venerdì 18 settembre 2009

L'Aquila alza la testa



Pina Lauria, Aquilana, aveva scritto, nel mese di giugno, una lettera molto significativa (http://www.officinavolturno.com/2009/06/15/lettera-dallabruzzo-cara-redazione/) ad un giornale on line. Parlava della condizione di sfollata nel campo Italtel1. Oggi Pina, dopo quasi sei mesi di dura vita in tenda,appresa la nuova destinazione impostale dalla protezione civile a Castellafiume, a 75 chilometri da L'Aquila, ha deciso di rientrare nella sua casa classificata E, gravata cioè da seri danni strutturali. Non vuole abbandonare la sua città, alla quale è rimasta attaccata da quella notte di terrore. Ha salito la scala pericolante del condominio e si è barricata nel suo appartamento. Ha esposto uno striscione sul balcone ed a chiesto un incontro immediato con un funzionario della protezione civile. Il gesto eclatante ha richiamato l'attenzione di molti Aquilani che, guardandola dalla strada e sorvegliando le sue mosse, hanno iniziato a confrontarsi sull'emergenza di questo terzo terremoto che si è abbattuto, dopo quello naturale del 6 aprile e dopo l'invasione del progetto C.A.S.E., sulla nostra comunità. Sono ventimila i cittadini che, dopo mesi di stenti, verranno deportati lontano dalla nostra terra. La protezione civile ha ammesso, a distanza , l'errore e, tramite il solerte deputato Giovanni Lolli, ha fatto sapere a Pina che provvederà a risolvere il problema. E Pina è tornata in tenda. Ma i problemi sono tanti. Sono quelli di cinquantamila cittadini. Che si stanno svegliando e che iniziano ad organizzarsi autonomamente in assemblea per stabilire una comune linea di comportamento. Il gesto eclatante avrà seguito. Abbiamo il pieno diritto di restare sulla nostra terra e gli sfollati forzati della costa hanno il pieno diritto di farvi rientro. E vogliamo decidere noi della nostra sorte. Cittadini coscienti, con diritti e doveri. Colgo un crescente fermento. Alla farsa della consegna delle casette di Onna ho sentito una signora dire al marito, riferendosi a me che facevo sentire la mia voce "Ecco, dobbiamo essere grati a questa gente che non si vergogna, che non ha paura, che ci mette la faccia e urla anche per noi". Alessandro del 3e32 mi raccontava che, entrato a vedere le condizioni degli irriducibili del campo di Piazza d'Armi, gli asserragliati che hanno resisitito alla chiusura della tendopoli e alla deportazione, ha sentito dire da uno di loro "ecco, ora dovremmo chiamare quelli di via Strinella". Quelli di via Strinella sono i comitati cittadini. Sono i cittadini che si vogliono riappropriare della loro terra. Siamo tutti noi.L'Aquila sta alzando la testa.
Le foto sono scure, prese dalla mia fotocamera di fortuna.

39 commenti:

Anonimo ha detto...

W BERLUSCONI RE D'ITALIA.

Anonimo ha detto...

@Anonimo
è inutile ....tanto nel suo mausoleo non c'è piu posto...è gia strapieno....di utilizzatori di lingua...
@ Anna
à bello cominciare con delle buone notizie la mattina...
Grazie Sentinella di Verità
mille baci
Gianni in Ancona

Anonimo ha detto...

ops.... è bello cominciare con delle buone notizie la mattina...
Gianni in Ancona

Maila ha detto...

Per avere un informazione meno urlata leggete http://gliannieroici.blogspot.com/2009/09/terremoto-abruzzo-gli-schiamazzi-e.html

giardigno65 ha detto...

Iniziativa disperata e coraggiosa. Leggerti è sempre stimolante e come noto anche dai commenti anonimi questo è un blog che informa sena remore.

Insomma l'informazione ha bisogno pure di qualche urlo. Non di deve urlare solo di paura !

Maila ha detto...

