mercoledì 7 gennaio 2009

Ancora su Israele

Rispondo con un post ai commenti di Marina e Silvano al mio scritto precedente. Forse ho commesso un errore scrivendo Stato, piuttosto che Governo. Non sono tanto purista da cogliere, soprattutto in momenti di foga e rabbia, le sottili differenze fra i due. Evidentemente ho usato l'uno per intendere l'altro. Insomma, volevo riferirmi al governo che organizza lo Stato di Israele. Parlavo di apparato. Detto ciò, mi preme ribadire la mia posizione. Marina dice che non riesce a vedere un solo colpevole in questa guerra ,e che il Governo da una parte e lo pseudo-governo dall'altra tengono in ostaggio i loro popoli. Posto che i popoli sono quelli che pagano sempre sulla loro pelle le scelte dei governi, ritengo che quello israeliano sia il maggiore responsabile di ciò che sta accadendo. Israele è uno Stato occupante, uno Stato che nega i diritti umani, che ammazza i civili con armi chimiche, Stato colonialista che conquista territori,mascherando tale manovra con la motivazione della sicurezza e la scusante dell'Olocausto. Uno Stato, insomma, che, da perseguitato, diventa persecutore. La sensazione che provo, sono sicura insieme con voi, è quella di impotenza, profonda e senza via di uscita. La situazione in Palestina ha i tipici tratti del modo di agire criminale delle autorità statunitensi che da sempre, per dominare ed estrommettere gruppi considerati inferiori, li espropriano, li ghettizzano, li perseguitano e ne determinano lo sterminio. I Palestinesi sono per Israele quello che i Nativi Americani sono stati per gli Stati Uniti. L'arma più potente che le autorità israeliane usano è il vittimismo: vittimizzando gli Ebrei e mostrandoli come bersaglio di una cieca furia criminale, si autoconferiscono la licenza di uccidere, torturare, distruggere cose e persone, con la scusa di doversi difendere. Il governo israeliano si propone di eliminare ogni speranza di pace, continuando a seminare paura ed odio. Sia gli Israeliani che i Palestinesi sono ostaggio della furia distruttiva e criminale di personaggi sempre avallati dai governi americani che commettono crimini analoghi in molte altre parti del mondo, dalla Somalia, all' Iraq, l' Afghanistan, il Sudan. Le autorità israeliane sono sempre state scelte fra le più fanatiche, crudeli e spietate, pronte ad attuare azioni disumane. E sono così scelte per poter alimentare la sensazione che la pace sia impossibile, e la violenza inevitabile. E' ovvio che tutto questo vada contro i Palestinesi, ma anche contro i cittadini Israeliani. I due popoli sono in lotta: uno armato di tutto punto, l'altro sfrattato, a piedi, a tirar pietre. La disperazione genera violenza, e rivolta. Ma in occidente si riesce a criticare solamente Hamas, spacciandolo come unica causa degli attacchi di Israele. E non si parla delle responsabilità del governo di Tel Aviv che non rispetta le risoluzioni dell' ONU e non ha mai cambiato le sue posizioni di aggressione e discriminazione verso un popolo che subisce un disumano clima di apartheid. Israele ha la supremazia mediante l'uso della forza. Israele è quello che dovrebbe fermarsi. Israele è il principale responsabile di questo massacro.

22 commenti:

Cesco ha detto...

Sarei d'accordo con te, Anna, non fosse che secondo me non ha nemmeno più senso chiedersi di chi siano o meno le responsabilità. Gli odi che intercorrono tra Israele e Palestina durano da 50 anni, entrambe le popolazioni hanno conosciuto morte e sofferenza, e ad entrambe le popolazioni hanno detto migliaia di volte che la colpa era dei loro vicini, i bambini israeliani crescono nella convinzione che i palestinesi siano tutti assassini, e lo stesso accade per i bambini palestinesi, che l'unica cosa che sentono è il fischio delle bombe e il fragore delle esplosioni, chiedendosi chi fa questo e perchè. Con l'ovvia risposta che chi lancia le bombe sono israeliani. Ricordi quando sembrava che ci fosse una soluzione? Sembrava che i rapporti allacciati con Arafat potessero portare alla pace: tutte stronzate. La verità è che chi non vuole per nulla la pace sono in troppi e sono troppo potenti e influenti. I fondamentalisti islamici non vogliono che Israele esista. Israele non vuole che la Palestina possa avere un'autonomia, e si preoccupa di manetenerla debole, affamata, morta. Chi ha torto e chi ha ragione? Francamente, non lo sa nessuno.

