mercoledì 14 gennaio 2009

Spot ateo

La foto adattata è di Pietro Pellescura, quel geniaccio, la notizia è arcinota: dopo l'Inghilterra, gli USA e la Spagna, pare che anche a Genova partiranno i bus con la pubblicità atea. "Perché credere in Dio? Sii buono per amore della bontà" recitano gli atei statunitensi."Probabilmente Dio non esiste, goditi la vita" è quello che dicono Spagnoli ed Inglesi. "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno" dovrebbe essere la pubblicità italiana promossa dallo Uaar. La dicitura americana mi sembra la più consona, ed anche la più efficace e vera. Ma voglio parlarvi del mio sentire al riguardo. Sono e mi proclamo atea, lo son diventata, ché per cultura ed educazione,ovvio, sono cattolicissima. Ritengo sacrosanto il diritto di esprimere le proprie opinioni e anche di promuovere una pubblicità provocatoria. Il vaticano ci bersaglia senza lasciarci respiro, con messaggi chiari ed altri occulti per tenerci sotto controllo, dominarci, indirizzarci; ci fa vivere di sensi di colpa e ci giudica. Ed approfitta della buona fede. Mi piacerebbe andare in chiesa e infilarmi nelle omelie con domande ben precise, commettere ingerenza anche io. Chiedere come mai i preti pedofili non vengono cacciati ,perchè si difende tanto la vita e poi non si scomunicano i costruttori di armi, perché, pur sostenendo il comandamento di non uccidere, la chiesa mandava a morte i suoi oppositori. E via via tante altre domande. Credo che andrebbero aboliti il concordato e l'otto per mille. E sono nauseata dalla nostra democrazia da sempre ferita dalle alleanze del vaticano con i poteri forti e di destra. Ma, c'è un ma, seppur atea e convinta, l'immaginare i bus con quelle scritte mi fa tremare i polsi. Perchè penso che far vacillare la fede di chi crede in Dio, perchè qui di Dio stiamo parlando, sia sconsiderato. Attacchiamo il vaticano, ma lasciamo stare ciò che tocca gli animi e le coscienze. Ognuno elabora e vive la propria fede come crede, e non è giusto sentenziare in maniera lapidaria. Rivendico il mio diritto ad essere atea, così come rivendico quello dei credenti ad essere tali. Concludo con le parole di don Andrea Gallo, prete di strada :"Dio esiste, ma non sei tu. Ed allora rilassati e cerchiamolo fra gli ultimi" .
Perchè ognuno cerca il suo Dio dove vuole.

40 commenti:

clochard ha detto...

Passo e ti trovo sempre vera e combattiva.
Io attendo la primavera,quando la temperatura sarà mite.
Cara Anna, appena mi siscioglie la mente ti scriverò un paginone.promesso

NADIA ha detto...

Hola Anna, rivendico anch'io il mio diritto di essere atea, ma anche ad essere rispettata per questo mio modo di essee, come io rispetto chi crede in Dio o Allah o Budda, non sopporto di essere guardata come se una "senza Dio" come vengo definita, non abbia ideali o rispetto.
Credo fermamente nella libertà di ogni essere di dire fare pensare in chi vuole sempre e comunque nell'assoluto rispetto di essere umano!!!
Non credo nella chiesa in quello che ha dimostrato nei secoli e soprattutto in quello che sta dimostrando in questo periodo, dove ci sarebbe bisogno di una presa di posizione.
Hasta siempre!!!

Nemo ha detto...

Anna, sono d'accordo con quello che dici.

Cesco ha detto...

In parte mi sento di condividere il tuo pensiero, ma sono convinto che chi ha fede non abbia, credo, un condizionamento da questi messaggi, bensì li utilizzano per denigrare chi lo diffonde. Tuttavia, come dici tu, ognuno è libero di professare la propria religione, e per la legge italiana tutela anche la diversità religiosa, ma a noi atei chi ci tutela? Perchè non possiamo professare anche noi il nostro non-credo? io mi sono sempre definito un ateo "praticante", perchè non ho mai avuto remore ad esprimere il mio pensiero laico anche con chi ha scelto di fare il voto di castità e diventare prete, e te lo dice uno che ha ben due fratelli che hanno scelto quella strada. Io rispetto qualunque credo, e in minor misura, entro certi limiti, ache il satanismo, ma mi sento in diritto di diffondere anche il io, di verbo, e mi sento libero di dire ad alta voce che dio non esiste, quanto un prete che dice il contrario. I nostri messaggi sono rivolti verso persone diverse, ma hanno lo stesso oiettivo, fermo restando che anch'io sono convinto che ognuno debba vivere la sua spiritualità in maniera individuale e intima.

