lunedì 7 settembre 2009

Ancora bugie

Sono impegnata con il trasloco delle mie masserizie dal centro storico in un magazzino preso in affitto. Ed è compito doloroso. Tutta la vita che ti passa davanti. E sai che è spezzata. Per qualche giorno non avrò tempo di seguire il blog come vorrei. Ma sono qui e vedo, e registro nella mente, e vi racconterò. Ieri il presidente Napolitano è venuto a L'Aquila per il concerto di Muti. Avevo il biglietto, ma non sono andata. Sapevo che sarebbe stata una farsa. Non immaginavo, però, che il presidente della repubblica italiana, colui che fui felicissima di vedere eletto, potesse mentire come Berlusconi. E' stato molto doloroso scoprire che anche lui contribuisce alla vergognosa bugia mediatica che ci vede protagonisti. Parla di persone con il morale alto, visi sorridenti, fiducia nelle istituzioni. Tutto ciò è falsissimo.E chiunque viene qui, o vive qui, può testimoniarlo. Qui regna la sfiducia e la disperazione. E lo spaesamento più totale. Il non sapere nulla di cosa sarà di noi. Non del futuro, ma domani. Vi lascio con un articolo scritto da Giustino Parisse, giornalista locale de Il Centro. Ha perso ad Onna i due figli ed il padre. Ve lo lascio per farvi capire che i visi sorridenti, qui, non possono esserci. Se non per le telecamere. E prezzolati.

"Due notti fa, dopo cinque mesi, ho fatto un sogno. E’ durato pochissimo. Forse lo stesso tempo della scossa del sei aprile: una ventina di secondi. In quel sogno ho rivisto, a casa mia, tutta la mia famiglia insieme. A un tratto ho detto a mia moglie: bisogna chiudere la finestra, ma vacci tu, perché loro, Domenico e Maria Paola, li vediamo ma non possono fare nulla, loro sono morti. Sogno finito.

Questo è il mio sei settembre: loro ci sono ma non possono fare più nulla. Forse quel sogno è nato dall’ennesimo percorso nel dolore. Venerdì mattina mi ha chiamato al cellulare un collega del Belgio. Era la prima volta che veniva all’Aquila e mi ha chiesto di aiutarlo a capire quello che era successo e soprattutto a che punto è la ricostruzione. Abbiamo girato un po’ e poi ho deciso di portarlo a Onna. Non nel nuovo villaggio (che ormai conoscono tutti), ma nel paese che non è più un paese ma solo cumulo di macerie. Sono andato di nuovo a casa mia. E’ sempre più triste. Erbacce, sassi, silenzio, il vento che muove la tenda appesa davanti alla finestra di quella che era la cucina. E poi quel divano sul quale guardavo la tv con i miei ragazzi. Quanta nostalgia per le risate con Homer e Burt Simpson, eroi di carta ma capaci anche di farti pensare. Per terra, sopra alle mattonelle che sono l’unica cosa non lesionata, c’è ancora una copia del Centro del 5 aprile con «La movida al ritmo delle scosse» l’articolo firmato dal collega Giuliano Di Tanna. E poi il camino che d’inverno faceva tanto calore (anche umano) e quella stanzetta ristrutturata anni fa, il tunnel come lo chiamava Domenico. Una volta il tunnel era una stalla con la porta che dava su via dei Calzolai. La porta l’avevo lasciata perché mi piaceva l’idea di uscire e stare “dentro” il mio paese.Lì c’erano le case di Maria e Giannina, due donne anziane che mi avevano visto crescere e che mi volevano bene. Nemmeno loro ci sono più.
Guardando in fondo al tunnel ho visto la luce. Nelle case terremotate la luce ti dice che c’è qualcosa che manca. Sì perché anche quella porta non c’è più. Travolta dalle ruspe che stanno togliendo i resti dell’orrore. Allora ho fatto il giro delle macerie, sono tornato su via Oppieti, sono andato all’angolo di via dei Calzolai. E’ quasi l’una. I vigili del fuoco sono a pranzo. Incrocio due ragazzi, due amici dei miei figli. Sono vicini alla loro casa segnata dalla scossa. Mi salutano e vanno via lungo la strada pavimentata dalla polvere. Via dei Calzolai, partendo da “ pee murije” (come in dialetto veniva indicato quell’incrocio - la frase significa “ai piedi del piccolo muro”), è irriconoscibile. Proprio davanti alla mia porticina è arrivato il lavoro dei vigili del fuoco. Più in là non si può andare, perché c’è una montagnola di sassi confusi. Mi avvicino."