L'informazione non deve far presa sull'istinto della gente, ma deve invece dare informazioni. Lo sviluppo del pensiero, infatti per una questione biologica avviene sempre nella sua eleborazione ponderata e silente. Non è vero che bisogna urlare per comunicare. Questo lo credono i bambini piccoli .

Anna ha detto...

@Maila,
grazie per la segnalazione. Tutti i punti di vista sono da prendere in considerazione ed ognuno si comporta come crede. Non sono mai stata urlante, affermo solo con determinazione ciò che sento e vedo. I lettori opereranno le loro scelte ed arriveranno alle proprie conclusioni. Pina ha urlato ieri, ed ha ottenuto di essere presa in considerazione. Forse. Sai, quando si è invisibili, è difficile decidere di far le cose sommessamente.

Anonimo ha detto...

@ Anna
Cara Anna ,ricorda a Maila che Tu qui nn stai facendo solo informazione....ma stai anche COMBATTENDO per la Tua Città e La Tua Gente...anche quella che nn Ti sostiene...e si sa... ci scappa qualche colpo di clava...può capitare in battaglia..
Gianni in Ancona

Vale ha detto...

Tutto questo è un ulteriore dimostrazione della grande forza degli Aquilani,finalmente qualcuno ha ascoltato Pina... Mi rendo sempre più conto che se non si fa qualcosa che ti rende volontariamente visibile, allora nn c'è nessuno che ti veda e ti ascolti. A volte urlare è l'unico modo, proprio come hai detto tu, Anna. Grazie per il tuo coraggio, quello che urla rabbia, ma che dimostra senso del dovere verso la propria città e soprattutto una grande empatia verso il dolore altrui... Ho visto urla e sussurri, per rispondere a Maila, provenire dalle parole di Anna, sebbene io non la conosca... E voglia nonostante tutto di informare senza metterci del proprio... ma a volte l'istinto, quando sei coinvolto, urla così tanto da lasciare traccia nelle parole. Non credo però che questo contamini le notizie.
Ancora ad Anna, forte delle tue ragioni e per il coraggio che hai dimostrato d'avere fin da subito, continua a raccontarci degli Aquilani.

Un bacio,
Valentina, Palermo

Anonimo ha detto...

ciao Anna,
ieri sera Ballaro' ha timidamente mostrato la stessa realta' che tu descrivi da mesi: l'assenza di qualsiasi piano di ricostruzione a 5 mesi dal terremoto, la disperazione della gente che non vuole essere trasferita a forza, un amministratore locale che - con conti molto semplici e di buon senso - dimostrava l'insufficienza degli alloggi pianificati dal governo. Certo, il servizio e' stato l'ultimo della trasmissione. Ma forse e' un primo squarcio al velo di disinformazione che ha ammantato questa vicenda fin dall'inizio.
Un abbraccio
Francesca, Milano

Rebelde ha detto...

Una volta gli strilloni agli angoli delle strade urlavano le notizie di prima pagina e la gente comprava il giornale quindi le notizie urlate hanno sempr un loro senso ma soprattutto nel caso specifico hanno una loro efficacia.
L' Aquila alza la testa. Io personalmente non avevo dubbi. Dopo il lungo periodo di favolette, di tombole e saltimbanchi, anche il più moderato e tranquillo degli esseri umani capisce che lo stanno prendendo per il culo, capisce e prova sulla propria pelle la sensazione che di fatto non stà succedendo nulla e, peggio ancora, che l' opinione pubblica è indotta a credere che invece tutto funziona alla perfezione e che chi protesta è un ingrato.
Non è mai troppo tardi per unirsi alla lotta soprattutto quando la controparte vacilla e se occorrono gesti esasperati si adotteranno anche quelli.
Ieri sera il direttore generale di un comune terremotato (non ho capito quale) diceva che all' Aquila ci sono i presupposti per una rivoluzione di popolo. Forse il termine è esagerato ma la via di mezzo chi protesta la troverà senz' altro.
Anna, ti ringrazio immensamente per aver usato le mie parole nella side bar e sono fermamente convinto che essere comunisti oggi sia effettivamente ciò che hai scritto. Vorrei che chi usa questa parola in modo dispregiativo o per evocare vecchi fantasmi capisse veramente come si sente e vive chi ha il coraggio di fare outing dichiarandosi orgogliosamente comunista.
Un abbraccio a te e a tutti gli Aquilani. Aldo

mygoldenslumbers ha detto...