Per le tue considerazioni (preti pedofili eccetera) sono solo in apparenzadelle contraddizioni all'interno della chiesa, ma bisogna capira fino in fondo quale sia il pensiero puro cristiano, e ti assicuro che non ci sono contraddizioni, semplicemente fa schifo ed è una stronzata il filo logico che seguono, ma fa parte in tutto e per tutto dei dettami ecclesiastici, e me ne sono accorto per la prima volta quando mi sono trovato a discutere di divorzio con un prete, diversi anni fa.

Arnicamontana ha detto...

non credo che la fede di chi crede in dio vacilli per una scritta sugli autobus...per il resto concordo pienamente con te e mi piace molto la frase di don Gallo

Lello ha detto...

...ecco perché credo che come spot, quello inglese (Probabilmente Dio non esiste, goditi la vita) e non l'altro (piccolo errore) lo trovo piú equilibrato. Quel 'probabilmente' secondo me cambia tutto. Per il resto credo che anche noi atei abbiamo il diritto di farci un po' di pubblicitá!

Anna ha detto...

@Lello, hai ragione, ho provveduto a rettificare....

Saretta ha detto...

ıo credo che sı, non abbıano usato le parole pıu consone ma che e una pubblıcıta.
pubblıcıta come quella del sapone dı marsıglıa o chıssacos altro e come tale ha ıl sacrosanto dırıtto dı apparıre. poı e chıaro che non rısolvera nulla... verra attaccata, soprattutto a genova con un cardınale come quello, ma e una provocazıone, una freccıatına che magarı fara pensare qualcuno, spero.
almeno le pubblıcıta a quello servono, bombardamentı psıcologıcı.
magarı qualcuno cı pensera una volta ın pıu.
ı credentı hanno tuttı ı dırıttı dı essere talı ma, credo, che ın un paese come l ıtalıa ıl pensare una volta dı pıu a rıguardo non faccıa maı male.

con ıl "probabılmente" ınglese e spagnolo era molto meglıo, ammetto.
ma non chıedono nulla, e non obblıgano nessuno a fare o non fare qualcosa.

ıo non cı trovo nulla dı sbaglıato. (scusa la lunghezza)

Saretta ha detto...

l ho rıoletto solo dopo la pubblıcazıone... scrıvo proprıo da canı... scusa.

il viandante ha detto...

Dio è un'esperienza. Non un'equazione, nè un sillogismo.
O lo incontri o di nulla parli se non del vuoto!

sileno ha detto...

Rispetto i credenti e chiedo rispetto come non credente.
La pubblicità sugli autobus di Genova la considero eccessiva,come l'ostentazione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici.
I credenti hanno il diritto di seguire le loro regole, ma non quello di imporle agli altri.
Sileno

loris ha detto...

...credo che sarebbe il caso di parlare di "integralismo ateo", in quanto cerca di condizionare aspetti intimi della sfera personale collettivizzandolo esattamente come fa la religione.
Considerando che sono genovese e che sono pure il promotore insieme ad altri dell'iniziativa del gemellaggio di Genova a fini umanitari con Gaza, credo che i vociferati 11.000 euro della campagna pubblicitaria dell'UAAR avrebbero potuto essere impiegati diversamente. Forse non serve un pulman per far capire che a Gaza un Dio non c'è o è fortemente distratto...... E purtroppo non solo li.

l'incarcerato ha detto...

Anche io penso come Loris che quei soldi potevano essere usati diversamente, ma alla fine queste scritte non mi fanno tremare i polsi come te nonostante io non mi dichiari ateo, nel senso che sono per lo più agnostico e che comunque non credo che siamo fatti di materia e basta. Ma fermiamoci qui, parlare di spiritualità non è il caso. ;)

Di scritte religiose a pagamento ne vediamo agli osa, "Dio c'è"su tutti i muri. Adesso perchè tutto questo scandalo e indignazione se qualcuno scrive il contrario? Ma siamo liberi di esprimere dei pensieri e magari propagandarli oppure no?

Oppure siamo uno stato clericale e non serve nemmeno nasconderlo?

intrigantipassioni ha detto...