25 commenti:

caligola ha detto...

Quant'è doloroso,nei momenti più bui della nostra vita,sentirsi "trascurati" e abbandonati a se stessi,alle personali paure ed angosce,anche (e in questa Vostra situazione,soprattutto) da chi é da noi demandato eleggendolo a cariche pubbliche,alla soddisfazione delle nostre esigenze e dei nostri bisogni! Ci si sente doppiamente travolti: dal destino e dalla bassezza dell'essere umano che ha in mano il Potere.

NADIA ha detto...

hola querida,
non sò più quante volte di ho detto di farti forza e a dirla tutta me sento pure nà cogliona a forza di ripeterlo.......
è difficile anche lasciare un commento che possa servire ....ma a che???
sei sempre nel mio cuore Anna e ti abbraccio forte!!!!

giardigno65 ha detto...

Sono bugie dette a fine di bene ? Semplice ignoranza ? O ci stiamo anestetizzando tutti ...

Anonimo ha detto...

Ma che c'entra che Giustino Parisse non riesce a ridere con Napolitano e Berlusconi??? Stanno cercando di ricostruire. Li hanno ammazzati loro i suoi parenti??? Anna, ma ti rendi conto di ciò che stai dicendo????????

Anonimo ha detto...

La verità è che quasi tutti sono ormai sedati dalla televisione, che tra menzogne ed omissioni ci rappresenta una realtà italiana che non esiste. Possiamo solo cercare di prendere informazioni alternative.
Resisti!

Anna ha detto...

Anonimo,
non cadere anche tu nell'errore della RIcostruzione. Stanno costruendo, è diverso. Nessuno ha voluto questo terremoto. Credevo si capisse che intendevo dire che tutti coloro che hanno perso dei familiari, tutti coloro che hanno perso amici, o case, e lavoro, e vita, e memoria non possono avere il morale alto ed i visi sorridenti. Qui non esistono. Sei Aquilano? Ne hai visti? Hai visto qualcuno speranzoso e fiducioso nelle istituzioni?
Capisco che la sensibilità verso il dolore altrui, oggi come oggi, è obsoleta, ma, almeno, che non si dicano bugie.

Anonimo ha detto...

Anonimo sei di un'insensibilità sconvolgente e spaventosa. Non posso credere che una persona adulta possa aver lasciato un simile commento, lo attribuirei più ad un adolescente sciocco e privo di occupazione che per ammazzare il tempo si diverte a scrivere sciocchezze. L'articolo fa venire i brividi. Hai figli, anonimo insensibile? Non credo. Hai o hai avuto un padre? un amico? un vicino che è parte della tua vita? come puoi non veder rispecchiato il tuo dolore nel dolore degli altri? come fai a non comprendere l'animo lacerato di chi ha perso tutto e si aggrappa ad una pietra, ad una tenda, ad un ricordo per sopravvivere?
Vai altrove, anonimo, a fare ironia sulla pelle e i sentimenti delle persone e rispetta te stesso e gli altri.
Miryam

Artemisia ha detto...

Un abbraccio, Anna.

auryn ha detto...

Ennesima testimonianza, per chi non l'avesse ancora letta. La riporto per intero dividendola i 2 parti, per i mezzi ciechi (perchè i ciechi totali la salteranno.

"Lasciati senza scelte
staremo nella casa inagibile"
L'AQUILA - La grande tendopoli di piazza d'Armi sembra una scacchiera. Spazi pieni e spazi vuoti, dove già sono state tolte le tende. La numero 16, fila due, c'è ancora e resisterà, forse, per qualche ora. Ma stanotte nessuno della famiglia di Cristina e Fabiana, dei nonni Rita e Claudio, delle nipotine Crystal, Asia e Maila ha dormito qui. "Ho avuto paura, sono andata via ieri sera. Sono tornata nel mio appartamento, che non è agibile. Ma non avevo altra scelta", racconta Cristina. Il suo racconto ci dice che questa tendopoli non è stata smobilitata: è stata uccisa.

"All'improvviso, tutto è cambiato. Le persone che ti aiutavano hanno cambiato faccia. Si sono messi a comandare, a dare ordini, come se fossimo in una caserma. Ieri a mezzogiorno ero vicino al tendone della Croce di Sant'Andrea. C'era accanto a me uno dei ragazzi che sono assistiti dal servizio tossicodipendenze. Un carabiniere gli ha detto: qui non puoi stare, devi andare via. Io ho chiesto: ma chi l'ha detto? Noi siamo qui da cinque mesi, questa è ancora la nostra 'casa'. Dovete andare via e basta - questa la risposta - e lo dico io che sono un carabiniere. Anch'io sono qui da cinque mesi e mi sono rotto i ...".

