mercoledì 13 maggio 2009

Alla sera

Post serale, post intimo. Di quelli per gli amici, gli amici che ti capiscono. E ti perdonano. Sempre, alla sera, accadeva anche nella mia prima vita, mi assale la malinconia. E' inevitabile. Prima la gestivo. Devo cercare di gestirla anche ora. Il container è piccolo, intimo, direi con ironia. Peppe ha preso una brutta bronchite ed è febbricitante. Si lamenta nel sonno. Spero che l'antibiotico faccia effetto. In questo spazio ristrettissimo ho cercato di ricreare un'idea di casa. Ho la mia scrivania che, all'uopo, funge da cucina e piano di lavoro, un armadietto, un letto da una piazza e mezza e un comodino che ospita il televisore, e mensole piene di ceste e scatole.Ci sono anche degli oggetti che mi ricordano la mia casa. Quella che non tornerà mai più. Non so se mi piacciono ancora. Credo di no. Dopo aver provato l'inferno della pioggia, del fango e del freddo, il container sembra un piccolo paradiso. Da giorni, molti, mi chiedo perchè non riesco ad allontanarmi da questo luogo. Dalla mia terra. Dalla mia gente.Un periodo fuori, anche breve, potrebbe farmi bene. Lo so. Ma non ce la faccio. Una calamita mi trattiene qui. Una calamita che è fatta di dolore. E di senso del dovere, che sento mi reclama qui. E poi il lutto non ti fa desiderare la normalità. Quella normalità che troverei altrove mi spaventa. Non posso viverla. Non posso vedere le cose di prima con gli occhi di ora. Occhi diversi. Di una donna diversa. Il lutto è profondo, ma lentamente mi sto facendo una ragione dell'accaduto. Ne sto prendendo atto. E so che devo fare dei progetti, per sopravvivere. Vi accennavo ad un'idea maturata qualche giorno fa. Voglio tornare a lavorare e voglio avere una casa. Non posso aspettare le promesse del Governo. Mi sentirei un'imbecille. Inutile. E temo che sarei anche disillusa. Quindi voglio trovare un pezzetto di terra, anche in questa area industriale, dove costruire, con le mie stesse mani un laboratorio ed una casa. Voglio una casa di legno, leggera. Che, se cade, non fa male. Una casa molto diversa da quella che avevo. Una casa povera, quale io sono ora. Ma mia. E bella. Oh, sapete, è il mio lavoro, so fare anche case belle con materiali poverissimi, riciclati. Ho già il progetto in mente. L'ho costruito, tassello dopo tassello, nelle mie notti insonni. Voglio una casa dove poter ospitare gli amici, dove portare la mia mamma a stare con me, dove tornare a vivere. E a ridere. Mi sembra il tema di Lorenzo,nove anni, bambino terremotato. Forse questi sono solo sogni irrealizzabili, ma sognare mi è sempre piaciuto.Vi lascio, prima che le lacrime mi oscurino totalmente lo schermo del pc. Questo è stato solo un sfogo. 'Notte......

34 commenti:

silvio di giorgio ha detto...

buonanotte...:-)

Sere ha detto...

un abbraccio forte anna...
che tu possa riposare stanotte

la sorella bionda ha detto...

non una parola di consolazione,non ne ho mi spiace,sono sempre quella che viene qui per soffrire insieme a voi.
..Ma in fondo a questa melassa di dolore appiccicato addosso,c'è sempre il cuore di una donna,e lo sappiamo che noi donne siamo capaci di trovre forza e speranza dove la terra è arida.
Come Rossella O'hara,per sorridere un pòti vedo in cima ad una collina,con la TUA terra fra le mani,che ritrovi speranza lasciandoti dietro la tua vita rasa al suolo.

Ce la farai.

Simo.

Anonimo ha detto...

Buona notte Anna, "domani è un altro giorno".

Ric

Pico ha detto...

