venerdì 29 maggio 2009

Mi manchi



Consentitemi la nostalgia. Favorita anche da uno stato di salute non ottimale. Nostalgia per quello che è stato e che, a dispetto del titolo del video che ho scelto, non sarà più. Le immagini mostrano solo una piccolissima parte delle bellezze di L'Aquila e mi hanno particolarmente commossa. Se scorrete il video, vedrete una ripida scalinata in selci, percorsa da una signora con una gonna a fiori. Sullo sfondo, a destra, con le persiane verdi, la mia casa. E' stato un tuffo nel passato, quel passato spazzato via. Il tempo trascorso sembra lunghissimo. E sono stati solo due mesi.A volte mi estraneo dalla realtà, e mi pare di poter ancora, con le chiavi strette in mano, raggiungere Costa Masciarelli ed aprire la porta. La porta della mia vita. Poi mi scuoto. E prendo atto. Non è stato solo un brutto sogno.
Ciao L'Aquila bella me'. Mi manchi......

21 commenti:

albe^_^ ha detto...

Mi scuso per lo spam, ma è una notizia che mi ha lasciato di stucco:
http://www.unita.it/news/85148/stanno_utilizzando_i_nostri_figli_morti_sotto_le_macerie_a_scopo_elettoralistico

L'ENNESIMO SCIACALLAGGIO da parte di Caligola!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Anna non posso non capire il tuo dolore ma non mollare. Io intanto ho fatto il post per sabato se vuoi e puoi passare così mi dai un tuo parere e mi dici se ho fatto le cose correttamente.

Ti abbraccio
Daniele

Stefi ha detto...

Cara Anna,
a L'Aquila ci venni alcuni anni fa, in un momento particolare della mia vita, la trovai stupenda, così come i suoi ospitali abitanti!
Ti confesso che vedere questo video mi ha procurato sofferenza!!...
Un forte abbraccio di reciproca consolazione!

Pietro ha detto...

Ciao Anna, un abbraccio...

Future Jurist ha detto...

C’è un punto che mi tocca particolarmente. Si vede l’acqua che scende dalla fontana di fronte a S. Margherita. L’inquadratura poi cambia, inverte il movimento. Comincia a salire su per Costa Masciarelli, segue come una presenza amica. D’inverno, mi fermavo spesso sul punto in questione, sul passaggio tra i due luoghi. La cascata che qui rimaneva sospesa a mezz’aria, gelata sul mio capo assorto, lì mi richiamava, per contrasto, la neve di ghiaccio sulle corsie a gradini, la sua non meno elegante sapienza. Il suo principio di precauzione. La nitidezza dell’immagine che ci portiamo dentro rende molto più acuto il senso della perdita.

Martin ha detto...

Ciao Anna, un saluto a te e alla tua città.

Daniela ha detto...

Io vivo in Friuli e, benché non l’abbia vissuto, qui il terremoto del 6 maggio 1976 se lo ricordano in tanti. Iniziò alle 21 e le scosse furono dell’undicesimo grado della scala Mercalli (Magnitudo: 6.4 (Maw) e le vittime ufficiali furono 965. Poi ci furono altre scosse e la più forte fu quella del 15 settembre di magnitudo 5.9 (Maw). Io ero una bambina, abitavo a Trieste e la scossa ci svegliò. Mia madre avvolse me e mio fratello in una coperta e facemmo i cinque piani di scale di casa nostra di corsa, fino a raggiungere la strada...
Il Friuli ha ricominciato a vivere subito, con fermezza. Ha seppellito i morti e ricostruito le case.
Forza.

Anna ha detto...

E' quello che vorrei fare io, se solo me lo consentissero.Ma qui gli ordini piovono dall'alto. Vedi Daniela, il lutto per noi è doppio. Poiché il patrimonio artistico che abbiamo irrimediabilemnte perso, quello, non ce lo ridarà mai nessuno. Sicché in Friuli di fu una scossa fortissima dopo 4 mesi? Oddio, se dovesse accadere qui, non so come reagirei. Tutti noi stiamo a scrutare i segni premonitori di nuove terribili scosse.Siamo tesissimi....

sR ha detto...

anna guarda questo sito

http://dorsogna.blogspot.com/2009/04/sisimicita-petrolifera-un-avvertimento.html

è il blog di una studiosa abruzzese docente di matematica all'università della california.

silvano ha detto...

Tre anni fa visitai da turista L'Aquila e la trovai magnifica.
Percorsi quella scalinata, e quindi senza saperlo passai davanti alla tua casa, peccato non averti conosciuto allora.
ciao Anna, un abbraccio affettuoso.
silvano.

francesca ha detto...