Anna ha detto...

@Cesco,
in questi casi è il più forte quello che deve fare un passo verso la pace, o almeno provarci.Ma è un'utopia credere che gli Stati Uniti lo faranno.

Cesco ha detto...

Forse la cosa più triste è che neppure gli Stati Uniti vogliono la pace. L'impressione è che per le autorità USA sia stato un errore permettere ai palestinesi di formare uno stato. In questi casi sarebbe l'Europa, o l'ONU, che potrebbero fare pressioni. Ma chi ha interesse a distruggere i rapporti diplomatici con un paese come gli USA. Sarebbe un suicidio economico e diplomatico, sia per l'Europa che per gli stati uniti. Questi discorsi sono stati portati all'attenzione della gente migliaia di volte, e l'unica cosa che è cambiata è stata la conta dei cadaveri.

Anna ha detto...

Ecco Cesco,
e con le tue parole sacrosante il cerchio si chiude. Sono con Silvano nel dire che l'unico atteggiamento da assumere è quello del NO alla guerra, senza se e senza ma. Ma questa è un'altra utopia delle nostre...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Concordo con Cesco. E' quello che sostengo anche sul mio blog. Nessuno vuole veramente la pace ed ormai dopo tutti questi decenni di guerra sono tutti colpevoli (dove per tutti intendo Governo Israeliano, Palestinese e Comunità Internazionale) e sono i civili e la povera gente gli unici a rimetterci.

Ciao
Daniele

marina ha detto...

Cara Anna, grazie per la tua risposta. Penso, come Cesco, che ogni tentativo di trovare IL responsabile, sia inutile. Meglio guardare il presente e, facendosi forza, il futuro.
Condivido molte delle cose che dici dei Governi Israeliani ma mi preoccupa molto l'estensione di questo giudizio allo Stato israeliano. Non ci vuole niente a passare dal Governo, allo Stato e poi al popolo. Non facciamoci ricattare dall' Olocausto, ma stiamo molto, molto accorti quando parliamo dello Stato di Israele.
Non parlerò del mio dolore per le vittime palestinesi. A chi servirebbe?
Io ho espresso il mio pensiero, per quanto conta, sul mio blog poco fa.
Cerchiamo di sentirci vicini noi che abbiamo davvero in odio la guerra.
ti abbraccio, marina

silvano ha detto...

Cara Anna purtroppo come dici tu quella del no alla guerra è solo un'utopia.
A me dispiace per le persone palestinesi che vengono da un lato massacrate e dall'altro strumentalizzate in modo criminale.
La polemica di queste ore, se nella scuola ONU ci fossero o meno i miliziani di hamas a nascondersi dietro i civili, non sminuisce la gravità della decisione israeliana di sparare loro addosso.
Io credo, come ho già detto su altri blog, che la soluzione non sia prendere le parti dell'uno o dell'altro, ma pensare a lavorare a spingere i governi europei per far entrare Israele nella UE, accollandoci noi europei il peso della mediazione e della costruzione della via alla pace.
Due cose sono evidenti al di là di ogni dubbio:
1)Israele pur essendo un paese democratico ed abitato in maggioranza da europei non ce la farà mai da solo ad arrivare alla pace;
2) Gli USA non sono parimenti in grado (non è qui la sede per discutere del perchè e del per come) di portar avanti alcun percorso di pace in medio oriente.

I due fatti sono riportati in modo inequivocabile dalla storia di Israele dalla sua fondazione in poi.

Dal canto loro i paesi arabi e le loro leadership hanno tutto l'interesse a tener su il nemico per eccellenza, tenerlo ben vivo e cattivo, convincere i loro sudditi (perchè così trattano i loro popoli) che il male è all'esterno, le lor miserie sono create e fomentate dagli ebrei cattivi (mi ricorda qualcosa, funzionò parecchio bene in europa, in un paese dove il livello culturale, tra l'altro è sempre stato ottimo).

Non resta che la possibilità dell'europa che, tra l'altro ha dei buoni rapporti con il mondo arabo.

Si dice che ci vuole un sacco di tempo per costruire le condizioni per un ingresso di Israele nella UE: verissimo, ma è altrettanto vero che tra 100 anni se lasciati soli o con l'aiuto degli USA, saranno ancora lì a spararsi da mattina a sera.

