domenica 17 maggio 2009

Il racconto

Le scosse si susseguivano da mesi. Tante. Troppe perchè il sistema nervoso non ne risentisse. Le ultime di quella notte, era la domenica delle palme, erano state forti. Mia madre e mia sorella erano sul letto matrimoniale, mio marito ed io avremmo dormito sui divani, in salotto. Nessuno di noi era nella propria casa. La paura ci aveva fatto scegliere un'abitazione messa a disposizione da amici. Non potevamo sapere che ci saremmo trovati sull'epicentro. Il pian terreno ci dava la sicurezza di una via di fuga, sulla piazzola antistante. Le nostre case, nel centro cittadino, avevano scale alte, difficili da percorrere in caso di terremoto. E vicoli stretti. Mia madre e mia sorella erano agitatissime, io le rassicuravo e le calmavo con gocce di Valium. Facevo progetti per la Pasqua, per distrarci.Pensavo di andare fuori. Via dal terremoto. Intorno alle due le lasciai nella loro camera e raggiunsi mio marito in salotto. Ero stranamente tranquilla. Non avevo paura. Il sonno mi vinse mentre pensavo che, all'indomani, avrei dovuto comprare le uova di cioccolata e le colombe per i regalini di rito. E portare avanti il mio lavoro che era frenetico in quei giorni. Dovevo ricordare di comprare quella bottiglia di rhum che piace tanto a Peppe. E volevo fare delle lasagne da congelare. Le lasagne a Pasqua sono un rito per noi. Le avrei portate con me. Ovunque saremmo andati. Dormivo. Lo scoppio del televisore caduto mi sveglia. Buio. Mio marito è a terra, accanto a me. E mi stringe. Il mondo trema intorno. E non si ferma. Rumore di cocci e vetri infranti. E di muri che cadono. Non penso al sisma. Non potevo immaginare che ne esistesse uno di quella intensità. Penso alla terra che si spacca e mi risucchia. Penso alla fine del mondo. Mia madre e mia sorella nell'altra stanza. Urlando, invoco i loro nomi. Nessuna risposta. Urlo e urlo, ma non possiamo muoverci. La violenza della scossa ce lo impedisce. La terra si ferma. Urlo, con i piedi nudi feriti dai vetri rotti. Ci avviciniamo alla porta d'ingresso. Non si apre. Invoco mia madre. Sento la sua voce flebile che mi dice "Anna, siamo vive" Mio marito mi catapulta dalla finestra e mi urla di allontanarmi. I miei occhi vedono solo nebbia bianca. Pesante.Puzza di gas e di polvere. Sono sola sulla piazzola quando vedo una casa implodere davanti a me. Poi un'altra. Arrivano le prime persone. Mute. Urlo di aiutarci: "c'è una persona anziana fra le macerie". Vorrei morire. Piango disperata.Una donna esce da una finestra. Sanguina abbondantemente. La stringo a me. E piangiamo. La terra trema ancora, spaventosamente. Vedo la casa dove sono i miei affetti, le persone che amo di più al mondo, aprirsi in un angolo. L'imbotto di una finestra cade. Urlo "dove siete?" E la terra continua a tremare. Cado. Mi rialzano. Sono disperata. Vedo uscire mio marito che trascina mia madre avvolta in una coperta. Mia sorella segue sconvolta. In quel momento ho pensato che avevo tutto quello che volevo. Eravamo salvi. L'auto era intatta. Saliamo e , lentamente, ci allontaniamo verso uno spiazzo aperto. Non una parola. Buio pesto. E silenzio. Tremiamo senza riuscire a fermarci, mentre chiamiamo i parenti e gli amici al telefono. Siamo vivi. Accendiamo la radio: canzonette, e le voci suadenti dei conduttori notturni. L'alba arriva con i suoni incessanti delle ambulanze e apre davanti a noi lo scenario di una realtà devastata. Il giornale radio parla di sisma disastroso. La mia seconda vita ha inizio.

49 commenti:

Anonimo ha detto...

Senza parole. Un racconto che fa venire le lacrime agli occhi.
Preciso e dettagliato come solo una persona che ha veramente sofferto per quel sisma può fare.
Un abbraccio

A.

cristina ha detto...

Anna non ho parole per esprimerti quanto ti sono vicina

Mary Valeriano ha detto...

Il tuo modo di raccontate è coinvolgente, spero per te, anche un modo di liberarti, di rialzarti, di ritrovarti.
Il rialzarsi di voi altri, che avete vissuto l'inferno, è per tutti una cosa meravigliosa. Perchè vi siamo vicini.
Non sarà facile per te raccontare, ma facendolo tiene svegli le coscenze e cè davvero bisogno. continua Anna

Pape Satan Aleppe ha detto...

Un'esperienza terrificante.

cristiana ha detto...