Se urlassimo un po di più tutti il nostro dissenso, forse la strada della mistificazione della realtà intrapresa da chi ci governa sarebbe un po più tortuosa. personalmente comincio ad aprire gli occhi su questa situazione da poco tempo e solo perchè non contenta dell'informazione tradizionale, sono andata a cercarmi le notizie vere su internet. Anna continua e non mollare

rebelde ha detto...

.....Un' altra cosa.
Sono convinto che se la controinformazione che chi come te Anna sta facendo riuscisse ad avere (come sta timidamente succedendo) una cassa di risonanza più ampia e quindi a raggiungere l' opinione pubblica, anche l' informazione tradizionale, quella di regime, sarebbe costretta ad abbandonare il carro di mangiafuoco magari contribuendo a disarcionarlo. In fin dei conti, mettila come la metti, sarà sempre il popolo ad essere sovrano. Non è un mio sogno, è la storia, è sempre andata così e così andrà sempre. L' unica variabile è il tempo e il tempo, la durata del periodo di oppressione, lo decide la forza della lotta messa in campo e la volontà del popolo. Non sono matto, anch'io ho famiglia, uso le nuove tecnologie, dormo di notte, vado al lavoro, vedo (poco) la televisione ecc. ecc. ma tutto ciò è perfettamente compatibile con un modo di pensare sano e coerente e quindi coraggio, ci siamo vicini, non molliamo proprio adesso. Lasciatemelo dire (anche se a qualcuno di chi commenta sembrerà patetico) Hasta La Victoria Siempre. Aldo

Kaishe ha detto...

Io ci sto a "urlare" con te...
Nel mio "vicinato" quando racconto quello di cui tu ci dai informazione, mi guardano un po' storto.
Ma poi alcuni vogliono sapere di più.
Tenete duro!
Non lasciate che vi spersonalizzino per farvi diventare grigie pedine dei loro giochi da tavolo.
Un abbraccio dal Friuli!!!

Anonimo ha detto...

Quelle "voci potenti adatte per il vaffanculo"...

Un abbraccio
Jessica

Rebelde ha detto...

.....Giuro non sono un megalomane che vuole a tutti i costi rubare spazio ma ho seri problemi qui sul lavoro ad aggirare i blocchi che l' azienda mette sull' accesso ai social network e quindi ci sono lunghi periodi in cui non riesco ne a leggere e tantomeno a intervenire. Da tre giorni ho libero accesso e quindi ..scusatemi...ma mi sto sfogando.

Per Anonimo Gianni (18 settembre 0.15 -LA VERITA' FILMATA): Hai ragione, era un pò che facevo anch'io la tua stessa riflessione sui bassissimi contenuti dei commenti degli anonimi (che io ho banalizzato chiamandoli lobotomizzati). Possibile, come te mi chiedo, che non ci sia qualcuno che sia in grado di contraddire l' informazione di Anna con qualche cosa di concreto che faccia riflettere e che sia in grado di suscitare dibattito e curiosità?
Possibile che si chiuda sempre alle tre righe di insulto o alle castronerie che effettivamente non stanno ne in cielo ne in terra?
Cosa vorrà dire? Che chi è narcotizzato dalla cipria di Berlusconi non è in grado più nemmeno di fare un ragionamento che fila? Oppure non si abbassa ad entrare nei blog -tanto sono tutte cazzate di chi se le canta e se le suona-? Oppure che non vuole vedere la realtà per paura che improvvisamente il sogno finisca.
Sento che la cosa non deve essere di poco conto, un suo significato (anche importante se non addirittura determinante) lo deve avere ma mi sfugge.
Tu Anna che idea ti sei fatta?
Mi piacerebbe capire meglio questo fenomeno. Aldo

Francesca ha detto...