… vivo una condizione particolare… cresciuta tra mamma cattolica e papa’ ateo… ho deciso di seguire una filosofia (quella buddhista, come sai) che mi fa sentire meglio… basandosi sulla forza e la volonta’ dell’uomo…
… non ho mai criticato nessun’altra idea che si contrappone alla mia… ma ho mosso pesantissime critiche al business che ruota attorno alla macchina mangiasoldi vaticana e al sangue che circola in mezzo all’estremismo islamico… ognuno vive la sua spiritualita’ come vuole, appendendo la propria fede dove desidera… e questo lo si deve poter fare senza essere additati…
… io penso che in un periodo come questo, dove c’e’ una discesa spaventosa e un aumento di poverta’ assoluto, sia stupido oltre che ingiusto frammentare e mettere in bilico il credo di tanti… la gente ha bisogno di credere… di sperare… adesso piu’ di prima… e nessuno ha il diritto di farla vacillare….
… spendessero i soldi di quelle pubblicita’ per qualcosa di veramente utile…. !!!!

dario ha detto...

Mah, io sono totalmente d'accordo con te.
Il problema non e' tanto che con quella scritta si limiti la liberta' dei credenti di credere, ma che si rende pubblica una scelta che di per se dovrebbe essere intima. Cioe', se non si vuole convincere nessuno, perche' mai bisognerebbe fare pubblicita'? Una roba come quella li' sugli autobus ha lo stesso valore del crocifisso nelle aule delle scuole. Personalmente non mi sento offeso dal crocifisso, ma trovo estremamente ingiusto lo scopo per cui e' appeso al muro.

La formula americana e' secondo me proprio americana. Alla domanda "perche' credere in Dio?" credo che l'unica risposta possibile sia "perche' Dio esiste", se uno ci crede, indipendentemente dall'amore per la bonta' di ciascheduno. Ecco, secondo me il problema di Dio, da un punto di vista ontologico, non ha niente a che fare con il nostro bisogno di credergli.
Mi piace poco anche la formula italiana, perche' non lascia aperto il dubbio sulla risposta ad una domanda fondata proprio sull'impossibilita' di risolvere quel dubbio. Una sentenza del genere induce gli atei a dire che si tratta di una verita' e i credenti alla convinzione che si tratti di una falsita', e quindi non induce a ragionarci sopra. E anche questo mi pare molto italiano.
Ahah.. anche la formula spagnola/inglese mi pare specchio della societa': molto inglese nella prima parte e molto spagnola nella seconda. Ecco, questa e' la formula che mi piace di piu', e l'unica che mi piacerebbe vedere scritta sugli autobus.

;-) ammettilo che le mie logorree sono sempre interessantissime!

Anna ha detto...

@Dario,
ammetto che negli ultimi tempi la tua mancanza dal mio blog si era avvertita tangibilmente :)
Il tuo disquisire è sempre interessante e per me condivisibile. La logorrea c'è, è innegabile, ma è a buon fine.

Una cosa che non posso non rimarcare in me è quanto l'educazione di stampo cattolico abbia influenzato la mia vita.Per me è sacro il principio secondo il quale non va fatto ad altri ciò che non vogliamo sia fatto a noi stessi. Trovo insopportabili le esternazioni vaticane e i dogmi che pretendono di imporci. Sono stata a messa, ultimamente, ed ho scoperto che durante la celebrazione si citano le parole delle Ratzy, come se fossero vangelo. Son rimasta allibita. Tornando alla pubblicità, non mi sembra giusto sentenziare che Dio non esiste, anche se per me è innegabile.E non mi sembra giusto neanche porlo in dubbio. Credo che ogni essere umano abbia il bisogno di credere in qualcosa per dare senso alla propria vita. E sono sempre stata convinta che la mia idea di comunismo andasse ad assolvere questo compito. Se io vedessi scritto su un autobus, il comunismo è una cazzata, pentiti e non goderti la vita e vai a batterti il petto in chiesa, mi sentirei fortemente contrariata.

Fra ha detto...

Sicuramente è uno slogan che rimane, un modo come un altro per pubblicizzare l'associazione. Non credo sia una frase che possa minare la fervida fedi in chi c'è l'ha.
Cmq un bacione post festività e di buon 2009

cristina ha detto...

Ognuno è libero di pensarla come vuole ed io la penso come te Anna, troppe volte la chiesa si è nascosta e si nasconde per cercare di coprire le proprie malefatte, della serie predico bene e razzolo male! Per quel che riguarda i credenti facciano quel che vogliono ma dovrebbero essere più coerenti con la fede che professano in Dio, la bontà d'animo e l'amore per il prossimo che spesso non concordano con le parole del Vangelo e i loro fatti! Un bacio

ilpiccoloLord ha detto...

come darti torto! spero di poter ascoltare qualche opinione "tra le strade", ma temo di sentire ancora il silenzio assordante che ci caratterizza...

un abbraccio,
ilpiccoloLord (della serie "a volte ritornano")

Michael Grimaldi ha detto...