La nottambula di sempre e
anche la combattante di sempre.
Nel disastro hai perso 'solo' cose materiali,ma il tuto spirito è intatto
e risorgerai 'più bella e più splendente che pria'.
Cristiana

Pico ha detto...

Stai "riavvolgendo il nastro". Me lo aspettavo dal modo in cui ti sei guardata intorno qualche post fa.
Sei consapevole. E io commosso.
Quello che ti succede dentro credo stia succedendo a tanti, magari con tempi differenti.
Cercate di mantenere le forze che avete ancora, organizzatevi, insistete anche con noi, chiedete. Aiutateci a capire meglio, cercheremo di rispondere.

Daniela ha detto...

stavo aspettando un tuo racconto di quel terribile momento...mi dispiace tantissimo! Dev'essere stato terribile sapere di avere i tuoi affetti lì dentro...senza via di uscita. Un abbraccio.

Jean- Paul ha detto...

In questo tuo racconto - più reale di mille realtà vissute o da vivere, nella tragedia che colpisce chi perde tutto pur sapendo che la peggior perdita sono i ricordi personali - rivedo ciò che scrivo da tempo a proposito della scrittura.
Una scrittura necessaria non perchè dettata da quali attese o da quali salvezze psicoanlitiche o messianiche: ma semplicemente perchè non si può non scrivere.

Un abbraccio

baluginando... ha detto...

Stai elaborando il lutto. Stai organizzando e sistemando la perdita nelle tue fibre più profonde e più nascoste. Nascerà un'altra donna. In un altro tempo, migliore e più fecondo di prima. Io non so se questa è la vita, o è l'adattamento della specie, o l'Entità che ci corre in soccorso. Non so neanche se tutto questo scocchi come una freccia per migliorare il mondo. Io, solo, vedo. E rifletto. E penso che forse, in un silenzio profondissimo, troveremo la risposta al nostro inquietante dibatterci.
Forse, dovremmo pregare.
Forse, non abbiamo perduto nulla che non potremo ritrovare.

paolapepe ha detto...

ho le lacrime agli occhi e i brividi che corrono lungo il corpo Anna... il tuo ricordare quei momenti è devastante e al tempo stesso catartico...
grazie Anna, come sempre
paola, rm

Alessandro ha detto...

che la tua seconda vita diventi alla fine più bella della prima.. la speranza è ultima a morire.. coraggio.. siamo tutti con te!

Anonimo ha detto...

continuo a leggerti da lontano, e tenere acceso il tam tam del tuo ricordo

aiuta tanti a non lasciare che sia il nulla dopo

a te anna un abbraccio forte

anna

Manu ha detto...

Si capisce come sia stata tremenda quella notte da ogni tua parole, sono parole che esprimono tutta la paura e l'angoscia di quei momenti

grazie di condividerli che noi
ti auguro che questa tremenda esperienza ti dia la forza per ricostruire la tua vita ......... che sono sicura ti permettera d'essere una persona più forte

con affetto
Manu

Arnicamontana ha detto...

La cosa importante di oggi è che tu abbia trovato la forza per iniziare "Il racconto"...Una consumata combattente la trova sempre la forza, e tu lo sei. Forza Anna, il tuo spirito perseguirà l'obiettivo di edificare la tua seconda vita. Un abbraccio

la signora in rosso ha detto...

mia hai fatto piangere...ho rivissuto con te quei momenti...guarda avanti siete ancora tutti vivi..un grosso bacio

Anonimo ha detto...

Anna cara, non lo avevi mai fatto, non avevi mai raccontato l'orrore di quella notte che noi cerchiamo solo di immaginare. Mentre ti leggevo sentivo i brividi. Ora devi pensare alla tua seconda vita.
Ti abbraccio, Pina da Verona.

Drewes ha detto...

Ciao, sono l'amministratore di un blog cinematografico dedicato alla Settima Arte e non solo.

Mi piacerebbe se accettassi la mia proposta di scambio link. Che ne pensi? ;-)

Fammi sapere.
Drewes
http://angolofilm.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

......

Un abbraccio
Mariella

Silvia ha detto...

Aspettavo questo racconto e speravo che lo scrivessi...non per una curiosità morbosa o cose simili, ma perchè credo quando si inizia a buttar fuori il dolore si inizia a respirare un po' dopo aver trattenuto il fiato a lungo.
Grazie per essere tornata a respirare...
Un abbraccio forte.
Continuiamo a seguirti, sperando prima o poi di sentirti anche cantare.
Silvia e Francesca

Francy274 ha detto...

Mi dispiace da morire Anna....Un abbraccio

Anonimo ha detto...

che ne è stato delle 1000 vittime nascoste negli ospedali, e delle tue indagini tra i ragazzi stranieri che lavoravano nella tua bottega? Ogni promessa radiofonica è debito. Auguri per la tua nuova vita, spero non più snob come la precedente.

