venerdì 8 maggio 2009

Il dolore

Apro piano la porta. Entro in punta di piedi. Questa è l'unica casa che mi è rimasta. Avrete notato come qui nulla sia cambiato. Tutto è identico, come ai tempi della mia prima vita. Mi siedo in un angolo e vi parlo. Ho bisogno di intimità. Non mi avete sentita ieri e oggi. Ho dovuto elaborare un lutto. Ieri, ad ora di pranzo, mio marito ed io abbiamo raggiunto il punto di raccolta a La Fontana Luminosa per essere accompagnati dai Vigili del fuoco nel nostro negozio-laboratorio. Ormai il flusso di persone va scemando. Abbiamo aspettato solamente un'ora e poi i Vigili ci hanno scortati, con la nostra auto, verso il centro. Non avevano fretta. Ci siamo lentamente inoltrati attraverso il corso, siamo arrivati in Piazza Duomo e quindi nello stretto vicolo che conduce a quella che, una volta, era la nostra attività. Dei vigili ho già parlato. Loro capiscono. Ho chiesto di poter dare un'occhiata alle vie circostanti. Hanno acconsentito, pur sapendo che non avrebbero dovuto.Mi sono avventurata da sola. Ho ripercorso quelle stradine che erano le mie di tutti i giorni. Tutti i giorni della mia vita. Immaginate un castello di carte da gioco. Di quelli che si erigono sperando che non crollino da un momento all'altro. Avanzavo sommessamente. Sola. Intorno a me il deserto. E il silenzio totale. Lì mi sono sentita madre. E madre per eccellenza. Quella madre che accoglie fra le braccia il figlio morto.Quella madre che lo stringe a sé e si abbandona al dolore della perdita. Una perdita che sa incolmabile. Una perdita che la soffoca. Quella madre che accarezza con lo sguardo la creatura alla quale darebbe la sua stessa vita, pur di vederla ancora viva. Un dolore atroce. Che ti schiaccia. E ti lascia tramortita. Le ferite di quelle pietre erano le mie. Le ho accarezzate, e baciate. Tutte in un abbraccio disperato. Vi giuro, soffro per la mia città più che per ogni altra perdita personale.
Vedo le stelle dalla finestra. Il cielo è sempre uguale. Come le montagne.Voglio provare a sopravvivere. Devo farlo.

31 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Anna dove il cielo è sempre più blu ricorderemo momenti di malinconia, avremo una rabbia in gola, ma saremo qui, a ricominciare. Nin disperare. un bacio infinito da chi non può dimenticare.
Maurizio

valverde ha detto...

un grande abbraccio
valverde

free-your-mind.info ha detto...

Coraggio ed un abbraccio.

Anna (lettrice silenziosa dalle montagne dell'Engiadina)

silvio di giorgio ha detto...

devi farlo e ci riuscirai...anche se l'attenzione generale inizia a scemare non dimenticare che non siete soli

la sorella bionda ha detto...

Mio Dio quanto sto piangendo.
Non ho ancora avuto il coraggio-sfrontatezza di venire li.
L'Aquila è stato lo scenario di anni importanti della mia vita.E l'amo,l'ho smepre amata tanto,pur essendo una romana.
Decine di amici,di amori,sono senza più nulla,e la morsa del dolore,che ripensa alle stradine che precorrendo mi facevano venir voglia di abbandonare la mia metropoli,è davvero grande.
Ognivolta vedo il sole penso istintivamente di voler venire su..ma poi arriva la realtà,e mi rendo conto,che tutto è cambiato,che non si potrà più,prendere e partire come prima e trovare la solita certezza di questa città splendida.
Che affronto alla bellezza,che affronto alla vita.

Ti abbraccio Anna.

Pietro ha detto...

Notte Anna, credo siano sensazioni dolorose e non ci siano parole per darti conforto. E' proprio come un lutto...

Stefi ha detto...