Una giornata convulsa, piena di tensione. "Le bimbe che escono dalla tenda e come sempre vanno a cercare gli altri bambini. Ma non ne trovano, sono già andati via. Al loro posto, sulla pista di atletica, ci sono invece le automobili. Nessuno ci aveva avvertito, che sarebbero entrate le macchine. E così le bimbe hanno rischiato di essere travolte. Le abbiamo riportate nella tenda, abbiamo proibito loro di uscire. E poi arrivano quelli della Protezione civile. Io chiedo quando posso entrare nella stanza che ci è stata assegnata all'hotel Canadian, qui in città, loro dicono che c'è un piccolo problema e che per me c'è una nuova assegnazione: una stanza in un albergo di Assergi, 35 chilometri dall'Aquila, all'imbocco del tunnel sotto il Gran Sasso. Io chiedo perché. Le famiglie con bambini in età scolastica - hanno sempre detto - devono restare in città, così possono iscrivere i bimbi a scuola. Crystal e Asia sono iscritte alla scuola materna. Non mi danno risposte. Dicono che guarderanno le carte, che mi sapranno dire al più presto dove potrò trovare un tetto. Io torno in tenda e ho paura. I miei genitori, che ancora non sapevano dove sarebbero andati, sono stati informati che per loro c'era una stanza a due letti al Canadian e hanno dovuto andare via subito. Qui attorno tutti gli amici se ne sono andati. Restano quasi solo quelli che hanno problemi. Le persone con handicap che saranno mandate in strutture di Avezzano, i ragazzi seguiti dal servizio tossicodipendenti, gli ospiti di comunità psichiatriche. Tutti dicono che non vogliono essere mandati lontano..."
continua

auryn ha detto...

"...La paura cresce quando sento che qualcuno minaccia di dare fuoco alla sua tenda, un altro che annuncia di tagliarsi le vene. La tenda che ci ha protetto per cinque mesi all'improvviso diventa un posto ostile. Io e Diego non ce la sentiamo di passare un'altra notte di tensione. Ma dove andare? E così decidiamo: si torna a casa. Lo sappiamo, non è agibile, ma adesso la paura delle scosse è meno pesante di una notte in una tendopoli fatta a pezzi. Saliamo in casa, con le bambine. Loro sono contente. E' la prima volta che rivedono la loro stanza. Non c'è il gas, solo la corrente. Mi sono comprata un fornelleto elettrico, preparerò la colazione. Aspetto la telefonata di quelli della Protezione e mi chiedo: come mai la stanza che mi era stata assegnata al Canadian non è più mia? In che modo qualcuno ha superato in graduatoria una famiglia che ha il lavoro qui e ha due figlie alla scuola materna? Finora non ho avuto risposta».

Poco dopo mezzogiorno, la telefonata della Protezione civile. «Mi hanno detto che hanno trovato due stanze al motel Amiternum, qui in città. Ma non sono comunicanti, anzi sono su due piani diversi. Ma com'è possibile? Noi genitori da una parte, le bimbe dall'altra. Cosa può succedere, se arriva anche una piccola scossa? Io e Diego abbiamo deciso: non accettiamo. La notte vogliamo le nostre bimbe assieme a noi».

Siamo solo all'inizio. Dopo piazza D'Armi, anche le altre tendopoli dell'Aquila saranno chiuse e i problemi purtroppo non mancheranno. Quasi tutti i posti letto - nella caserma del G8, negli hotel della costa e della montagna - sono già stati occupati dagli ex ospiti della tendopoli più grande. Il piano del governo, che ha puntato tutto o quasi sulle Case, le palazzine su piattaforma antisismica, mostra tutti i suoi limiti. In piazza Duomo, sabato pomeriggio, si sono riuniti i Comitati dell'Aquila, cittadini che vogliono decidere il loro futuro e che non vogliono accettare supinamente le scelte della Protezione civile...."

auryn ha detto...