..però un po' "casa" è già il posto in cui ti trovi.Non è certo una situazione da considerare definitiva come luogo fisico, ci mancherebbe.
Lo dico per come ti sei guardata intorno. Non c'era nulla di davvero estraneo nella tua descrizione. Hai una tua integrità, e anche dei sogni che si stanno facendo progetti.
Viaggio molto in certi periodi, e sono arrivato a volte a svegliarmi chiedendomi che cappero ci facesse la finestra a destra invece che a sinistra, per giorni con la sensazione di essere estraneo a tutto quel che avevo intorno, alle ore in cui decide di dare luce il sole...Non hai descritto questo tipo di sensazione, ma quella di chi sta proiettando intorno a sè una organizzazione: FORZAAAA! E auguri di pronta guarigione al consorte.

Frank57 ha detto...

La trovo una testimonianza di possente commozione, struggente nelle emozioni che suscita. Vera, terribilmente vera e reale. Tante le sottolineature da fare. Il tributo migliore posso fartelo postando sul mio blog (www.ilsilenziodeisentimenti.splinder.com) queste considerazioni così intense, assieme a quanto scrivevi, ma con ben altra impostazione, giusto martedì.
Per non spegnere l'attenzione di noi "normali".
Un abbraccio di vero cuore.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Un sogno Anna , anzi no una speranza. Coltivala non arrenderti

Ti abbraccio
Daniele

Pietro ha detto...

:-)

il monticiano ha detto...

Ecco che finalmente riesco a conoscere, almeno virtualmente, la guerriera Anna-Miss Kappa. Forse la situazione in cui vi trovate te e i tuoi cari non è delle migliori, direi anzi il contrario. Vi conforti, se questo può alleviare un po' tutta la tragedia in cui state vivendo lì a L'Aquila, la mia e nostra solidarietà. Vado su FB dove c'è il tuo messaggio.

Anonimo ha detto...

cosa si può aggiungere anna...........buonanotte....enzo

Rosa ha detto...

Mannaggia a me...........Buona Notte!
Auguri per il tuo compagno e che domani sia migliore!

Baci
Rosa

Le Favà ha detto...

Dolce notte.

dario ha detto...

Mi piacerebbe venire ospite nella tua casetta...

serenella ha detto...

Buondì Anna. "bevo" letteralmente le tue parole, i tuoi post, perchè sono veri, autentici.
Buona giornata.

bruno ha detto...

Buongiorno Anna. Leggo che Bertolaso ha mobilitato i preti per calmare i terremotati.
Ci prova con l'oppio dei popoli.
Un abbraccio.

Mary Valeriano ha detto...

Piangere è il modo per lavare l'anima.
Che un sorriso possa illuminare il tuo viso, riflesso dell'anima lmpida.
Comunque Anna. Ci sono certi dipinti che per comprendergli meglio, serve alontanarsi, guardargli. Cambiando anche solo per un attimo, gli vedono diversamente e ricchi delle nuove sfumature colte, captano suggerimenti, segnali altrimenti mai notati.

frank ha detto...

è così da sempre, tutto rinasce a partire da una donna.

Pier Luigi Zanata ha detto...

Anna grazie per i tuoi reportage. Da vecchio giornalista posso affermare che sono preziosi documenti per descrivere la vostra tragedia, una delle tante del nostro bel Paese.
Buona giornata.
Vale

silvano ha detto...

Ciao.

sospesanelviola ha detto...

questo tuo post così intimo rende tangibili quelle sensazioni che stai vivendo. L'unica cosa che posso dirti è continua a lottare perchè hai tanta speranza, e questo è già un buon punto da cui partire. un abbraccio.

Anna ha detto...

@Dario,
ti ricordi quando io e te si disquisiva di vini e formaggi? Sembra un secolo fa. Certo che sarai invitato nella mia casa, quando ci sarà. Inviterò tutti quelli di voi che vorranno venire.

zefirina ha detto...

avere progetti per il futuro aiuta a sentirsi vivi

Anonimo ha detto...

Anche io mi ritovo attirato magneticamente ed inspiegabilmente a questa nostra terra ormai desolata.
Molte persone che non sono nate nella nostra città ritengono questo nostro attaccamento alla nostra terra come "morbosamente folle", ma noi sappiamo che non è così.
Dentro di noi c'è quell'istinto a restare, restare "sulla collina" delle macerie della nostra casa, non fuggire nella ricerca di un'effimera tranquillità. La nostra tranquillità è qui, dove sorgeranno le nostre nuove case, dove ci sarà la tua, e magari vicino anche la mia, una nuova casa, una casa dei nostri nuovi sogni. ciao Cristian

dario ha detto...