Anna, tesoro mio, tu non "vuoi provare a sopravvivere" tu STAI già CONTINUANDO A VIVERE!!
Forse perchè, oltre al dolore, nel tuo profondo hai riconosciuto e ritrovato proprio la Forza della Grande Madre...quella che ci permette di continuare a lottare per la vita!!...
Ti abbraccio forte forte..
Stefi

Andrew ha detto...

un abbraccio Anna

Anonimo ha detto...

prendo spazio e chiedo permesso:

All'Aquila si vive in stato di guerra, governi criminali ridateci la terra!

Il G8 all'Aquila è una provocazione, che avrà come unica conseguenza l'ulteriore militarizzazione del territorio e altro spreco di denaro pubblico per tenere al sicuro le banche ed i potenti della terra! Vogliono usarci come scudi umani per i loro sporchi affari di guerra e di potere!
Che se ne vadano i militari, la protezione civile, la polizia. Che se ne vada questo Stato di polizia, No al G8!
Gli abruzzesi, migranti e non, colpiti dal terremoto devono tornare, quelli imprigionati nelle tendopoli devono uscire, riversarsi nelle strade tutti, per lottare, per dire no allo sciacallaggio istituzionale-mafioso, per riprenderci la terra, per riprenderci la vita, per mandare a casa chi ci tiene al giogo attraverso false promesse e un’apparato militare senza precedenti qui da noi. Siamo almeno 50.000 sfollati, non possono farci la guerra! I 90 milioni di euro servono per le case ai terremotati, non per il lusso cinico di questi signori!

ALL’AQUILA SI VIVE IN STATO DI GUERRA
GOVERNI CRIMINALI RIDATECI LA TERRA!



