mercoledì 23 gennaio 2008

Chiarimento

Mi corre l'obbligo di pubblicare uno scritto di chiarimento. Mi è parso di avere offerto a voi un'impressione errata di me, dopo il post di ieri. Era notte ed è andata così. Volevo dire e non ho detto. Volevo esternare, ma mi sono ritratta, preferendo la solita battuta ad uno scivolata nell'accattorciamento. Ma non è questo il punto. Il punto è ben' altro e l'errore madornale che ho commesso è ben'altro ancora. Avrei dovuto, alla fine, porre una domanda diversa, non andarmi ad impegolare nella carbonara. Avrei potuto dire, che so, meglio il punto croce o il gigliuccio? E lì ogni vostro commento sarebbe apparso illuminante, visto che non so tenere l' ago in mano e non ho mai cucito in vita mia. Ma con la carbonara mi sono data, come suol dirsi, la zappa sui piedi e tutti voi avrete pensato che io sia una sprovveduta ai fornelli. Il mio amor proprio, a questo punto, ne esce leso irrimediabilmente, ritenendomi una cuoca sopraffina e cultrice della buona tavola. All'uopo scriverò quanto segue, sperando in un riscatto al quale anelo con tutta me stessa.

Il guanciale di maiale:parte nobile dell'animale, con venature di magro che percorrono il grasso roseo e pregiato. Consistenza dura e sapore deciso. Va tagliato a dadini e messo a soffriggere in una padella grande, a bordi alti, con pochissimo olio, possibilmente di sapore poco aggressivo.
Olio extravergine di oliva: quello ligure è ottimo per l'occasione, delicato e vellutato, non copre il sapore del guanciale che intanto sta sfrigolando voluttuosamente in padella, prima a fuoco medio, poi a fuoco dolce, fino a diventare trasparente, quasi etereo.
Uova di gallina: rigorosamente freschissime, battute velocemente con una frusta in una terrina di ceramica con un po' di sale grosso macinato al momento.
Formaggio pecorino: il nostro, quello d'Abruzzo, terra di tratturi e transumanza, il migliore! Le pecore libere nei pascoli erbosi del Gran Sasso, il caglio degli agnelli: una poesia sulle vostre papille gustative. L'unione di tale delizia con le uova battute deve essere effettuata velocemente, in modo da non incorporare aria al composto.
La pasta: di Gragnano, spaghetti del cinque. Al dente, cotti in abbondantissima acqua salata.
Quando la pasta sarà cotta, andrà colata, ma non eccessivamente, per lasciarla morbida, e gettata nella padella, a sposarsi con il guanciale che sfrigola ancora. Un breve abbraccio tra i due, e si spegne la fiamma. Solo a questo punto si aggiunge l'uovo miscelato al pecorino, per un ultimo, definitivo, amplesso che amalgami tutti i sapori. Una spruzzata parsimoniosa di pepe nero, appena macinato, ed il gioco è fatto.


Perdonatemi, non parlerò mai più di ricette di cucina, ma non sono riuscita a trattenermi.
Da domani si ricomincia con Mastella, Dini, la papessa, monsignor Bagnasco, il governo che cade e tutte quelle belle cose lì.

8 commenti:

guga/rossopasquino ha detto...

Si, certo: il pepe!
Me ne ero dimenticato.

Ti sei riscattata alla grande: la chicca?... Il consiglio di immettere l'uovo fuori dalla fiamma!

Ti suggerisco una piccola, gustosissima variante: appena il guanciale ha assunto la consistenza che ti soddisfa (a me piace leggermente scrocchiarello...) toglilo da tegamino con la paletta forata e riaggiungilo alla pasta immediatamente prima dell'uovo: sentirai che delizia!

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Veramente io non avevo messo in dubbio che cucinassi bene

Cmq facciamo così: tutti noi invitati a cena e tu che cucini per tutti noi lettori affamati LOL! :-)))

Ciao
Daniele

P@ola ha detto...

Io trovo che non vi fosse molto da riscattarsi.
La ricetta è sublime e poi guarda caso è proprio il piatto preferito di mia nipote Erica, quindi graaaaaazie per questi tuoi suggerimenti che io trovo utili, anzi utilissimi.
Ognuno di noi apre il proprio Blog con uno specifico intento, ognuna di noi lo "conduce" come meglio crede, ogni persona ha il proprio stile...
Assecondare la propria natura può essere un bene, quando non si esagera.
Ti immagini, che ne so Leopardi a scrivere con toni satirici una brillante commedia o una Francoise Sagan che avesse voluto imitare Gide oppure Zola ?
Insomma l'insostenibile leggerezza dell'essere, quando ci va e l'esistenzialismo di Sartre quando ci poniamo i più seri quesiti esistenziali...magari con una barzelletta ed una ottima ricetta di cucina come intermezzo...
PS= Ah ieri ho messo per la prima volta il costume da bagno, per la prima volta nel 2008.

My funny Valentine ha detto...

Il sale grosso macinato al momento?? Ossignùr! E che diavoleria è mai questa? Con che caspita lo macini 'sto disgraziato? Con pestacarne? Col macinino da caffè? Con la grattugia? Ossignùr (alla seconda)...
Comunque concordo: W l'olio ligure! Non ti dico quello che fa la mia famiglia che sapore che c'ha... se mai un giorno dovessimo incontrarci, ricordami che te n'ho promesso una bottiglia (in cambio di una carbonara, con sale grosso macinato al momento, però!)
:-)
V

marina ha detto...

Inappuntabile! Anche a me però il guanciale piace scrocchiarello, stile Rossopasquino. Ma qui si tratta solo di gusti personali
ma non si doveva stare a dieta? ;-)
baci marina

Artemisia ha detto...

Come argomento preferisco la carbonara a Mastella & Co. Anzi, magari se ce la facessi assaggiare?

mariad ha detto...

be meno male va, abbiamo tirato un sospiro di sollievo!
Quanto a mastella e company mi piacerebbe tanto non dover essere costretta a leggerne, ma mi sa che mi toccherà come la purga che mi toccava prendere da bambina...
:-(

Roberto ha detto...

Ci tengo a far sapere di essere imformato quanto prima dell'orario di partenza del pulman che ci porta a casa tua per la carbonara.
Non sapevo che avevi un secondo nome Marina.
Aspettando saluto e do la buona notte
Roberto