;-) allora portero' del vino e del formaggio...

caligola ha detto...

Hai scritto con il cuore e non con la mente,cara Anna, e allora rieccomi di nuovo qui a farmi leggere da Te. Hai messo per iscritto quello che anch'io sento nel cuore ma che non riesco a descrivere a parole agli altri : "il lutto non ti fa desiderare la normalità. Quella normalità che troverei altrove mi spaventa. Non posso viverla. NON POSSO VEDERE LE COSE DI PRIMA CON GLI OCCHI DI ORA. OCCHI DIVERSI. Di una donna diversa."
Se Ti ricordi del mio post di qualche giorno fa,anche io ho avuto una tragedia familiare: ed è proprio come dici Te; ora ho occhi diversi per vedere...
Ma la tua frase: "so che devo fare dei progetti per sopravvivere" mi conforta perchè mi fa capire che stai superando la prima fase di storditura dopo la batosta e,come un germoglio, stai rialzando la testa per divenire una pianta rigogliosa.
Anche io ho vissuto questa Via Crucis,anzi,la sto vivendo: ma,e lo auguro quanto prima pure a te, vedo la luce giù in fondo al tunnel della disperazione .
Sei una donna con le palle,sono convintissimo che farai ancora ulteriori progetti,perchè sognare aiuta a vivere meglio.
Un in bocca al lupo a Peppe,un "ad majora" a te e a tutti gli aquilani...
Gilberto

Saretta ha detto...

seı una donna meravıglıosa mamy.
quanto mı pıacerebbe essere, anche solo un pochıno come te.

arrgianf ha detto...

:( ciao Anna, avevi accennato a una cosa circa una malattia, ho letto sul televideo che c'è rischio di ammalarsi di tubercolosi. In merito come la vedi la situazione?

silvia ha detto...

Un abbraccio che scalda l'anima...come i sogni...

paola ha detto...

Anna, grazie delle tue parole, mi danno forza.
Mi fai vergognare di certi sconforti che ogni tanto mi vengono. Malinconie ricorrenti anche per me...ma le tue parole mi fanno vergognare di queste malinconie e mi spronano a essere migliore. Ammiro la tua forza, che non ti venga MAI meno!
Avrai la tua casa e il tuo laboratorio, sei determinata. Brava. Ti abbraccio
paola

Stefi ha detto...

Carissima Anna,
la tua voglia e capacità di affrontare tutto ciò sono già la Forza che ti permetterà di realizzare quello che vorrai!!
Ti abbraccio forte

Artemisia ha detto...

Sei sicura di non voler prenderti una pausa e andartene per un po'? Forse non sarebbe male, no?
Facciamo tutti il tifo per il tuo progetto, Anna.
Un bacione,
Artemisia

Anonimo ha detto...

Perche' non iniziamo una sottoscrizione per aiutare anna a comprare le materie prime per la costruzione della sua casetta??
Rosa Maria

paolapepe ha detto...

ti abbraccio Anna, spero che i nostri abbracci ti sostengano sempre e che tu realizzi presto il tuo sogno.

Kanna Shirakawa ha detto...

ho letto in tuo post successivo a questo della tua ricerca di un pezzo di terra per il tuo "progetto", non sapevo cos'era, anche se lo immaginavo

poi leggendo all'indietro i post del blog, che mi sta tenendo incollato al video, sono arrivato a questo, dove parli di costruire questa casa, di legno, e mentre ne parlavi mi e` venuto in mente quello che sognavo ieri sera, che questa tragedia potrebbe essere l'occasione per ripensare a come viviamo, ai nostri spazi, per renderli piu` umani, piu` naturali, e mi immaginavo il nostro bellissimo appennino punteggiato di queste case di legno, ma anche di pietra, ma niente cemento, niente orrori modernisti

poi ho letto la tua conclusione "sembra il tema di Lorenzo, nove anni", come un pugno allo stomaco, ma anche una lacrima e un sorriso, perche` anche io mi chiamo Lorenzo, e mi sono sentito come quel bambino :)

un forte abbraccio, e auguri per la tua bellissima futura casa