Ieri ho guardato ballarò perché da tempo aveva annunciato di voler parlare, anche del dopoterremoto...dal 6 aprile non ho sentito niente di serio iin televisione sull'Abruzzo, e temevo che si usasse anche la morte dei soldati per "distrarre", invece no, per fortuna qualcuno ha parlato, perché l'obbedienza non è una virtù, soprattutto quando ci sono colpi di mano, o di stato, disonesti disumani come questi. L'Italia si deve liberare da molte oscurità, e dobbiamo essere insieme per risvegliarci, perciò evviva l'Aquila, e la rivoluzione del risveglio! Grazie a persone di coraggio come Pina e a blog vitali come questo. Da Napoli, grazie della lezione

Anonimo ha detto...

"Una volta gli strilloni agli angoli delle strade urlavano le notizie di prima pagina e la gente comprava il giornale"
Una volta se non davi il passo ad un cavaliere questo ti infilzava con la sua spada. Bene!!! Ritorniamo a quei tempi , dove la legge del più forte contava e dov e chi urla più forte ottiene più di quello che parla sottovoce dai!!!!! Insegniamo ai nostri figli che per ottenere bisogna usare la forza ed i polmoni mica che leggi democratiche!!!

Anonimo ha detto...

Bertolaso: "Non si chiami fatalità o disgrazia ciò che poteva essere evitato"

http://www.asca.it/news-TERREMOTO__BERTOLASO__NON_SI_CHIAMI_FATALITA__CIO__CHE_SI_POTEVA_EVITARE-859932-POL&comunicati=1-.html

Mi pare che davanti alle telecamere non dica le stesse cose...


Linus

Rebelde ha detto...

All' anonimo 12.59:
Vedi? sei la conferma di quanto ho detto alle 12.10.
Io, pur strillando quando lo ritengo necessario, insegno sin da ora ai miei piccoli figli il rispetto per le persone (anche quelle come te), mi sforzo di far capire loro che viviamo in un' immensa comunità dove ognuno ha dei sacrosanti diritti e spero che un giorno capiscano che se qualcuno questi diritti glieli nega (o vedono che vengono negati ad altri), devono essere pronti e capaci di urlare le loro ragioni.
Che cazzo centrano i cavaglieri e la legge del più forte lo sai solo tu. Sveglia che è ora.
Aldo

Anna ha detto...

@Aldo,
mi son fatta l'idea che moltissime persone che passano di qui, e son tante davvero, leggono i miei scritti e non commentano. Credo che si limitino a prendere atto dei miei pensieri e dei fatti che riporto ed a leggere anche altro. Le conclusioni a loro. Non sto qui a cercare di guadagnarmi credibilità: io la vedo così e non racconto fatti non riscontrabili. Se sbaglio, sono ben felice di conoscere fatti nuovi e di cambiare idea. Altri sono disturbatori che si divertono a lanciare un sasso. Sarebbe il caso di non raccoglierlo. Altri ancora sono persone che, pur non conoscendomi, per motivi che mi risultano arcani, mi detestano e amano punzecchiarmi. Altri ancora si creano qui mondi paralleli, per uscire dal grigiore delle loro vite e conducono una second life dove amano vedersi protagonisti ed interessanti. Altri cercano in questo blog notorietà che non hanno nel loro, non capendo che a me della notorietà, in senso di popolarità, non è mai interessato nulla. Men che meno in questo periodo disgraziatissimo della mia vita. Cerco notorietà per la disgrazia della mia terra e della mia gente. Questo sì.
Altri son pericolosi a livello di disturbo. Come sai, ho pubblicato qui il mio numero di telefono per far capire che sono a rispondere in prima persona delle mie affermazioni. E allora mi capita che mi arrivino minacce verbali molto pesanti. Cosa fare? Dal momento in cui ho deciso di rendere pubblico il mio dolore e quello degli Aquilani e di far sentire la nostra voce, mi son caricata sulle spalle tutte le conseguenze che eranno immaginabilissime. Di contro, c'è chi mi apprezza e mi dimostra affetto. E questo è impagabile, soprattutto in un momento come questo.
Il mondo di iternet è molteplice, come la vita del resto. Qui si può mostrare il meglio, il peggio, l'insipienza, la profondità di pensiero. Le parole son qui, per essere lette. Le conclusioni sono solo personali. Il dibattito è prezioso, ma deve avere fondamento e desiderio di confronto. Mi son sempre rifiutata di rispondere alla stupidità poiché, per mio limite, mi deprime profondamente. Anche se so che non è giusto. Perché anche la persona che ci appare più sciocca andrebbe presa in considerazione e spinta in tutti i modi ad usare il cervello. Ma io non ce la faccio. Ora men che meno.