Un saluto di amore, sincero e rivoluzionario alle compagne e ai compagni trasparenti, a tutti quelli che hanno manifestato la loro solidarietà concretamente, con la lotta e non con il pietismo o la beneficenza, cercando di mettere a tacere il grido di dolore e rabbia che molti terremotati si portano dietro.
Non sappiamo se gli altri fuori ci vedono ancora e se ci vedono come ci vedono a noi terremotati.
Ma una cosa è certa: non ci hanno cacciati con le bombe dal nostro territorio, ma cacciarci dalla nostra terra era loro intenzione. Non riusciamo ancora a capire bene il perché o dove vogliono andare a parare. Di sicuro è una prova di guerra e di dominio totale sulla volontà della popolazione, forse è la sperimentazione del piano "rinascita" di Gelli.
Servizi segreti, sbirri di tutte le sorti e digos si sono concentrati qui nell’Aquilano, insieme a massoneria, mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita, Stato di polizia e G8. Oltre ai vigili del fuoco, su 60.000 abitanti, di cui 30.000 sfollati sulla costa, ci sono più di 70.000 uomini e donne in divisa all'Aquila, dall’esercito ai carabinieri, dalla polizia, municipale e non, ai gom, dalla guardia di finanza (anche in assetto antisommossa) alla guardia forestale. E poi ci sono le guardie ecozoofile, che con le loro divise belle inamidate addosso, invece di rendersi utili nei campi stanno lì a prendere i documenti a chi entra e chi esce e a fare le ronde. C’è la protezione civile di Bertolaso-Berlusconi che filtra la solidarietà, impedisce l’istallazione di punti di connettività adsl (“tanto” dicono “noi ce l’abbiamo e agli sfollati questo non serve!”) e se gli chiedi di installare i cessi chimici in fondo al campo, dove c’è meno controllo, oppure la carta igienica, tergiversano o si rivolgono ai vigili del fuoco. E poi c’è tutta la pletora di volontari a pagamento autorizzati dalla protezione civile: dalla Misericordia ai Devoti di questo o quell’altro santo in paradiso, dalla croce rossa a quella bianca, verde o azzurra. E poi c’è Digos e polizia in borghese sparsa per tutto il territorio. In ogni campo su 160 sfollati, ci sono almeno 200 sbirri a vario titolo più quelli in borghese.
Queste tendopoli sono dei lager. Non è permesso tenere animali con sè (tranne rare eccezioni strombazzate in televisione), non è permesso andare a trovare amici e parenti negli altri campi senza essere identificati, non è permesso cucinare, lavarsi, autogestirsi. Quando arrivano i camion di roba la gente fa a botte per accaparrarsi le mutande o due calzini non spaiati.
Ci trattano come decerebrati. Ci hanno invaso, colonizzato, disinformato. Non arrivano giornali nei campi. Per andarli a comprare bisogna uscire la mattina presto dopo essere stati identificati e cercare di raggiungere l'edicola ancora agibile più vicina (abbiamo il marchio del terremotato: un tesserino da portare sempre bene in vista anche quando si fa la fila per mangiare o per andare al cesso o per farsi la doccia o andare dal barbiere ogni 15 giorni).
Per le donne, soprattutto le anziane, è una tragedia, per farsi una doccia o un bidè bisogna andare al mare o a Roma e tornare prima che chiudano i cancelli, altrimenti doccia fredda e bene in vista (sotto gli occhi di tutti, sbirri e maschi in generale), perché in molti campi non ci sono containers per le docce, ma docce a cielo aperto. Le donne anziane, disabili, le incontinenti, la fanno e se la tengono nella tenda, perchè non ci sono cessi chimici in fondo al campo, dove c'è meno sorveglianza. I cessi stanno all'entrata del campo, dove c'è la protezione civile e tutti gli altri sbirri con le telecamere e i fari. I cessi hanno tra l’altro le barriere architettoniche. Molte tende tra l’altro sono inagibili (ci entra l’acqua e gli sfollati devono scavare dei canali per convogliare l’acqua in una fossa, che poi svuoteranno la mattina successiva) e quelle della protezione civile difficilmente accessibili ( invece delle chiusure lampo hanno bottoni e spaghi per la chiusura) e per un giovane o una giovane aitante occorrono almeno 10 minuti per aprirne o chiuderne una.
La notte cerchi di dormire e di accantonare tutto questo disastro, cerchi di non pensare al futuro, non esiste futuro: non avevamo e non abbiamo lavoro, non avevamo e non abbiamo reddito e ora non abbiamo neanche più una casa, un nido dove stare. E mentre cerchi di addormentarti in mezzo a questo orrore, gli uomini in divisa entrano nelle tende e ti accecano la vista con le torce, per vedere chi c'è e chi non c'è, che cosa fa e se ha il computer acceso o la televisione (è vietato tenerli con sé nella tenda).
C'è il coprifuoco. Arrestano un rumeno per aver recuperato dalle case crollate pezzi di grondaia di rame, mentre i veri sciacalli sono pagati per tenerci rinchiusi dentro i campi o per mandarci via dalla disperazione.
E con il g8 sarà ancora più atroce. Nessuno guadagnerà una lira da quest’altro terremoto, nessuno tranne i potenti. Avevano strutture antisismiche sotto la scuola della guardia di finanza, in grado di ospitare 3.000 persone. Queste strutture non ospitano e non ospiteranno gli sfollati. Queste strutture ospitano e ospiteranno lo stato maggiore dei potentati economici e finanziari, ospiteranno gli 8 grandi capi di Stato dei paesi più imperialisti del mondo, dei paesi più guerrafondai del mondo, dei maggiori criminali del mondo. Queste strutture hanno ospitato, ospitano e ospiteranno un solo Dio, quello del denaro, quello delle banche che hanno messo in ginocchio l’economia e l’autonomia di un intero pianeta chiamato terra. Un pianeta che si è ribellato sotto i nostri piedi allo sfruttamento e alla devastazione selvaggia del territorio e dell’uomo.
I 90 milioni di euro che il governo Berlusconi-Bertolaso vuole destinare a “far star comodi” governi criminali col loro seguito di veline e pennivendoli per il G8, potrebbero servire a far star comode 600 famiglie di sfollati; la cittadella sotterranea della scuola della guardia di finanza potrebbe servire ad ospitare almeno gli anziani e i disabili sfollati, ma quelli non ci hanno un euro pe’ piagne!!!
E allora teniamoceli buoni questi straccioni! mettiamogli a credere che con il decreto affossa-Abruzzo avranno la casa per settembre! Poi se ci scappa da dire che “ci vorranno almeno 200 giorni per vedere i primi prefabbricati” costruiti su macerie di amianto e sangue, chi se ne frega, tanto nelle tende c’è il riscaldamento! E poi “che cazzo vogliono, sono morte soltanto 300 persone! Noi ce ne aspettavamo almeno 1500-2000!” (dichiarazioni di Berlusconi verificabili)


SVEGLIAMOCI!