"..«Stiamo assistendo - ha detto Piero De Santis - a una ulteriore dispersione della popolazione aquilana». I Comitati hanno fatto i conti. «Con 838 milioni spesi per le tendopoli (30 euro al giorno), alberghi (52 euro al giorno) e Progetto Case (2.700 euro al metro quadro), ci saranno 16.000 posti letto pronti a dicembre. Con gli stessi soldi spesi per case di legno (750 euro al metro quadro) e moduli removibili di lusso (1.000 euro al metro quadro) ci sarebbero stati 39.000 posti letto pronti a settembre. Voi cosa avreste scelto?».

Si è invece puntato sulle Case e quasi soltanto su quelle. Presto cominceranno le inaugurazioni e saranno trasformate in uno spot per il governo. Basterà puntare le telecamere soltanto sulle «prime persone felici di ritrovare una casa». Anche stravolgendo la realtà dei fatti. Le prime case per le quali si taglierà il nastro saranno quelle di Onna, il paesino più martoriato. Meglio non raccontare, però, che qui le casette di legno sono arrivate perché gli abitanti hanno minacciato una rivolta contro la «deportazione» in quelle Case antisismiche previste a chilometri di distanza. La loro richiesta è stata accolta dalla Croce Rossa e dalla Provincia di Trento, che in pochi mesi hanno allestito un villaggio - a fianco del paese distrutto - dove i terremotati potranno attendere la ricostruzione delle loro abitazioni. Anche il Comune ha scoperto che le Case non basteranno e ha chiesto e ottenuto l'allestimento di altre 1.000 casette di legno da mettere nella frazioni dell'Aquila. Ora bisognerà trovare le aree, preparare gli allacciamenti alle fogne, all'acquedotto, alla rete elettrica. Le casette saranno pronte fra due o tre mesi, quando l'inverno aquilano sarà già pesante. Con scelte diverse, gli sfollati avrebbero potuto entrare in un ricovero civile già all'inizio dell'estate."
(6 settembre 2009)
da: http://www.repubblica.it/2009/04/rubriche/diario-di-una-famiglia/via-le-tende/via-le-tende.html

Napolitano: incommentabile già da tempo. Non vale neanche lo sforzo di pensare a una spegazione plausibile "ufficiale".
Che schifo!

Anonimo ha detto...

ho letto su Repubblica l'articolo ed ero entrata qui per segnalarlo, ma ho visto che auryn l'ha già postato. Con grandissima difficoltà ogni tanto qualche articolo che dice come stanno le cose e come soffre la gente si trova ma... certo che... sono giornali e giornalisti catto-comunisti...
Paola

mad ha detto...

ciao leggo ogni giornoil tuo blog,perchè delle menzogne dell'informazione di stato,anche se sarebbe da dire di regime ,sono nauseata.
Le verità sul nostro paese che a volte vengono a galla per poi essere insabbiate mi fanno dire solo una cosa:MI VERGOGNO di essere italiana.

p_avolio ha detto...

Leggo ogni giorno il tuo blog.
E diffondo.
Ti sono vicina
Antonella

Mary Valeriano ha detto...

Ciao Anna!
Non è facile commentarti... Non è facile né meno leggere quelli, che non essendo d'accordo con te esprimono idee contrarie con insensibilità urtante... Comunque, anche se per te non è semplice continuare a scrivere, credo proprio che a noi del resto dell'Italia serva molto sapere cosa accade davvero.

Anonimo ha detto...

ciao Anna continua a raccontarci dal mondo reale cos'è e come si vive davvero dopo un evento simile!!!! sei l'unica che ce lo possa raccontare senza retorica propagandistica!!!Ti leggo ogni giorno e ti sono vicina.Un caloroso abbraccio.Ciao.

Anonimo ha detto...

Alla fine bisogna prendere una posizione entrando in questo blog: o contro le tue affermazioni o a favore di esse. Leggendo qui non c'è una sola cosa che funzioni, qualsiasi notizia data dai media non schierati politicamente come te è da ritenersi FALSA. Ti rendi conto che anche nel descrivere il tuo sacrosanto dolore fai politica? Che induci a fare politica? E basta leggere i commenti di chi viene qui da te. Tutto assolutamente e volutamente sbagliato, solo un mangia mangia a scapito dei terremotati: niente case, niente aiuti, niente spirito di solidarietà governativa, solo affari e menzogne di Stato. Mi dispiace sinceramente ma non ci credo. Penso che tu dovresti essere più obiettiva e meno "talebana" nel tuo analizzare e dare le notizie. Poi guardo il tuo blog in genere e mi rendo conto che probabilmente scrivi per come ti dichiari e questo è già una buona cosa, ma dichiararsi di parte a senso unico ritieni che sia utile? Buona fortuna.