Io non credo che sia una pubblicità a far cambiare idea a chi ha fede. Ma credo che queste pubblicità possano servire a rompere un tabù, quello dell'innominabilità di certi argomenti. Paradossalmente può servire a discutere di religione con minori preconcetti reciproci.

Mammamsterdam ha detto...

Ci dev'essere qualcosa che non va, se leggo che tanti atei e laici provano fastidio per questa pubblicità.

Io la trovo buffa, e non credo che abbia lo scopo di convincere chi ha fede a diventare ateo, non è una propaganda politica. È piuttosto un modo di dire: guardate che ci siamo anche noi, non ci sono solo le ingerenze del vaticano nella politica italiana, e visto che questo stato straniero ha fin troppi rappresentanti nel notro parlamento e noi nessuno, siamo arrivati a questo.

Da questo punto la trovo una protesta persino civile, rispetto ad altre.

Che poi non sia un'espressione delle più felici, ecco, lo dimostrano le reazioni.

In fondo a noi, credo, basta uno stato genuinamente laico e una Chiesa che si dedichi ai propri fedeli, non a cambiare la vita di cittadini che magari la pensano diversamente.

dario ha detto...

Mammamsterdam, ecco, io credo che la prima ragione per cui questo spot non mi piace e' che dimostra che per dire "guardate che ci siamo anche noi" sia necessario pagare una pubblicita' del genere.
E, a ruota, la seconda ragione e' che il problema dell'esistenza di dio non ha niente a che fare con il problema dell'ingerenza del vaticano nella politica italiana. Ci sono dei cattolici convinti che sono tra le persone migliori che conosca. Se lo scopo fosse dire che gli atei sono migliori dei credenti, quella pubblicita' sarebbe offensiva nei loro confronti.

Anna ha detto...

@Dario,
stamani hai il dono della sintesi :-)
Serve dire che sono ancora una volta sono d'accordo con te ?

oscar ferrari ha detto...

prima o poi se Dio c'è o no lo sapremo tutti. Non vedo il senso di dannarsi tanto per farsi togliere il gusto della sorpresa

enzorasi ha detto...

Anna parto da una tua frase:" voglio parlarvi del mio sentire al riguardo": ecco qui non è tanto una questione di teologia laica o religiosa e nemmeno di posizioni politiche, l'niziativa della Uarr attiene al sentire diffuso. Io da credente in difficoltà cronica ritengo che gli autobus con quelle scritte siano una provocazione sciocca, volgare, arrogante e sopratutto CONTROPRODUCENTE. Porterà nuova linfa al mulino vaticano, non aiuterà la diffusione del rispetto verso le opinioni diverse e renderà questa società, già devastata dal contingente, più cinica e cattiva. Non credo che le menti nobili e pensanti dei veri atei desiderino questo. Tu di certo non lo auspichi ed io ti sento vicina.

dario ha detto...

@Anna,
Ho deciso di cambiare registro. Speriamo che duri!

clochard ha detto...

Ho letto.
Quanti si son persi , io ho resistito.Una generazione in cui la "vita è stata un'avventura".
Cerco di non soffermarmi sul passato,sarebbe un'errore.
Quando ci penso mi viene una profonda tristezza, non siamo riusciti a costruire un mondo migliore.Con affetto

la signora in rosso ha detto...

troppe guerre in nome di un dio, il mio diverso dal tuo. L'idea di dio è un sentire personale, e diciamolo si può chiamare in mille nomi diversi ma sempre un bisogno di qualcuno che decida per te, o ti dia delle regole. Le scritte sugli autobus, sono pari ai crocifissi appesi in classe dove ci sono bambini mulsumani o non battezzati. Rispetto chiama rispetto.
Ben trovata

marina ha detto...

Ma loro non solo riempiono le tv i giornali le radio della loro propaganda ma piegano il nostro parlamento ai loro principi!
e poi qui a Roma ci sono bus con la loro propaganda! l'Opera romana pellegrinaggi!
è legittima difesa!
marina

Pietro ha detto...

oscar ferrari ha detto...
prima o poi se Dio c'è o no lo sapremo tutti. Non vedo il senso di dannarsi tanto per farsi togliere il gusto della sorpresa..

io questa me la segno :-)

pellescura

Artemisia ha detto...