Qui non ci daranno niente! Ciò che potremo avere ce lo dovremo conquistare con la lotta. Vogliamo case sicure e non tende! Un lavoro dignitoso e non una vita da larve dentro tendopoli-lager o alberghi-ghetto! Le comunità locali devono decidere del proprio futuro! I sindaci, non il governo centrale, non Berlusconi, non Bertolaso devono pretendere di amministrare i soldi per la ricostruzione. Se non hanno il coraggio di farlo che si dimettano.
Che si dimettano Bertolaso, Berlusconi, Maroni, Sacconi, Tremonti (attenzione, se non avremo i soldi da anticipare per la messa in sicurezza e la ricostruzione delle nostre case, tra 5 mesi dovremo regalarle a Fintecna, come stabilito dal decreto “salva- Abruzzo”).



che se ne vadano tutti!



Che se ne vadano i militari, la protezione civile, la polizia. Che se ne vada questo Stato di polizia!
Gli abruzzesi, migranti e non, colpiti dal terremoto devono tornare, quelli imprigionati nelle tendopoli devono uscire, riversarsi nelle strade tutti, per lottare, per dire no allo sciacallaggio istituzionale-mafioso, per riprenderci la terra, per riprenderci la vita, per mandare a casa chi ci tiene al giogo attraverso false promesse e un’apparato militare senza precedenti qui da noi. Siamo almeno 50.000 sfollati, non possono farci la guerra!



Fuori le lucine blu dal nostro territorio!



Non abbiamo bisogno di ronde, nessuno di noi ha più niente da perdere se non il futuro. E gli uomini in divisa, armati fino ai denti non sono qui per aiutarci, ma per proteggere il lauto banchetto, legato alla ricostruzione, a cui non siamo stati invitati!
Lottare possiamo e dobbiamo, non abbiamo più niente da perdere, solo da guadagnare!



No al G8!



Opponiamoci con forza a quest’altra passerella di potenti sulla nostra terra: non ci porterà ricchezza, ce la ruberà, ci ruberà il nostro patrimonio artistico, storico e culturale per piantare una bandierina pietistica e pietosa made G8 sulle nostre macerie. Ben venga la solidarietà quando è disinteressata, se non lo è diventa corruzione e non può essere avallata, neanche da certa sinistra istituzionale e non, che ingenuamente invita a “una forma di rispetto che non porti a manifestazioni su questo territorio”.
E’ questo il territorio che ci appartiene, è qui che dobbiamo lottare con forza, anche con manifestazioni e denunce, ma devono partire da qui e ben venga la solidarietà da fuori, l’appoggio dei comitati popolari contro le discariche o la TAV o della rete nazionale per la sicurezza sul lavoro, o del sindacalismo di base, ma siamo noi abruzzesi i protagonisti di quest’ultima sciagura e siamo noi, sulla nostra terra che dobbiamo ribellarci allo sciacallaggio anche istituzionale.
Non ci interessano le tournée a Roma o altrove, se ci sono ben vengano, ma siamo noi, inscidibilmente legati alla nostra terra, che dobbiamo reagire e ricostruire il nostro futuro.
Ci dicono e ci diciamo che siamo “forti e gentili”, ma è il nostro territorio duro, selvaggio e meraviglioso che ci ha plasmati così. Rispettiamolo, questo territorio sarà forte e gentile con coloro che da fuori vorranno darci solidarietà disinteressata e non coloniale. Manifestiamo ovunque, ma manifestiamo anche e soprattutto qui.


Ma quale civile, ma quale protezione, Bertolaso è un servo del padrone!