Ben Fici ha detto...

mi rendo conto che adesso mi dirai.... "quella notte c'ero io non tu".... ed hai ragione.... Ma non devi mai pessimista... anche quando hai tutte le ragioni del mondo per esserlo... mi chiedo a volte... dove era Dio quella notte... ... e poi mi viene in mente la solita domanda.... è solo una nostra invenzione per poter sopportare questa vita che altrimenti sarebbe inutile ?

Anonimo ha detto...

Grazie al grande Ben, ho avuto modo di leggere il tuo blog su facebook.
E' stata un'esperienza drammatica che le tue parole riescono a descrivere efficacemente
Un abbraccio con l'augurio che a parte le scandalose chiacchiere possiate tornare presto ad serena normalità

Mammamsterdam ha detto...

Cara Anna, sono così contenta che tu sia riuscita finalmente a scrivere questo. E spero che continuerai a scrivere. Non solo e non tanto per noi, che pure aspettiamo le tue parole e speriamo di sostenerti.

Soprattutto per te, per ripulirti, per rinascere e anche, se si può dire, ri-crescere.

È ovvio che leggendo piangiamo con te, ma c'è anche una bella dose di sollievo per come stai reagendo.

E per quanto riguarda la tua casa, ci pensavo oggi, tempo fa ho letto un manuale sulle cstruzioni in paglia. Più antisismiche di così, e a basso impatto sulla natura. Qui ad Amsterdam ne hanno fatte un paio di ben 4 piani.

Io vengo giù il 28 maggio, spero di poterti trovare e vedere, visto che a febbraio la neve mi ha impedito di essere all'Aquila quando sei rientrata. Fammi sapere se c'è qualcosa che posso portare, io pensavo anche a qualcosa per i bambini, colori, pongo e cose del genere.
Un abbraccio,

Ba

Paul Gatti ha detto...

Ciao Anna, è molto difficile parlare di ironia dopo uno scritto del genere. Sei venuta a leggere il mio diario un paio di volte, e mi hai scritto un paio di telegrammi molto divertenti. Se qualche volta riemerge la vecchia Anna, ironica e spiritosa, torna a trovarmi: parlerò anche di situazioni simili alla tua, credo molto nell'ironia come forma di sfogo e di denuncia.

Anonimo ha detto...

avevo pensato a come doveva essere avvenuto e quello che si doveva provare al buio in un ambiente conosciuto, ma una conoscenza quasi inutile visto l'inferno creatosi e tu me lo hai reso reale.e solo perchè tu continui a dare questi cammei continuano ad esserci coglioni che la menano sui dettagli,sulle sensazioni...boh,nulla di nuovo, siamo veramente un popolo(?) assurdo destinato a scomparire respingimenti o meno.intanto qualcuno ha vinto l'ennesimo titolo di calcio e le piazze si riempiono e i tg ne impazzano... di voi sempre meno...d'altronde era del 5,8 e non del 6 eh anche voi che cippa volete....nonostante tutto credo fermamente che non vi arrenderete e questo renderà i loro sonni meno tranquilli. roberto

stefy61 ha detto...

Cara Anna mi chiedevo quando avresti cominciato a raccontare di te e non solo degli altri e dei problemi in generale, è necessario per elaborare il lutto (come qualcuno ha già detto) e ritornare a vivere. Non ti conosco molto ma, dal quel poco che mi sembra di aver capito, credo che come la FENICE risorgerai dalle ceneri della Vecchia ANNA. Te lo auguro di cuore.
Un Abbraccio e serena notte a tutti.
Stefy61

Rosa ha detto...

Non credo che riuscirò a dormire serenamente questa notte. Il tuo racconto mi ha toccata nel più profondo del cuore.
Non so a cosa può servirti se ti dico che ti penso sempre e mi auguro che il coraggio e la forza di andare avanti non ti abbandonino mai.
Buona vita Anna!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Letto. Scusa ma sono paralizzato dal tuo racconto. Li avevo immaginati più o meno così quei momenti terribili che hai vissuto, ma sentire la realtà raccontata come hai fatto tu in questo post ti ghiaccia il sangue.

Mi viene solo da abbracciarti e dirvi che spero davvero che per voi una vita nuova inizi. Un abbraccio anche a tutti coloro che soffrono in tendopoli fredde di notte e calde di giorno ed a tutti quelli che vogliono cmq sperare di uscire da questo incubo.

Ciao Anna
Daniee

Stefi ha detto...

Carissima Anna,
anche io commossa sono comunque contenta che il terrore di quei momenti sia finalmente fuoriuscito, anche se purtroppo non sarà possibile liberarsene mai del tutto.
Sei una Donna con una notevole forza e determinazione e confido che rinascerai, rinascerete!
Un forte abbraccio
Stefi

Agave ha detto...