Diamoci da fare. Invece di fare manifestazioni pro o contro Israele, pro o contro i palestinesi, facciamo manifestazioni perchè questa cosa di Israele paese europeo vada avanti.

Non è utopia, ora è all'ordine del giorno l'ingresso della Turchia in europa, vent'anni fa il solo pensarlo era follia.

ciao, silvano.

Anonimo ha detto...

Bla, Bla, Bla! Ma non è meglio che posti qualcosa per cui tutti si pssa fare qulacosa concretamente?!?!? Ora, con questi tuoi sermoni, hai risolto qualcosa?
Il Preoblema è atavico e neanche la diplomazia mondiale lo risolverà (forse perchè fa comodo) è facile dire fate l'amore e non la guerra...ecco fai ciò che puoi fare forse ti riesce meglio

il viandante ha detto...

Posso permettermi di farti una sola critica? Non per spirito polemico, ma solo per portare una mia opinione. Che resta tale e che - forse - è inutile, visto che difronte all'innocenza che muore (mi riferisco ai bimbi morti, così, perchè qualcuno disgraziatamente ha scelto per loro).
Io penso che Israele non sia la sola causa di tutto questo che accade.
Ora, in questo momento storico, la sua azione è intollerabile e ingiustificabile.
Che ne pensi, però, del ritiro unilaterale, compiuto circa due anni fa, dalle truppe istraeliane dalla Striscia di Gaza?
Pensi che sia stato solo un atto simbolico o che invece, forse, era un modo per costruire la pace mentre qualcun altro - vedi Hamas - tenta in tutti i modi di alzare la tensione?
Ti ripeto: è solo una domanda, nulla di polemico.
Si discute, tra amici, ben sapendo che qui - da noi - è facile pontificare...mentre lì la gente muore.
Che tristezza nel cuore mi pervade quando vedo l'innocenza morire così...hai colto nel segno parlando di "impotenza"!
Un abbraccio, tesò!

Alessandro Tauro ha detto...

Condivido l'intero post parola per parola.

Se mi posso permettere, vorrei rispondere ad anonimo chiedendo sinceramente cosa si aspetta che possa fare un singolo essere umano che nemmeno vive in quei luoghi.
E se la risposta è "in pratica, nulla", chiedo umilmente: "Perché un problema non si può risolvere con eroismi individuali, allora non vale la pena affrontarli e discuterne con chiarezza come ha fatto Anna in questo post?"

Agave ha detto...

Questa situazione fa inorridire. E’ una storia che ha ormai 50 anni, e non si può prescindere da questa. Lo Stato israeliano (e per Stato intendo non la popolazione, ma i governanti) si è imposto come occupatore, alla gente palestinese sono stati tolte, terre, case e diritti. Ci sono stati molti ebrei che proprio per l’orrore vissuto in prima persona, non hanno accettato di vivere in un nuovo Stato che opprimeva altri esseri umani. Proprio perchè si condanna l’Olocausto si devono condannare tutte le forme di razzismo, oppressione, distruzione, guerra. Tanti giovani israeliani obiettori di coscienza (che tra l’altro rischiano il carcere) hanno urlato “not in our name”, io alcuni li ho conosciuti, peccato che non se ne parla mai, e non tutti i palestinesi hanno scelto la via terrorista (che oltre ad essere distruttiva, non è mai stata una via dalla parte dei popoli). Secondo me l’unica possibilità di liberazione sta nei popoli (israeliano e palestinese) che possono scegliere una via di pace, ma forse anche questa è un’utopia. Questa guerra non porterà ad altro che morti innocenti, ma anche ad accentuare odio su odio, portando come unica reazione altro terrorismo (portato avanti da gruppi che non vogliono il bene della gente, ma solo il proprio potere, e che spesso sono finanziati da Stati che pubblicamente li condannano, ma in segreto li finanziano secondo i loro scopi) e altre guerre.
Quindi speriamo solo nella fine di guerra e terrorismo che ci sia la pace tra i popoli.
Evelin

clochard ha detto...

Eccomi.Ti mando un saluto cara Anna.
occorre dire no alla violenza,no alle armmi e no alla guerra.
Non vedo altre soluzioni.Ogni singola persona deve amare la pace e ripudiare la guerra.
Un abbraccio forte

zefirina ha detto...