Rebelde ha detto...

....grazie Anna.

Aldo

p.s. però se non ce la fai tu non ti incazzare se ci proviamo noi.

Anonimo ha detto...

"Non ti curar di loro ma guarda e passa..."

conlaura ha detto...

Ciao Anna, ciao a tutti.
oggi sono stata a L'Aquila per un esame, con me c'era mio padre, profondamente convinto che il piano case era buono... lo è stato finchè non siamo passati davanti a quelle in costruzione dopo sassa scalo andando verso L'Aquila, non conosco il nome di quel posto. Durante il viaggio si parlava dei problemi degli studenti che non trovano casa e che vorrebbero rimanere a L'Aquila e io ho fatto presente che invece di spendere tanti soldi per poche case potevano accontentare anche gli studenti, oltre che la popolazione con le strutture temporanee in legno, economiche ma dignitose. Passando dovanti alla costruzione di C.A.S.E. mio padre si è improvvisamente reso conto di alcune cose... troppo lontane da L'Aquila, il centro tarderà di molto a riprendersi, gli aquilani vengono smembrati. il tutto per dire... mio padre è stato convinto che ciò che ha visto in tv era buono e vero finchè non ha visto con i suoi occhi. ha girato un pò la città mentre mi aspettava e ha visto che... la tv rende bello e fa buono il niente!
Anna oggi ti ho pensato davvero molto, specialmente passando davanti a un determinato centro commerciale. mi sono ripromessa di andare a vedere il negozio del tuo amico e fare lì degli acquisti.
Un abbraccio a voi tutti
Non mollate!
Laura

Fabio ha detto...

Anche io ho visto L'Aquila, dieci giorni fa, per la prima volta dopo il 6 Aprile. Non si è ricostruito nulla. Tutte le zone rosse sono inaccessibili e praticamente ancora ricoperte di macerie. I luoghi scelti per la costruzione delle C.A.S.E. sono in profonda periferia; ad esempio Cese di Preturo, è davvero lontana dal centro storico, ma anche da tutti i servizi. Vi abitava un mio amico anni fa, e ricordo come lui fosse quasi isolato dal resto della città. Sicuramente provvederanno a potenziare i servizi, spero. Stesso discorso vale per i territori di Sassa o San Gregorio.
Cosa che mi ha colpito molto, è stato il proliferare di attività commerciali in maniera del tutto selvaggia. Suppongo che non sia stata attuata alcuna strategia, per la pianificazione delle nuove aree urbane. Io lo dico da sempre, penso che la scelta migliore sarebbe potuta essere quella di utilizzare subito casette in legno; oggi la totalità della popolazione potrebbe già avere un tetto solido sulla testa, risolvendo anche il problema del persistere dello sciame sismico; negli anni venturi queste abitazioni, sarebbero potute essere riutilizzate per la creazione di un campus universitario; un campus universitario, con alloggi in legno, e dotato di tutti i confort, sarebbe stata un'ottima scelta per gli studenti universitari; si sarebbe potuto investire, invece di sperperare soldi, dato che quelli spesi fin'ora non daranno alcun impulso all'economia. Un campus in legno, con alta efficienza energetica. A questo punto, una volta risolta l'emergenza, si sarebbe potuto iniziare a ricostruire, e man mano che le casette in legno si fossero liberate, renderle disponibili per l'università. Capirei, se non ci fosse stata alternativa, ma dato che ce ne sono svariate, perché sono state fatte le scelte che sappiamo essere state prese?