Cara Anna, il tuo racconto lascia senza fiato. Quando sentii del terremoto ho subito pensato a te, e l'unico sollievo è stato leggere il tuo blog e sapere che tu e i tuoi cari stavate bene. Il dolore e la rabbia sono grandi, ma ce la farete!
Evelin

Andrew ha detto...

un abbraccio grande grande anna

www.diegogarciablog.blogspot.com

Sandro ha detto...

Angosciante. Punto. Parole diverse non ne trovo. Ti abbraccio, ed auguro a te, ai tuoi cari e a tutti coloro i quali vivono questo drammatico incubo di rialzarsi e rivivere.


Sandro

Angelo azzurro ha detto...

Inutile dire che leggere il tuo post tocca profondamente: Ci si immedesima nel racconto e si prova ad immaginare quanto terribile possa essere stato. Mi rendo conto però che la nostra immaginazione non arrivi nemmeno lontanamente a percepire tutto quello che avete passato in quei terribili momenti. Ora è cominciata la tua seconda vita, ti auguro di poter presto ricostrire il tuo futuro.
Non so se conosci questo blog, ti passo il link che forse ti può interessare.
http://cipiri.blogspot.com/2009/05/vogliamo-controllare-tuttolaquila.html

Saretta ha detto...

ho potuto resprare solo alla fıne.
tı sto abbraccıando davvero

Pro-Abruzzo ha detto...

Ciao Miss......ti proproniamo questo articolo di testimonianze di nostri amici, se vuoi pubblicale pure (speriamo che nn vedi il nosto commento come uno spam o forma di pubblicità...)
http://abruzzo6aprile.blogspot.com/2009/04/testimonianze-dirette-della-notte-del-6.html

Pier Luigi Zanata ha detto...

Racconto drammatico, avvincente. Mi ha fatto ricordare le testimonianze che da giornalista avevo raccolto nel terremoto Marche-Umbria del 1997.
Purtroppo solo nei blog si fa una cronaca reale dei fatti.
FORZA.
Un abbraccio
Vale

Artemisia ha detto...

Sono contenta che ce l'hai fatta a raccontarlo. Credo che ti faccia bene.
Un abbraccio.

Frank57 ha detto...

Straordinario racconto, di un'intensità rara e preziosa. Profondamente umano. Meravigliosamente scritto con un ritmo perfetto di narrazione.
Grazie!

cipiri ha detto...

............UN '........ABBRACCIO...
CIAO

mIsi@Mistriani ha detto...

io ho sentito un racconto del genere,uscire dalla bocca di una delle mie migliori amiche..e tra le parole e lo sguardo,non so cosa mi colpisse di piu'...

..non posso nemmeno immaginare lo stato d'animo di quei momenti,per chi c'era.

..un abbraccio anna..fatti forza..

NADIA ha detto...

hola querida,
non riesco a immaginare quello che hai passato in quel momento, quella sera qui da me tremava tutto io ero terrorizzata....se penso a quello che hai passato credimi mi si chiude lo stomaco!!!!
ti abbraccio forte Anna!!!
un beso!!!

Anonimo ha detto...

già che fine hanno fatto i mille morti?...

panz ha detto...

anche io ho letto in apnea

mi dispiace tantissimo

tanto dolore speriamo che sia anche occasione di rinascita

te lo auguro
panz

desaparecida ha detto...

sono senza parole...
che forza ,anche solo a raccontare qualcosa che non si può più dimenticare.
un abbraccio

Anonimo ha detto...

Proprio ieri si parlava del terremoto con dei colleghi. Ho ripensato ad una testimonianza diretta che avevo letto qualche tempo fa. Oggi ho cercato nuovamente quel blog e ritrovandolo leggo il tuo post così intenso, drammatico e significativo. Ti invio un caro saluto. Ciao, Gianfranco.

Miriam ha detto...

Grazie per questa testimonianza, grazie per averla condivisa sul tuo blog. E' forte, lucida e terribilmente viva nella sua drammaticità. Non smettere di raccontare.

Anonimo ha detto...

mamma mia, le tue parole sono struggenti, mi fanno venire le lacrime agli occhi,, coraggio Anna, ti sono vicina qui e su facebook.. penso che una esperienza del genere ti cambia la vita per sempre..alessandra

daniela ha detto...

ricordo bene il terrore del minuto e mezzo di una sera del novembre del 1980. E mi sconvolge leggere tra le tue righe quella frase: "siamo vivi" nelle telefonate ai parenti agli amici ... tutto ciò che conta in due parole. E quante volte nel mio quotidiano dimentico questa essenziale verità. Grazie di cuore.

daniela