"Sia gli Israeliani che i Palestinesi sono ostaggio della furia distruttiva e criminale di personaggi sempre avallati dai governi americani" secondo me sta tutto qui in queste parole che hai scritto

guccia ha detto...

Non sono d'accordo con chi dice che è inutile cercare il responsabile.
Urlo per l'ennesima volta che la pace può venire solo dalla verità e dalla giustizia.
Per noi è facile chiedere la pace. Che pace potrebbe esserci, oggi, per i palestinesi che si sono visti massacrare e che in cinquant'anni hanno visto il loro stato completamente conquistato. Non hanno quasi più terra. Quel poco che è rimasto l'esercito lo sta radendo al suolo.
Come si può tollerare che famiglie intere vengano chiuse dentro una casa che viene poi bombardata?!? Che uno Stato non possa far scappare i propri profughi attraverso le sue frontiere che non ha il diritto di controllare (mentre i soldati sparano su chi ci prova)? Che vengano bombardati ospedali e scuole dell'ONU?
Come si può non capire che questo è genocidio? Dimenticare Sabra e Shatila, il piccolo Muhammad al-Dorra, Rachel Corrie?
Aspettiamo che la Palestina non esista più per renderci conto che il nostro modo di vedere è corrotto da un'informazione e una politica sporca?
Pace ci può essere solo dopo la verità e l'ammissione di responsabilità per i crimini di guerra dei governi israeliani!

ebalsemin ha detto...

Penso che ormai sia troppo tardi per riportare la pace laggiù. Ormai sono decenni che si odiano e i poveri bambini nascendo in quell'ambiente non imparano altro che odio e vendetta. Il responsabile? penso sia l'uomo. Ebreo palestinese e occidentale. Sempre tenendo conto che sono antiamericano.

guccia ha detto...

E tutto questo niente ha a che fare con l'antisemitismo, è fin troppo facile distruggere politicamente la sinistra italiana e instradare l'opinione pubblica a quanto pare

silvano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cesco ha detto...

Ciao Anna, sono rimasto allibito nel vedere il mio indirizzo web pubblicato su l'Unità *_*

Giornale che tra l'altro è di proprietà di Renato Soru, il miglior presidente che abbiamo mai avuto in Sardegna.

Elsa ha detto...

Israele ha la supremazia, è fortemente sostenuto dagli USA,
il popolo delle pietre potrà solo coltivare u profondo rancore che un domani sarà ancora odio profondo e non dovremmo meravigliarci quando tutto ciò esloderà ancora. Chi oggi sta seminando... Mi chiedo per cosa...
cerco un senso dopo tanto tempo...Anna non lo trovo. I visi di quei bimbi mi parlano.
Che errore hanno commesso.
un saluto
Elsa

Elsa ha detto...

ps ho la tastiera messa male!!!
perdona gli errori

Franca ha detto...

Ho avuto con Marina un lungo confronto sul tema.
Questa è la mia posizione che ho espresso anche da lei.
Io credo che alla causa della pace giovi la verità, quella storica, ed è spiegando la verità che si può creare un movimento di opinione che prenda posizione.
E credo anche che l'odio possa essere spento solo dall'assunzione di responsabilità.
Non credo che lo si possa fare con generici appelli alla pace, ma potrebbe essere un mio limite.
Comunque, vedrai che stavolta arriveremo alla pace, perchè stavolta il popolo palestinese sarà definitivamente cancellato perchè "la soluzione finale" è l'obiettivo.
Intanto il mondo rimane a guardare perchè qualcuno ha tirato la linea sulla lavagna per dividere i buoni dai cattivi.
Fortunati noi che, almeno per il momento, siamo dalla parte giusta...

giulia ha detto...

Sono d'accordo che Israele è il principale responsabile e concordo su quello che dici. Penso che comunque Hamas (che è comunque frutto della politica israeliana) non sta agendo in favore del suo popolo... Ma ammetto che su questo ho le idee molto confuse. La mia impressione (e dico impressione non certezza) è che Hamas ha offerto la scusa e alibi ad Israele per attaccare. Forse lo avrebbe fatto lo stesso, ma si sarebbe scoperto di più...
Ma ripeto ho le idee confuse anche se ho sempre seguito questa triste storia partecipando attivamente a tutto ciò cui era possibile partecipare perchè finalemnete la Palestina trovasse la sua pace. Giulia