Anna ha detto...

Fabio,
hai posto l'accento sulle attività commerciali. E lo hai posto nella maniera giusta. Quelli che si sono organizzati, potendolo fare economicamente, sopportando l'onere di fitti altissimi, si sono adattati a ciò che hanno trovato. Lo hanno fatto per non restare senza lavoro, e lo hanno fatto selvaggiamente,senza regola alcuna. Molti i commercianti, soprattutto di beni alimentari, che sono venuti da fuori. La città, quel che resta della città, si è trasformata, come avrai visto, in un'accozzaglia di venditori di arrosticini e porchetta e di negozi improbabili. Proprio perché contrari a questa gestione/non gestione, mio marito ed io ci batteremo perché la nostra attività possa essere riaperta dove si trovava, in centro storico. Perché la vita sociale non può ripartire dalle periferie remote e scollegate, ma da un luogo della memoria che appartiene a tutti. Un luogo, per altro, ancora bellissimo, anche se ferito quasi a morte.

Future Jurist ha detto...

@rebelde delle 10.38

Chi ha osato parlare di rivoluzione alla tv pubblica era il direttore generale di un comune capoluogo di regione, amministratore di alto profilo internazionale:

http://www.innovatori.forumpa.it/innovatore.php?id=47

Ma quello che più ha mandato su tutte le furie il ministro che ha firmato il Lodo Alfano è il fatto che Cordeschi fosse arrivato a questa conclusione conti alla mano, sotto l'occhio di una telecamera. E questo fa giustamente gridare "evviva!" a Francesca...

Il terremoto dei banchieri ha detto...

Sotto l’albero di Natale quest’anno molti terremotati abruzzesi troveranno una bella sorpresa: il regalino arriva dalla banca e, mai come in questo caso, è un vero e proprio “pacco”.
Grazie al decreto Abruzzo dell’aprile scorso, convertito in legge il 24 giugno, tutte le rate dei mutui e dei finanziamenti destinati agli aquilani sono state sospese fino a dicembre 2009. La rateizzazione è stata così congelata e di fatto è slittata di nove mesi. Una bella boccata di ossigeno per i terremotati.
[...]
La banca ha in questi giorni pubblicato il documento (http://www.carispaq.it/istituzionale/pdf/ulteriore_sospensione.pdf) sulle “modalità di pagamento delle rate sospese”, in cui elenca le soluzioni possibili:

1. Il mantenimento della sospensione, ma pagando gli interessi: “Durante l’intero periodo di
sospensione matureranno interessi semplici nella misura contrattualmente prevista,
che saranno comunicati al termine del periodo medesimo”.

2. “Rinuncia alla sospensione mantenendo inalterato l’originario piano di
ammortamento del prestito” (peccato che gli aquilani, appunto, lo sappiano solo oggi)

3. “Pagamento in un’unica soluzione delle rate sospese senza alcun onere aggiuntivo per interessi e/o mora entro il 15 gennaio 2010” . In poche parole gli aquilani per non pagare gli interessi dovrebbero versare 9 rate tutte insieme. Piuttosto improbabile, per migliaia di persone senza lavoro e casa. Ma la Banca ha quello che fa per loro, ossia la quarta soluzione:

4. “Il ricorso ad un particolare finanziamento agevolato (tasso fisso 3% - durata max 72mesi) dedicato all’ “emergenza terremoto” per il pagamento entro il 15 gennaio 2010 delle rate sospese”. Un finanziamento sul finanziamento.
[...]

Anonimo ha detto...

Rebelde ha detto: "Hasta La Victoria Siempre. Aldo"
Poveretto, mi fai pena. Forza Berlusconi, sempre.