Questo è stato gridato, a ragion veduta, al capo della protezione civile presente al consiglio comunale straordinario dell’Aquila il 5.05.09. Questo "saggio" funzionario dello Stato è stato infatti inquisito per traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Questo "saggio" funzionario dello Stato ha sostenuto e sostiene l'intervento di Impregilo (già sotto osservazione per infiltrazione mafiosa e ora per il crollo dell’ospedale dell’Aquila) per lo sversamento delle ecoballe tossiche nelle discariche di Chiaiano e per la messa in funzione dell’inceneritore di Acerra.


Tutti questi signori non sono qui per noi, ma per “azzuppare il biscotto”



Beh, il biscotto azzuppatelo nelle vostre mutande, che alle nostre ci pensiamo noi. Grazie per le tende inagibili, per la pasta scotta e il cibo scaduto, grazie per le mutande, i calzettini, gli psichiatri e i clown. La fase 1 adesso è finita


RIAPPROPRIAMOCI DEL TERRITORIO, BASTA CON LE PASSERELLE!



Per una rete di soccorso popolare
mumiafree@inventati.org

Pier Luigi Zanata ha detto...

DEVIIIII !!!!
Anna continua nella tua denuncia, il tuo blog deve essere il manifesto della volonta' incendiaria e travolgente col quale fondare la rinascita dell' Abruzzo e dell' Italia, perche' dobbiamo liberarci della fetida cancrena di politici, di brown noses, ...
Serena fine settimana
Vale

stella ha detto...

Un sorriso, Anna.

Rita ha detto...

Coraggio, ce la farai anche se non è facile!!!

Simona ha detto...

...vorrei avere parole per colmare ogni singola ferita, ma...
Solo la memoria per non dimenticare, non dimenticare finché tutto non sarà, per quanto possibile, come un tempo. Un abbraccio.
Simona.

cristiana ha detto...

Anna,tu sei una combattente nata! Leggo che altri sono esasperati dalla situazione,unitevi,fatevi sentire,denunciate i soprusi,chiamata qualcuno che abbia il coraggio di pubblicare queto disastro.
un abbraccio
Cristiana

Mary Valeriano ha detto...

Da pelle d'oca!
Ti servono tante cose Anna, ma meno male l'affetto della gente non ti manca.
Leggendo le tue parole viene spontanea lo voglia di abbraciarti, consolarti come si fa con una persona a cui vuoi bene.
Coraggio Anna!

karlotta ha detto...

grazie anna per renderci partecipi del tuo dolore, se potessimo ne prenderemmo un pezzetto per uno pur di alleviare il tuo, spero che la nostra soldiarietà possa in qualche modo, anche infinitesimale, esserti di aiuto..
katia

Monica ha detto...

forse si può ricominciare solo così, arrivando a piangere pietosamente ciò che non c'è più, il nulla che ci resta, il ricordo che consola e soffoca.
guardando sconsolatamente il dolore che sta appiccicato alla pelle, senza sapere quando finirà

ma finirà.

lo sappiamo, tutti ogni volta che abbiamo superato uno dei lutti che ci costellano la vita.
una persona, un amore, una parte di se ....

grazie per avercelo (avermelo) ricordato.

Daniela ha detto...

Cara Anna, ti seguo da che è accaduto il disastro. Sono approdata per caso sul tuo blog...mi ha incuriosita. Voglio prima di tutto dirti di essere forte e che sono sicura che ce la farete...tutti quanti! Vi penso e Vi sono vicino.
In secondo luogo voglio capire cosa sta veramente succedendo all'Aquila...le cose che hai scritto mi hanno lasciato sorpresa...vorrei capirci qualcosa di più! Questo sentimento di rabbia nei confronti della protezioe civile e di coloro che sono lì "per aiutarvi" a cosa è dovuto? Forse al fatto che state passando un momento terrificante e non è facile comprendere le difficoltà e gli sforzi enormi che è necessario fare in caso di emergenza oppure è realmente così come dici tu e qualcun'altro? Ho letto che non potete tenere i pc in tenda??? Ti prego...aiutami a capire! Inoltre mi chiedo....ma cosa ne pensano i tuoi concittadini del G8 all'Aquila? Ma pensate sia veramente un fatto positivo per voi?
Scusami se ti chiedo queste cose...ma dai media non riesco ad avere un parere obiettivo...è normale che in tv si dica che va tutto bene e che è meglio così! Io voglio sapere cosa ne pensa il popolo e finchè è possibile vorrei avere un parere obiettivo da voi....che state vivendo questa tragedia.
Grazie Anna, puoi rispondermi quando vorrai e a me non interessa che il mio commento venga pubblicato....volevo solo avere informazioni per una mia curiosità personale.
Ti ringrazio e vi abbracio
Daniela

ragno62 ha detto...

e il negazio è riutilizabile?il poter riprendere il lavoro ti aiuterebbe molto

Veneris ha detto...