AleV ha detto...

@anonimo: non è politica. si chiama informazione reale sui fatti. siamo a settembre, ma pare di essere al 7 aprile mattina x come stiamo messi e x quanto sappiamo sul nostro futuro in città.
e te lo dice uno che non è dello stesso schieramento politico di Anna.

Alessandro

Anna ha detto...

Io NON appartengo ad alcuno schieramento politico. SIA BEN CHIARO. Le mie idee sono mie e basta e i banner e le dichiarazioni a latere del blog esistevano prima del terremoto. Non ho ritenuto di doverli rimuovere poiché questa è la mia casa, l'unica che mi è rimasta, e non voglio cambiarla.
Detto ciò, sì, anonimo delle 19,42, è proprio così:è solo speculazione sulla nostra pelle e solo affari e menzogne dello Stato. Liberissimo di non credermi, ma basterebbe che tu venissi qui per rendertene conto. Oppure continua a credere ciò che i media ti propinano. E' una scelta, la rispetto.
E il talebana, anche se tra le virgolette, non te lo consento.

Anonimo ha detto...

Sei libera di pensarla come vuoi, Talebana stava per radicale a tempo pieno nelle parole e nei concetti, non era un'offesa ma una constatazione. La replica- Vieni qui e vedi con i tuoi occhi, scusami, è troppo debole così come il tuo non permettermi una definizione che è confermata dalla tua informazione a senso unico. Ma io non voglio offederti, pensarla diversamente da te non è un'offesa, è solo un modo di interagire nei blog mi pare.
ANONIMO DELLE 19e42

Anonimo ha detto...

beh...lo tiri il commento Anonimo delle 19e42... sai che cosa è un terremoto?sai cosa innesca dentro il tuo cuore?hai mai visto speculare sulle vite umane?hai mai visto gente che si approfitta della sfortuna o della disgrazia di altri?in che mondo vivi?wonderland?sai che esistono persone che aumentano il prezzo di un terreno agricolo perchè serve ad altri per rifugiarsi?sai che il nostro governante primo è una persona che ha sempre fatto i propri affari prima di quelli degli altri?sei mai stato in mezzo alle macerie di un terremoto?hai mai sentito l'odore della morte attorno?l'odore della morte di anime?certamente si magari attraverso la tv...
un rispettoso abbraccio a te...e se Anna mente...ce lo dirà la tv...un bacio ad Anna
gianni

Anna ha detto...

Io riporto solo le cose che vedo con i miei occhi. L'invito a venire qui è per i san tommaso come te. La scelta è quella di credere alla tv, oppure di credere a me, o di venire qui per poter giudicare con i propri occhi.Non si tratta di argomentazione debole. Ognuno è libero di credere ciò che vuole. Argomentare su basi inconsistenti come le tue, anonimo delle 19,42, non ha senso. Sono disposta a rispondere ai tuoi quesiti, qualora ce ne fossero. Quello che io dico è dimostrabile in loco, quello che tu affermi (che poi non so cosa affermi, che tutto va bene?)non è dimostrabile in nessuna sede.

Ulisse9 ha detto...

Ciao Anna,
allora quello che avevo scritto nel mio commento al post precedente, si è puntualmente avverato. Non pensavo sarebbe avvenuto così presto né che si sarebbe prestato il Presidente della Repubblica. Ma così suona più vero. O mi sbaglio?

Come sempre i miei auguri di cuore a te e famiglia. E a tutti gli Abruzzesi.

Francesco

Francesca ha detto...

Anche io l'ho vista un po' presa per i fondelli, morale alto...si usano questi termini con i poveri soldati...
sono di napoli, il 6 aprile, dopo due difficili anni di attesa, ho venduto, o svenduto, casa mia (tanta l'arroganza che mi viveva intorno io già non ci vivevo più, ed ero già andata via, in campagna, o in un altro mondo, dentro una vita più vera e giusta)ho firmato la vendita e quando son tornata, libera, senza più casa, ma con un futuro da ricreare, da ospite in casa d'altri, ho dovuto guardare quello che era appena successo in alto abruzzo...e quello che sarebbe stato a venire...ora, sono ancora in cerca, non solo di casa, e ti ringrazio molto per questo blog, prima e unica mia fonte di informazione e di riflessione, quanto al post terremoto in abruzzo. E chissà che un giorno non ci conosceremo, per darci la mano. Intanto se può valere, ti mando un abbraccio, Francesca

Erre54 ha detto...

grazie anonimo dele 19.42