Andrew ha detto...

come odio gli anonimi!

Roberta ha detto...

Anonimo delle 12.59 hai scritto una banalità incommensurabile.
Urlare per i propri diritti non è mai un errore, così come non lo è insegnarlo ai propri figli.
Urlare è sbagliato quando lo si fa per prevaricare gli altri, limitandoli nella loro libertà.
Non arrampichamoci sugli specchi, per favore.

Anonimo ha detto...

Tiroler sagt

Italiener Papiminchia, Sie Hanswurste haben, was Sie sich verdienen. Ihr Psiconano verkörpert genau, was Sie sind.

Süd-Tirol frei. Los von Italien, los von Rom. Ein Tirol!

Al minuto 07:15 si parla del vostro terremoto

Anonimo ha detto...

ma come mai non si pubblicano certi commenti ?
forse perche contrari alle vostre idee?

Anna ha detto...

@Anonimo delle 13,22,
grazie per la preziosa segnalazione. Purtroppo nulla ho capito del parlato, ma le immagini parlano. Ieri mi ha chiamato mia cugina da Boston. Mi ha detto "è vero che le cose lì vanno male?". Incredibile, mi son detta, ne sanno più all'estero che in Italia.

Future Jurist ha detto...

Attenzione, da uno stesso servizio giornalistico (nel caso dell'anonimo delle 13.22, un'inchiesta della televisione pubblica austriaca) si possono trarre conclusioni assai diverse. Il commento dell'anonimo suona così, in italiano:

"TIROLESE HA DETTO:
Italiani papiminchia, avete i pagliacci che meritate. Il vostro psiconano è l'esatta personificazione di ciò che siete voi.
SUD-TIROLO LIBERO. STACCATO DALL'ITALIA, SCIOLTO DA ROMA. UN SOLO TIROLO!"

Anna ha detto...

@Giovanni,
infatti non avevo capito nulla di quello che si diceva nel servizio. Non avevo colto il riferimento agli Italiani. Però, non credi che non abbiano tutti i torti?
Dimenticano solo di dire che quegli Italiani lì sono un po' più della metà.L'altra metà è disperata.

Anonimo ha detto...

@ Anna
Ciao Combattente...in riferimento al Tuo Ultimo intervanto....
Non trovi "strano" che in quasi tutte le democrazie ...il Popolo è sempre diviso a metà?.... non trovi curioso che questa divisione sia costante ovunque?... E soprattutto è ancor più strano che un presidente come il nostro abbia la metà o poco piu dei consensi dopo tutto quello che combina..Credo ci sia una strategia sotto...in fondo i valori essenziali di chiunque poi sono gli stessi...la sinistra e la destra non credo esistano come fazioni...ma come stato generato ad arte da qualcuno che ha tutto l'interesse che si stia divisi come POPOLO...un ultima cosa...Sai è buffo che ormai l'unica voce morale che riesce ad essere oggettivamente imparziale (nn potendo essere tacciata di faziosità)sia quella di Benedetto il Sedici
un abbraccio fortissimo
p.s.
stanotte anche qui una scossa del 4,8 Richter...(che sia un Giudizio Divino in Atto? ahahahaha)
Gianni in Ancona

Anonimo ha detto...

...scusa...tolgo la risatina dal p.s.....non credo sia il caso....nel rispetto di Te e di Tutti la Tua Gente...baci
Gianni in Ancona

Future Jurist ha detto...

@Anna

Ho l'impressione che la disperazione sia di ben più della metà degli Italiani. Ma i politici dell'"opposizione" pensano per lo più a come cumulare cariche dove possono, esattamente come Berlusconi. Ormai da troppo, troppo tempo. E allora ci si rifugia negli aspetti più meschini, nell'idea che per le proprie tasche un Tremonti possa rappresentare il meno peggio rispetto a Visco. Anche la questione del Sud-Tirolo fa parte, per colpa soprattutto di chi avrebbe dovuto far chiarezza, di questo rimosso collettivo.