da allora è santa protettrice delle prostitute. Ed a L'Aquila erano proprio le monache di Sant'Agnese a raccogliere le donne di strada, chiamate in città, da sempre, "serve". E' ovvio che le signore in questione conoscessero i famosi segreti di bordello ed è altrettanto ovvio che spesso li divulgavano. Infatti, qui in città, ancora oggi si dice "sci 'na serva", sempre al femminile, anche se ci si rivolge ad un uomo, per indicare una malalingua. Il 21 gennaio, giorno della santa, a L'Aquila si festeggia in maniera assolutamente pagana la giornata della maldicenza. Città di provincia, qui l'arte viene praticata indefessamente in tutti gli ambienti. Io non la pratico, davvero, ne sono vittima, come tutti, forse anche di più,ma riesco a restarne immune, facendomela scivolare addosso. A tratti divertendomi anche ad alimentarla. E più si è conosciuti, più si viene bersagliati. E quella che era nata, qualche secolo fa, come una celebrazione popolare e popolana, nelle cantine frequentate da donne disinvolte e uomini dediti all'alcol, da più di quarant' anni è diventata celebrazione di élite.
Si son formate numerose congreghe di professionsti ed ognuno celebra la sua Sant'Agnese, sparlando di tutto e tutti, e conferendo cariche molto ambite. Inutile aggiungere che il nostro concittadino Bruno Vespa è spesso ospite d'onore in quella dei giornalisti. Ma abbiamo avuto anche Cossiga ed Andreotti, mica si scherza. Concludo elencandovi le cariche assegnate, oltre alla presidenza , la vice presidenza e la tesoreria.
La mamma de ji cazzi deji atri (colui che non può fare a meno di praticare l'arte della maldicenza)
La lavannara ( colui che sa stendere bene i panni altrui, non i suoi)
Ju capisciò ( colui che presume di sapere tutto, più degli altri)
'Occa aperta ( colui che parla senza riflettere)
Ju zellusu ( colui che deve in qualsiasi modo controbattere su qualsiasi argomento )
La lima sorda (colui che maggiormente si e' distinto nel saper tacere ,ma allo stesso tempo fa e disfa')
Ju recchie fredde ( colui che proprio non vuol sentire o fa finta di non sentirci)
Lengua zozza (colui che deve essere, in assoluto, il più temuto)
Ju mmistichinu (colui che ha l'indole del manipolatore)
Mi pare che l'elenco sia esaustivo delle varie sfaccettature che la nobile arte include.
Ah, inutile dire che si mangia la lingua di bue in umido.

17 commenti:

zefirina ha detto...

inquietante però....

mi ca me lo ricordavo che sant'agnese è la protettrice delle diversamente per bene....

la signora in rosso ha detto...

da sperare che arrivi presto il 22 gennaio.... Nella serenissima repubblica di Venezia, in un certo periodo (c'erano tanti omosessuali) le prostitute erano trattate con riguardo..............

Anna ha detto...

@Signora in rosso,
la nobile arte, qui, si pratica 365 giorni all'anno. Ma, come ripeto, se si è intelligenti e dotati di un minimo di ironia, si sopravvive bene. Ci si diverte anche :-)

@Zefi,
mica puoi tenere sotto controllo tutti i protettori :-))

Saretta ha detto...

ma che bello! a me pıaccıono un casıno ste cose!!!!mı dıvertıreı comee... come... come una bımba!

Anna ha detto...

@Sara,
tu eri da me, ed io da te....
Baci baci....

Gatta bastarda ha detto...

zefirina... le diversamente per bene... mi hai fatto morire dal ridere....

BC. Bruno Carioli ha detto...

Siii, siii...diversamente per bene mi piacce un sacco.

Silvia ha detto...

Oh! Non sapevo esistesse addirittura una giornata per festeggiare la maldicenza...

L'importante è farsele scivolare addosso le malelingue e prendere quest'"arte" con ironia, proprio come fai tu in questo post :)

Buon fine settimana Anna...Troppo forte!

marus ha detto...

Interessantissimo come sempre!
da Nobile arte ad Arte dei nobili, o meglio dei Notabili!
Ah la provincia...e pensare che sta sulle scatole a tutti e le vogliono abolire. Dovremmo farne fruttare il patrimonio: custodi di dialetti e sprattutto....di lingue!

Agave ha detto...

Si, prese con ironia certe "tradizioni" fanno anche divertire. Che l'arte delle maldicenze sia passata alle élite di ricchi professionisti e politici, cosa dire? Li rappresenta per quello che sono. Comunque Vespa racchiude in sè un pò tutte le categorie è incredibile! Chissà se Sant'Agnese protegge anche lui!
Evelin

silvano ha detto...

Tutto sommato sono contento di abitare in una città più grande, dove la nobile arte del pettegolezzo è meno diffusa. Ci sono anche delle controindicazioni in una città più grande: io ad esempio abito in un appartamento di un condominio abbastanza grande da 15 anni e non so il nome di battesimo di quelli che stanno sul mio stesso pianerottolo; so i loro cognomi, perchè li leggo sui campanelli.
ciao, silvano.

donnigio ha detto...

brrrrrrrr!!!
Sono combattuto, tra il perdermi nella metropoli e l'essere riconosciuto...e spesso giudicato.
Annaaaaaaaaaaaaaaa... è arrivata la "busta". Grazie!!! Poi, quando puoi, voglio le tue impressioni. Intanto, un bacio ;-)

Anonimo ha detto...

Credo che il piatto principale di tale ricorrenza sia "rigatoni con salsiccia"...

dario ha detto...

'Azz, sembra una figata!
Peccato si sia trasformata in una cosa elitaria come dici te, perche' a me 'ste cose di tradizione popolare mi fanno impazzire.

Anna ha detto...

@Anonimo,
se sei aquilano, sei poco attento alle tradizioni. Il piatto che indichi, rigatoni e salsicce, è quello tipico del giorno di san Martino, giorno in cui si assaggia il vino nuovo e si festeggiano gli uomini traditi dalle mogli. I cornuti, per dirla in maniera colorita......

Artemisia ha detto...

Sono come Silvano: preferisco limitarmi alla lingua di bue che mi piace un casino.
Ma voi avete un piatto per ogni occasione?

Anonimo ha detto...

ehmmm ha ragione Miss chiedo venia e mi prostro umilmente ai sui piedi. A dire il vero tra tette rifatte e non (vedasi l'altro post), lingue lunghe e cornuti/e debbo aver commesso qualche errore anacronistico