Capisco il tuo dolore. Spero che quelle vie e quelle piazze ritornino in fretta a come erano un tempo. Forza Anna

Toshi ha detto...

Ciao sono un ragazzo di Ragusa ma da circa 2 anni vivo a Verona.. Leggendo il tuo post ho pensato se succedesse giù un evento del genere e mi son venuti i brividi.. Tutti quei balconi barocchi, quei muri di arte e storie sbriciolati come biscotti..

Immagino il dolore che tu possa provare vedendo la quotidianetà persa in 20 secondi..

Giò ha detto...

sì è strana questa sensazione, dopo che è successo qualcosa di forte, che tutto ciò che ci circonda sia ancora immutato... il cielo, la luna, ....quasi a farsi beffa di noi, poveri piccoli mortali.

♥gabrybabelle ۶(๏̯͡๏)۶ ha detto...

che bello Anna,che hai condiviso la tua 2Giornata Particolare"con noi,mi pareva d'essere li con te,passo dopo passo,odori,e dolri,tutto assieme,so' con certezza che tante delle nostre emozioni,storie,si possono raccontare,ma se non si vivono in prim apersona è difficle capire,questo post m'ha toccato nel fondo del cuore,pero' Anna debo dirti che sono d'accordo con il grido di dolore che lancia, "L'Anonimo che chiede il permesso per... "



[[Il G8 all'Aquila è una provocazione, che avrà come unica conseguenza l'ulteriore militarizzazione del territorio e altro spreco di denaro pubblico per tenere al sicuro le banche ed i potenti della terra! Vogliono usarci come scudi umani per i loro sporchi affari di guerra e di potere!]]

Sono d'accordo e temo che gli Abruzzesi potranno fare ben poco a meno di una sommossa popolare

gabrybabelle


http://gabrybabelle.blogspot.com/2009/05/chiedo-scusa-tutti-gli-amici-cui-grazie.html

Arnicamontana ha detto...

"Lì mi sono sentita madre. Madre per eccellenza"...mi ha colpita, su tutto, questo concetto. DEVI provare asopravvivere certo! per riprendere a vivere. Un abbraccio Anna.

Artemisia ha detto...

Anna, non sono brava a trovare le parole in queste circostanze.
Ti dico solo che ti sono vicina.
Artemisia

pia ha detto...

Davvero toccante.
Sì, il dolore espanso.

rodocrosite ha detto...

Anna, ti capisco, ti capisco, sai quante volte ho pensato che se succedesse alla mia città impazzirei dal dolore. Sapere che non sarà mai più uguale, persa per sempre. Un lutto, sì.
Ma chi è rimasto deve sopravvivere.
Glielo devi.

Anonimo ha detto...

"O noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente" (Al Pacino da “Ogni maledetta domenica")

Siamo la tua squadra Anna, te e L'Aquila tornerete presto a volare. Credici!

http://www.youtube.com/watch?v=jQvU9aWuqwQ

Riccardo

zefirina ha detto...

se hai provato un lutto, se hai subito una perdita non è difficile capire cosa provi

io ti capisco e ti abbraccio come spesso di questi tempi mi viene da fare

marina ha detto...

Cara Anna, non le ho le parole per il tuo dolore. Posso solo abbracciarti con tutto il mio affetto. Non ricordo l'Aquila, dove sono stata da adolescente, ma mi manca.
marina

Anonimo ha detto...

Sinceramente la foto struggente della Madonna con Gesù tra le braccia, stride con l'impostazione di questo blog...ogni tanto passo di qui,ma poi trovo tutto così strano...e lascio stare