Da atea militante (così mi piace definirmi), trovo che questa pubblicità sia inutile. Vorrei vedere chi si convince con questo slogan.
Tra l'altro (vedi che vuol dire arrivare buon ultima) leggo oggi su L'Unità che l'azienda trasporti genovese non ha dato il permesso di pubblicarla.
Più che ateo vorrei che il mio paese fosse laico. Ad una visita degli amici dei musei durante la quale accennavano alle soppressioni di chiese e conventi che fece il Granduca Leopoldo, mi è venuto in mente che in alcuni periodi della nostra storia non si è avuto paura di mettersi contro il Vaticano (vedi anche periodo Napoleonico, dopo l'unità d'Italia, ecc.). Magari!

LuCa ha detto...

Mi hai dato lo spunto per un post, grazie! :)
commentando, credo che questa pubblicità non abbia molto senso, è abbastanza inutile, solo provocatoria. E per di più, poco vera. GLI UOMINI HANNO BISOGNO DI DIO, anche l'ateismo secondo me è credere in qualcosa, credi nel non credere o se preferisci, credi nella scienza. Ma ci credi in qualcosa, credi che dopo la morte non ci sia nulla e per definizione stai credendo in qualcosa!
Credo pertanto che la pubblicità migliore sia quella usa, 'sii buono per amore della bontà', che è quello che cerco di fare io. non occorre aiutare qualcuno nel nome di un dio, basta farlo!

un caro saluto

Luca

LuCa ha detto...

aggiornamento: la ditta che gestisce i bus a genova ha RIFIUTATO la richiesta di affigere la pubblicità...prevedibile..

Giovanni Greco ha detto...

Io personalmente non ci trovo nulla di male poiché penso che ognuno è libero di esprimere il propri pensieri le proprie opinioni, insomma ognuno è libero di credere o meno sull’esistenza di Dio e quindi ha il diritto di manifestarlo come meglio crede.

Gatta bastarda ha detto...

mi spiace allora avvisarti che a genova non ci saranno i bus atei purtroppo... le polimiche della chiesa hanno bloccato tutto...

dario ha detto...

Mah.. LuCa...
Non e' vero che credere in qualcosa sia necessario. Personalmente vivo bene nella beata ignoranza.
Accettare l'impossibilita' della conoscenza mi pare la cosa meno ipocrita. Da una parte, se esistesse il paradiso, dovrebbe essere inconoscibile, dall'altra, poiche' la nostra conoscenza e' basata sull'essere cartesiano, anche il non essere e' inconoscibile. Che senso ha credere in qualcosa che non possiamo nemmeno sapere com'e'? Ha ragione Oscar che dice che prima o poi scopriremo la verita', anche se in una accezione un po' particolare del verbo scoprire. Tutto inutile, pero', perche' allora sara' troppo tardi.
E anche se credere in qualcosa, seppur nella non-esistenza, fosse necessario, possiamo davvero definire quel qualcosa "dio"?
Tutto sommato mi pare improbabile che dio esista. E se esiste mi pare ancora piu' improbabile che somigli ai nostri bisogni. Potrebbe ad esempio essere un creatore malvagio. Se avessimo questa consapevolezza diremmo che sarebbe meglio non credergli. Non si puo' dare un valore morale alla scelta tra esistenza e non esistenza, perche' la fede in dio presuppone la convinzione dell'esistenza.

Anna, piu' corto di cosi' non credo sia possibile esprimere questo concetto ;-)

dario ha detto...

Francamente non mi sarebbe piaciuto molto vedere quella pubblicita' sui bus di Genova, ma mi avrebbe disturbato meno del divieto di affiggerla.

La Mente Persa ha detto...

Ciao Anna,
Se mai deciderai di fare un'"ingerenza" durante una messa, chiamami :)
Scherzi a parte: massimo rispetto per i religiosi.
Non sono contraria agli autobus atei, sinceramente, potrebbe essere vista come un'occasione da parte dei religiosi per porsi delle domande, cercare delle risposte e crescere.
Un pò di dubbio, preso con intelligenza, aiuta a guardare il mondo con occhi nuovi, a esser tolleranti e magari rafforza pure la propria religione.
gio

reditugo ha detto...

Direi che la fede e la non-fede non sono merci o servizi da vendere, pertanto non dovrebbero seguire i normali canoni della pubblicità (che tra l'altro sono discutibili anche per i suddetti prodotti). Casomai, dovendo proprio lanciare un messaggio, inviterei tutti a ragionare con la propria testa e cercare dentro se stessi le risposte ed i dubbi che la materia religiosa inevitabilmente lascia irrisolti.

dario ha detto...

Cosa che peraltro dovrebbe essere gia' ovvia di per se'.