Anna mi hai emozionata moltissimo...io ho solo potuto dare il mio piccolo contributo per aiutare...
mia nonna ha vissuto quello che stai vivendo tu nel 1915 quando il terremoto spazzò via la città di Avezzano e nel particolare il nostro paese, Torano...di esso è rimasta solo la sua bella torre sul colle...e delle case...nulla.
Ti abbraccio forte

Anonimo ha detto...

Ciao Anna!!io sono uno studente abrzzese che ha vissuto per 5 anni a l'Aquila, fino alla partenza forzata nella serata del 6 aprile maledetto...Sono aquilano anch'io....Vivevo la città come uno di voi, non andavo via il fine settimana, avevo preso le vostre abitudini....Sono profondamente afflitto...ma di una cosa sono sicuro, anzi di due.
1. non lascerò di certo la città
2. tornerà forse anche più bella di prima...
Un abbraccio!!!!

Arnicamontana ha detto...

penso che la nostalgia ti accompagnerà, hai perso troppo della tua vita! Ma ugualmente ti auguro coraggio e fiducia...Novità nella ricerca di un piccolo terreno da acquistare? Hai trovato qualcosa?Un abbraccio

zefirina ha detto...

fa venire le lacrime agli occhi

Daniela ha detto...

Cara Anna,
se anche in Abbruzzo ci sarebbe una nuova scossa, voi reagireste! La gente comune fa così. In Friuli la solidarietà di tutti fu bellissima. I militari furono splendidi! Il Friuli ha una storia antica di presenza militare in regione e, forse, questo fu l'elemento vincente in quella tragica situazione. So solo che la gente uscì dalle case, pianse, seppellì i morti e poi ricominciò.
Noi friulani lo abbiamo nel sangue.
E tu, che sei abbruzzese, ce l'hai nel sangue. Combatti come sai, come puoi. Quelli che danno ordini dall'alto provengono da un altro pianeta. L'unica tristezza è che, se solo si fermassero a pensare, potrebbero fare la differenza...
Questo non vuol dire che anche voi, adesso, potete fare la differenza... per voi stessi e per quelli che vi soffrono accanto.
Ripeto: FORZA!

giordan ha detto...

mi si è stretto il cuore.....

non credo possano esserci molte parole per consolare chi ha perduto casa, affetti, ricordi.

Mi auguro solo, che questo paese sia in grado di ridare una vita alle persone dell'Aquila.


un abbraccio forte forte

Anonimo ha detto...

Posso solo immaginare il dolore che stai provando e le difficoltà pratiche che state incontrando. Ti leggo da subito dopo il terremoto. cerca, nonostante tutto, di continuare a scrivere, perchè sono sicura che tanti come me passano da qui, magari senza lasciare commenti, per sapere cosa sta succedendo lì da voi. sono indignata per la felice idea di mandarvi in crociera sul Mediterraneo. Mi sembra una proposta offensiva se rivolta a chi, spesso anziano, vive in tenda da mesi, tra infinite difficoltà, privato di diritti elementari e stremato dagli sbalzi di temperatura. Per chi soffre di mal di mare è prevista una vacanza in montagna? E si metteranno anche a disposizione gli abiti di gala per la cena con il capitano? ridiamo per non piangere. Un abbraccio. Lisa

Anonimo ha detto...

Anna... ho letto ora Repubblica e il Corriere online e vengo qui a sbollire la rabbia, perchè non so che altro fare!!!
Ha detto che vi manderà in crociera quest'estate. E che se c'è gente che vive nelle tende è perchè loro hanno deciso di non muoversi, altrimenti la P.C. aveva trovato casa per tutti!!!
Ma come si può fare a ricacciargli in gola ogni stronzata che dice?
Mi viene davvero da piangere... e penso a voi cosa potete provare.
Mi spiace... mi spiace se non riusciamo ad aiutarvi ....

Francesca - Vicenza

giodelfo ha detto...

Cara Anna,
è tremendo leggere le tue parole, visualizzare i tuoi passi verso casa,verso quella porta...e poi percepire il brivido davanti al precipizio di questo incubo di polvere, macerie, sangue... Ho visto il video ..L'aquila è meravigliosa....
Ho la pelle d'oca Anna, e mi vergogno della mia quotidianeità paroganata alla tua che ti è stata rubata....
E mi vergogno che il delirio del potere continui ad accanirsi sulla vostra sciagura, promettendo scialbe crociere con le palme finte....
Un abbraccio Giovanni

zemmò ha detto...

..e allora passavo davanti casa tua tutte le mattine per andare a Palazzo Camponeschi.. e la voglia di salire per quella strada così antica era più forte della paura di scivolare su quei gradini e del fiatone che avevo una volta arrivata in cima a Costa Masciarelli!
manca tanto anche a me.
ç__ç

incognita7 ha detto...

capito x caso nel tuo blog...
e guardando questo video mi rendo conto che perdere la propria città alla quale si era affezionati deve essere un trauma non facile da superare....
ma l'importante è esserci..x poter raccontare...
ciao!!